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Claudia Mori – Se Mi Ami… (1994)

Claudia Mori Se mi amiPer la serie “a volte ritornano”, ecco a tutti noi la strepitosa performance di Claudia Mori al Festival di Sanremo del 1994.

Qualcosa la spinse o qualcuno la convinse (Pippo Baudo? Sempre desideroso di condire il carrozzone festivaliero con nani e ballerine?) e nessuno la dissuase (in primis, cotanto marito che ben avrebbe dovuto imporle di lasciar perdere). Fatto sta che dopo svariati anni di silenzio canoro, Claudia torna in grande spolvero per una comparsata e niente più, ma intanto torna, eccome.

In realtà le carte per il colpaccio ci stavano tutte, data la popolarità dell’interprete, una carriera di un certo riguardo, una vittoria in carniere e il prevedibile tam-tam che avrebbe accompagnato l’incertezza sulla presenza o meno nel marito quale accompagnatore.

A tutto questo deve aver pensato Baudo, mentre lei (e forse sta qui il merito che le va riconosciuto) ha pensato solo ad una cosa: andare a Sanremo e divertirsi, fregandosene di tutto e tutti. Anche se forse esagera un pochetto perché oltre a fregarsene della critica e delle critiche, ignora completamente anche il maestro Detto Mariano, l’orchestra e l’intonazione: si piazza davanti al microfono e parte, comunque sia.

La canzone è una tremenda marcetta e la fisarmonica la rende quasi un brano da balera, in pratica quanto di peggio la penna di Toto Cutugno (autore del brano) potesse concepire, ma lei ci mette davvero del suo per rendere impresentabile un brano di per sé già imbarazzante.

Quanto al testo: la bella della situazione, stanca della vita di città, invita il suo amato a “Calde notti stregate dal mare. Se mi ami se mi ami sempre di più, chiudo gli occhi e ci sei solo tu”, lo accompagna in spiaggia mano per mano “Tanto vieni dove dico io / in quell’isola senza nuvole / per restare da soli noi” e quivi “Pazze notti complici del mare / se mi ami se mi ami sempre di più” fino a che lei lo invita esplicitamente a consumare il ratto  “Dai fammi toccare il blu” in un orgia di amplessi e sentimenti  “Canti e fuochi e balli in riva al mare / se mi ami se mi ami sempre di più / sul mio seno ci sei solo tu tu tu” e il coro grida mani al cielo “Mediterraaaaaaaaaaaaaaaneoooooo” invocando gli dei, finché gli dei stessi non si rompono le balle di questo truce lamento e fanno uscire di nuovo gli stessi mostri marini che già si avvinghiarono a Laocoonte e ai suoi due figli.

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Così, mentre i due serpenti del mito fanno inabissare Claudia e il suo amato al 17° posto (poco sopra due ciofeche come “Una vecchia canzone italiana” della Squadra Italia e “Napoli” di Franco Califano), sono proprio loro a canticchiare sul finale “Se mi ami se mi ami sempre di più / dai vieni via con me laggiù giù giù / giù giù giù…”. 

Lo stesso anno Retequattro lancia il Totofestival, programma di cinque puntate condotto immaginate un po’… da Toto Cutugno in persona per commentare proprio le serate del Festival. Tra i vari ospiti il cantautore italiano per antonomasia invita proprio Claudia Mori per un duetto degno del miglior ristorante italiano in Alta Baviera.

Per i completisti una piccola nota a margine: visto lo scarsissimo successo sanremese della canzone (che fu pubblicata solo nella raccolta “Caludia Mori e i ragazzi del Clan”) il mai domo Toto Cutugno pensò bene di reciclare il brano qualche mese dopo, pubblicando un singolo con una sua versione di cotanto capolavoro.

Se mi ami…

Dai che si va, diamo un calcio alla città
Senza stress, problemi e mal di testa
Se guardiamo i ma e i pero, son sicuro non si va
Ogni volta rimandiamo una gran festa
Pensa a un’isola, senza nuvole
E pensiamo un po’ più a noi

Mediterraneo
Calde notti stregate dal mare
Se mi ami se mi ami sempre di più
Chiudo gli occhi e ci sei solo tu
Mediterraneo
C’è una stella che si specchia sul mare
Se mi ami se mi ami sempre di più
Quella stella per me cade giù giù giù
Giù giù giù

No non dir di no, scommettiamo che si può
Questa volta voglio fare a modo mio
Il biglietto non ce l’ho ma il posto già lo so
Tanto vieni dove dico io
In quell’isola senza nuvole
Per restare da soli noi

Mediterraneo
Pazze notti complici del mare
Se mi ami se mi ami sempre di più
Dai fammi toccare il blu
Mediterraneo
Canti e fuochi e balli in riva al mare
Se mi ami se mi ami sempre di più
Sul mio seno ci sei solo tu tu tu
Tu tu tu

Mediterraneo
Se mi ami se mi ami sempre di più
Apro gli occhi e ci sei solo tu
Mediterraneo
Più ci penso e più mi fai impazzire
Se mi ami se mi ami sempre di più
Dai vieni via con me laggiù giù giù
Giù giù giù…

2 Commenti

  1. a me risulta che il brano si chiamasse “mediterraneo”…comunque capolavoro. Pensa che me la ricordo a memoria.. come cazzo è!?

  2. Infatti, anch’io ricordo che il titolo era ‘Mediterraneo’, il che rendeva la canzone omonima di una registrata da Milva nel 1974-1975; il fisarmonicista cui è toccato l’ingrato compito di accompagnare è Gianni Coscia, maestro della fisarmonica jazz in Italia, il quale- quando lo incontrai dopo il festival- mi descrisse l’atmosfera di Sanremo come un circo, ma non lo disse sorridendo….

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