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Children of Bodom – Oops!… I Did It Again (Britney Spears cover) (2005)

Children Of Bodom Oops I Did It AgainPrima di trasformarsi in poster boys fuori tempo massimo per ragazzini gotici i Children Of Bodom sono stati gli enfant prodige dell’extreme metal a cavallo del nuovo millennio: una commistione di death, thrash e black metal su una valanga di riff e carambole neoclassiche.

Oltre a sfornare una bella sfilza di album la band capitanata dal mai domo Alexi Laiho ha sempre provato gusto ad incidere svariate cover come bonus track, outtake o b-side: da immancabili classici di Iron Maiden, Slayer e Scorpions fino ad arrivare a brani di Ramones, Andrew W.K., Billy Idol, Roxette e …Britney Spears!

Che si parli di rock, punk o heavy metal lo stile Bambini del lago Bodom è marchiato a fuoco: voce in scream, feroce doppia cassa, pioggia di assoli compulsivi e contrapputi di tastiera onnipresenti.

Se alcune loro versioni fanno rima con “brutto indifendibile” a volte queste cover si domostrano ben più godibili degli album cui fanno da appendice (il che è tutto dire): “Somebody Put Something In My Drink”, “Rebel Yell” o la magnifica “Sleeping In My Car”. Per la gioia di non si sa chi tutto questo ben di Dio venne raccolto nell’antologia “Skeletons In The Closet” (2009) in un gesto di insensata sbruffonaggine, senza dimenticarsi del vecchio detto che “un bel gioco dura poco”.

children of bodom 2013

Torniamo al 2005, la band aveva già superato l’apice creativo e stava intraprendendo una penosa caduta negli abissi dei un thrash-death metal melodico senza idee ma incredibilmente apprezzato da orde di giovani fan. Come bonus track dell’edizione giapponese dell’album “Are You Dead Yet?” e come b-side del singolo “In Your Face” troviamo la loro versione del tormentone “Oops!… I Did It Again” di Britney Spears in duetto con la cantante finlandese Jonna Kosonen.

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Chiaramente è una goliardata fatta dopo una serata passata a inquartarsi di vodka ed ettolitri di birraccia, ma un dieci al coraggio ci sta tutto; che poi sia frutto di puro sprezzo di chi se ne fotte della propria reputazione o figlia di un ego smisurato di chi pensa di poter fare quel cazzo che vuole, a voi il giudizio. Chiaramente pur nella sua assurdità il sound dei CoB non si scalfisce di un millimetro anche alle prese con un classico del teen pop anni 2000, riff granitici, doppia cassa spaccaossa e immancabili assoli non mancano, state tranquilli. Quella che sulla carta potrebbe essere pura melodia per sordi suona invece come una parodia dei nostrani Lacuna Coil.

Se pensate che non ci sia limite alla follia non temete perché i nostri cavalieri finnici riusciranno a sfondare il muro dell’impossibile andando a coverizzare nel 2010 “Party All The Time”, deprecabile successo di un Eddie Murphy che cercava di sfondare nel mondo del pop con l’aiuto di Rick James, trasformandola in un inno sing-along da birreria heavy metal.

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