Charles Manson Lie The Love and Terror CultCharles Manson è un personaggio tuttora magnetico, nonstante il suo passato controverso e sanguinolento da vero e proprio proprio becchino della “stagione dell’amore”.

Tutti sanno delle sanguinose gesta della Manson Family colpevole della strage compiuta nell’agosto del 1969 sotto sua indicazione al 10050 Cielo Drive, a Beverly Hills, nella famosa villa che Sharon Tate e il marito Roman Polanski avevano appena affittato e che fino a poco tempo prima era stata la dimora di Terry Melcher. Quest’ultimo, produttore musicale e collaboratore dei Beach Boys ai tempi di “Pet Sounds” e per le sessioni di “Smile”, sarebbe stato il vero obiettivo di Manson a seguito del rifiuto di metterlo sotto contratto. Noi però vogliamo ripescare questo primo e album del nostro che aveva come sogno nel cassetto quello di diventare un cantante folk.

“Lie: The Love and Terror Cult “ è un’accozzaglia di registrazioni dal suono sporco e sbilenco fatte tra il 1967 e il 1968 e pubblicate nel 1970 su indicazione dello stesso Manson dopo che venne arrestato per gli omicidi di 10050 Cielo Drive. Le 14 canzoni sono saldamente ancorate nel classico suono hippy-folk degli anni ’60, con tanto di immancabili inflessioni psichedeliche. Non si può certo dire che Charles Manson fosse un autore geniale o un interprete impeccabile, ma nonostante i limiti del caso e la registrazione scadente qualche parentesi sicuramente interessante il disco la regala come “Look at Your Game Girl”, “Ego”, “Sick City” e “Cease To Exit” già pubblicata nel 1969 con delle leggere modifiche dai suoi amici Beach Boys con il titolo “Never Learn Not To Love” sull’album “20/20”).

Forse ammaliati dal personaggio o, chissà, genuinamente affascinati dalle scheletriche melodie del nostro, numerosi sono stati gli artisti che non solo hanno mostrato apprezzamente verso il Manson autore, ma ne hanno reinterpretato diversi brani (Guns N’ Roses, Marilyn Manson, Lemonheads, Rob ZombieFront Line Assembly e GG Allin tra gli altri).

Il disco ha indubbiamente un’importanza più storica che musicale, segnando il passaggio dall’utopia del pace e amore degli anni ’60 alla disillusione degli anni ’70, ma rimane un immancabile pezzo da collezione nella vostra discoteca.

Tracklist:
01. Look At Your Game, Girl
02. Ego
03. Mechanical Man
04. People Say I’m No Good
05. Home Is Where You’re Happy
06. Arkansas
07. I’ll Never Say Never To Always
08. Garbage Dump
09. Don’t Do Anything Illegal
10. Sick City
11. Cease To Exist
12. Big Iron Door (Clang Bang Clang)
13. I Once Knew A Man
14. Eyes Of A Dreamer

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Ideatore di Orrore a 33 Giri. Testardo, sarcastico e lunatico. Segni particolari: non sopporta il rock progressivo, la musica latino-americana, il calcio, la televisione e i social network. Ascolta musica a volume troppo alto sin da quando era bambino e si annoia rapidamente. Offrigli da bere e ti sarà amico (almeno fino alla fine della bottiglia).

2 Commenti

  1. Il disco non è nemmeno male, a ben vedere, discreto folk psichedelico in voga all epoca..Manson, comunque, era ancora libero quando registrò questi brani, che uscirono quando lui era dentro. Steph.

  2. ‘Never Learn Not To Love’ uscì anche su singolo, come lato B di ‘Bluebirds Over The Mountain’, che in origine avrebbe dovuto essere un lavoro solistico di Brian Johnston; grazie al successo del singolo, Manson si ritrovò in classifica, anche se non per merito suo.

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