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Carmine Di Pancrazio – Sanremo Ha Rotto il Cazzo (2009)

Carmine Di Pancrazio Sanremo Ha Rotto il Cazzo
I protagonisti del Festival di Sanremo 2009

Il Festival di Sanremo, puntuale come un festa comandata, entra senza chiedere il permesso nelle nostre vite, si diverte a far parlare di sé per una settimana e poi svanisce dalla memoria in una nuvola di vapore acqueo. È un ciclo che si ripete con successo ogni anno, in un loop autoalimentato dal nostro bisogno di criticare a tutti i costi e il Festival di Sanremo si presta benissimo. Ogni anno abbiamo da ridire sui conduttori e sugli ospiti, che sono strapagati, critichiamo i cantanti che sono sempre quelli per poi rimpiangerli appena arriva un volto nuovo. Sanremo è il ritratto di un paese che ha fatto della lamentela uno stile di vita, un lamentarsi radicato nella sicurezza dell’abitudine, infatti provate a toglierlo per un anno e ne sentirete la mancanza.

Proprio ispirandosi a tutto questo, nel 2009 lo sconosciuto Carmine Di Pancrazio prende in prestito la musica de “Il regalo più grande” di Tiziano Ferro e scrive la sua “Sanremo ha rotto il cazzo”, un concentrato di luoghi comuni sul Festival e sugli artisti in gara in una sorta di recensione cantata.

L’edizione del Festival del 2009 con la conduzione di Paolo Bonolis e della sua immancabile spalla Luca Laurenti (ovvero la coppia di trucidi cantanti-ballerini che nel 2001 a Striscia la Notizia lanciarono “Bucatini Disco Dance”), è vinta dall’amico di Maria Marco Carta con “La forza mia” (su le mani chi se la ricorda) e porta alla ribalta Arisa che, con la sua “Sincerità” e il look da ranocchia entra con l’impatto di un defibrillatore nei cuori di tutti gli italiani. Il vero successo di quell’edizione però fu la canzone “Luca era gay” del solito Povia, che tra pochi riconoscimenti e pesanti critiche regalò al Festival moltissima pubblicità astutamente programmata e di cui proprio Carmine Di Pancrazio farà una parodia.

Ma torniamo appunto a “Sanremo ha rotto il cazzo” per affrontarne il testo. Il brano inizia con un sentimento comune a molti italiani “durante Sanremo ti porto lontano, oppure partiamo […] e lo distruggiamo”, per poi cominciare a presentare alcuni dei grandi cantanti che hanno reso celebre l’edizione. Un elenco di volti noti ai quali Carmine Di Pancrazio non risparmia colpi di cinismo, partendo dall’allora europarlamentare Iva Zanicchi che “Ti diamo già 12000 euro al mese, ti prego, almeno non cantare”, per passare a Marco Masini “che ha un nuovo toupè e visto che son gli Italiani a pagare, almeno poi che non ci mandi a cagare”, ma non risparmia né Al Bano “Che è solo un povero scemo”Pupo “E poi quello nano”.

Se tutto questo non bastasse ecco che il nostro illustre sconosciuto di turno entra nel politicamente scorretto per parlare di Povia e di Marco Carta “E abbiamo fatto un casino per Povia che era finocchio e neanche una parola… insomma, Marco Carta lo è ancora”. Il Nostro dimostra anche una sana dose di autoironia quando parla dei Gemelli Diversi “Quello che canta nei Gemelli Diversi chi è? Ma ve ne siete accorti che canta peggio di me?”, per poi riprendere ad attaccare Patty Pravo “quella poi poverina, non canta se non ha la sua cocaina” (facendo riferimento a vecchie storiacce che la portarono in carcere) e Alexia che “ha fatto un disco già l’anno scorso, chi l’ha comprato è stato ucciso pure dal rimorso”.

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Il buon Carmine Di Pancrazio però si preoccupa anche per gli esclusi, come il povero Michele Zarrillo (presenza fissa o quasi al Festival) “Se lui non c’è a Sanremo dimmi che gusto c’è e adesso come cazzo campa quell’uomo”.

Nonostante si tratti di una semplice, ma efficace parodia fatta con battute facili, dettate da un sarcasmo spiccio con l’unico scopo di accattivarsi il maggior numero di ascolti possibile, dobbiamo dare atto al nostro di aver avuto il coraggio di dire, senza peli sulla lingua, tutto quello che la maggior parte della gente pensa. Ma per la legge del contrappasso, così come ogni anno c’interessiamo del Festival più seguito e più odiato da tutta Italia per poi dimenticare in fretta presentatori, vallette, ospiti, comici, catanti, vincitori e canzoni, con la stessa velocità ci scordiamo anche questa ironica polemica e del suo autore.

Sanremo ha rotto il cazzo

Voglio farti un regalo
Durante Sanremo
Ti porto lontano
Eeeeeeeh
Oppure amore partiamo
Con una tanica di benzina, due molotov, una bomba a mano
E lo distruggiamo
Eeeeeeeh
C’è pure Iva Zanicchi
Che è anche europarlamentare
Ti diamo già 12000 euro al mese
Ti prego almeno non cantare

E sono anni che io ormai mi domando perché
Ogni Sanremo c’è Masini che ha un nuovo tupè
E visto che son gli Italiani a pagare
Almeno poi che non ci mandi a cagare
Perché
Voglio sapere quanto prende Bonolis
Sicuramente ciò che io guadagno in una vita
Ti giuro che se lui lo farà gratis
Anch’io farò
Farò la mia beneficenza

Sanremo ha rotto il cazzo
Sanremo ha rotto il cazzo
Eeeeeeeeh

Quest’anno c’è pure Albano
Che è solo un povero scemo
E poi quello nano
E abbiamo fatto un casino
Per Povia che era finocchio
E neanche una parola ….
Insomma, Marco Carta lo è ancora
Quello che canta nei Gemelli Diversi chi è?
Ma ve ne siete accorti che canta peggio di me?
E Patty Pravo quella poi poverina
Non canta se non ha la sua cocaina e poi
Alexia ha fatto un disco già l’anno scorso
Chi l’ha comprato è stato ucciso pure dal rimorso
Ne avrà vendute si e no quattro copie
Però Sanremo è sempre gran beneficenza

E se incontrassi chi ha selezionato le canzoni
Gli tirerei una bastonata forte sui coglioni
E gli direi che solo questa estrema agonia
È giusto un esempio di quella che è la mia
E starò attento con la radio a non ascoltarle
Sanremo non è cominciato e ha già rotto le palle
Non voglio farmi più del male adesso, Bonolis, Bonolis
Vorrei sapere, dove è andato Zarrillo perché
Se lui non c’è a Sanremo, dimmi che gusto c’è
E adesso come cazzo campa quell’uomo
Se cèra Pippo lui cantava di nuovo e poi
Povia l’ha dato e poi l’ha preso e non l’ha mai reso
Nemmeno dopo tutto sto casino lui s’è arreso
Qualcuno glielo dica che anche se lui è guarito
C’è chi … gli vuole fare il culo!

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Un Commento

  1. Quella di Arisa non era “Sincerità”?

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