Bobby Solo Arrideverci RomaPer artisti affermati e di successo accade spesso che si cerchi di modernizzare il proprio suono, vuoi per dare una spolveratina al glorioso passato orma fuori moda, vuoi per cercare di stare al passo con i tempi costi quel che costi, vuoi per il gusto della sperimentazione e la ricerca verso territori differenti, vuoi perché bisogna comunque tirare a campare.

Lo hanno fatto tanti grossi nomi, dai Bee Gees ai KISS, da Alice Cooper ad Alan Sorrenti, dai Queen ai Litfiba. Nulla di strano quindi che anche il nostro Bobby Solo sul finire degli anni ’70 decida di prendere questa strada e tentare il colpaccio; un artista da sempre molto poliedrico con un occhio verso le sonorità americane tra Elvis Presley e Johnny Cash e uno verso le facili ballate romantiche da jukebox.

Quindi pare quasi normale che in piena discomusic-follia decida di prendere la sua hit Una lacrima sul viso e darle una nuova verniciata danzereccia. Più insolito, invece, che l’anno successivo decida di proporre una sua versione disco del classico Arrivederci Roma portato al successo da Claudio Villa nel 1958. Ancora più insolito che sulla copetina del 45 giri nella stampa per il mercato francese compaia in sella a una motocicletta in un terrificante fotomontaggio in barba alle più banali regole della prospettiva, con il faccione di Bobby al posto di quello di Marlon Brando ne Il selvaggio.

Così come per Una lacrima sul viso 78 anche qui il brano originale viene reso in formato anglo-italiano rielaborando la versione di Dean Martin, mostrandoci quello che sarebbe potuto accadere se Elvis Presley fosse scampato alla morte: un perfetto e quasi straniante incrocio bastardo di disco-crooning.

Bobby Solo Arrideverci Roma
La copertina dell’edizione francese del 45 giri

Sul lato B troviamo Love Is Burning, che sembra quasi un medley di frammenti di canzoni prese dai film di Elvis con una base disco in un bizzarro risultato che troverà piena coronazione nell’album Rock’n’Roll: un LP che a discapito del titolo è una fusione assurda tra vecchi brani della tradizione rock americana e arrangiamenti discomusic.

Una folle e utopica bizzarria che cerca di coniugare il vecchio e il nuovo in un improbabile melting pot musico-culturale: i biker ribelli, la tradizione del bel canto italiano, la nuova musica da discoteca ed Elvis Presley. Il risultato è sicuramente curioso e per questo in grado di regalarci una fantastica chicca per appassionati dell’insolito.

Vittorio “Vikk” Papa e Domenico Francesco Cirillo

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