Black Devil Disco ClubSe pensate che “disco” sia sinonimo di allegria e spensieratezza, beh questo album è qui per dimostrarvi il contrario.

Lasciate perdere la pessima copertina (comunque rappresentativa del progetto: una diavolessa di colore con tanto di capelli afro) e immergetevi nella dance ipnotica e scura dei Black Devil.

La band è un progetto estemporaneo dei due produttori francesi Bernard Fevre e Jackie Giordano (che si fanno chiamare per l’occasione rispettivamente Joachim Sherylee e Junior Claristidge), in realtà l’opera è da attribuire al solo Bernard Fevre in quanto Jackie Giordano è stato accreditato come autore perché finanaziò l’album che fu realizzato nelle vicinanze di Parigi utilizzando solo dei sintetizzatori, qualche primordiale loop e un batterista preso a nolo.

Il risultato è un suono ancora legato a certa disco, ma impregnato di atmosfere da horror movie e inediti inserti elettronici completati da atmosfere sulfuree e vocals ieratiche ed evocative.

Ascoltato oggi l’LP mostra inalterata tutta la sua bellezza in anticipo sui tempi, mostrando quale sia stata la sua imprescindibile influenza per l’italo e l’euro disco degli anni a venire e tutta la musica elettro-dance, un nome tra tutti Aphex Twin la cui etichetta Rephlex riesumò nel 2004 il disco restituendolo sia in versione integrale rimasterizzata che sotto forma di remix al grande pubblico.

Black Devil Disco Club
Bernard Fevre

L’album venne pubblicato in un numero limitatissimo di copie dall’etichetta italiana Out e divenne un classico nei disco club underground nonostante la tiratura, diventando immediatamente un ambito pezzo da collezione.

Nel 2006 dopo 28 anni tornò alla ribalta il progetto di Bernard Fevre sotto il nome Black Devil Disco Club con l’album “28 After” a cui seguì l’anno successivo un disco di remix “Black Devil In Dub”, poi nel 2008 “Eight On Eight”, nel 2011 “Circus” e ancora nel 2013 “Black Moon White Sun”, collegandosi imprescindibilmente al primo lavoro e restituendoci sonorità che pensavamo fossero superate, invece non si tratta affatto di un lavoro di revival, ma di cesello delle melodie su strati di synth come oggi non si usa più fare.

Tracklist:
A1. “H” Friend
A2. Timing, Forget The Timing
A3. One To Choose
B1. We Never Fly Away Again
B2. Follow Me (instrumental)
B3. No Regrets

3 Commenti

  1. Uno dei gruppi disco più originali che abbia mai ascoltato. Il riferimento alla copertina c’è visto che le sonorità ipnotiche ammiccano a sonorità leggermente afro.
    Trovai 3 anni fa la ristampa del singolo No Regrets a Bologna su CD che giustamente è finita nella mia borsa della spesa. Tra l’altro l’album fu spesso suonato nei primi 80 alla Baia dei Angeli a Gabicce, famosissimo tempio della disco-afro music, oggi diventato tempio dei eccessi post Tarricone…

  2. Disco bellissimo (anche se spesso sembra che si stia ascoltando un remix di Moroder!), imbarazzante invece 28 After di cui salverei solo The Devil In Us in francese (che sta su In Dub ma vabè)

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