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Bill Cosby – Bill Cosby Talks To Kids About Drugs (1971 – LP)

Bill Cosby Talks To Kids About DrugsÈ possibile scindere l’opera dall’artista? Si può considerate un prodotto totalmente slegato da chi è o cosa fa la persona che lo ha creato? Insomma, possiamo scindere la produzione di Bill Cosby dalla recente accusa di essere stato per decenni uno stupratore? Fanculo, NO! Non si scinde un bel niente. Bill Cosby è il male, non è solo (come se fosse poca roba) un presunto criminale seriale, è anche la più grossa bugia della televisione, della comicità, di tutto.

Che poi, comicità: consideriamo la sua sitcom più nota, I Robinson. Vorrei avervi tutti qui davanti a me e guardarvi negli occhi per chiedervi, onestamente, vi ha mai fatto ridere una puntata dei Robinson? Vi hanno mai fatto ridere le sue faccette, i suoi versetti, i suoi maglioni da Ottavio Missoni col Parkinson? A me mai. E le ho guardate tutte, sia chiaro. Ma mica per ridere, era per quella atmosfera di quiete e unità familiare che trasmetteva. E poi BAM! viene fuori che la quiete familiare era capeggiata da un tizio che potrebbe aver messo i barbiturici nei drink di ragazzine per abusare di loro.

Aggiungo una parentesi: in originale I Robinson si chiama The Cosby Show, anche se poi Cosby nella serie si chiama Huxtable, del cognome Cosby non c’è traccia nella serie. Che senso ha? Quanto si può essere megalomani per fare una scelta simile?

Ok, faccio un respiro profondo o mi esplode il cervello.

Bill Cosby Talks To Kids About Drugs

Dalle ricostruzioni fatte dai giornali, in particolare dal lavoro gigante messo in piedi dal New York Magazine, le presunte molestie messe in atto da Bill Cosby hanno una dinamica piuttosto simile: grazie alla fama e all’uso di sedativi avrebbe abusato di varie giovani donne (ma anche minorenni) spesso ai primi passi nel mondo dello spettacolo. In una deposizione del 2005, lui stesso ammette di essere andato in giro con delle pillole di Metaqualone con sé e di averlo somministrato alle sue vittime, aggiungendo che non vedeva grossa differenza tra il portare fuori una ragazza a cena per portarsela a letto o drogarla per lo stesso scopo. I racconti partono da metà degli anni ’60, e l’ultima accusa è del 2004, in poche parole non si salva nessun anno della sua carriera.

Men che meno il 1971, quando Cosby (già stand-up comedian e volto televisivo) pubblica “Bill Cosby Talks to Kids About Drugs”, una lezione contro le droghe fatta a dei bambini con qualche musica jazzata o funky ogni tanto, divisa in 11 tracce e pubblicata su vinile. Il disco non è comico, non è musicalmente accattivante, ma vince comunque il Grammy come miglior album di musica per bambini nel 1972. L’ironia fa il giro e si vomita addosso.

Il disco si apre con un brano sulle PILLOLE che ti fanno andare IN DOWN e ti mettono SONNOLENZA, e ricordiamo che è il 1971 e se le accuse sono vere aveva già violentato svariate ragazze grazie a quelle diamine di pillole su cui cerca di fare tanto allarmismo. Il disco continua con Cosby che interroga i suoi giovanissimi interlocutori sulle droghe, e parlando di LSD, un bambino dice “Ti fa fare cose che tu NON vuoi fare” e probabilmente Cosby ha preso appunti in quel momento. Poi insegna ai bambini a dire agli spacciatori “I don’t need no bad drugs” e avvisa di stare attenti a chi ti offre pastiglie dicendo che non sono caramelle, anche se sembrano caramelle.

Bill Cosby Talks To Kids About DrugsLa carriera musicale di Bill Cosby sarebbe da prendere per intero e riascoltarla alla luce dei fatti: anche l’album “Disco Bill”, che già avevamo recensito, ora mette i brividi in pezzi come “What Ya Think ‘Bout Lickin’ My Chicken”, “This Is How I Met Your Mother” o “A Nasty Birthday”.

Ricordate quando ci fu il problema dei plagi di Luttazzi? Il momento di godimento per chi montava la video-raccolta delle battute copiate era quando poteva aggiungere le varie volte in cui il comico si scagliava contro i copiatori di battute. Qui il caso è simile, con la differenza che invece di farci ridere per delle paraculaggini, ci fa rabbrividire per le enormi ipocrisie di una star che ha approfittato per gli scopi più infimi delle sostanze che demonizzava. Certo, nessuno meglio di lui poteva sapere cosa succedeva quando accettavi pillole da sconosciuti.

Se non è orrore questo…

Tracklist:
01. Introduction – Downers And Uppers
02. Questions and Answers
03. Dope Pusher
04. Bill Talks About Hard Drugs
05. I Found a Way Out
06. Order In The Classroom
07. People Make Mistakes
08. I Know I Can Handle It
09. Bill Talks About Pushers
10. Captain Junkie
11. Bill and the Kids Sing / Closing

6 Commenti

  1. Ti devo dare pienamente ragione…
    Questa storia è solo una tristissima realtà.
    Io ero uno di quelli che rideva alle battute di Bill Cosby…. Che schifo 🙁

  2. Questo è sempre stato un ipocrita rompicoglioni come pochi.
    Moralista patetico che si prefissava sempre di insegnare ed educare.
    Quando andavano in onda gli Osbourne (reality su Ozzy e family) protestò perchè per lui era diseducativo, volgare e di cattivo gusto per le famiglie ed i bambini che guardavano la TV.
    Fu smerdato da Sharon Osbourne che gli vomitò addosso la storia delle sue amanti e dei soldi tirati fuori per nascondere le misfatte.
    Poi , da poco, vengo pure a sapere che era uno stupratore seriale.
    Insomma, il Celentano nero si è ritrovato con la merda fino al collo e adesso è prossimo alla galera…vita beffarda.

  3. Di lui ho amato soprattutto la serie animata Fat Albert/Albertone, che verteva sulle stesse premesse educative. Difatti ci rimasi molto male quando uscirono queste notizie…
    Una precisazione: non è per megalomania che I Robinson in originale si intitolava The Cosby Show. Semplicemente i network che trasmettevano alcune sitcom davano come titolo il nome dell’attore protagonista +Show quando si trattava di personaggi di richiamo per il pubblico (Andy Griffiths, Mary Tyler Moore, Dick Van Dyke…). Capisco l’odio giustificato dell’autrice per il personaggio, ma su questo aveva le idee poco chiare.

  4. Cosby Squallido

    Quoto l’apertura di questo capolavoro d’articolo in toto: e fanculo, NO! Non si può scindere. Che già all’epoca trovassi il perbenismo di Cosby piuttosto patetico quando non squallido e ipocrita, prende conferma in quello che, demolendo quel po’ di dignità residua che gli attribuivo, si è rivelato essere un “serial rapist”, a cui è mancato solo l’omicidio delle sue vittime per renderlo pari a Ted Bundy. Squalldo, oltre ogni misura…
    Si vede che il suo “impararci le cose” sulle droghe volesse riferirsi a come infilarle nel cocktail della malcapitata di turno senza farsene accorgere.

    Quanto al resto: no, non mi hanno mai fatto ridere, e quando mi sono accorto di guardarlo per “inedia”, ho smesso (eh sì, cose come lo streaming e i 999 canali erano fantascienza fino a pochi anni fa). Quello stereotipo dell’allegra alta borghesia reaganista che parla solo di soldi-soldi-soldi-fare soldi, era disturbante… Unico motivo sensato? Phylicia Rashad (Claire), colei che mi introdusse a diffondere “verbo delle milf” 🙂

    Per intenderci: quelli della mia generazione (nati nella metà degli anni ’70) hanno bene o male seguito tutti gli episodi di quasi tutti i telefilm ameregani. Secondo me l’apprezzamento viene solamente, salvo eccezioni, da un effetto nostalgia per l’infanzia. Qualcuno ha provato anche solo a rivederle e vedere quanto resiste, concentrandosi sulla “trama”? Parlandoci chiaro, con la marea di produzioni che arrivano in chiaro dagli USA, ai giorni nostri, e senza contare quelle che si trovano in streaming o a pagamento; i telefilm americani della nostra infanzia non avrebbero (e me lo auguro) alcun senso di esistere (salvo pochissime eccezioni). Non solo nessuno si sognerebbe di esportarli all’estero, ma credo che verrebbero impietosamente cancellati dopo 1 stagione. Provateci a fare il paragone: trama, spessore, recitazione, ingessatura (mio dio, quanta scopa nel culo aveva Cosby, per dirne una?)… finirebbero stritolati.

    Cosby, datti fuoco tu e il maglione!

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