Home » Senti Chi Canta » Meteore » B-Nario – Voglio Fare Il DJ (1994 – singolo)

B-Nario – Voglio Fare Il DJ (1994 – singolo)

b-nario voglio fare il dj

Prima di tutto: poteva andare molto peggio. Secondo: è allo stesso tempo affascinante e inquietante rendersi conto di quanto Mastro Cecchetto abbia influenzato la musica in Italia durante il buiame degli anni ’90. Ed è impossibile confutare il fatto che ci sia effettivamente uno stile, un marchio da riconoscere, in quella che non è né più né meno che un’accozzaglia delle influenze ritenute very cooool in quel periodo, mescolate però con l’atteggiamento arrogante del tizio che in qualche modo se le è guadagnate.

E allora ecco che subito veniamo accolti dall’onnipresente cassa Rotterdam, la quale, non temete, non smetterà mai di tenerci per mano per tutti i 3 minuti e 48 secondi (decisamente troppi) che ci si srotolano dinnanzi dopo aver incautamente premuto il tasto play. In accompagnamento, un chitarrino mezzo funky che Max Pezzali vorrebbe tanto aver inventato e invece ci aveva già pensato un po’ prima James Brown.

Ogni tanto veniamo sorpresi da uno stacco di tastiera e basso all’unisono, probabilmente recuperato direttamente dai nastri scartati di alcune registrazioni che Michael Jackson in persona aveva gettato nei cassonetti del vicolo dietro lo studio di registrazione al grido di “I don’t need this shit!” (mi immagino il Cecchetto appostato in mezzo alla monnezza con un cespo di lattuga in testa che, trionfante, stringe i nastri come se fossero figli suoi).

E, ultimo ma assolutamente non meno importante, un testo che sembra scritto, diretto e interpretato dal Jovanotti dei tempi che furono, quello che tutti noi conosciamo ma, un po’ come in “1984”, ci auto-illudiamo che non sia mai esistito.

Proprio quest’ultimo elemento è quello più interessante, come spesso accade, perché i B-Nario, o chi per loro, vogliono parlarci a cuore aperto di come sia difficile inseguire il proprio sogno e riuscire a realizzarlo senza compromessi in questo mondo brutto, ovviamente lasciandoci intendere che loro ce l’hanno fatta, visto che li stiamo ascoltando con le nostre incredule orecchie. Orecchie che non ci stanno, e pensano che quello che stanno sentendo siano al 70% minchiate e il restante 30% ritornelli (ecco spiegata la durata quantomeno temeraria del pezzo), principalmente perché:

  1. Cecchetto Productions
  2. dicono che vorrebbero davvero davvero davvero troppo fare i diggèi, quindi… Fanno i cantanti?
  3. I versi “Non ti vedono in faccia, non sapranno chi sei / Ma continua questa strada se vuoi fare il DJ” e “Adesso l’ho capito mi ritengo fortunato / che se loro non mi vedono non passo inosservato” non sono in alcun modo supportati da una copertina creata appositamente per farci ricordare il faccione di chi sta cantando e che vuole fare il DJ, ricordiamolo…
  4. Verso la fine si sentono in dovere di giustificarsi a proposito dei soldi che avranno ricevuto per fare il disco
  5. “Se tu hai il capello lungo non dar retta a quella gente”: non voglio credere che nel sogno di qualcuno sia compreso l’utilizzo di questa frase all’interno di una canzone (eccezion fatta ovviamente per “Tagliati i Capelli” di Nikki)
  6. Cecchetto Productions

 

Insomma, la sensazione è più quella di un testo scritto pensando a quello che la gente vuole sentirsi dire, piuttosto che il (presunto) flusso di pensieri sinceri… E il fatto che il signor B e il signor Nario abbiano continuato a filastroccarsela indisturbati negli anni, passando tra produzioni di Ramazzotti, canzoni scritte da Vasco e tristezze del genere, è la prova che è questo quello che funziona; chi ha bisogno di parole vere e personali quando si può affrontare un argomento qualsiasi in maniera vaga, generalizzando e soprattutto senza esporsi? Quindi vorrei correggere l’asserzione con la quale ho iniziato: poteva andare molto peggio, ma ci voleva così poco per farla andare meglio…

Leggi anche:  Rednex - Cotton Eye Joe (1994 - singolo)

 

Voglio Fare Il DJ
Un giorno lo incontrai, gli ho chiesto “Ma chi sei?”
Io sono quello nuovo e vorrei fare il DJ
Amico sei in diretta, sei tu che fai la radio
La gente che ti ascolta è più di quella di uno stadio
Non ti vedono in faccia, non sapranno chi sei
Ma continua questa strada se vuoi fare il DJ
Non è questo il problema, ne sono convinto
Per fare ‘sto lavoro non mi piace essere spinto
Non mi piego, non dò niente, non mi metto a novanta
Per fare ‘sto lavoro di pazienza ne ho tanta
Dò solo notti intere, non vado a dormire
Io amo le persone che si sanno divertire
E allora vieni avanti non fare quella faccia
Lavorare per la radio è sicuro che ti piaccia
Allora tieni duro continua la tua festa
C’è gente che nel mondo ha altri cazzi per la testa.
Fare, vogliam fare, vogliam fare i DJ
Vogliamo fare, vogliam fare i DJ
Fare, vogliam fare, vogliam fare i DJ
Vogliamo fare, vogliam fare…
Ormai noi siamo amici, legati come un laccio
Se vuoi quello a colpo lo sai quello che ti faccio
Non pensare sia il momento, non pensare di giocare
Un giorno chi lo sa ti potrà dare da mangiare
La musica è importante per noi che la mandiamo
Non solo per comprarci il nostro pane quotidiano
Non solo per voi ma anche per noi
Capire che la radio puoi ascoltarla dove vuoi
Adesso l’ho capito mi ritengo fortunato
Che se loro non mi vedono non passo inosservato
La musica la sentono comunico così
E se mi mettono i soldini dimmi cosa dovrei fare
Dovrei starmela a menare dovrei andare in paranoia
Per pensare chi si vede dall’esterno come un gioco
Ma forse non sei serio non puoi capire
Ho bisogno di un lavoro che mi faccia divertire.
 E’ un lavoro come tanti che riguarda tutti noi
Se il lavoro non è questo non importa che sia un altro
L’importante è farlo bene l’importante è darci dentro
E se dentro c’è il tuo cuore qui nessuno ti può dire il tuo sogno può morire
Se tu ha il capello lungo non dar retta a quella gente
Non li stare ad ascoltare perché hanno del potere
Non ti possono giudicare, non può essere una scusa per non farti lavorare
Dighidighidiggèi…Oh!…Oh!
Dighidighidiggèi…Oh!Oh!

Letture Consigliate

3 Commenti

  1. Questa fetecchia era anche la sigla di un programma di italia uno, 21 anni fa. Ma com'è che il reppe dei tempi era tutto uguale alla sigla di willy il principe di bel air?

  2. maxitalianovero

    Sigla del mitico "Talk Radio". Il disco rispecchia le idee di molti teen-ager di quell'epoca.

  3. Ragazzi mi piacerebbe troppo risentire la pubblicità radiofonica rap di SPEEDYBOYS una società romana che si occupava di consegne a domicilio…a quei tempi(primi 90) passava in radio continuamente…in rete non trovo niente,ma se voi aveste modo di scovarla vi assicuro ne varrebbe la pena…il testo recitava piu o meno cosi: SPEEDYBOYS YEAH HAI PIU DI 18 ANNI?SAI ANDARE SU DUE RUOTE SENZA FARE DANNI? CONOSCI LA CITTÀ E HAI TEMPO A DISPOSIZIONE? PRENDI IL TELEFONO SFRUTTA L’OCCASIONE! 6929353(numero di fantasia)LINEA DIRETTA OH CON LA GENTE OK, GUADAGNI BENE È SEMPLICE LAVORI QUANDO VUOI, E SE TI MANCA IL MOTORINO TE LO DIAMO NOI,CHIAMA OGGI STESSO LAVORI DA DOMANI PRENDI IL FUTURO TRA LE TUA MANI, REALIZZA I TUOI SOGNI INSIEME A NOI METTITI IN MOTO SPEE SPEE SPEE SPEDY BOYS!
    Spaccava di brutto!

Lascia un Commento

Rankie WordPress Plugin

Questo sito utilizza cookie di terze parti. Per accettare clicca su OK o prosegui la navigazione in altra maniera. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi