Aylar Lie Boys sabrina salerno coverBoys (Summertime Love) è senz’altro la canzone (con annessso videoclip) più nota e rappresentativa della carriera di Sabrina Salerno, un vero e proprio evergreen famosissimo anche al di fuori dei confini nostrani, tanto che diversi artisti di vari paesi del mondo hanno deciso di farne delle cover. Ma come fare per superare o almeno eguagliare la carica di erotismo sprigionata dalla nostra Sabrinona coscialunga? Semplice, avranno pensato i responsabili della norvegese Bonnier Music: scritturiamo una ex pornostar.

Aylar Lie (anche nota come Diana Lie), all’anagrafe Shahareh Dianati, è una persona dalla vita decisamente movimentata. Iraniana naturalizzata norvegese, intraprende agli inizi degli anni Duemila una breve carriera da attrice porno che le preclude la possibilità di tornare in Iran. Partecipa così a Miss Norvegia nel 2004 da cui viene squalificata proprio per il suo passato da pornostar e quindi si ricicla come modella glamour e concorrente al Grande Fratello svedese nell’edizione del 2005. Nello stesso anno rimuove le protesi al seno e appare nel videclip ad alto tasso sexy della girl band svedese Sunblock e forse è questa partecipazione a farle capire che la sua nuova strada era la musica, per cui nel 2006 decide di reinventarsi come cantante con un singolo estivo. E che cosa c’è di più estivo di “Boys (Summertime Love)”?

Aylar Lie Boys sabrina salerno cover foto
Aylar Lie quando era ancora maggiorata artificiale

“Boys Boys Boys” è una semplice cover dance del celebre singolo di Sabrina, da cui onestamente non si distingue poi molto se non per il titolo leggermente modificato. Un altro modo per dire che è stato rifatto pari pari con tanto di matrice italo disco bene in vista. L’unica vera differenza, al di là degli arrangiamenti e dei suoni naturalmente più moderni, è solo qualche sample di chitarra elettrica a caso e qualche allusivo «Yeah!» buttato lì di tanto in tanto e la mancanza del controcanto maschile che dice «It’s summertime love». Per il resto sembra proprio la stessa canzone di vent’anni prima, anche grazie alle doti canore non certo eccelse di Aylar. Unica cosa (forse) degna di nota è che il singolo ai tempi fu abbinato alla rivista britannica per uomini FHM.

In ogni caso la carriera canora di Aylar praticamente comincia e finisce qui: la casa discografica non le produsse altri album o singoli, ma la ragazza riuscì ad ottenere un paio di featuring sempre nell’ambito della musica da discoteca con il progetto Ocean Drive per il singolo “Some People” e con il carneade Youssef sul singolo “Mamacita”. Collabora anche con il re dei truzzi nordici Basshunter, ma limitandosi a fare la bellona di turno nei vari clip delle sue canzoni che è un po’ quello che le riesce meglio. Tutto questo almeno fino al 2010-11, quando la nostra decide di lasciar perdere il music business e diventare un’attrice “seria” in qualche kolossal norvegese a noi ignoto. Come sia andata a finire non è difficile capirlo: oggi Aylar ha voltato pagina per l’ennesima volta ed è diventata una pokerista di professione e la fondatrice di un’associazione in difesa degli animali. Tutto è bene quel che finisce bene.

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