Avril Lavigne Hello KittyLa cultura popolare giapponese è decisamente unica nel suo genere (nel bene e nel male), e quasi ogni volta che il mondo occidentale ha cercato di replicarla i risultati sono stati deludenti se non imbarazzanti (salvo rarissime eccezioni).

Nonostante ciò c’è sempre chi ci casca, vuoi perché tentato dall’idea di un vasto mercato composto da fan più che accaniti (anche se di solito chi diventa “big in Japan” non pianifica la cosa, si veda ad esempio Scatman John), o in misura minore perché spinto da fascinazione genuina verso il popolo del Sol Levante, riducendolo però ad aspetti superficiali come manga e divise scolastiche.

Anche la rocker canadese Avril Lavigne non sfugge a questa regola e nel 2014 rilascia un singolo dedicato nientemeno che a “Hello Kitty”, forse l’omaggio più scontato e al tempo stesso più comico che potesse fare al Giappone. Scontato perché si tratta di un prodotto culturale globalizzato che tutti conoscono e che quindi non richiede nessuno sforzo per essere compreso; comico perché fa abbastanza ridere una che, dopo aver basato la sua carriera facendosi passare per giovane ribelle, improvvisamente si scopra fan del pupazzetto tenero e inoffensivo per eccellenza.

Inutile dire che la canzone non ha assolutamente nulla a che fare col resto dell’album “Avril Lavigne” da cui è tratta (né con la produzione della cantante nel complesso) e, nonostante lo sforzo collettivo di nomi quali il suo allora marito Chad Kroeger dei Nickelback e i produttori di rilievo David Hodges e Martin Johnson, risulta solo un tentativo fallito di misurarsi con le sonorità di moda in quel momento. Infatti, a differenza del suo usuale pop-punk-rock inoffensivo, “Hello Kitty” è un brano un po’ EDM, un po’ finto J-Pop, con elementi dubstep, sottogenere della musica elettronica che aveva spopolato nei primi anni Dieci. Lavigne nel video è persino occhialuta e pettinata come il DJ Skrillex, il cui apporto è stato fondamentale nel diffondere la dubstep tra il grande pubblico.

Avril Lavigne Hello Kitty
Avril Lavigne in un fotogramma del video di Hello Kitty

Tra una frasetta in giapponese come riferimento minimo sindacale, il campionamento dei passaggi a livello nipponici (!), vari esempi di slang adolescenziale e la frammentazione continua di ritmo e melodia causate dalla necessità di inserire il “drop” tipico della dubstep, l’intero brano dà l’impressione di essere un minestrone creato nel tentativo di rendersi appetibile a una certa fascia di ascoltatore teen, trendy e pure un po’ swag, lasciando perplessa la fanbase storica di Avril che non ha reagito in modo esattamente positivo a questo improvviso cambiamento.

Per tornare al discorso introduttivo, il videoclip che scimmiotta le teen idol del J-Pop non aiuta certo in questo senso. A 29 anni suonati Avril (una donna sposata due volte, ricordiamo) gioca a fare la bambina iperattiva in mezzo ai dolciumi che organizza un pigiama party con le amichette, sfoggiando un tutù coperto di cupcake, come una Katy Perry dei poveri, o meglio dei “meno ricchi”. Visto che il tema “seguire le ultime tendenze” non era abbastanza palese…

Incurante delle critiche rivolte a Gwen Stefani e alle sue harajuku girls esattamente un decennio prima, Avril nel video si circonda di danzatrici nipponiche inespressive e truccate in modo da risultare identiche; non ha tenuto conto però che in dieci anni il clima socio-tecnologico è cambiato, quindi in brevissimo tempo una certa parte di internet l’ha sommersa di accuse di razzismo e appropriazione culturale. Alle quali lei non ha trovato di meglio che rispondere dicendo che il clip è stato girato direttamente a Tokyo da un regista del luogo (anche se, dal poco che si vede, potrebbe essere pure il centro commerciale dietro casa sua. E poi pure Max Pezzali ha girato un video a Tokyo).

Un tale accanimento è esagerato per quella che alla fine è una canzone da dare in pasto ai teenager, però non si può negare che in tutto questo di Giappone autentico c’è poco e nulla, giusto una patina per dare quel tocco esotico che, secondo i produttori, si tradurrebbe in più vendite.

Anche Hello Kitty stessa, al di là del titolo, è praticamente irrilevante. In svariate interviste la cantante ha dichiarato che kitty starebbe per un’altra cosa (un po’ come pussy insomma), e quindi tutti i riferimenti a pigiama party e altri passatempi come “obbligo o verità” sarebbero da intendersi in chiave sessuale. Posto che questo genere di doppi sensi non scandalizza più neanche Ned Flanders, sembra più che altro un tentativo di farsi prendere sul serio dai suoi amici rockettari, o di far dimenticare altre parti del testo come «OMFG».

Che sia, come dice Avril, il tentativo di fare qualcosa di diverso e divertente o, piuttosto, una calcolata mossa di marketing per acchiappare lo sfuggente pubblico adolescenziale, questo strambo esperimento (chiamiamolo così) è stato dimenticato all’istante (guarda caso come l’imbarazzante “Girlfriend”). Il che, alla fine, è molto peggio che se avesse scatenato una “guerra culturale” come forse auspicava qualche adepto della social justice.

Hello Kitty

Minna saikō, arigatō, ka-ka-ka-kawaii
Ka-ka-ka-kawaii

Mom’s not home tonight
So we can roll around have a pillow fight
Like a major rager, OMFG (oh-oh, oh-oh)
Let’s all slumber party
Like a fat kid on a pack of Smarties
Someone chuck a cupcake at me
It’s time for spin the bottle
Not gonna talk about it tomorrow
Keep it just between you and me
Let’s play truth or dare now
We can roll around in our underwear
How every silly kitty should be

Come Come
Kitty Kitty
You’re so pretty pretty
Don’t go Kitty Kitty
Stay with me
Come Come
Kitty Kitty
You’re so silly silly
Don’t go Kitty Kitty
Play with me

Ka-ka-ka-kawaii
Hello Kitty, Hello Kitty
Hello Kitty, you’re so pretty
Hello Kitty, Hello Kitty
Hello Kitty, you’re so silly

Wake up got a secret
Pinky swear that you’re gonna keep it
I’ve got something you need to see
Let’s be friends forever
I wanna do everything with you together
Come and play with Kitty and me

Come Come
Kitty Kitty
You’re so pretty pretty
Don’t go Kitty Kitty
Stay with me
Come Come
Kitty Kitty
You’re so silly silly
Don’t go Kitty Kitty
Play with me

Ka-ka-ka-kawaii
Hello Kitty, Hello Kitty
Hello Kitty, you’re so pretty
Hello Kitty, Hello Kitty
Hello Kitty, you’re so silly

Minna saikō, arigatō, ka-ka-ka-ka-kawaii
Minna saikō, arigatō, ka-ka-ka-ka-kawaii
Ka-ka-ka-ka-kawaii
Ka-ka-ka-ka-kawaii
Ka-ka-ka-ka-kawaii
Ka-ka-ka-ka-kawaii

Meow!

Ka-ka-ka-kawaii
Hello Kitty, Hello Kitty
Hello Kitty, you’re so pretty
Hello Kitty, Hello Kitty
Hello Kitty, you’re so silly

Come Come
Kitty Kitty
You’re so pretty pretty
Don’t go Kitty Kitty
Stay with me
Come Come
Kitty Kitty
You’re so silly silly
Don’t go Kitty Kitty
Play with me

Hello Kitty, Hello Kitty

3 Commenti

  1. Sto video è bellissimo l’ho scoperto appena uscito qualche anno fa in qualità full hd, lei supergnoccolosa. La canzone però fa schifo

  2. Brano -e soprattutto videoclip- tuttora noto, nonostante la discutibile qualità, perché da qui esplose a livello globale una leggenda metropolitana già emersa qualche anno prima, che vuole una depressa Avril Lavigne morta suicida nel 2003 e da allora sostituita da una sosia, tale Melissa .. e questo video, così diverso dall’immagine a cui aveva abituato Avril, per tanti fan (poveri loro) ne sarebbe la prova lampante :DD McCartney scansate proprio !!

    https://noisey.vice.com/it/article/65gjg3/cospirazione-avril-lavigne-morta-sostituita-con-attrice

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here