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Arcesia – Reachin’ (1972 – LP)

arcesia reachinStrana la vita di John Arcesi, artista figlio di immigrati italiani, già bambino prodigio, che divenne famoso come cantante crooner fra la fine degli anni ’40 e l’inizio dei ’50 sotto lo pseudonimo di John D’Arcy in quanto i suoi produttori avevano giudicato il nome “troppo italiano”.

All’apice della popolarità la sua carrierà terminò improvvisamente: durante un’esibizione al Thunderbird Hotel di Las Vegas una donna del pubblico cadde apparentemente in trance a causa della voce di Arcesi. Purtroppo per lui si scoprì ben presto che si tratava di una bufala. Apparentemente ad insaputa del l’artista il manager ideò questa messa in scena per supportare una leggendaria diceria sulle proprietà della voce di Arcesi. L’incidente ovviamente influì negativamente sulla carriera di John, il quale scomparve del tutto dalla scena musicale, dedicandovisi occasionalmente come produttore.

John Arcesi quindi visse nella totale oscurità fino al 1972, quando, un anno dopo la morte di sua moglie, registrò questo stranissimo album.

A 54 anni suonati il caro John, qui rinominatosi semplicemente Arcesia, sembra anni luce lontano dall’artista che ricordavamo. Anzitutto la voce: stanca e logora, messa a dura prova dal tempo e dal poco allenamento dopo il ritiro dalle scene, è assolutamente incapace di raggiungere le note e le variazioni di un tempo, nonostante non manchi di carisma e dell’amorosa convinzione del proprio lavoro. Un’emozione talmente palpabile che spesso è capace di andare oltre qualsiasi canone di bellezza pre-imposto e di valutazione.

Altrettanto bizzara è la parte strumentale: dimentichiamoci i classici suoni di orchestra e big band, à la Frank Sinatra per intenderci, qui la musica è dannatamente contemporanea al suono delle West Coast dei primi anni ‘70 con ampia presenza di chitarre acide, bassi elettrici e tastiere stile Doors.

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arcesia reachin' ristampaSe la prima canzone dell’album (“Pictures in My Window“) è sicuramente una delle canzoni più sconvolgenti da un punto di vista contemporaneamente musicale ed emotivo, come l’esibizione di un Andy Williams lisergico che imita Elvis, alcune delle canzoni successive presentano questa grandissima voce accompagnarsi in un’armonia tutta propria fra un rock psichedelico nella migliore tradizione americana (vedi il crescendo chitarristico di “Soul Wings” o lo scatenato organo manzarekiano di “White Panther“) ed un pop fuori dal tempo e dallo spazio (“Reachin’” e “Summer Love“); i testi ricchi di immagini fantasiose e deliranti fanno da perfetto accompagnamento a tutto il resto.

Non si è mai capito che cosa spinse John Arcesi ad incidere un album dopo così tanti anni di inattività, e sopratutto a farlo in un modo così anticommerciale e diverso dai suoi precedenti lavori. Dopo questo “Reachin'”, una perla brillantissima di un colore mai visto, unica nel panorama musicale, John Arcesi(a) ricadde nell’ombra ed a quanto pare visse per lungo tempo alle Hawaii prima di morire a Palm Strips nel 1983 dimenticato da tutti ma con la fierezza dell’originalità e dell’unicità della propria opera.

Tracklist:
01. Pictures In My Window
02. Soul Wings
03. White Panther
04. Leaf
05. Voice Of Love
06. Reachin’
07. Summer Love
08. Mechanical Doll
09. Butterfly Mind
10. Desiree
11. Rainy Sunday

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