Anna Tatangelo Natale ItalianoIn psicologia è arcinoto il meccanismo di rimozione che, per spiegarlo volgarmente, viene attuato dalla mente umana per dimenticare un trauma subito. Sarà per questo che quando si ci trova dinnanzi alla nuova canzone di Anna Tatangelo si reagisce con stupore e raccapriccio, perché effettivamente lei è pur sempre una cantante nonostante ultimamente la si veda più in veste di giurata o conduttrice scollacciata di opinabili programmi televisivi.

Per chi avesse rimosso anche il personaggio, parliamo della poliedrica artista di Sora, che a dispetto delle apparenze un po’ agée non ha ancora compiuto trent’anni e dopo aver debuttato adolescente in quel teatro di scempi che è il Festival di Sanremo, ha avuto la sfortuna di imbattersi in Gigi D’Alessio. Dapprima il buon Gigi era solo il suo pigmalione dal punto di vista artistico ma poi, essendo rimasto colpito dal giovane virgulto, ha lasciato capra, cavoli, moglie e tre figli per dichiararsi alla giovane Anna, con cui attualmente fa coppia fissa e da cui ha avuto anche figlio.

Al di là del noto compagno, la Nostra ha però sempre fatto di tutto per meritarsi il suo posto nel mondo, perciò dopo una bella pimpatina dal chirurgo plastico, ha partecipato altre volte a Sanremo e si è cimentata ancora sul piccolo schermo in diverse vesti, fino alla scelta di tentare anche la prova d’attrice. Stranamente anziché scegliere qualcosa di più intimista come il teatro, magari in un blasonato rifacimento di un’opera del filone dell’Assurdo, che pure sarebbe stata molto adeguata, Anna ha deciso di debuttare in un cinepanettone genere Vanzina per intenderci.

Così eccola protagonista della pellicola Un Natale al Sud, al fianco di un mostro sacro come Massimo Boldi, che secondo la Tatangelo è giustamente una “garanzia”, come ha dichiarato in un’intervista, aggiungendo di essere stata ben felice di questo esordio cinematografico che la ha fatta “diventare una donna”, il come però non si sa. Tralasciando la trama, che sarà più o meno identica a qualsiasi film natalizio italiano degli ultimi vent’anni, o il ruolo che ricopre la signora D’Alessio, dal momento che qui si parla di musica noi ci concentreremo sulla canzone che fa da colonna sonora alla pellicola, cioè “Natale italiano”, intonata ovviamente da Anna, perché appunto è una cantante.

Ci troviamo dunque dinnanzi a una sorta di dramma, perché sin dal primo ascolto sembra un pezzo guarda caso di Gigi D’Alessio, nonostante sia invece stato scritto da Giovanni Caccamo e Placido Salamone: il ritmo spagnoleggiante e le parole in lingua straniera infilate a casaccio ricordano in maniera tremenda “Mon Amour”, la bruttissima hit del cantante napulegno. Così la voce “niente di particolare” di Anna si libra nel vuoto cosmico di questo brano, insignificante sotto ogni profilo, suoni, arrangiamento, melodia, né tampoco del testo, dato che versi come “Camminando ancora verso Sud / scopro come incanta questo mare / come posso navigare la mia voglia di te”, o “Un Natale italiano per chi ama l’amor / per chi vive sognando l’estate d’inverno alla luce del sol” si commentano da soli nella loro inconsistenza. Tutto questo senza contare che più che una canzone di Natale sembra il classico pezzo estivo da balera di periferia con quel dolorosissimi “bailando bailando”.

Anna Tatangelo Natale Italiano
Una photoshoppatissima Anna Tatangelo

E’ chiaro che il brano è stato scritto a uso e consumo del film e dei fan di Lady Tata, per dirla con DJ Francesco Facchinetti, però qui non è stato fatto alcuno sforzo creativo, per non dire sforzo di nessun tipo, altrimenti il risultato non sarebbe stato così imbarazzante. Anche se la nostra Anna Tatangelo non se lo merita, per definire l’intera operazione vogliamo scomodare Antonio Gramsci, che le avrebbe dato dell’“onesta gallina della musica popolare”, ovvero quella dell’interprete (dimenticabile) di una canzoncina (dimenticabile) nella quale è impossibile impiegare anche il minimo afflato artistico.

Buon Natale e buon cinepanettone a tutti.

3 Commenti

  1. mi ha sempre fatto ridere che in slang statunitense le “tatas” siano le tette (nomen omen senza pietà)

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