Andrea Diprè Nel Mio PrivéAndrea Diprè è uno che pensa di essere sempre sul pezzo ma in realtà arriva tardi su tutto, anzi è sempre arrivato tardi: è arrivato tardi agli inizi come fotocopia sbiadita del Vittorio Sgarbi critico d’arte sopra le righe, è arrivato tardi quando ha presentato la sessualità sfacciata al grande pubblico (Riccardo Schicchi e Cicciolina lo avevano già fatto 30 anni prima e meglio), è arrivato tardi quando ha cercato di coniugare pornografia e salotti buoni in prime time (come non ricordare Moana Pozzi corteggiata da tutti i presentatori televisivi dell’epoca?), è arrivato tardi quando recupera dei poveri disgraziati diventati casualmente dei fenomeni del web ed è arrivato tardi, anzi tardissimo, quando si bulla di farsi le canne e di pippare cocaina, roba ormai sdoganata anche per le cassiere dei supermercati. Per intenderci, che senso ha vantarsi di fare uso di droga quando ormai anche le sostanze stupefacenti sono entrate ufficialmente nel paniere ISTAT?

Insomma più che il guizzo creativo Diprè rappresenta un guitto in giacca e cravatta sempre pronto a sfruttare sino in fondo temi, situazioni e personaggi già ampiamente noti e masticati, ma con la sfacciataggine propria di chi ha un ego smisurato, tanto che non fatichiamo a credere che si masturbi pensando a se stesso, farfugliando scemenze come il Divino Otelma, solo vestito meglio.

Con questo ritardo cronico eccolo che nel 2015 arriva nel mondo della musica con il singolo digitale “Nel Mio Privé” assieme a quello che rimane di Sara Tommasi, sorta di agnello sacrificale in questo ributtante banchetto del nulla. Anche qui il nostro non è certo il primo a sfondare il muro del ridicolo volontario per cercare di adescare il popolo facilone de “lo guardo perché è brutto”.

Andrea Diprè in cuor suo pensa di essere il nuovo Piero Manzoni, ma se l’artista lombardo vendeva la sua Merda d’Artista non osiamo immaginare quale liquido organico Diprè potrebbe donare all’umanità. In realtà è diventato esso stesso un freak dell’internet più mainstream al pari di Bello Figo Gu, Richard Benson o Trucebaldazzi con la differenza che lui è costruito, finto, plastificato. O meglio, questa era la sua idea iniziale; ormai Diprè è entrato nel personaggio in maniera talmente intensiva che ne è rimasto schiavo e succube, e proprio con il suo personaggio probabilmente andrà a fondo.

Andrea Diprè Nel Mio Privé con sara tommasi
Andrea Diprè con Sara Tommasi

Il Diprè-videopensiero è un abito di sartoria che calza a pennello alla smartphone-generation (quale ventenne non vorrebbe sesso, droga e soldi?), ma non ha nulla di veramente nuovo o di rottura sociale; la piattezza mentale de “il massimo risultato con il minimo sforzo” la ritroviamo sterilmente in questa canzonetta ignorante volutamente “trash” quando ormai il termine “musica trash” non vuol dire più nulla (posto che abbia mai avuto un significato) confermando la fama di “quello che arriva dopo”; perfetta come suoneria per il cellulare di qualche tamarro di provincia o come sottofondo per le sue ospitate in qualche discoteca. In realtà Diprè, tra mignotte e droga, è impegnato principalmente a fare cassa a discapito di gonzi segaioli.

Questa non è musica diversamente bella, ma musica volutamente brutta pertanto interessante quanto una flatulenza bovina.

3 Commenti

  1. Ca*****ooooo, ma quando riusciremo a liberarci definitivamente da tutta questa M***A spacciata per musica??? Oddio non se ne può più.
    Vieni anche tu nel mio… bidè! Un bel getto d’acqua e…. fuori dai piè!!!

  2. Noto adesso la foto in studio con il microfono della behringer. Chissà in quale “studio” scoglionato avrà registrato sta porcheria

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