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Anal Cunt – Discografia

Anal Cunt Discografia

La storia degli Anal Cunt (o dei Fica Anale come li chiameremmo noi anche se in inglese ha un connotato assai più volgare) è abbastanza insolita e merita di essere raccontata al fine di ricordare una delle band più distruttive, volutamente senza senso, offensive ed esilaranti mai esistite. Rumore, misoginia, improvvisazione, omofobia, urla, antisemitismo, droga, cattivo gusto, violenza e odio contro tutto e contro tutti (anche contro sé stessi) sono le materie prime da cui nacque questa creatura informe e rumorosissima nella tranquilla provincia amaricana del Nord-Est, precisamente in quel di Newton in Massachusets, nominata una tra le città più sicure degli Stati Uniti.

1988-1989: gli inizi e il primo scioglimento

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Gli Anal Cunt nel 1989, da sinistra: Tim Morse, Seth Putnam e Mike Mahan

La band nacque per gioco quando Seth Putnam, cantante che aveva già militato in diversi gruppi heavy metal locali, decise di registrare per noia un demo con una band momentanea cercando di essere il più stupidamente volgare e gratuitamente offensivo senza preoccuparsi di riff, ritmo e testi: nacquero così nel 1988 gli Anal Cunt, nome che spesso per ragioni di “marketing” verrà abbreviato come AxCx o A.C. poiché in inglese la parola cunt è considerata il termine più volgare e offensivo che si possa usare.

Il loro provino registrato per scherzo nel 1988 “47 Song” con Seth alla voce (?!) e chitarra, Mike Mehan alla chitarra e Tim Morse alla batteria,  diede al gruppo una certa visibilità nel circuito grindcore, facendo passare in pochissimo tempo la band dai concerti improvvisati in casa davanti ai famigliari (!) e pochi amici ad alcuni ingaggi in radio underground locali e talvolta a concorsi musicali nei licei che i membri del gruppo frequentavano.

Pubblicata in sole 30 copie, questa cassettina nonostante la durata complessiva di appena otto minuti contiene ben 47 brevissime canzoni senza titolo, o meglio quasi tutti intro di bacchette e “one, two, three” seguito da un brevissimo groove che degenera presto in rumore puro assolutamente anti-musicale e con testi (testi? stiamo scherzando?) urlati nel microfono, il tutto immortalato in una qualità sonora che ridefinisce il concetto di “registrato male”.

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L’elegante copertina della versione europea dell’EP 5643 Song

Nel 1989 esce  il loro vero debutto “88 Song EP” che ripropone la stessa formula: 44 pezzi di puro caos musicale e disagio totale racchiusi in 13 minuti, ma il punto di non ritorno arriva con l’apocalittico “5643 Song”, EP di pura distorsione e odio in cui nulla è minimamente intelligibile in un’ininterrotta valanga di magma sonoro. Vero noisegrind allo stato selvaggio.

Non potendo andare ultre giustamente Seth Putnam e soci, stanchi dello scherzo, decidono di terminare il progetto Anal Cunt nel 1989 dopo la pubblicazione di un altro split EP con gli amici 7 Minutes of Nausea: “We’ll Just Have To Acclimatize Ourselves To The Post-Nuclear Area” , questa volta con una qualità sonora minimamente superiore si riesce, con sorpresa, a distinguere leggermente meglio la voce del cantante oltre a un aggressivo rumore di mitragliatrice in sottofondo, che altro non è che la batteria.

1991-1999: il ritorno e gli anni con la Earache

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Gli Anal Cunt nel 1993, da sinistra: John Kozik, Seth Putnam, Tim Morse e Paul Kraynak

Dopo tre anni di pausa Seth Putnam decise sorprendentemente di riprendere in mano il progetto Anal Cunt, questa volta prendendo l’ex pugile Fred Ordonez alla chitarra.

Anal Cunt DiscografiaDopo l’EP “Unplugged” del 1991 in parte registrato dal vivo con strumentazione acustica (!?) e composto perlopiù da canzoni improvvisate al momento in una fusione dadaista di vari generi, iniziò la fase più famosa e distruttiva della band dove il leader (giustamente) annoiatosi della solita tiritera estremistica nonsense decise di spostare l’attenzione verso tematiche più “impegnate” ma sopratutto iniziarono i famigerati live della band che finirono quasi tutti con la distruzione totale della strumentazione e risse ed accoltellamenti con il pubblico.

Tra membri che vennero allontanati e poi richiamati nella band, un tour disastroso fatto addirittura con due batteristi (che ovviamente non andavano a tempo nemmeno tra loro) e fondi praticamente nulli la band si affidò per la prima volta ad un’etichetta, la famigerata Earache Records, all’epoca la più importante casa discografica specializzata in metal estremo (Napalm Death, Carcass, Entombed, Godflesh, Morbid Angel, Bolt Thrower), nonostante una volta Putnam in un’intervista dichiarò di aver mandato le loro registrazioni solo ed esclusivamente per il gusto di leggere le recensioni negative in risposta al rifiuto alla pubblicazione.

Nel 1994 arriva così il loro primo vero album intitolato programmaticamente “Everyone Should Be Killed”; la più grossa novità rispetto alle altre pubblicazioni è la presenza per la prima volta dei titoli dei vari brani, probabilmente su richiesta della casa discografica, non che questo aiuti a distinguere molto le varie canzoni che si mantengono fedeli allo stile della band; in ogni caso Seth Putnam non la prese benissimo visto che tra le 48 tracce saltano all’occhio titoli esilaranti come “Some Songs”, “Some More Songs”, “Even More Songs”, “Guess Which 10 Of These Are Actual Song Titles”, Song Titles Are Fucking Stupid, e altri che riflettono le famose prese in giro quando non vere e proprie offese verso l’etichetta e sé stessi (“I’m Not Allowed To Like A.C. Any More Since They Signed To Earache”), altri artisti e personaggi famosi, connotate talvolta in maniera razzista, antisemita o omofoba in base ai singoli casi: “Pavorotti” (sic) e “Morrissey” su tutti.

Anal Cunt DiscografiaNel 1995 viene pubblicato un secondo album ufficiale “Top 40 Hits” in cui il grindcore viene “addolcito” con l’hardcore; la vera novità sono le numerose riproposizioni di hit da classifica tra cui “American Woman” dei Guess Who“I’m Still Standing” di Elton John, la sigla dell’A-Team e una cover ancora più esilarante di “Stayin’ Alive” dei Bee Gees in versione Oi!. La cosa più assurda in tutto questo però fu come diavolo riuscirono ad ottenere l’autorizzazione dai vari artisti per poter incidere queste cover.

Anche se il tono appare più “leggero” state tranquilli che non mancano le classiche bordate ricolme di black humor rumorosissimo: Pepe, The Gay Waiter, Fore Play With A Tree Shredder, Lenny’s In My Neighborhood e Living Colour Is My Favorite Black Metal Band.

Nonostante i continui interminabili cambiamenti di formazione nel 1996 venne pubblicato uno dei loro album più famosi “40 More Reasons To Hate Us”, in cui non viene risparmiato davvero nessuno nei testi che sembrano scritti da dei malefici di Beavis and Butt-Head: le donne (“Kill Women”), gli altri musicisti (“Everyone In The Underground Music Scene Is Stupid”), gli omosessuali (“I Just Saw the Gayest Guy on Earth”, “I Noticed That You’re Gay”) e anche loro stessi (“Everyone in Anal Cunt Is Dumb”). Al disco partecipa massicciamente anche Phil Anselmo dei Pantera, all’epoca una delle band heavy metal più famose al mondo, curandone i cori e duettando su Gloves Of Metal”.

La band diviene sempre più instabile, sia per il comportamento del leader che dei vari componenti che spesso lasciavano la band dopo pochissimo tempo; in questo periodo si susseguono principalmente split o collaborazioni, memorabile la cover di “You’re Gonna Need Someone On Your Side” in un album grindcore tribute agli odiatissimi Smiths (che beffardamente invece sono una passione di Phil Anselmo, amicone di Seth) e i vari progetti alternativi di Putnam come gli Adolf Satan (sludge/doom metal) e gli Impaled Northern Moonforest (black metal acustico).

Anal Cunt DiscografiaNel 1997 esce “I Like When You Die”, che alza nuovamente l’asticella dell’estremo e del cattivo gusto; un album crudele quanto demenziale, in cui i testi trasudano spietatamente antisemitismo, omofobia e misoginia (“You Got Date Raped”, “You’re Gay”, “You Look Adopted”, You’ve Got Cancer, Your Kid Is Deformed, You Are An Orphan, You’re Old (F@#k You) o “Your Favorite Band Is Supertramp”) in un vero e proprio odio animale contro tutti e tutto, talmente assurdo da risultare ridicolo come la canzone contro il riciclaggio dei rifiuti (Recycling Is Gay) o contro internet (The Internet Is Gay). Possibile poter andare oltre tutto questo? la risposta fu “Picnic Of Love” del 1998, un disco di folk-pop zuccheroso a partire da titolo e copertina con canzoni che parlano d’amore interpretati dalla voce acutissima e forzata di Putnam.

Leggi anche:  The Texas Chainsaw Orchestra - The Texas Chainsaw Orchestra (1997)

Il risultato è uno degli album più divertenti e paradossalmente più offensivi della band: titoli come “I Respect Your Feelings As a Woman and a Human”, “I’d Love To Have Your Daughter’s Hand in Marriage”, In My Heart There’s A Star Named After You, e Saving Ourselves For Marriage suonano davvero spietati nel loro sarcasmo (oltre che assolutamente inascoltabili musicalmente). Una presa in giro grossolana a partire dalla copertina, ma con i suoi momenti di esilarante black humour.

MAnal Cunt Discografiaa il peggio deve ancora arrivare: “It Just Gets Worse” (appunto) esce nel 1999 e tutte le persone che erano rimaste da insultare e tutti i tabù che distrattamente non erano ancora stati distrutti trovano qui la totale devastazione, tra tutti: “I Like Drugs and Child Abuse”, You Rollerblading Faggot, I Sent A Thank You Card To The Guy Who Raped You, I Made Your Kid Get A.I.D.S. So You Could Watch It Die, Women: Nature’s Punching Bag“I Sent Concentration Camp Footage To America’s Funniest Home Videos”, You’re Pregnant, So I Kicked You In The Stomach“Your Kid Committed Suicide Because You Suck” (dedicata a Eric Clapton). La copertina poi era un fumetto con una carrozzina in fiamme e una donna che viene violentata mentre sta per essere ghigliottinata.

L’album ricevette critiche e accuse da ogni dove tanto che e persino la Earache Records, ben abituata agli estremismi, decise di censurare alcuni titoli e alcuni testi. Probabilmente anche per questo oltre alla forte instabilità della band e ai continui disordini durante i concerti il contratto venne rescisso. 

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Seth Putnam: sesso, droga e grindcore

Risale a questi anni infatti anche una foto che rappresentava appieno lo stile così estremo dalla band da risultare demenziale: Seth Putnam in piedi, completamente nudo in sala prove mentre si inietta eroina utillizzando il cavo di una chitarra come laccio emostatico e una ragazza è impegnata a praticargli una fellatio.

Nel 2001, prima di ufficializzare la loro fine, esce l’EP “Defenders Of the Hate” (palese tributo a “Defenders Of the Faith” dei Judas Priest di cui “rubano” anche la grafica del logo), urlo di quel nero e deforme cigno che sono gli Anal Cunt.

Su una base di classico grindcore (per una volta discretamente prodotto) si staglia l’aquila nazista con all’interno le due iniziali a forma di ano e di vagina e i titoli che ancora una volta si superano nella sfida “se ridi sei una cattiva persona”: “All Our Fans Are Gay”, “Limp Bizkit Think They’re Black, But They’re Just Gay”, “You Were Too Ugly To Rape, So I Beat the Shit Out of You”, If You Don’t Like The Village People, You’re Fucking Gay“You Converted To Judaism So a Guy Would Touch Your Dick”.

2003-2011: la seconda reunion e la fine della band

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L’ultima formazione degli Anal Cunt, da sinistra: Josh Martin, Seth Putnam e Tim Morse

La band si riforma però un paio d’anni dopo per una serie di concerti, ma nel 2004 Putnam a causa di un mix di crack, eroina, alcol e barbiturici finisce in coma per un mese. Dato per spacciato dai medici, viene “salvato” dalla madre che si rifiuta di spegnere i macchinari che lo tenevano in vita. I gravi danni neurologici che lo costringono su una sedia a rotelle e la lunga riabilitazione non fermano la bestia Anal Cunt che non si rassegna a morire e continua a calcare i palchi del mondo anche con un frontman semi-paralizzato.

Nel 2008, migliorate le condizioni di salute di Putnam, per celebrare il ventennale della band, torna insieme la formazione degli esordi per il disco autoprodotto “110 Song CD” , una registrazione in sala prove di nuovo materiale in stile noisecore che sembra chiudere il cerchio, ma non sarà così.

Anal Cunt DiscografiaPer ascoltare nuovo materiale devono passare altri tre anni e nel 2011 arrivano ben due pubblicazioni: l’EP a tiratura limitata “Wearing Out Our Welcome” nel vecchio stile noisegrind (per i fan più affezionati) con altri titoli-capolavoro come Beating Up Niggers That Sell Fake Crack, Caring About Anything Is Gay o Wasting Time Writing Anal Cunt Songs e il nuovo album “Fuckin’ A” più scazzato e dal tiro dannatamente crust punk-hardcore, aperta presa per il culo di quel cock rock anni ’80 che cantava di sesso, droga e party selvaggi, tipo Mötley Crüe (a cui rubano la copertina del primo disco), Dokken, Poison e Lizzy Borden, con titoli eloquenti tipo “Whiskey, Coke and Sluts”, Kickin’ Your Ass And Fuckin’ Your Bitch o “All I Give a Fuck About Is Sex”: intelletualmente più onesti degli originali.

Solo un mese dopo però Seth Putnam muore a soli 43 intensissimi anni per un attacco cardiaco mettendo a riposo per sempre la band nonstante non manchino le prescindibili raccolte postume. Difficile immaginare una conclusione diversa per una band che, piaccia o meno, ha ridefinito il concetto di “musica estrema” ancora oggi difficilmente eguagliabile per musica, testi, copertine, concerti e vita privata. Immaginate che cosa sarebbe potuto succedere se avessero deciso di collaborare con un altro cane pazzo come GG Allin.

Album

  • 1994 – Everyone Should Be Killed
  • 1995 – Top 40 Hits
  • 1996 – 40 More Reasons to Hate Us
  • 1997 – I Like It When You Die
  • 1998 – Picnic of Love
  • 1999 – It Just Gets Worse
  • 2008 – 110 Song CD
  • 2011 – Fuckin’ A

Compilation

  • 1991 – Fast Boston HC (also Greatest Hits Volume One)
  • 1994 – Old Stuff, Part Two
  • 2000 – The Early Years 1988–1991
  • 2008 – Old Stuff Part 3
  • 2012 – Wicked Dead: Demos and Early Fucked Up Shit

EP

  • 1989 – 88 Song E.P.
  • 1989 – 5643 Song EP
  • 1990 – Another E.P.!
  • 1991 – Live EP
  • 1991 – Unplugged
  • 1993 – Morbid Florist
  • 1993 – Breaking the Law
  • 2001 – Defenders of the Hate
  • 2001 – Howard Is Bald
  • 2002 – Very Rare Rehearsal from February 1989
  • 2011 – Wearing Out Our Welcome

Split EP

  • 1989 – We’ll Just Have to Acclimatize Ourselves to the Post-Nuclear Area (con Seven Minutes of Nausea)
  • 1990 – Good Bye, the Legends (con Patareni)
  • 1991 – Another Split EP (con Meat Shits)
  • 1991 – Split (con Psycho)
  • 1997 – In These Black Days: A Tribute to Black Sabbath (Vol. I) (con Eyehategod)
  • 1999 – Live in N.Y.C./Live in L.A. (con Insult)
  • 2000 – Split E.P. (con The Raunchous Brothers)
  • 2001 – Split EP with Flächenbrand (con Flächenbrand)

5 Commenti

  1. Riccardo Fabio

    Fu grazie agli Anal Cunt se iniziai ad ascoltare e a seguire il grindcore e il noise. Al di là del “black humor”, che è comunque una loro caratteristica fondmentale, credo che non esiste nulla di meglio delle loro aggressioni sonore quando si ha bisogno di uno “sfogo catartico”, che nel loro caso è anche divertente, se si apprezza l’umorismo nerissimo.

  2. Mi avete fatto venire in mente i Uochi Toki.
    A quando un bell’articolo? 🙂

  3. La band perfetta per Rosario Muniz.
    E per scomodare Adam Camion (o si chiama Harman Kardon??) c’è anche una più che discreta somiglianza tra il fu frontman degli Anal Cunt e il nostro “artista”(???), e i disadattati come me che sanno di cosa parlo potranno confermare!

  4. Winston Wolfe

    Anal Cunt non significa fica anale ma stronza odiosa. Non si può tradurre letteralmente un idioma slang: anal si usa per qualcuno fastidioso, a cui non va bene nulla, anale, nel senso di un fastidio tipo qualcosa nel culo. Cunt è si fica ma non viene mai usato per definirla, a cui è preferito “pussy”. Si usa invece come generica offesa per una donna, come a dire troia, stronza.

    • Vittorio "Vikk" Papa

      Il termine “cunt” viene più spesso usato come offesa personale (sia maschile che femminile e ben più pesante di stronzo/a), ma ha un uso diffuso anche come volgarissimo dispregiativo per vagina.

      Nel nostro caso potrebbe essere interpretrato sia come una versione volgare di stronzo/a odioso/a, sia letteralmente come fica anale, come tende a suggerire il logo dove, guarda un po’, compaiono proprio un ano e una vagina. O probabilmente, visto il personaggio di Seth Putnam, entrambe le cose: l’importante è che sia offensivo.

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