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Amanda Lear – La Partita Di Pallone (Rita Pavone cover) (1989)

Amanda Lear – La Partita Di Pallone (1989)“Perché perché / la domenica mi lasci sempre sola / per andare a vedere la partita di pallone / perché perché / una volta non ci porti pure me”.

Come non riconoscere “La Partita Di Pallone”, grande classico del beat italiano, scritto da Carlo Rossi, musicato da Edoardo Vianello e reso celebre dall’interpretazione di Rita Pavone del 1962. Eppure non tutti sanno che questo brano, apparentemente scanzonato, ma che in realtà parla di gelosia e tradimenti, è stato reinterpretato da Amanda Lear. La cover è contenuta nell’edizione italiana dell’album “Uomini Più Uomini” del 1989, ma non è compreso nell’edizione uscita nel resto d’Europa con il nome “Tant Qu’il Y Aura Des Hommes”.

Ascoltando il brano ci si accorge subito del cambio di melodia, con un arrangiamento rallentato rispetto all’originale e reso decisamente più malinconico; il brano presenta infatti una sezione ritmica minimale e un intreccio d’archi, flauti e pianoforte (ovviamente suonati con una tastiera). Tralasciando la sensualità della voce di Amanda Lear, vera colonna portante di questa cover, rimane una nenia melensa, un misto tra le fiabe sonore e Laura Pausini, tanto che ci si aspetta da un momento all’altro che Gianni Morandi, con un abile colpo di mano, cominci a cantare: “Quel gufo con gli occhiali che sguardo che ha! Lo prendi papà? Sì!”.

Se la cover di Amanda Lear può, a chi più, a chi meno, far tornare in mente “Sei Forte Papà” di Gianni Morandi, non possiamo negare che il ritornello del brano ricordi “Piange… Il Telefono” di Domenico Modugno, soprattutto l’attacco iniziale.

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Il testo della canzone rimane invariato, tranne che per un piccolo ma interessante particolare nel ritornello. Nella versione originale, la Pavone minacciava il proprio amato che, se il sospetto tradimento fosse stato reale, lei sarebbe tornata a casa, da mamma, mentre nella versione della diva Amanda le cose si rovesciano e a fare le valige non toccherà più alla tradita ma al marito fedifrago:

“E se io scopro
che tu mi vuoi imbrogliare
da mamma ritornerai”

Quello che può sembrare un piccolissimo cambiamento del testo in realtà contiene tutto il movimento di emancipazione femminile che va dal 1962 (anno di uscita dell’originale), al 1989 (anno della cover) inoltre l’originale fu scritta da un uomo,= con una visione puramente maschile degli eventi, mentre qui pare chiaro lo zampino della Lear che ci regala una piccola perla anticonformista, che per noi può sembrare banale, ma contestualizzata nell’anno di uscita è sicuramente azzeccata.

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