Amanda Lear Follow Me The Greatest Hits

Per quanto ci riguarda Amanda Lear è la vera regina indiscussa della disco dance. Nata ad Hong Kong e cresciuta nei circoli artistici di Parigi negli anni ’60, diventa musa ispiratrice di Salvador Dalì che la lancerà nel mondo dell’arte, finendo a frequentare gente come Andy Warhol, Lou Reed & Co. e diventando la compagna di David Bowie per un certo periodo.

A metà anni ’70 inizia la sua sfavillante carriera musicale che la vedrà sempre votata alla disco music (e poi dance) con occasionali scorribande nella pop music sempre in bilico tra il camp e la canzone romantica. I suoi maggiori successi rimangono indiscutibilmente legati al mondo luccicante delle piste da ballo degli anni ’70 e ’80 di tutta Europa potendo vantare hit in inglese, francese, tedesco e italiano.

Questa frettolosa raccolta economica ce le ripropone praticamente tutte (“Follow Me”, “Wild Thing”, “Tomorrow”, “Queen of Chinatown”, “She Wolf” e “Blood and Honey”) purtroppo non nella loro versione originale, ma in un’inutile veste rinnovata che non aggiunge nulla al groove dei brani originali e che non può certo attirare i filologi della divina Amanda.

Per par condicio non mancano anche momenti poco riusciti come “Muscle Man” (ma che cosa sarebbe?!), “Stato d’Allarme” (semplicemente inascoltabile) e “Peep! (Under Cover II)” (pezzo dance tamarrissimo senza capo né coda).

Nonostante questa raccolta sia un brutto bignami piuttosto parziale noi ci emozioniamo sempre ascoltando “I’ll Miss You” e “I’m a Mystery” che racchiudono l’Amanda Lear-pensiero in un perfetto cocktail (d’amore): 1/4 di ammiccamenti provocanti, 2/4 di gossip (relativi ad un suo fantomatico cambio di sesso) mai confermati né smentiti, 1/4 di romanticismo finto-adoloscenziale ma tutt’altro che ingenuo; il tutto shakerato e servito in versione pop o disco (come preferite), ma con l’immancabile tocco della sua voce calda, profonda e mascolina che dona un non so che di magico a ciò che scaturisce dal pentagramma.

Un consiglio spassionato: lasciate stare questa robaccia e cercate direttamente gli album che vi regaleranno maggiori emozioni di questa raccolta da autogrill.

Tracklist:
01. Follow Me
02. Wild Thing
03. Tomorrow (New Radio)
04. The Sphinx
05. On The Air Tonight (130 Bmp Version)
06. Muscle Man (Echomen Version)
07. Everytime You Touch Me (Underground Version)
08. Queen Of Chinatown
09. Stato D’allarme
10. Rien Ne Va Plus
11. Peep ! (Under Cover II)
12. She Wolf
13. I’ll Miss You
14. I’m A Mystery
15. Blood And Honey
16. Times Up

1 commento

  1. “Musa di Dalí” è una delle piú grandi idiozie ripetute in eterno, ovviamente FALSA. Se mai Dalí ha avuto una musa, è stata la moglie Gala..presente in centinaia di quadri; la sorella compare in alcuni, cosí come la madre in versione “onirica”. Lei era nel giro di conoscenze quando il pittore fuggí a Parigi scappato dalla Spagna franchista, ha fatto qualche evento con lui, stop.

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