Home » Senti Chi Canta » Illustri Sconosciuti » Alessio Bonomo – La Croce (2000 – singolo)

Alessio Bonomo – La Croce (2000 – singolo)

alessio bonomo la croceDell’edizione del Festival di Sanremo più della vittoria contestata degli Avion Travel ricordiamo quel vero caso umano da paginone centrale di Gente che fu Alessio Bonomo che raggelò l’ambiente come un banco di prodotti tipici calabresi al raduno annuale della Lega Nord a Pontida.

Il giovanissimo cantautore napoletano porta sul palco dell’Ariston questo delirio mistico dovuto, presumibilmente, a traumi subiti da bambino durante l’ora di catechismo. Ancora oggi, nessuno, tantomeno noi, abbiamo ancora capito se “La Croce” fosse un brano geniale o una cagata col botto.

Dopo una rigida presentazione di un malvestito Fabio Fazio, già prima di aprire bocca si intuisce che il Bonomo non è certo salito sul palco dell’Ariston per raccontarci una barzelletta ed ecco che dopo una introduzione audace che pare rubata ai Litfiba di “Terremoto” ha inizio questo amarissimo lamento dove il nostro recita (letteralmente! Bonomo parla, non canta. Uno stile che può, per certi versi, ricordare Giovanni Lindo Ferretti) su una base musicale ipnotica la sua invettiva contro i falegnami. Più Esorcista o più Esorciccio? Mah, vedete un po’ voi.

E ognuno ha la sua croce,
ma certe croci sono enormi
ognuno ha la sua croce
ma certe croci vanno in fiamme
ti divorano le spalle
e ti spezzano le gambe
e ognuno è un falegname
e costruisce nuove croci
e le butta sulla gente.
E c’è chi da questo orrendo costruire
ne esce pure vincitore
vincitore sulle spalle
di chi piano piano muore…
Roba da spaccargli un palo in mezzo agli occhi
o da perdonarli
da baciare la terra coi ginocchi
e rimanere… così…
disarmati sotto il cielo
come una lampadina ancora accesa
nonostante sia mattina…
nonostante sia mattina…

Leggi anche:  Sheila & Kiki - Spalmami la Crema (2009 - singolo web)

Il tono vocale sfrontatamente lagnoso, il riff ipnotico e i feedback della chitarra elettrica in sottofondo, in tutta franchezza, non lasciano indifferenti, ma più che un palo in mezzo agli occhi Bonomo si diede la zappa sui piedi. Perché terminata l’esibizione la platea era sotto choc e la stampa aveva finalmente un succulento argomento per animare i dibattiti al Dopofestival.

Certo, “Mamma RAI Immacolata” permettendo, il Bonomo avrebbe potuto farsi flagellare da Peppe Vessicchio in diretta durante la performance, in una sorta di Passione anticipata a febbraio… Ma in fin dei conti, così va più che benone.

Si formarono immediatamente le fazioni pro e contro “La Croce”: chi lo definiva un poeta visionario, chi un incapace in cerca di un po’ di notorietà. Fatto sta che nella classifica finale l’eretico Alessio arriva quindicesimo.

Nelle settimane a seguire, le polemiche per l’esibizione di Bonomo ebbero una certa eco. Attirato dalla “fama” del cantautore, nientepopodimeno che Oliviero Toscani si offrì di girare il videoclip del brano che perentoriamente suggella il tutto, sparando a raffica sugli spettatori immagini di croci, composte invece che da assi di legno da simboli (alcuni eloquenti , altri meno) che ti fanno venir l’istinto di “spaccarti un palo in mezzo agli occhi” e di “baciare la terra coi ginocchi”.

Dopo la pubblicazione, l’anno seguente, dell’album “La Rosa dei Venti” (prodotto proprio da Fausto Mesolella degli Avion Travel), il grande pubblico perse le tracce di Bonomo anche se continuò la sua carriera collaborando con Nada, Andrea Bocelli, Avion Travel, Musica Nuda e Alessandro Haber.

Barbara Ghiotti & Tommaso Labate

Letture Consigliate

2 Commenti

  1. l'arrangiamento è una figata.
    lui è il mark e. smith de noantri

  2. Carissimo estensore del presente articolo, molto carino il tono canzonatorio del medesimo, anche se domandarsi se “La Croce” sia geniale o una cagata col botto mi sembra francamente un po’ ingenuo, dai… E’ chiaro che portare a Sanremo un brano del genere non è casuale, visto anche che dietro l’intera operazione c’era Caterina Caselli in persona, e che quindi, fedeli all’assioma che su ogni palco c’è una finzione e davanti ogni persona c’è un personaggio, forse quel brano nasceva proprio programmaticamente per fare in modo che tu, ben quindici anni dopo, ti ponessi ancora quella domanda, che ne pensi? Quel modo di “cantare recitando” poi mica se lo è inventato lui, anche se lo fa in modo molto personale e poetico. Paragoni illustri ce ne sono. Non ti cito a caso Leonard Cohen e Bob Dylan: lo faccio solo perché Bonomo ha tradotto e interpretato dei loro brani, con la loro autorizzazione e benedizione. Infine, non mi risulta che il grande pubblico abbia perso le tracce del Bonomo, visto che anche tu citi il fatto che è stato finora molto attivo come autore per altri blasonati interpreti. Ma tanto per darti un aggiornamento, nel 2014 è uscito un bellissimo disco di inediti, “Ai confini di un’era”, dal quale è stato anche tratto uno spettacolo andato in scena recentemente al Teatro Parioli di Roma con ospiti quali Mesolella e Spinetti degli Avion, Alessandro Haber, Neri Marcorè, Pilar e Momo. Illustri sconosciuti anche loro?
    Un caro saluto.

Lascia un Commento

Rankie WordPress Plugin

Questo sito utilizza cookie di terze parti. Per accettare clicca su OK o prosegui la navigazione in altra maniera. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi