Alberto Camerini – Fatti Una Canna (da "Cyberclown" - 2001)
Nel 2001 Alberto Camerini (quello di “Rock’n’Roll Robot” se siete dei giovani ignoranti) pubblica l’album “Cyberclown“, registrato in collaborazione con il gruppo Skidsoplastix (in realtà al basso troviamo il mitico Paolo Donnarumma, storico bassista di Franco Battiato, Claudio Rocchi, Giuni Russo e dello stesso Camerini negli anni ’80); un disco che conferma il distacco del cantautore da suoni “disco”, verso forme di contaminazione elettro-acustiche, pop-punk, ska e reggae.

 

Musicalmente l’album non è eccezionale, ma come sempre Camerini si distingue per i suoi testi politicamente impegnati e di denuncia, raccontati in chiave futuristoide, ma allo stesso tempo attuali, spesso grotteschi, andando a toccare deliranti sfumature quasi cyberpunk.
In questo groviglio di generi spicca il brano “Fatti Una Canna“, un reggae da sigla TV, di quei bei programmi pomeridiani della Rai. Se il titolo è un esplicito invito all’uso e consumo di cannabis, il testo in realtà svela una sottotrama più culturale, storica e letteraria, con riferimenti che vanno da Lucrezio ed Epicuro a Mallarmé e Baudelaire, passando da Selassié sino ad arrivare a Jack Kerouac e Allen Ginsberg.

 

In questa canzone Camerini gioca con l’ascoltatore, canne e cultura si fondono e confondono in un unico senso dato della sostanza stupefacente e dalla conoscenza:
“Se dormi troppo e non riesci a fare niente
Quando vorresti ballare con la gente
Sali su una foglia di cultura
Respira il profumo di natura
Però, però, però non devi esagerare, ti prego su dai, non lasciarti andare
Devi smettere di urlare e di gridare, devi soltanto iniziare ora a ballare”

 

Se la canna fa stare meglio tra la gente togliendo le inibizioni, il sapere rende liberi di esprimersi, senza il bisogno di urlare, mettendo la propria ragione davanti a quella degli altri. Un’immagine purtroppo ben conosciuta da tutti, infatti la mancanza di rispetto e la totale ignoranza culturale sono alla base dello showbiz e della politica.

 

Camerini ci regala quindi un abile gioco di parole per farci capire che è con la cultura e la serenità che si può vivere felici e se una cannetta può dare una mano a rilassarsi, beh… tanto meglio.

 

“La vita è bella… 
Oba samba lèlè
Fatti una canna e balla”


 

CONDIVIDI
Articolo precedenteDiego Abatantuono – La Vita è Un Lunedi / Ci Vuole (1985 – 7″)
Prossimo articoloArcesia – Reachin’ (1972 – LP)
Nasco nel 1984 e da subito, grazie ai vinili di mio padre, la musica orbita attorno alla mia testa. Cresco quindi con i Genesis, Bob Marley, Neil Young, gli America, ma anche con Ruggeri, Dalla e Guccini. A 14 anni acquisto il mio primo basso ed il punk, assieme al crossover, muove ogni mio pensiero. Con gli anni la musica è diventata una vera ossessione, studiavo nuovi strumenti, leggevo articoli e recensioni, e più ne sapevo, più volevo saperne, per arrivare a considerarmi tuttora un ignorante. Ogni genere diventa fondamentale per accrescere la mia conoscenza, portandomi come artista su due progetti ben distinti, il cantautorato e la sperimentazione "noise".

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here