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Albatros – Volo AZ 504 (1976 – 7″)

Albatros Volo AZ 504Siamo in Italia, Sanremo 1976 anche se dai filmati dell’epoca sembrerebbe piuttosto uno di quei programmi dell’est Europa da cui Paperissima tira fuori varie gaffe quando non sanno come riempire la puntata. Tocca ai misconosciuti Albatros.

Dopo una lunga intro funk psichedelica come usava in quegli anni e cotanto coro, vengono alla ribalta le due voci narranti del dialogo in musica: tale Silvia Dioniso, moglie di Ruggero Deodato, e un giovane Toto Cutugno; lei vestita con un agghiacciante abitino quasi premaman e lui con indosso la stessa faccia che dal 1980 sfodererà a tutti i festival, a prescindere dalla posizione raggiunta.

Eccoli impegnati in un dialogo palpitante con lei che esordisce: “Ciao… Ho passato dei bei giorni con te… Piccolo, stupido, meraviglioso ragazzo. Ciao… anzi addio…”

Quindi capiamo che c’è qualcosa che non va… cosa sarà successo? Toto è visibilmente sconvolto ed accusa il colpo: “Allora, non stavi scherzando… Te ne vai…”

Si entra quindi nel vivo della tragedia musicale. Lei, travolta dal dolore, con una mimica pari solo alla Milva di Brecht, prosegue il suo drammatico racconto con un filo di poesia: “Certo che me ne vado.. Cosa volevi … Guarda quanto cielo c’è… E quanti amori ci stanno dentro… E quanti volano via”

Ecco quindi il fattaccio: Toto è in realtà un mostro? O è più mostruoso il vestito di lei, che finalmente scopriamo non essere casuale? Lui incalza: “Potevo lasciarti avere il bambino ma… Ti rendi conto, cosa sarebbe successo? Però forse sarebbe stato meglio… Almeno non saresti andata via…” Forse effettivamente è Toto il mostro in questa faccenda.

Torna quindi il coro che pare fatto dai figuranti dei film di Dario Argento visto che quelle brutte facce  ricordano i volti dei ritratti del corridoio di Profondo Rosso.

Si arriva poi al momento clou del brano, col grido disperato che squarcia la notte: “Sandra, ma dove vai?… Dai non scherzare, torna qui.. Sandra, ascoltami, ma dai, cosa fai.. Ti amo, Sandra… Ti amo, Sandra… Ti amo…”

Si chiude frettolosamente con effetti speciali finali: il rombo dell’aereo (quello del titolo, che dalla sigla capiamo trattarsi di un volo Alitalia) che decolla e porta lontano lei per abortire, mentre la canzone termina con il pubblico imbalsamato che applaude.

Albatros - Volo AZ 504
Toto Cutugno con gli Albatros

Conclusione: terzo posto (!), buon successo del disco (che spiana la carriera solista di Toto Cutugno) e polemiche a non finire perché sono gli anni che preparano al referendum sull’aborto.

Menzione speciale: lei che mette le mani giunte sul mancato pancione.

6 Commenti

  1. Era un’Italia Democristiana e provinciale che sussultava persino quando in certi frangenti minimi si parodiavano diritti fondamentali quali l’aborto.
    Purtroppo, oggi non è cambiato niente.

  2. Non avevo bisogno di cercare questo video in Rete, ho una certa età e quell’esibizione del 1976 me la ricordo bene, avendola vista in diretta televisiva. Mi fece venire un tale magone!
    Personalmente esilierei Toto Cutugno, tanto all’estero sarebbe accolto da idolo.

  3. Devo correggerTi.
    Quel Sanremo del 1976 si tenne al Salone delle Feste del Casinò e non all’Ariston. L’anno dopo si andò al Teatro Ariston.
    Era il periodo della crisi del Festival quando la rassegna canora sanremese veniva snobbata praticamente da tutti.

    • Vittorio "Vikk" Papa

      Grazie, corretto

      • Quell’edizione, presentata da Giancarlo Guardabassi in maniera quasi radiofonica, vide per la prima e unica volta due canzoni a pari merito vale a dire “Volo AZ-504” degli Albatros di cui si parla in questo blog e “Gli occhi di tua madre” di Sandro Giacobbe.
        Da ricordare che buona parte delle canzoni presentate avevano temi abbastanza scabrosi.
        Come detto nel mio precedente commento, negli anni della crisi, la televisione mandava in onda soltanto la serata finale, mentre le altre due erano trasmesse dalla radio. Capitò più di una volta che, nella serata finale, il collegamento televisivo veniva interrotto per far spazio all’edizione notturna del telegiornale. E proprio durante l’ultima edizione del telegiornale gli italiani sapevano chi aveva vinto.

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