Al Bano Carrisi Canto al SoleQuel marpione di Al Bano ne sa una più del diavolo, riuscendo sempre a sorprenderci proprio quando pensavamo di averle viste tutte.

Con il nuovo millennio il cantautore/viticoltore pugliese ci regala “Canto al Sole, un album nuovo di zecca a base di pop dal piglio operistico macchiato di sonorità giovani e fresche come i suoi cappelli tinti. L’ennesimo album nella sua sterminata discografia, direte voi. E invece no. Qui c’è qualcosa di davvero speciale per la concentrazione di autentiche gemme nascoste che vogliono solo essere scartate.

Partiamo proprio dalla title-track, autentico cantico al cosmo o meglio al Sole appunto, imbevuto di memorabile poetica come: «tu sei come una città, ubriaca di realtà, io non bevo più» e ancora «io amo il cielo blu perché, di pioggia e freddo non ne posso più». Formidabile.

Vogliamo poi farci mancare Lei? Una spoken song (sì amici, Al Bano ha inciso anche una spoken song) priva di alcun pathos, con il nostro intento a declamare le sue liriche come se stesse leggendo le istruzioni di montaggio di un comodino dell’Ikea su un sottofondo di cori che fanno tanto orgasmo song.

Dopo qualche sbandata tra la musica etnica-spagnoleggiante di una sua riscrittura di Dov’è l’amore di Cher, una spruzzatina di musica dance e uno pseudo-reggae, ecco che non mancano le visioni mistiche che si dividono tra il serio (Il Paradiso dov’è) e il faceto (Il mito è dedicata alla casa automobilistica di Maranello con tanto di immancabili sgasate durante tutto il brano). A cavallo delle due possiamo collocare idealmente Angelo Raffaele, brano da inferno dantesco diventato l’inno dell’omonimo ospedale milanese grazie, o a causa, dell’amicizia che lega la voce di Cellino San Marco al fondatore Luigi Maria Verzè.

Tra tanta grazia elargita con ammirabile generosità doveva scapparci assolutamente un “pezzone” e puntualmente all’appello troviamo Volare, già pubblicata nel 1999 come singolo per il mercato germanico; non una semplice cover di Domenico Modugno, bensì una geniale reinterpretazione (a suo modo). Per tre minuti Al Bano (armato di vocoder a serramanico) vola pindaricamente sulle spiagge di Montego Bay, accompagnandosi a un ignoto sparring partner dall’accento caraibico, impegnato a riempire i vuoti con un infimo ragamuffin su un tappeto elettronico in levare. La quintessenza del kitsch, ma noi la amiamo infinitamente. Cosa possiamo chiedere di più?

Ancora una voltra, se ce n’era bisogno, Al Bano Carrisi si dimostra un artista versatile e funambolico, vera manna per le nostre orecchie.

Tracklist:
01. Canto al Sole (Italian original version)
02. E’ Come Musica
03. Lei
04. Cos’è l’amore (Dov’è l’amore – Cher cover)
05. La Canzone Di Maria (Gypsy version)
06. Libertà
07. Un Amore Per Sempre
08. Il Mito (song for Ferrari)
09. Volare (Domenico Modugno cover)
10. Piazza Grande
11. Bianca Di Luna
12. La Canzone Di Maria (reggae version)
13. Angelo Raffaele
14. Il Paradiso Dov’è (Tell Me There’s A Heaven – Chris Rea cover)

7 Commenti

  1. ‘Bianca di luna’ era il lato B del singolo ‘Io di notte’, il suo secondo singolo per la EMI, immediatamente prima di ‘Nel sole’ che fece gli sfracelli ben noti. Chissà come suona adesso il brano…..

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