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A Bon Dance (Augusto Abbondanza) – Vergogna (1995)

A Bon Dance (Augusto Abbondanza) – Vergogna (1995)“Se dico Radio Italia tu a che cosa pensi?” Tutti i veri cultori di Radio Italia Solo Musica Italiana, a precisa domanda, vi citeranno due capisaldi: il jingle “un’amica che ti tiene compagnia” rimasto invariato negli anni e le news di Augusto Abbondanza.

Questo personaggio allucinante, di cui tuttora si ignora il volto al punto che molti sospettano non esista, è lo speaker dell’emittente 100% tricolore incaricato di condurre il notiziario che si alterna ai programmi del palinsesto regolare. Ciò che rende questi 60 secondi o poco più memorabili è lo stile del presentatore: oltre alla dizione molto espressiva, di cui ricordiamo il classico “ancora un rinnovato e cordiale buon pomeriggio da Augusto Abbondanza”, la particolarità di introdurre ogni notizia con un titolo in rima o metaforico che, a metà strada tra tragicomico e humor-nero, descrive per sommi capi il contenuto della stessa.

A Bon Dance (Augusto Abbondanza) – Vergogna (1995)

Ecco quindi “verdurina malandrina” per il nonnetto che si strozza mangiando un cucchiaio di minestra, o “A caccia sì, ma di corna” per l’uomo cornificato dal vicino di casa mentre era fuori per una battuta di caccia. Una caratterizzazione tale da risultare irresistibile: da piccolo sopportavo i “ritmi frenetici” di Radio Italia che tanto piacevano a mamma, destreggiandomi tra i Pooh e Anonimo Italiano solo per il gusto di ascoltare le news di Abbondanza e ridere di gusto per i successivi minuti.

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Tornando al brano di cui parliamo oggi, trattasi di una collezione di news assurde, selezionate dallo stesso speaker e recitate su una base musicale a mo’ di rap, intercalate dai tormentoni “Vergogna, Vergogna”, dal ritornello “Vergogna vergogna vi dovete vergognare / vergogna vergogna vergogna-te-vi” e soprattutto dal bridge dalla dubbia interpretazione “io pompo dalla mia pompa”, che in tutta sincerità non c’entra nulla con il resto della canzone ma che la caratterizza in maniera folle, secondo lo stile stesso di Abbondanza.

Al di là di qualche passaggio su Radio Italia e della presenza in qualcuna delle solite compilation di hit del periodo con il nome A Bon Dance, “Vergogna” riscosse molto meno successo di quello che meritava, soprattutto se pensiamo che ai giorni nostri c’è gente che a colpi di vergogna e di iperbole ci fa sopra campagne elettorali di ogni tipo e successo… Da parte nostra, noi appassionati lo ricordiamo sempre con simpatia e continuiamo a pomparlo anche oggi, dopo 20 anni.

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