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666 – …Perché In Fondo lo Squallore Siamo Noi (2016 – CD)

666 Perché In Fondo lo Squallore Siamo Noi 2016Pavia-Colleferro solo andata e improvvisamente la nebbia padana cala sulla tranquilla cittadina ai limiti della provincia romana.

Colleferro come Pavia vive all’ombra della metropoli così vicina ma troppo lontana. Se l’ex capitale del regno longobardo può vantare una rinomata università e sfoggiare il famoso ponte coperto sul Ticino, Colleferro regala al mondo lo squallore industriale della Bombrini Parodi Delfino, sfavillante azienda chimica-industriale del centro Italia, immortalata nella bella copertina di questo “…Perché In Fondo lo Squallore Siamo Noi” disegnata da ZeroCalcare.

Lo spleen padano di Pezzali-Repetto non poteva trovare humus migliore per rifiorire mostrandoci la capacità di scrittura generazionale del duo che noi siamo qui a decantare da una decina d’anni mentre i fighetti del rock se ne sono accorti solo qualche anno fa sull’onda del revival celebrativo; non a caso negli ultimi anni le cover band di Max Pezzali/883 sono aumentate esponenzialmente, scalzando nel numero persino mostri sacri come Ligabue e Vasco Rossi.

666 cover band 883

Se gli 883 vivevano ai confini di Milano ma avevano in testa l’America, le Harley Davidson e il rap, i 666 tra Oi! e heavy metal rivendicano la loro origine proletaria, la loro fabbrica, la loro maledetta provincia. Destino ha voluto che non ci fosse nessuna “If The Kids Are United” a rappresentarli, ma una più dimessa “Con Un Deca” che assieme a “Rotta X Casa Di Dio”, “Jolly Blue” e “Sei Un Mito” non sono mai suonate così vive, magari meno belle delle originali ma concettualmente più vicine alle versioni pre Cecchetto Productions nate nella cantina di Max Pezzali.

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I 666, così come la sottocultura skinhead cui si sentono di appartenere, non inventano nulla (in effetti l’idea di rifare i pezzi degli 883 in verisone punk l’ebbero i misconosciuti D8r Max già nel lontano 2008), cercano solo l’appartenenza culturale e la catarsi attraverso i brani degli 883 e a noi va bene così.

Peccato solo che ascoltando il disco si abbia l’impressione di una riverenza forse eccessiva verso gli originali come se suonassero con il freno a mano tirato, ma poco male perché questo è un motivo in più per non perderseli dal vivo dove c’è da scommettere che queste versioni diventeranno davvero memorabili, almeno per una serata.

Tracklist:
01. Hanno Ucciso L’Uomo Ragno
02. Jolly Blue
03. Sei Un Mito
04. Cumuli
05. Rotta X Casa Di Dio
06. Se Tornerai
07. Il Grande Incubo
08. Weekend
09. Con Un Deca
10. La Dura Legge Del Gol

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