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Le 5 peggiori cover del tema di Star Wars

Le 5 peggiori cover del tema di Star WarsA meno che non abbiate trascorso gli ultimi tre anni in un sottomarino nucleare sovietico incagliato nei pressi del Challenger Deep, saprete certamente che ha fatto il suo debutto nelle sale il nuovo film della Saga di Guerre Stellari, “The Force Awakens”.

Come per tutti gli altri film della serie, anche questa volta il commento musicale è affidato a John Williams, l’uomo che nel 1977 creò quella che l’American Film Institute ha decretato essere la più grande colonna sonora cinematografica di tutti i tempi e che gli fruttò tantissimi riconoscimenti, tra cui l’Oscar (il suo terzo).

Lo “Star Wars Theme”, la fanfara dello spiegone iniziale che diventa piccolo piccolo nello spazio, con gli ottoni che pompano eroismo e commozione, è probabilmente il brano più famoso tra quelli che compongono la colonna sonora. Naturale che una musica così radicata nella cultura popolare generasse degli epigoni.

Della versione disco natalizia di Meco ci siamo già occupati in passato, oggi vogliamo invece rendere omaggio alla vera anima di Star Wars: i fan! Militi ignoti devoluti anima e corpo alla saga creata da George Lucas che, in barba alle costrizioni sociali e alle opinioni comuni scelgono il pubblico ludibrio e l’azzeramento della propria vita sessuale per tributare il loro personale omaggio a Williams e alla saga che amano sin da bambini. Alcuni sono musicisti professionisti, altri lo sono per hobby, altri ancora si sono trovati con uno strumento sconosciuto in mano e un pomeriggio libero. Ecco la nostra classifica delle 5 peggiori cover del tema di Star Wars, from ok to worst.

#5: Swingle Sisters

I Swingle Sisters sono un gruppo a cappella messi insieme a Parigi nel 1962 da Ward Swingle, pioniere della musica corale e apprezzato compositore. Dopo lo scioglimento nel 1973, Swingle riformò a Londra la banda, che esiste tuttora sebbene non ci sia più nessun membro fondatore. In questo arrangiamento la parte degli ottoni è affidata a due soprano (inteso come estensione vocale, non come famiglia mafiosa della HBO), il che dona alla composizione una certa leggerezza e una piacevole leggiadria. Questi son bravi, c’è poco da dire, è solamente assurda la scelta della cover.

#4: Unknown Banjo Player

Il banjo, strumento divenuto popolare tra i neri americani durante la Guerra di Secessione (molto più importante della Guerra dei Cloni) negli ultimi anni sta conoscendo una seconda giovinezza grazie a scappati di casa come Rob Scallon che ripropongono su youtube cover, per esempio, di “Raining Blood” degli Slayer. Non poteva ovviamente mancare la versione per banjo di Guerre Stellari, courtesy of un ingnoto redneck che sfoggia un’invidiabile padronanza dello strumento e un dubbio gusto nella scelta del colore del divano.

#3: Kevin Kmetz

Dal banjo passiamo al suo corrispettivo giapponese, o forse no: lo shamisen, un liuto fretless che si suona con una specie di ventaglietto chiamato bachi. Importato dalla Cina verso il XV Secolo d.C. divenne presto lo strumento d’elezione per l’accompagnamento musicale durante le rappresentazioni del teatro kabuki e bunraku. Nei secoli divenne lo strumento tradizionale più popolare in Giappone, suonato da monaci, cortigiani e gheishe, fino a finire, e siamo ai giorni nostri, nelle mani di Kevin Kmetz, un tamarro di Santa Cruz che, folgorato sulla via per Hakodate, negli anni ’90 molla la sua Charvel con ponte Floyd Rose per imbracciare lo shamisen e fondare i (ehm…) God of Shamisen. Kmetz, recita il sito della band, è il primo straniero della storia ad aver vinto il prestigioso Daijo Kazuo Award ai Campionati di Shamisen di Kanagi… probabilmente perché è stato l’unico straniero della storia a parteciparvi. Guardando la sua cover del main theme di Star Wars i dubbi sulla sua abilità sono fugati. Resta solo una persistente sensazione di tristezza nel constatare che c’è gente di 50 anni che assomiglia a Manuel Agnelli sotto cortisone e si veste come Hattori Hanzo.

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#2: Worst French Horn Player

Il nome del canale di questo utente youtube, che conta solo due video, non lascia dubbi sul fatto che la sua voglia di esercitarsi al corno francese sia solo marginalmente più alta di quella di uplodare nuovi contenuti. Qualche commentatore sostiene che un suono così nitido non possa provenire da un suonatore così inesperto, quindi forse c’è del dolo… forse sta suonando male apposta. Al di là delle ipotesi, limitiamoci ai fatti: questa versione per French horn solo fa pena. Non ho mai visto un elefante morire, ma mi piace pensare che prima di spirare emetta barriti molto simili a quelli del nostro Worst French Horn Player.

#1: Carrie Fisher

Gli esegeti di Star Wars conosceranno sicuramente lo Star Wars Holiday Special, realizzato dalla CBS nel 1978 (quindi subito dopo il successo planetario di Episode IV). Si tratta di uno speciale natalizio (o meglio, del giorno del Ringraziamento, visto che andò in onda in quel periodo) talmente cheesy, incongruo, stucchevole da aver fatto rimpiangere chiunque di avervi preso parte (anche chi si occupava delle pulizie dei set ha ripetutamente negato per anni). Già le poche righe di trama bastano a far capire come si trattasse di un’idea drammaticamente sbagliata: Chewbacca, come tutti gli immigrati, per le feste comandate deve tornare nel suo pianeta Kashyyyk dove ad aspettarlo ci sono la moglie Malla, il figlio Lumpy e il padre Itchy. Han Solo (un Harrison Ford probabilmente schiavo di un capestro contrattuale) si offre di accompagnarlo ma le truppe imperiali tallonano il Millenium Falcon e costringono i nostri eroi a un ritardo di due ore… nelle quali lo spettatore si sorbisce una serie di bizzarrie camp da far urlare un MACCOSA così forte da superare anche lo schianto per la distruzione di Alderaan (non vogliamo togliere ai feticisti autolesionisti il piacere di scoprirlo da soli, quindi ecco la versione integrale). Ovviamente c’è un lieto fine, con un pezzo musicale per nulla lieto: la principessa Leia, con la classica acconciatura a ciambellone, intona la “Life Day Songs”, una celebrazione della libertà e delle feste sulle note del brano di John Williams: se l’idea di fare una Barbra Streisandata sullo score sinfonico desta qualche perplessità ci pensa l’interpretazione totalmente off key di” Carrie Voce di Satana” a far passare le nostre orecchie al lato oscuro. Anche i volti di Mark Hamill e Harrison Ford tradiscono un grande imbarazzo. George Lucas ha dichiarato in seguito: “se avessi un martello e abbastanza tempo, rintraccerei tutte le copie fisiche di quello speciale TV e le distruggerei”. Suona strano detto da uno che vent’anni dopo avrebbe inventato Jar Jar Binks. Pare che Carrie Fisher (nota sconvoltona) fosse talmente piena di droga da perdere ogni memoria di quella performance. Magari avessimo avuto noi la stessa fortuna.

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Un Commento

  1. Ametto che alcune mi hanno strappato una risata.
    Rimanendo in tema, vi segnalo questa canzoncina a me cara: https://www.youtube.com/watch?v=2rJyb83KOag

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