Rossano Rubicondi e il Divino Otelma - Baia del Sol (2012 - singolo web)

Rossano Rubicondi e il Divino Otelma - Baia del SolE’ proprio vero che “chi trova un amico, trova un tesoro” e così come nell’omonimo film con Bud Spencer e Terence Hill anche per Rossano Rubicondi e il Divino Otelma, un’isola tropicale fu galeotta.

L’ex toy boy di Ivana Trump, grazie a "L'Isola dei Famosi", oltre all’amicizia con il mago in palandrana ha trovato anche una canzone scrittagli su misura per lanciare l’improbabile duo sulle piste della penisola, proprio alle porte della stagione estiva.

Se l’impegno e la costanza del Divino Otelma per ottenere un riscontro in ambito musicale sono, per lo meno, ammirevoli, non esattamente la stessa cosa possiamo dire dei risultati. Anche volendoci dimenticare per un attimo i nomi coinvolti, questa “Baia del Sol” è il classico flop annunciato che si aggiunge alla sempre più copiosa discografia di insuccessi dell’astrologo con vizietto della TV.


La canzone è un po’ il corrispettivo in musica di quelle terribili cartoline colorate che vi spediscono gli zii dalle vacanze, dove in pochi centimetri quadrati troviamo dei terrificanti collage con le più stereotipate immagini vacanziere (il lido con gli ombrelloni, il culo abbronzatissimo di qualche bella ragazza, un gabbiano, il cono gelato e l’immancabile cuore con la scritta “mi manchi”), il tutto facendosi beffa delle più elementari regole della prospettiva.

Non sorprende quindi che, nonostante gli ingredienti di genere ci siano tutti, dal ritmo da ballo di gruppo, al testo dal sapore estivo con un’abbondante dose di termini spagnoli che non fanno mai bene, il risultato è godibile come una macedonia in lattina dal retrogusto artificiale.

Sarà per via dell’interpretazione di Rossano Rubicondi, espressiva come una parete di cemento armato, sarà perché Otelma è una sorta di Ed Wood della musica italiana, sarà per versi mirabolanti come “vento caldo sulla pelle, fin dalla magnana / questo è tutto molto bello, ma a me manca un’amatriciana”, ma questi 3 minuti e mezzo riescono a riabilitare d’un tratto i più fetenti tormentoni da ombrellone che orecchie umane abbiano avuto il dispiacere di sentire.

Arrivati a questo punto non ci resta altro se non alzare il volume e cantare insieme: “ehhhh, la baia ehhhh, la baia ehhhh, baia del sol”.

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3 commenti:

  1. Se non è ARTE questa... vado a finire la crostata al Prozac. Baibbai.

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  2. Ho sentito dire che questo album verrà usato come strumento di tortura a Guantanamo. Dopo averlo sentito tre o quattro volte persino il più feroce terrorista o talebano confesserà tutto.

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  3. Come dobbiamo interpretare i colpetti?

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