A solo un anno di distanza dalla pubblicazione del singolo d'esordio dedicato a Bob Dylan & Co. e alle tipiche beat-proteste all'italiana dell'epoca, viene messo alle stampe dalla Ricordi il secondo 45 giri di Pippo Franco che forse ingiustamente ha avuto poca notorietà nell'ambito dei racconti surreali musicati da "Pippo Col Naso".Proprio quegli anni si riveleranno per il nostro Pippo l'anticamera della notorietà mediatica che di lì a poco lo portranno al vero successo di pubblico tra cinema e televisione.
Nel corso del 1969 infatti, sempre spalleggiato dal poliedrico Maurizio Costanzo, entra finalmente a far parte in maniera definitiva nel nucleo originario del Bagaglino assieme a Caruso, Lionello e Montesano e in ambito cinematografico gira quattro film. Nello stesso tempo prosegue febbrilmente anche la fiorente carriera televisiva all'interno di molti varietà della Rai oltre a diverse trasmissioni radiofoniche.
Una volta le ragazzine supplicavano i genitori di comprargli un pony, oggi sembra non essere più di moda ed al posto di un ingombrante quadrupede dalle forme non troppo eleganti meglio chiedere a mamma e papà di incidere una canzone e girare un bel video.
Probabilmente il titolo vi dirà poco o nulla, ma basterà ascoltare pochi secondi di questa canzone per vedere molti di voi con la lacrimuccia agli occhi e il classico entusiasmo da bambino delle elementari di fronte ad un vassoio di paste assortite.
Durante la mia infanzia c'erano le canzoni-tormentone che avevano successo e sentivi per mesi e mesi in qualsiasi salsa e remix, ma quantomeno avevano una parvenza di struttura musicale, testuale, e bene o male un lavoro di produzione di qualità c'era.
Stavo gironzolando in un mercatino quando su una bancarella il mio occhio annoiato viene attrato da una strana foto: cavolo!
Qual è il criterio estetico-musicale per comparire su Orrore a 33 Giri? Chi è degno di menzione e chi non è degno delle nostre parole?
Vi dico la verità: io Maria Sole (al secolo Mara Vittoria Solinas) non l'ho capita.
Non ci bastava
Tutti conosciamo
La musica napoletana moderna è uno di quei generi popolari, pochi a dire il vero, che continua a stupirci e a proporre personaggi davvero originali. Purtroppo capita che molti di questi si prendano davvero troppo sul serio; negli anni ottanta, invece, era facile trovarne diversi che si esibissero non solo in canzoni serie, ma anche in pezzi naturalmente giocosi o, come spesso capita, terribilmente osceni.
Un nuovo disco degli Aqua? Chi lo ha chiesto? Chi lo ha voluto? Non ci è dato sapere, ma ci catapultiamo all'ascolto come dei bambini che si fiondano a scartano i regali il giorno di Natale nonostante le aspettative siano piuttosto basse.
Io e la poetica di Luca Carboni non abbiamo mai avuto un grande feeling. Il cantautore bolognese mi ha sempre dato l'impressione di essere un tizio qualsiasi a cui é morto il criceto e che per superare questo dolore ha cominciato a strimpellare la chitarra che aveva sotto il letto, buttando giù qualche testo su un approssimativo giro di do.



