Non è la prima volta che in occasione di un evento pubblico di rilevanza globale viene sfornata l'ennesima compilation a tema che vuole rimarcare musicalmente un messaggio d'importanza sociale; nel nostro caso dobbiamo dire che abbiamo tra le mani la compilation che ha segnato tale circostanza e che si rivela essere un piccolo gioiellino che non merita di affogare tra le varie raccolte "da cestone" a soli 3,99 Euro.Tutto ha origine con il World Pride svoltosi a Roma nel 2000: vera e propria "millennium celebration" del collettivo LGBT italiano che a distanza di 6 anni dal primo Gay Pride ufficiale ha radunato un vero e proprio movimento colorato, pacifico e democratico di persone da ogni parte del mondo, tanto da essere ribattezzato anche come la "prima Giornata mondiale dell'orgoglio omosessuale".
Non vogliamo però soffermarci sull'aspetto mediatico della manifestazione multicolore, ma in questa sede vogliamo solo accingerci ad analizzare nei dettagli il CD ufficiale dell'evento realizzato dalla collaborazione tra il Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli" e Bobo Capanna, patron dell'etichetta HI Music, che nel 2000 hanno prodotto questo dischetto celebrativo.
Il motivo che ci spinge maggiormente a volervi "costringere" all'ascolto di questa inusuale colonna sonora che ha fatto da sottofondo alla manifestazione non violenta della gaia fierezza, è il concept che ne sta alla base: realizzare un disco con un unico brano dalla duplice valenza canoro-psicologica che fosse perfetta espressione dell'evento.
Non ci deve essere voluto molto per far cadere la scelta sul famoso brano targato Sanremo 1966, quel "Nessuno Mi Può Giudicare" della celebre Caterina Caselli che, a dispetto della scarna tracklist, trova la sua originalità nella realizzazione di ben 10 cover a tutto tondo, spaziando in maniera acrobatica tra generi e interpretazioni, grazie ad un nutrito parco vocalist.
Al microfono troviamo il redivivo Russell Russell (già leader del celebre gruppo italo-gay disco degli Easy Going) e la nouvelle chanteuse Vladimir Luxuria al suo debutto discografico ufficiale, accompagnati da una serie di voci semisconosciute, ma più che valide.
Questa divertente jam session già dai primi minuti d'ascolto si rivela un lavoro di pregio, senza farci temere, per una volta tanto, di essere incappati nel classico album-bidone realizzato alla bene e meglio.
Ad aprire le danze troviamo proprio Vladimir Luxuria che non si limita a fare da madrina dell'evento, ma si butta nella mischia regalandoci una scatenata versione techno da serata dance revival anni '90, tra stonature, autotune e "magic voice" a profusione. La nostra ex-direttrice del Muccassassina però non si accontenta di deliziarci solo con questo suo unico cameo e decide di fare il bis con un remix "da club" ad opera di Marco Messina dei 99 Posse, che in realtà non aggiunge/toglie nulla alla raccolta.
Tra tutte colpisce sicuramente la versione per solo violino e voce eseguita da Ermanno Castriotta, transessuale meglio nota come Erma e ora sotto il moniker di H.E.R., originalissima cantante-violinista, famosa in italia soprattutto per le sue collaborazioni con artisti quali Teresa De Sio, Donatella Rettore e Roy Paci, che dona all'album un tono di inaspettato "pop da camera".
Si prosegue con la versione del romano Luca Silenzi che vira su un rockettino in sapor di beat "Piper Club anni '60", con una forte impressione di hard rock alla Tonio Cartonio primo modello. Molto più interessante la cover di Elvis Carpinelli che sembra una versione indie dei Matia Bazar, riuscendo a creare un'atmosfera ipnotica e particolare, dando così un tono piacevolmente melanconico all'album.
Giusto per rispettare le "quote rosa" troviamo la più enigmatica Etta che, oltre ad essere l'unica donna dell'allegro sestetto di cui ignoriamo totalmente la reale identità e il curriculum vitae, ci regala una bella versione electro-pop-dum & bass con timbriche a metà strada tra Meg e Anna Basso dei Dr Livingstone.
Il vero paladino dell'intero album però è l'ex Easy Going Russell Russell che si diverte a regalarci ben 3 versioni del brano di cui 2 in inglese, tanto per dare un tocco più internazionale al CD. La versione "Cecchetti/Di Carlo" del brano, diventato per l'occasone "Nobody Should Judge", è il classico tributo-riempipista a suon di discomusic revival, tra i Gibson Brothers e i Bee Gees. Ben più interessante la versione italiana, dove il nostro, un po' come Uwe Schmidt sotto le spoglie del Señor Coconut, si reinventa cantante latino-americano, rivisitando la canzone in salsa cubana tra il serio e il faceto.
A chiudere il disco troviamo infine la seconda cover inglese, questa volta in chiave (white) soul inzzuppato di romanticismo, mostrandoci per l'ennesima volta la perfetta adattabilità del nostro Russel. A seguire una brevissima "ghost track" che potremmo tranquillamente etichettare col "shower version", dove la sconosciuta Etta ci diletta con una versione scanzonata, senza curarsi troppo dell'esecuzione e dello scrosciare dell'acqua sul microfono.
Dopo aver ascoltato questi 45 minuti di gaia follia spiace che questa operazione sia passata così in sordina, quando avrebbe meritato un maggiore riscontro mediatico, ma considerando anche il "low profile" generale possiamo però dire con sicurezza che siamo di fronte ad un piacevolissimo segreto di "coveraggio d'autore" sotto il simbolo dell'arcobaleno.
Alex & V I K K
Tracklist:
01. Vladimir Luxuria - Nessuno Mi Può Giudicare (Version: Restart)
02. Ermanno Castriotta - Nessuno Mi Può Giudicare
03. Luca Silenzi - Nessuno Mi Può Giudicare
04. Elvis Carpinelli - Nessuno Mi Può Giudicare
05. Russel Russel - Nobody Should Judge (Version: Cecchetti-Di Carlo)
06. Etta - Nessuno Mi Può Giudicare
07. Russel Russel - Nessuno Mi Può Giudicare
08. Vladimir Luxuria feat. Marco Messina - Nessuno Mi Può Giudicare
09. Russel Russel - Nobody Should Judge




5 commenti:
E non avete ancora ascoltato il CD ufficiale del "Bari Pride 2003"!!!
Altra chicca imperdibile :-))
mi spiace ma credo sia ciafrusaglia, e per questo non ha avuto nessun successo.
a quel tempo scrivevo per gay.it (ne ero reporter ufficiale!), e lo dissi, con tutto il dispiacere che questo poteva dare. uno può crogiolarsi e perdersi nel trash e nella citazione, ma deve sapere che quest'operazione ha dei limiti.
qual è la playlist? :)
1. Billy More - Weekend
2. Ones - The Superstar
3. Gloria Gaynor - I Will Survive
4. Costantino "Mixmaster" Padovano - Nothing Without Me
5. Soulstatic - Bang Bang Bang
6. Claudia Barry - Boogie Woogie Dancing Shoes
7. Sugarfreak - Music Change My Life
8. Soulxpres - Celebrate Love
9. Mankz Rainbow - Over My Shoulder
10. Divine - Native Love
11. Jean Claude Maurice - Red Mecca
12. Alan Skidmore (2) Sobabini (Mixmaster Remix)
13. Joi Cardwell - Power
14. Biba-Rom One Step Closer (Funky Junction & Mowree Mix)
15. Victor Calderone - Beat Me Harder
16. Gloria Gaynor - Mighty Hight 2003
17. Sanctuary The Runda
18. Dalida - Laissez-Moi Danser (Monday Tuesday)
19. Giuliano Ciliberti - La Voce Del Silenzio
Label: Streetlab Records
Distribuzione: Self
Country: Italy
Released: 2003
Style: House
In realtà la presente raccoltina è un piccolo reperto da conservare in qualche "Teca della musica italiana del nuovo millennio" visto che tra le varie amenità di gaia follia ufficializza l'esordio discografico di Vladimir Luxuria, la cui discografia è tutt'ora in corso di sviluppo dopo le collaborazioni degli anni successivi coi "Selfish" e tanti altri artisti e sopratutto dopo il vero debutto del 2009 con l'uscita del suo primo singolo "Over The Rainbow" per la neo casa discografica autoprodotta "Muccassassina Records".
Una cosa sola vorrei scoprire: ma chi è in realtà la cantante "Etta" che ci ha regalato oltre alla sua versione hardcore minimale anche i meravigliosi 30 secondi scarsi della ghost track "Nessuno Mi Può Giudicare (Shower Version)"?
Lasciate un commento se sapete qualcosa al riguardo!
Enjoy!
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