Questo 45 giri è un mio piccolo pallino da un paio d'anni.Assolutamente rapito dalla combinazione copertina da b-movie con un mostro pronto a pugnalare due belle fanciulle (con tanto di nodo scorsoio in bella mostra) e cover di un celeberrimo anthem rock'n'roll, non poteva essere che amore a prima vista.
Si sa che in questi casi spesso sarebbe meglio evitare di mettere sul piatto un disco del genere, per evitare di rimanere delusi dal contenuto sonoro, ma i misconosciuti Nightmare sono l’eccezione che conferma la regola, anzi, che fonda la regola.
Facciamo però un piccolo passo indietro: siamo in Inghilterra ed assistiamo alle battute finali della fiammata punk che segnerà in maniera indelebile la storia del rock, tra un brodo primordiale di band che andranno a creare la prolifica scena new wave. Musicalmente il combo in questione si muove su quei binari, ma guardando in direzione opposta, andando a pescare nel guardaroba di Alice Cooper e Glenn Danzig, arricchendo il tutto con maschere da Halloween party e face painting che avrebbe fatto scuola tra i black metallers una ventina d’anni dopo.
La band era inizialmente formata dallo scuro factotum Ron Dickson e da due ballerine (Jacki Stamp e Claire Reeves) che si esibivano in tutta una serie di amenità tra ghigliottine, impiccagioni, sgozzamenti vari, sangue a go go, serpenti, teschi e chi più ne ha più ne metta.
Grazie ai loro show truculenti tra Inghilterra, Germania e Francia la band si era creata un certo seguito nonostante non avesse inciso ancora una nota. L’opportunità arrivò solo sul finire del 1979 con la cover di “Great Balls Of Fire”, già portata al successo dallo scatenato Jerry Lee Lewis nel 1957, che ottenne un modesto riscontro nelle chart britanniche, ma che fu distribuito anche in Messico, Sud Africa (dove divenne una hit), Europa e Italia, dove la band si esibì in uno show televisivo che suscitò diverse polemiche perché le ballerine apparvero con le gambe completamente scoperte (altri tempi).
Nonostante possano sembrare più un fenomeno da baraccone che una vera band, la loro versione del brano di Otis Blackwell e Jack Hammer dimostra il contrario: un mix sinistro tra garage fumoso, arrangiamenti wave e reminescenze rock’n’roll con un Ron Dickson assoluto mattatore.Il lato b è forse ancora più interessante con il brano originale “Witch Woman”, un sulfureo rock ipnotico e vizioso che non fa altro che palesare il debito con il maestro Alice Cooper con tanto di effetti horror-cimiteriali in chiusura.
Il gruppo riuscì ad incidere una manciata di singoli ed un solo LP senza riscuotere mai un successo di massa, ma continua tutt'ora a macinare i palchi di tutta Europa con umiltà e persistenza.
Great Balls Of Fire





4 commenti:
Molte somiglianze non solo estetiche ma anche musicali con i Death SS
sì, ma questi sono più (auto)ironici
Beh, devo dire che mi sono apprestato all'ascolto assai sospettoso e solo grazie alla buonissima recensione che ne ha fatto Vikk perchè verso la materia Rock 'n' Roll ho una considerazione che sconfina nel sacro perchè cui guai a maramaldeggiare con una reliquia sacra come questa del "Killer". Ma devo dire che ne è valsa la pena perchè qui è presente il vero spirito del Rock originario. Inutile ricordare che c'è Screaming Lord Sutch ma qui c'è anche un richiamo a Johnny & The Hurricanes con la parte del ritmica del sax. Grazie dunque per la bella scoperta.
Ne avevo già sentito parlare. Li ascolterò, sono sempre fiduciosa quando si tratta di band che non conosco, soprattutto metal. Spesso si trovano gran belle sorprese!
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