16 aprile 2010

Carmen Russo - Camomillati Venerdì / Un Tête à Tête (1986 - 7'')

Carmen Russo - Camomillati VenerdìRiparliamo della nostra amata Carmen Russo e della sua nutrita e poco conosciuta discografia (se paragonata a quella di altre showgirl).

Correva il 1986 e la nostra, prima di essere contagiata fatalmente dal "biondismo 50 volumi" del futuro marito Enzo Paolo Turchi, era ormai divenuta una diva di primo piano del piccolo schermo, grazie al successo di show di intrattenimento come l'indimenticato "Drive In" e "Risatissima", toccando indubbiamente l'apice della popolarità.

Dalle seconda metà degli anni '80 inizia un lento, ma inesorabile declino, l'ultima apparizione di quel decennio sulle reti del biscione (prima di trasferirsi per un paio di stagioni in terra iberica su Telecinco) avvenne in tono minore con la trasmissione "Un Fantastico Tragico Venerdì" in onda su Rete 4, condotta in tandem con Paolo Villaggio. Come già accaduto per il "Drive In" la scusa è buona per tornare in sala di incisione e canterne la sigla ...e che sigla!

Quasi sommossamente "Camomillati Venerdì" si piazza di diritto tra i migliori brani mai incisi dalla giunonica soubrette. Un dance-pop tipicamente anni '80 come la pettinatura di Carmen sulla copertina, con accenti quasi rock ed una ritmica incalzante modello "Flashdance". Poco importa che il testo sia poco più di una banale scusa per ripetere la parola "Venerdì":

Camomillati Venerdì
vieni presto, vieni qui
Prendi tutto...
prendi tutto il mio cuore.

Finalmente Venerdì
picchia forte picchia qui
picchia forte...
picchia dritto sul cuore.

E che anzi abbia momenti di vero sbandamento psicologico ("Tutti i folletti del quotidiano, si chiuderanno nella mia mano"), il piedino batte il tempo e la testa lo accompagna e quasi per magia la voce sussurrata di Carmen si incastra magnificamente in questo riuscitissimo puzzle.

Il lato b non è così eccitante: tralasciando gli espliciti richiami sessualì di bassa lega, "Un Tête à Tête" suona come la colonna sonora di un film a luci rosse del periodo (e non è un complimento) sulla quale viene appiccicata una linea melodica da filastrocca ed un ritornello che in realtà non c'è. La cosa più curiosa è il testo dagli accenni casualmente (?) gnostici ("sono io il tuo Dio, il serpente") e palesemente autocitazionista, richiamando non solo il "Venerdì", ma anche il brano sull'altra facciata:

Un tête à tête, io farò
il Venerdì danzerò,
un tête à tête di offrirò
ti camomillerò.

La qual cosa non aiuta di certo a far decollare questi 3 minuti di noia. In ogni caso non ci possiamo lamentare perchè la nostra ha fatto e farà cose peggiori.

5 commenti:

Solo io sento echi di "Take on me", la canzone degli A-ha? Non sto parlando di plagio, eh? solo di una possibile fonte d'ispirazione.

Brad

Ma perché non è un complimento il suonare come la colonna sonora di un porno anni 80? Io adoro le colonne sonore dei film porno!

@Brad: si in effetti l'inizio ha un che di "Take on Me"

@Dopolavoro: le sigle di film piccanti/a luce rossa sono ottime, ma fino alla fine degli anni '70, poi il baratro.

Lo so, lo so. I cd dei Pornosonic sono un tutt'uno con il mio lettore dello stereo.

Una bella colonna sonora di film porno è quella che ha fatto Noël Akchoté per Exhibitions X (starring Dolly Golden, Coralie, Karen Lancaume, Elodie Cherie, ovvero buona parte delle protagoniste del porno francese fine anni 90). Veramente sorprendente sia per il contesto, sia per il fatto che non abbia usato pseudonimi sia se confrontata con colonne sonore (chiamiamole cosí per intendersi) di film simili. Exhibitions X non è infatti un art-porn né vanta pretese colte; trattasi semplicemente di uno di quella innumerevole serie di porno fatti mettendo in sequenza una collezione di performances sessuali connesse da una labile quando inesistente correlazione. Quella di Akchoté, un chitarrista d' avanguardia francese che collabora con gente come Eugene Chadbourne o Marc Ribot, è un' autentica perla ai porci.

Stalin Alive

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