05 febbraio 2010

Fatur - Discografia

FaturCercare di analizzare/categorizzare la produzione discografica di Danilo Fatur utilizzando i classici canoni estetici della musica pop sarebbe non solo limitante, ma fuorviante.


Fatur è l'artista contemporaneo dell'Emilia paranoica, incarnando nel vero senso della parola la linea analitica dell'arte contemporanea che parte da Duchamp, passa per la Pop Art e finisce con Piero Manzoni. La quotidianità metropolitana viene elevata ad opera di valore perchè vissuta dall'artista stesso.

Fatur, scoperto dai CCCP Fedeli Alla Linea quando ancora faceva il barista con il nome Josè Lopez Macho Frasquelo, diventa assieme ad Annarella Giudici il volto scenografico della band di Ferretti & co.; Fatur incarna la faccia più delirante e demenziale della band, dimenandosi instancabilmente sul palco portandosi dietro un improbabile armamentario di cianfrusaglie.

Finiti i CCCP, dal 1990 ad oggi, il nostro si è dedicato a sviluppare una peculiare forma di "arte del reciclaggio" ripescando non solo tra reperti di autodemolizioni, ma anche nei suoni e nella gestualità che, assieme alle dimensioni fisiche, via via assume forme sempre più eccessive e grottesche, tanto da sfondare la barriera del trash, se questa categoria estetica (?) può avere un significato con un personaggio a tutto tondo come Fatur.

Fatur & Fax - Sotterranei Italiani (1993)

Fatur & Fax - Sotterranei ItalianiIl debutto arriva nel 1993 assieme ai Fax composti da Cristiano Maramotti (chitarra), Marco Bortesi (basso - in tour con i CCCP nel 1989) e Max Pieri (batteria - ex Raw Power), che scrivono per il nostro un perfetto tappeto di rock alternativo italiano anni '90 che non ha paura di giocare con l'elettronica e con un basso inequivocabilmente funky in odor di crossover.
Se quasto già sembra eccitante ecco che Fatur ci mette la ciliegina sulla torta con testi che sono come un patchwork colorato e straniante di slogan, luoghi comuni e citazioni. Certo lui non è mai stato un cantante e questo si sente, così come sono inevitabili le influenze Giovanni Lindo Ferretti, ma il nostro pare comunque perfettamente a sua agio nelle vesti di frontman.

Quando la sinergia tra musica e testi funziona escono brani borderline assolutamente grandiosi come "Mamma Fiat", "Vietnam Vasco", "Fankulo" e la più "sovietica "del disco "Berlin Nazipunk".

Fatur & Fax
Il disco è piuttosto vario e godibilissimo con giusto un paio di brani minori, regalandoci anche diversi momenti demenziali pescando dai generi più disparati: il geniale r'n'r di "Billy" (con il riff copiato da "Courageous Cat Theme" dei New York Dolls), il ragamuffin'-rock di "Liza", il blues di "Bar Bukowski" ed il folle delirio finale di "Freddy DJ".

Un album ingiustamente dimenticato ed assolutamente da riscoprire, soprattutto se vi piacciono certe sonorità in voga più di una decade fa e se non avete paura di un disco il cui unico punto debole (per l'ascoltatore medio) è l'incatalogabilità della proposta.
Capolavoro nascosto? Noi pensiamo di sì.

Tracklist:
01. Mamma Fiat
02. R&R Suicide
03. Noi Proletari Balliamo
04. Liza
05. Vietnam Vasco
06. Bianco Budda
07. Bar Bukowski
08. Fankulo
09. Plastic City
10. Berlin Nazipunk
11. Billy
12. Freddy DJ

L'Amour (1997)

Fatur - L'AmurDopo quattro anni di silenzio ritroviamo finalmente Fatur che, abbandonata la veemenza rock dell'esordio, si affida ad un'elettronica drappata di velluto nero, aiutato dalla seconda voce di Cristina Luppi.

Diciamo subito che l'album è nettamente inferiore al debutto. Non un disco brutto, ma mediocre. L'iniziale e danzereccia "Aeropolis" non è disprezzabile, ma allo stesso tempo si dimentica in fretta; il problema è che da qui in avanti ci sarà spazio solo per un'aurea mediocritas che lascia l'amaro in bocca per quello che sarebbe potuto diventare questo album, ovvero un incubo schizoide. Quello che ascoltiamo sono basi piuttosto anonime con un Fatur che inspiegabilmente ha abbondonato la nota animalità che lo ha reso celebre, trasformandosi in uno psycho-cyber-crooner delirante, con il solo risultato di mettere in mostra tutti i suoi limiti vocali (vedasi "Cosmic Punk" una versione sbilenca dei Cure).

Quando si esce dal seminato ecco che il nostro tira fuori dal cilindro la gay-house di "Top Model Party" e l'electro-reggae delirante di "Brigitte" per il resto qualche flesh di genio in "Sex In The Car" e tanti brani che scivolano via senza lasciare molto all'ascoltatore.

Un album (stampato in sole mille copie) nè brutto, nè disprezzabile, ma sicuramente superfluo.

Tracklist:
01. Aeropolis
02. Sex In The Car
03. Brigitte
04. Antigas Band
05. Neon Blu
06. Disco Star
07. Freedom
08. Top Model Party
09. Stella Della Notte
10. Cosmik Punk

Faturismo (Scopri Il Fatur Che C'è In Te) (2000)

Fatur - Faturismo (Scopri Il Fatur Che C'è In Te)Dopo la svolta elettronica poco riuscita dell'album precedente ecco che il nostro ci riprova circondandosi ancora una volta di sintetizzatori e drum machine, che, pur non facendo gridare al miracolo, creano basi spesso incalzanti come se la musica fosse passata attraverso un processo di "faturizzazione". L'iniziale "Trabant Punk" è un classico immediato, forse la canzone più vicina ai CCCP mai scritta dal nostro, non tanto per la musica quanto per la selvaggia disillusione che traspirano le liriche, un ideale viaggio tra Berlino Est, Bratislava e Cracovia con l'impero sovietico in decadenza. Seguono la piacevole "Nebbia" e la folle "Walzer Della Mietitrebbia" impregnate fino al midollo di pianura emiliana assieme alle potenti "Madame Mercedes" e "Lady London" oltre agli immancabili deliri psico-demenziali di "Che Benares", "Slim F 87", "Honolulu" e "Senza Sosta": puri affreschi elettro-onirici del mondo di Fatur. Chiude l'album una nuova efficacissima versione di "Cosmik Punk" che rende piena giustizia al brano. In conclusione un bel dischetto che mostra un Fatur artisticamente ed anche intellettualmente sempre coerente con se stesso e soprattutto ancora capace di sorprendere, peccato che quasi nessuno se ne sia accorto.

Tracklist:
01. Trabant Punk
02. Sul Sofà
03. Che Benares
04. Nebbia
05. Walzer Della Mietitrebbia
06. Madame Mercedes
07. Slim F 87
08. Honolulu
09. Senza Sosta
10. Lady London
11. Cosmik Punk

Autovelox (2009 - singolo web)

Quando ormai della carriera musicale di Fatur si erano perse le tracce ecco che il nostro torna con un singolo a sorpresa. Certo il tempo non è stato gentiluomo con lui trasformandolo in una macchietta, ma proprio il decadimento fisico assieme all'ammirevole coerenza deve averlo spinto a gettarsi a testa bassa nell'electro-trash. "Autovelox" (come il remix "Autovelox (Aceleraciòn Version)" scaricabile gratuitamente) non può essere descritta altrimenti, se non come un sentito tributo alla nostra società. Nel suo piccolo geniale con un ritornello degno del nome che porta: "Accelera, accelera dai / ci sta la polizei. Frena, frena dai / non fare il samurai". Ammirevole. Ora attendiamo il nuovo disco in preparazione.

Noi abbiamo scoperto il faturismo che c'è in noi e voi che aspettate a farlo? Per aiutarvi ecco le coordinate giuste: l'immancavile pagina MySpace e Olga Dischi Volanti dove potete acquistare direttamente gli album. PS: si ringrazia www.danilofatur.altervista.org per foto ed info

4 commenti:

Un'integrazione: da qualche tempo Fatur si esibisce con i Socialismo e Barbarie, tribute band che si definisce "compagnia teatrale del popolo che recita i CCCP Fedeli Alla Linea". Da segnalare, oltre alle sue meravigliose performance corporali, anche i deliri che regala ad ogni concerto sulle note di Vota Fatur, uno su tutti l'elogio alla Zanzara Khmer.
Paco

UN GRANDE FATUR!!! PUNTO.

mettete rock n roll suicide!

Faturismo è un grandissimo album, le basi elettroniche sono truzze, ma sono con i contro cazzi.
"l'amour" invece è inferiore.

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