31 marzo 2009

Marco Bocchino - Balanga Italiana (2004)

Marco Bocchino - Balanga ItalianaMarco Bocchino chi? Mai sento nominare? Ovvio, trattasi di un altro frutto della cultura melodica tricolore esportato con (discreto) successo all'estero, in questa occasione la Polonia.

Nato a Savona, ma cresciuto in Toscana, il nostro si è trasferito nell'ex stato comunista nel 1997 a suo dire "per salvare una relazione"; nonostante non sia riuscito nel suo intento ha trovato però la strada del successo, nonostante non fosse nè bello, nè bravo, ma solo perchè incarnava gli stereotipi del fascino italiano con tanto di chitarra ed innocue canzoncine melodiche.

Il suo primo disco "Balanga Italiana" è la cartina tornasole delle capacità artistiche di Marco: melodicissimo pop scolastico, infarcito da linee melodiche scritte, nella migliore delle ipotesi, canticchiando sotto la doccia ("Ma Chi Sei", "Nel Tuo Cassetto", "Non L'Hai Capito Che T'Amo"), arrangiamenti al sapor di karaoke ("Tak Jak Polacy" è scandalosa) e testi che raramente riescono ad andare oltre a cose come "cuore / amore"; quando cerca di inventarsi qualcosa di diverso saltano fuori cose come "Ancora Un'Ora", dove il nostro ci regala passaggi memorabili:
Sai che siamo insieme sai
ti vedo sempre più bella
non te l'ho detto mai,
quel profumo di buone maniere
quesi sorrisi che fai per piacere
e quel magico grande sedere.

Sento già
che sei la mia metà,
il mio cuore che batte
che segna la realtà
ma tu dimmi che senti lo stesso
e che apprezzi il vestito che ho messo
vorrei tanto parlare di sesso.

Oppure cose ancora peggiori come l'atroce "Quinta Canzone", delirante brano multitraccia a cappella, dove il nostro pensa bene di fare il simpatico guascone, giocando a fare il fratello sfigato di Ciro dei Neri per Caso (ed è tutto dire).

Marco BocchinoNonostante ci troviamo di fronte ad un album ignobile il pubblico locale ha apprezzato, anche grazie alla presenza in diverse trasmissioni televisive, tanto da incidere nel 2008 un nuovo singolo di successo "Su Quel Giornale" incoronandolo defenitivamente "re della rima baciata".

Le ultime notizie riportano la sua partecipazione alle preselezioni polacche per l'Eurovision 2009 piazzandosi secondo con il brano "All My Life" cantato in duetto con Ola Szwed; anche se la canzone è cantata prevalentemente in inglese, la sua capacità espressiva non riesce andare altre ad un insistente quanto fastidioso "I give all my life, just hold me tight", giusto per non smentirsi. Del brano è stato irato anche un videoclip da guardare con certa cautela.

Il successo all'estero di gente come Marco Bocchino, Andrè Zappa o Francesco Napoli sono corto circuiti mentali scientificamente inspiegabili che ci fanno quasi apprezzare l'hard rock al Tavernello di Carlo Cori.

Ancora Un'Ora








Quinta Canzone








Non L'Hai Capito Che T'Amo








Tracklist:
01. Ma Chi Sei
02. Neve Intorno a Noi
03. Ancora Un'Ora
04. Nel Tuo Cassetto
05. Quinta Canzone
06. Più Donna di Te
07. And She Came
08. Tak Jak Polacy
09. Quello Che Non Hai Detto Mai
10. Non L'Hai Capito Che T'Amo

30 marzo 2009

AA.VV. - One Shot Varietà (2008)

AA.VV. - One Shot VarietàTutti avrete almeno sentito parlare della serie "One Shot" che nonostante qualche piccola imprecisione è una fantastica collezione per i palati meno smaliziati, raccogliendo principalmente i successi da classifica degli anni '80, ma che ha dedicato anche ampio spazio agli anni '90 e alla disco degli anni '70.
Perchè parlarne su queste pagine allora? Bhè perchè questa release è dedicata alle canzoni che hanno segnato le trasmissioni televisive più in voga tra la fine degli anni '70 e gli anni '80.

Se pensate possa essere la sagra del revival un po' avete ragione, ma ascoltare questi brani finalmente ripuliti e rimasterizzati è pura goduria, anche perchè precedentemente erano disponibili solo su qualche compilation o addirittura solo in vinile.

I brani più noti ci sono praticamente tutti dalle immancabili "Tuca Tuca" e "Ballo Ballo" di Raffaella Carrà, "Cicale" di Heather Parisi, "La Notte Vola" di Lorella Cuccarini, "Capito?" dei Gatti di Vicolo Miracoli, "Ma La Notte No" e "Cacao Meravigliao" tormentoni tratti rispettivamente da Quelli della Notte ed Indietro Tutta.

Neanche a dirlo i momenti più apprezzabili sono le cose meno scontate come "Incredibilmente Donna" di Amanda Lear, "Emilio" dall'omonima trasmissione, "Saxofono For Me" ovvero la sigla del Drive In, "Diamond" ad opera dei Via Verdi e sigla del Deejay Television e soprattutto il non plus ultra delle sigle TV: "Una Domenica Italiana" intonata da Toto Cutugno.

Questo "One Shot Varietà" è come l'uovo di Colombo ed è apprezzabile più come raccolta che per l'opera filologica (a dire il vero minima), ma quello che fa sperare sono le numerose sigle che sono rimaste fuori da questo volume e che speriamo potranno trovare spazio in un prossimo sequel.

Le Ragazze Cin Cin – Cin Cin








Roberto Negri – Saxofono For Me








Toto Cutugno – Una Domenica Italiana








Tracklist:
01. Raffaella Carrà – Tanti Auguri (da "Ma Che Sera")
02. Heather Parisi – Cicale (da "Fantastico 2")
03. Le Ragazze Cin Cin – Cin Cin (da "Colpo Grosso")
04. Paola Cortellesi e Nino Frassica – Cacao Meravigliao (da "Indietro Tutta")
05. Roberto Negri – Saxofono For Me (da "Drive In")
06. Amanda Lear – Incredibilmente Donna (da "Premiatissima")
07. Lorella Cuccarini – La Notte Vola (da "Odiens")
08. Stefania Rotolo – Cocktail D’Amore (da "Tilt")
09. Loretta Goggi – L’Aria Del Sabato Sera (da "Fantastico 1")
10. Romina Power – Il Ballo Del Qua Qua (da "Fantastico 2")
11. Raffaella Carrà – Ballo Ballo (da "Fantastico 3")
12. I Gatti Di Vicolo Miracoli – Capito? (da "Domenica In" 1978)
13. Via Verdi – Diamond (da "Deejay Television")
14. Heather Parisi – Crilù (da "Fantastico 5")
15. Toto Cutugno – Una Domenica Italiana (da "Domenica In" 1987)
16. Redazione Emilio – Emilio (da "Emilio")
17. Lorella Cuccarini – Sugar Sugar (da "Fantastico 6")
18. Renzo Arbore - Ma La Notte No (da "Quelli della Notte")

27 marzo 2009

The Mike Flowers Pops - A Groovy Place (1996)

The Mike Flowers Pops - A Groovy PlaceL'orchestra The Mike Flowers Pops capitanata da Mike Flowers (all'anagrafe Mike Roberts) è stato uno degli act musicalmente più anarchici degli anni 90 nella terra di Sua Maestà.

Il suo lounge-easy listening d'altri tempi sulla carta non aveva speranze di trovare alcuno spazio tra l'esplosione britpop, le ultime scorie grunge e l'eurodance made in Italy, ma nonostante tutte queste condizioni avverse riuscì a piazzare una clamorosa hit nelle chart britanniche con la cover di "Wonderwall" cedendo il primo posto solo al re del pop Michael Jackson.
L'anno successivo seguì il primo e purtroppo unico album composto da cover spesso improbabili ed una manciata di brani originali su cui spicca la programmatica "Groovy Place" ("A groovy place where we can sing and dance, enjoy an evening meal. / Where you can be yourself and do just what you feel") posta non a caso in apertura.

Pensare di trattare con sufficenza questo disco solo per la leggerezza del personaggio, l'umorismo e la bizzarria del progetto sarebbe un grosso errore, perchè Mike Flowers e la sua orchestra salgono in cattedra per una mezz'ora e danno una lezione di perfetta retro lounge da intrattenimento, con arrangiamenti azzeccatissimi, kitch nella forma se vogliamo, ma non nella sostanza.
Oltre alla già citata cover degli Oasis troviamo riletture che possono definirsi "facili" come il classico Motown de "The "In" Crowd" e "Please Release Me", in questo filone possiamo inserire anche "Light My Fire" dei Doors che comunque per il suo andamento melodico si presta perfettamente a questa operazione.
Ma è la seconda parte dell'album che mostra le vere capacità del combo quando camminano sui carboni ardenti, interpretando magnificamane "Venus As A Boy" di Bjork, "1999" di Prince (che personalmente preferisco all'originale) e soprattutto "The Velvet Underground Medley" dove riescono a far fluire in uninco brano "All Tomorrow's Parties", "Venus In Furs" (brano bello in tutte le versioni) e "White Light White Heat".

Più musicisti di Richard Cheese, meno demenziali di Weid Al Yankovic, infinitamente più credibili del progetto "In A Metal Mood" di Pat Boone, insomma un vero peccato che a parte qualche altro brano pubblicato qua e là e la prestigiosa collaborazione con Aphex Twin i nostri abbiano fatto perdere le loro tracce, soprattutto pensando che utilizzando pressochè la stessa idea qualcuno ha trovato una seconda se non terza giovinezza (chi ha detto Paul Anka?).

Tracklist:
01. Groovy Place
02. Wonderwall (Oasis)
03. The "In" Crowd (Dobie Gray)
04. Light My Fire (The Doors)
05. Please Release Me (Roger Miller)
06. Venus As A Boy (Bjork)
07. Crusty Girl
08. The Velvet Underground Medley (The Velvet Underground)
09. Freebase (instrumental)
10. 1999 (Prince)

The Mike Flowers Pops - A Groovy Place

25 marzo 2009

Bruce & Bongo - Hi Ho (Heigh Ho - Whistle While You Work) (1986 - 12'')

ruce & Bongo - Hi Ho (Heigh Ho - Whistle While You Work)Direttamente nella categoria "fenomeni possibili" il duo anglosassone (non tedesco come si potrebbe pensare) dei Bruce & Bongo, immediatamente riconoscibile per le particolari acconciature a metà strada tra Robert Smith ed un mullet da perfetto redneck, è uno di quei femoneni antropologico-musicali che meriterebbe un adeguato approfondimento.

Noi nel nostro piccolo cominciamo con il proporvi il delizioso singolo "Hi Ho (Heigh Ho - Whistle While You Work)" che seguì al successo, soprattutto in Italia e Svizzera, del primo singolo "Geil".

Decibel - Punk (1978)

Decibel - PunkAssociare le origini del punk italiano al gruppo milanese dei Decibel non è propriamente definibile un falso storico, ma quanto meno poco esatto soprattutto vedendo la rapida evoluzione che avrà la band ed i suoi componenti: in due anni passeranno dal punk vero o presunto al palco di Sanremo, il batterista Roberti Turatti (epoca "Punk") diventerà uno dei produttori di spicco dell'italo disco da classifica, Ruggeri proseguirà la carriera come raffinato cantautore pop-rock, mentre i restanti componenti svolteranno su un sofisticato suono elettronico.

I Decibel a fine anni 70 erano una semplice cover band orientata verso un rock piuttosto classico, salita alle cronache giornalistiche dopo il concerto fantasma alla "Piccola Broadway" finito (in relatà mai iniziato) in un'enorme rissa tra punk (all'epoca considerati di destra) ed autonomi del Leoncavallo. Grazie a questa improvvisa notorietà arrivò il contratto con la Spaghetti Records che voleva lanciare un gruppo punk italiano (i brani del debutto furono scritti in una settimana con testi in inglese che vennero cambiati su indicazione proprio dell'etichetta).

I veri punk rockers a Milano sostanzialmente schifavano i Decibel perchè troppo sofisticati e fighetti ed il loro primo album ce lo dimostra pienamente: di punk essenzialmente c'è solo il titolo (che leggenda dice sia stato affibbiato proprio all'ultimo minuto per pure ragioni di marketing solo perchè il punk era di moda; a favore di questa tesi ci sono delle rarissime copie promo dell'album che infatti riportano solo il nome del gruppo), il resto sono intuizioni già new wave, rock metropolitano di scuola Lou Reed, scorie di glam rock più elettrico (il solito David Bowie) e robuste chitarre in salsa hard rock.

"Figli di...", "New York" e "Col Dito... Col Dito" sono gli unici brani up-tempo, ma comunque di punk hanno poco o nulla, anzi hanno solide basi nel rock settantiano leggermente riammodernato seguendo le ultime tendenze musicali d'oltremanica. A segnare una demarczione ancora più netta con la scena punk ci sono l'inutile boogie strumentale di "Paparock" e la ballata allo smog di "Superstar".
I testi di Enrico Ruggeri sono ancora acerbi, ma mostrano già spunti interessanti anche se legati a certi clichè d'oltremanica che il nostro conosceva a menadito, mentre la voce supplisce alla sua ingenuinità con una personalità già ben definita.

il logo fallico dei DecibelUna menzione speciale merita l'orripilante copertina, una degli artwork più brutti di tutti i tempi che ha il "merito" di anticipare le terribili pacchianate che avremmo trovato da lì a pochi anni su tanti dischi metal, ma soprattutto il logo della band, inequivocabilmente a forma fallica, che mostra come interpretassero il punk: ovvero pura voglia di shockare l'ascoltatore.

Disco più interessante a livello storico che musicale che getta le basi per la futura e rapida evoluzione della band che già l'anno successivo sfornerà l'ottimo singolo "Indigestione Disko" di chiara matrice new wave ed a ruota il capolavoro "Vivo Da Re" che mostrerà una band finalmente matura e capace di fondere le pulsioni giovanilistiche con maggiore maturità stilistica, sia musicale che lirica.

Il disco quando fu pubblicato dalla Spaghetti Records di Shel Shapiro fu stampato solo in un migliaio di copie e visto il generale disinteresse del pubblico e le stroncature dei critici, entrembi impegnati a masturbarsi con le ultime scorie del progressive italiano, non verrà mai più ristampato, privando gli ascoltatori, se non del caposaldo del punk tricolore, sicuramente di un solido disco rock senza fronzoli.

Figli Di...








LSD Flash








Col Dito... Col Dito








Tracklist:
01. Figli di...
02. Paparock (strumentale)
03. LSD Flash
04. Superstar
05. Il Leader
06. New York
07. Col Dito... Col Dito
08. Il Lavaggio del Cervello

24 marzo 2009

Gianna Nannini - Le Corna da "Pia Come La Canto Io" (2007)

Gianna Nannini - Pia Come La Canto IoGianna Nannini, oltre ad aver avuto il merito indiscusso di essere riuscita a sfoderare negli anni 80 una delle peggiori pettinature che la storia moderna ricordi, al cui confronto Solange passa del tutto inosservato, è stata l'unica vera donna rock in Italia, imperdibili i suoi concerti tutti sudore, passione e carisma che l'hanno fatta diventare una star di prima grandezza non solo in Italia, ma anche all'estero e soprattutto in Germania.

Nel corso della sua lunga carriera a fianco di album splendidi come "California" e a qualche compromesso commerciale comunque di buona qualità come "Bello e Impossibile", "Meravigliosa Creatura" e "Fotoromanza", ci ha abituato a partorire alcune fetecchie colossali, solo per citare le più note: "Radio Baccano" con Jovanotti e "Un'Estate Italiana" scritta a sei mani con Edoardo Bennato ed il maestro Giorgio Moroder.

Nel 2007 in occasione del suo nuovo disco Gianna decide di proporci un concept dedicato al personaggio dantesco di Pia De' Tolomei, moglie di Nello D’Inghiramo dei Pannocchieschi che la lasciò morire di stenti perchè sospettata erroneamente di adulterio. Per comporre le liriche di questa opera rock è venuta in aiuto la scrittrice toscana Pia Pera che partecipò anche al tour che ne seguì.

Una serata alle cascine con gli amici, una serie di bottiglia di rosso della casa, un po' d'erba di buona qualità. Le battute si sprecano, le risate anche, un giro di grappe e si va in studio di registrazione a buttare giù qualcosa giusto per goliardia.
Voglio proprio sperare in cuor mio che le cose siano andate proprio così, altrimenti non saprei spiegarmi il motivo il motivo di questa débâcle.
La base elettronica è oltretutto interessante, ma non basta a tenere insieme questo pasticcio senza capo nè coda: un testo che vorrebbe avere un piglio goliardico, ma che lascia solo interdetti, metrica forzata in più parti, ritornello pessimo e ripetuto fino alla nausea e un coro finale assolutamente avulso sia al contesto che alla melodia del pezzo.

Una bizzarria fine a se stessa che ricorda terribilmente le cose peggiori di Adriano Celentano dei primi anni 90 quando il "Re degli Ignoranti" aveva perso completamente la bussola, almeno in questo caso speriamo si tratti solo di un episodio dovuto quell'ingenuità che riesce a dare solo l'euforia etilica.










Gianna Nannini - Pia Come La Canto Io

Le Corna

Le corna
Le corna

Quanta paura hanno i maschi delle corna!
Perché è come se un altro
gli ci piantasse la sua bandierina,
sul territorio loro.
Come se un cane gli venisse a farci
una pisciatina.

Le corna
Le corna

Basta fargli il gesto, delle corna,
e quelli non ragionan più!
Così fa presto Ghino a vendicarsi:
va a dire a Nello che sua moglie,
tutto il tempo che lui era in guerra,
era stata a divertirsi col suo amante.

Le corna
Le corna

Becco e bastonato!
Ma se in lei fede non aveva perduto,
com’è che poi s’è creduto cornuto?
Com'è che la va a spiare?
Troppo buio,
il bacio era indistinto.

Il buio fa sì che non si discerna
chi sia; sol biancheggiar vede una gonna.
Ma ratto salta dalla parte interna
un uom che s’appoggiava a una colonna.
E alzando la splendida lanterna
fa il volto rischiarar della sua donna.
La riconosce e dei due scorge il doppio
abbraccio e fin del bacio ode lo scoppio.

Le corna
Le corna

23 marzo 2009

Den Harrow - The Best Of (1989)

Den Harrow - The Best Of Den HarrowIl personaggio Den Harrow merita un doveroso approfondimento soprattutto per quanto riguarda la sua carriera dal 1983 al 1989, ma prima di sviscerare tutti i retroscena di questo progetto ideato della coppia Turati/Chieregato, con l'aiuto iniziale di Enrico Ruggeri che ne ideò il nome, al quale il giovane Stefano Zandri diede un corpo ed un volto ma non la voce, vogliamo cominciare con una raccolta che racchiuda i momenti salienti del suo periodo d'oro.

Tralasciando la penosa copertina che mi piace pensare non voglia omaggiare Piet Mondrian, per questa rapida retrospettiva non voglio soffermarmi sulle diverse voci che hanno interpretato i suo successi, ma parlare delle canzoni raccolte piuttosto bene in questa compilation.
I grossi successi italiani ed internazionali ci sono tutti, peccato che siano stati lasciati fuori i primi due singoli "To Meet Me" e "A Taste of Love" per ragioni contrattuali (pubblicati per la Discomagic, mentre la raccolta è edita dalla Baby Records); ascoltando la raccolta senza pregiudizi non può che saltare all'orecchio la buona manifattura di quasi tutti i brani, con ritornelli memorizzabili in un secondo, anche se nella maggior parte dei casi si dimenticano alla fine dell'ascolto, ma questo non conta, perchè l'obiettivo è stato raggiunto: ovvero intrattenimento.

Siamo sinceri: se alziamo spaventosamente il volume e suoniamo le canzoni di Den Harrow queste hanno un groove mica da ridere, saranno costruite a tavolino, sfacciatamente commerciali, spesso tamarre e quasi tutte costruite allo stesso modo (intro lento e melodico per poi trasformarsi in un brano dance), ma calate nel loro ambiente naturale, ovvero la discoteca, fanno la loro porca figura e come riempipista non temono confronti. Pescate una a caso tra "Holiday Night", "Mad Desire" , "Future Brain" e "Lies" e avrete la pista piena, per non parlare di quel gioiello di "Catch The Fox" (che personalmente vedrei bene coverizzata in chiave metal) piccolo capolavoro forse involontario di questo progetto imprenditoriale andato oltre le più rosee aspettative commerciali.

Va bene disprezzare Den Harrow per essere stato la quintessenza del cattivo gusto e di cosa non dovrebbe essere la musica, ma ricordiamoci che comunque sotto quel moniker sono state pubblicati anche ottimi brani di genere che a loro modo rappresentano quel vuoto degli anni '80 che tanti artisti di quel periodo hanno narrato, anche se in maniera ben più profonda e raffinata.

Tracklist:
01. Holiday Night
02. I Wanne Go
03. Lies
04. Charleston
05. Bad Boy
07. Catch The Fox (Caccia Alla Volpe)
06. Energy Rain
08. My Time
10. Day By Day
12. Thank You D.J.
13. Mad Desire

Den Harrow

20 marzo 2009

ŽAS - Turisto Lituano (1999 - singolo)

ŽAS - Turisto LituanoUna delle tante soddisfazioni del portare avanti il progetto di Orrore a 33 Giri è quella di vedere come ci siano tanti italiani all'estero che seguono queste pagine e che soprattutto ci inviano segnalazioni improbabili che altrimenti resterebbero ingiustamente nell'oblio.

Il menu di oggi prevede un piatto tipico lituano, ma dal sapore molto mediterraneo. La piccola repubblica baltica, dove vive una cinquantina di italiani che salutimo, ci ha già regalato le magie dell'emigrante Andrè Zappa ed oggi torna a deliziarci il "palato uditivo" con un brano assolutamente degno di nota.

"Turisto Lituano" è un amorevole omaggio che il trio degli ŽAS vuole offrire al paese del sole, del mare e della pizza, raccontandoci le surreali avventure di un gruppo di turisti lituani che sbarca in Italia incontrando Eros Ramazzotti, Al Capone e Michele Placido (a quanto pare La Piovra è un must in terra lituana).
La genialità sta nel fondere non solo gli stereotipi lessicali italiani con la lingua locale, ma anche la musica dei due paesi, creando un pastiche sonoro che mischia "L'Italiano" di Toto Cutugno contrame chiaramente est europee, svecchiate da un sverniciata dance e un pizzico di hip hop.

Se vi capita di visitare Vilnius ora sapete cosa dovrete comprare come immancabile souvenir.









Turisto Lituano

Oh mamma mia
Presto, presto lituano, presto
Viva la festa, e il culo, e la figa
Forza lituano, forza lituano
Amico, presto, presto, sì, amico
Ce l’hai il numero?
Buongiorno, Fiat Uno, Roma

Daug turisto lituano
Nuvažiavo į Milano
Ten sutikom Ramazzotti
Sumaitinom jam šakotį

Prisigėrėm daug Cinzano
Pasidarėm piano piano
Mes sutikome Al Capone
Sako aš žinau Sabonį

Lasciatemi cantare
Lietuviai vel atvarė
Ir nusiaubė Milano
Ne skubu piano piano

Mes įsedėm į Ferrarį
Į Siciliją nuvarėm
La Piovra ten kabanai
Valgo picą su Campari

Daug mergino manikeno
Važineja su Fiato
Nieko gero jos nemato
Nes Fiatas papus krato

Lasciatemi cantare
Lietuviai vel atvarė
Ir nusiaubė Milano
Ne skubu piano piano

Liepė eiti iš Vatikano
Sako jus per daug più piano
Sako jus blogi turisto
Arba panko anarkisto

Matėm Dolce ir Gabbana
Jie panašus į kabaną
Iškrėtem italams pokšta
Mes nugriovem Pizos bokšta

Lasciatemi cantare
Lietuviai vel atvarė
Ir nusiaubė Milano
Ne skubu piano piano

Bravissimo, bravissimo

19 marzo 2009

Lino Banfi - Tettation / Imprecation (1977 - 7'')

Lino Banfi - TettationSu questi lidi si adora il Lino Banfi più coriaceo capace di sfornare prestazioni comiche assolute che nella mia personale trilogia riassumo con "Vieni Avanti Cretino", "L'allenatore nel Pallone" e "Il Commissario Lo Gatto".
Nel 1977 il nostro, prima di diventare una vera macchina sforna soldi dell'industria cinematografica assieme ad Alvaro Vitali nell'epoca d'oro delle commedie sexy, ha lasciato anche un segno nel mondo della musica, sua grande passione sin dagli inizi della carriera.
Il 45 giri "Tettation" è programmatico sin dal titolo e dalla copertina: un'ode strampalata alle tette appunto, ma anche insana premonizione dei chili di carne (e che carne!) che l'attore pugliese vedrà nel corso della sua carriera.

La canzone non è altro che un'estensione sul pentagramma del suo caratterismo comico prima maniera, ma sfortunatamente non fa altrettanto ridere. Si tratta di un brano per lo più parlato su una base disco anonima come un paio di mutande bianche, il tutto è giocato sul ricordo dell'amata, probabilmente idilliaco, dei tempi che furono quando questa sfoderava un corpo magnifico, ma soprattutto un bel paio di grossi e prorompenti seni; dopo sette anni il nostro la rivede sposata e fisicamente a pezzi: ingrassata e con seni sgonfi definendola addirittura "una macelleria che cammina".

Il lato b, intitolato con poca fantasia "Imprecation" è una sonnolenta ballata soul con un testo che sembra improvvisato tanto suona davvero poco rifinito, suonando come il classico compitino svolto in 5 minuti tanto per incidere qualcosa anche sulla seconda facciata che non sia un'anonima versione strumentale del brano principale.

Oggetto raccomandato solo per i collezionisti o i cultori del genere anche perchè, come spesso accade in questi casi, si tratta oggi di un pezzo piuttosto raro vista la scarsa fortuna che ebbe all'epoca.

Tettation








Imprecation






18 marzo 2009

La Redazione di Emilio - Emilio (1989 - 7'')

La Redazione di Emilio - EmilioIl contenitore comico di Emilio è stato un più che piacevole evento televisivo, nato dalle ceneri del defunto Drive In dal quale ha ereditato diversi comici come Zuzzurro e Gaspare, Giorgio Faletti ed Enrico Beruschi, a cui si aggiunsero Gene Gnocchi, Teo Teocoli, Silvio Orlando, Carlo Pistarino, Athina Cenci ed altri.

Nonostante l'ottimo riscontro di pubblico durò solo un paio di stagioni, giusto il tempo di lanciare qualche immancabile tormentone a cui si potrebbe ascrivere a pieno merito anche la sigla, scritta ed arrangiata da Patrizio Fariselli degli Area: brano senza nessun significato, ma dalla presa immediata grazie al ritornello che fa
"Ahi ahi ahi se faccio un figlio,
ahi ahi ahi lo chiamo Emilio,
sempre meglio di Basilio,
se è una femmina non so!"

Alla voce si alternano con risultati alterni Zuzzurro e Gaspare, Teo Teocoli, Giorgio Faletti, Silvio Orlando, Enrico Beruschi, Giannina Facio, Laura Della Siega, Athina Cenci e Gene Gnocchi.
Forse non è del tutto casuale che più di uno di questi attori può contare almeno una fugace esperienza come cantante se non addrittura diversi album.







17 marzo 2009

Sandy Samuel - (I Like) Sado-Music (1980 - 7'')

Sandy Samuel - (I Like) Sado-MusicChi ci segue da un po' conosce la nostra passione per le pornostar dedite al bel canto; oggi parlaimo di un nome di secondo piano, ma che ci pare doveroso salvare dalle pieghe della memoria.

Di Sandy Samuel (nota anche con lo pseudonimo di Dolly Lamour) oggi rimangono poche tracce, il suo vero nome è Daniela Samueli, quello che sappiamo è che stata una dei "volti" minori della pornografia anni 80.
Pur non essendo un'attrice di primo piano è riuscita a lasciare un epitaffio sonoro al pari di colleghe ben più famose; anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un dischetto che gioca la carta della sessualità e non poteva essere altrimenti.

Il 45 giri in questione è un ottimo compendio a "Sado Maso Disco" dei Must, non solo perchè è chiaro lo sfondo S&M del testo, ma anche perchè il suono non si discosta molto da quella tarda discomusic, in questo caso infarcita di maggiore groove.
Purtroppo Sandy cade nell'anonimato anche in questo, caso con un brano assolutamente insapore adatto forse come colonna sonora di qualche filmetto vietato ai minori, la colpa non è solo della sua debole vocina e della pronuncia inglese approssimativa, ma anche di un testo francamente imbarazzante che non riesce ad andare oltre a frasi tipo "let me whip you" o "lick my long black boots" il tutto su una base ripetitiva e noiosa, priva di groove e di alcuno spunto che possa suscitare il minimo interesse.
La casa discografica ha avuto anche il coraggio di chiamare il brano "parte 1" rimandando ad una fantomatica "parte 2" sul lato b, ovvero una banale versione strumentale.

Nulla di particolarmente piacevole, ma rimane comunque il piacere incommisurabile del "reperto".









PS si ringrazia Verdier per il disco.

16 marzo 2009

Greg Hawkes - The Beatles Uke (2008)

Greg Hawkes - The Beatles UkeDi tibuti ai Beatles ne abbiamo visti fin troppi ed in tutte le salse: new age, jazz, exotica, metal, canzoni di Natale, canti gregoriani, in napoletano, fino a far cantare i cani (nel vero senso della parola).
Azzardarsi oggi a pubblicare una raccolta di cover del quartetto di Liverpool è una mossa artisticamente azzardata anche se economicamente quasi sicura solo per il fatto di avere la magica parolina "Beatles" sulla copertina, ma tutte queste cattive premesse vengono spazzate via sin dalle prime note di "The Beatles Uke" dove brani più o meno noti vengono riproposti usando l'ukulele.

Greg Hawkes, polistrumentista che molti ricorderanno come tastierista dei mai troppo rimpianti The Cars, la cui ricerca sonora ha forgiato il suono della band di Ric Ocasek, non perde un briciolo della sua classe regalandoci una sua versione particolarissima del reportorio di Lennon-McCartney-Harrison in una veste "UKEsynphonic" come lui stesso la definisce, ovvero una registrazione multitraccia utilizzando una serie di differenti ukulele, talvolta elettrificati, creando il suono di un'intera orchestra di ukulele.
Il risultato fa letteralmente innamorare chi non conoscesse questo fantastico strumento hawaiano, sia nei pezzi più noti come "Penny Lane", "Here Comes The Sun", "Eleanor Rigby" e "Strawberry Fields Forever" che mantiene intatta la sua vena lisergica, sia nei brani meno popolari come "Piggies", "Goodnight" o "Honey Pie" e "For You Blue" che sembrano essere state scritte per essere interprestata con l'ukulele.

Un disco caldamente raccomandato, ora aspettiamo un album dedicato ai brani dei Cars visto che il nostro nel corso degli anni ha già seminato qualche brano qua e là come "Drive" e "My Best Friend's Girl".

Tracklist:
01. Penny Lane
02. And I Love Her
03. Strawberry Fields Forever
04. Here Comes The Sun
05. Eleanor Rigby
06. Being for the Benefit of Mr Kite
07. Fool on The Hill
08. Yellow Submaring
09. Piggies
10. She's Leaving Home
11. Honey Pie
12. For You Blue
13. Yesterday
14. Blue Jay Way

Greg Hawkes - The Beatles Uke

13 marzo 2009

AA.VV. - Arcade Music Milestones vol.1-4

Arcade Music MilestonesC'erano, una volta. C'erano una volta le macchine del divertimento videoludico che, impossibilitate al tempo nel gestire direttamente brani musicali, dovevano fare affidamento a rudimentali microprocessori del suono.

Ce n'era una notevole gamma, erano scelti volta per volta secondo criteri di tecnologia e risparmio sul prodotto finale, ed alcuni divennero più rinomati di altri. Eppure, la disparità di qualità del suono risultante non si è mai seriamente rivelata un ostacolo: anche dagli IC più datati ed economici, un compositore capace poteva tirar fuori quella musichetta che ti sarebbe entrata in testa per sempre, una sòrta di àncora della memoria alla quale aggrapparsi alla ricerca dei ricordi dell'adolescenza.

12 marzo 2009

Andrea Lucchetta - Schiacciamo l'AIDS (1992 - MC promo)

Andrea Lucchetta - Schicciamo l'AIDS
Andrea Lucchetta è stato senza ombra di dubbio l'uomo immagine della pallavolo italiana degli anni '80 e soprattutto '90: personalità straripante, improbabile taglio di capelli, campione indiscusso, simpatia innata ed impegno sociale.

Nel 1992 il nostro aveva anche una rubrica settimanale su Radio 105 chiamata "Go Lucky Go" dedicata al mondo del volley tricolore. Proprio la sinergia con l'emittente milanese ha dato vita a questa cassetta promozionale allegata al magazine musicale Tutto.


11 marzo 2009

Giorgio Bracardi - In Galera! (1993)

Giorgio Bracardi - In Galera!Giorgio Bracardi è un personaggio che io ricordo sin da piccino quando ha segnato la mia esistenza con la pubblicità delle Pizzette Caterì; in realtà il fratello del compianto Franco Bracardi, il famoso pianista del Maurizio Costanzo Show malamente scaricato a favore del giovane Demo Morselli, è un artista a tutto tondo: attore, autore, musicista e compositore che ne corso della sua lunga carriera ha raccolto meno di quanto meritasse, surclassato dalla comicità facilona "made in Mediaset" (anche se qualche pezzo da 90 lo ha sfornato anche Viale dei Cigni: uno su tutti Francesco Salvi).

Oggi parlamo però di "In Galera!" il suo tormentone dance mancato: una delirio nonsense di liriche demenziali con tanto di pernacchie accompagnato dalle classiche tre parole: disco, techno e underground, che tutti mettevano qua e là all'interno dei pezzi perchè faceva figo); tutto questo su una cassa techno bella tamarra, ma che ci piace tanto, con un giro di synth sfacciatamente uguale alla gloriosa "No Limits" dei 2Unlimited.

Che dire: un capolavoro nascosto della musica trash italiana assolutamente volontaria che come il buon vino migliora con gli anni.







10 marzo 2009

AA.VV. - Italiani Brava Gente vol. 19 Rock (2009)

AA.VV. - Italiani Brava Gente vol. 19 RockFinalmente! Dopo sei mesi di assenza, torna finalmente online la compilation con il peggio della musica Italiana. Per l'occasione abbiamo voluto invertire le parti (più o meno) Orrore a 33 giri che si occupa della scaletta e Romo della recensione (anche se tutto è stato fatto a 4 mani).
Enjoy!

Il nuovo capitolo della saga spaghetti-weird stavolta si occupa di rock; era da molto tempo desideravo fare una selezione che contenesse le peggiori infamie del rock italico passato e presente.
Come sempre, ho cercato di inserire nella selezione i cosidetti "fenomeni" nazional-popolari di grana grossa e (spesso, ma anche no) grosse vendite e consensi da parte del pubblico. Spazio quindi ai vari protetti del Cecchetto nazionale come Jovanotti, Nikki, i Vernice o DJ Francesco. L'accostamento di "Spacchiamoci le Orecchie" del Jova, al pezzo di Francesco "figlio di papà a tutto tondo" Facchinetti, non è casuale e serve per evidenziare l'involuzione nella produzione cecchettiana nel corso degli anni.

Da segnalare inevitabilmente il "tamarrone" Nikki, che avrebbe sicuramente avuto successo nelle mitiche "feste dell'Arte" che si facevano alle superiori, col suo sound gonfio di banalità rock e stereotipi adolescenziali, volutamente accostato ai "tamarri per scelta di vita" Tonio Scatigna e la Gatta da Pelare e al punkettino da asilo nido dei Naftalina, che possiedono argomenti simili (o perlomeno che si rifanno agli stessi cliché adolescenziali).
Ho inserito poi i Windopen, che rappresentano la parte “new wave” della raccolta, anche se sarebbe meglio coniare un nuovo genere per loro...
I Rapsodia invece sono quelli più tosti e ganzi; il progetto nasce dalle ceneri dei Golden Age (il gruppo pre-Bluvertigo), il loro é un suono a metà tra i Rage Against The Machine (il rap imita maldestramente il frontman Zack De la Rocha) e il vecchio progetto di Caparezza, quando il nostro era noto come Mikimix. Il risultato é un crossover bello pompato da scuola elementare; c'è da dire che hanno saputo fare di meglio nei dischi successivi.

La palma di miglior testo la meritano senz'altro gli Erezione Libera, raccontandoci senza alcun giro di parole di una ragazza interessata solamente al "coso"del suo uomo, che alla fine si scopre essere un extracomunitario (ecco perché il membro enorme!).
Interessante (naturalmente non sono serio) o quantomeno rara la versione punk-rock del pezzo "Bianca Surf" di Johnson Righeira accompagnato da Freak Antoni, che potrà soddisfare anche i palati più smaliziati.

Che altro dire? Se ancora leggete queste righe vuol dire che siete veramente molto interessati all’ ascolto di codesta compilation (o forse il contrario?) quindi "Enjoy" e ci vediamo sulle frequenze del blog dedicato alle raccolte di Italiani Brava Gente.
Correte a farla vostra!

Romo (remixato da Vikk)

Tracklist
01. Intro IBG19
02. Kobra - Carla Boni
03. Tagliati i capelli - Nikki
04. Sono Fuso - Tonio Scatigna e la Gatta da Pelare
05. Placca - Naftalina
06. La Testa - Windopen
07. Made in Italy - Titta e le Fecce Tricolori
08. La Danza del Grillo - Rapsodia
09. Contro chi sfotte i rockettari [skit] - Pino Scotto
10. Spacchiamoci le Orecchie - Jovanotti
11. Voglio Una Tipa - Dj Francesco
12. Non Solo Pene - Erezione Libera
13. Mi soddisfo da solo - Teste Sciroppate
14. Scema - Vernice
15. Giura che Non é Silicone - Gene Gnocchi and The Getton Boys (feat. Cesareo)
16. Punk Rock - Gli Incesti
17. Bianca Surf (punk version) - Johnson Righeira feat. Freak Antoni
18. Star del Rock'n'Roll - Andrea Mingardi
19. Quel che Ti Serve é Sangue - Beatallica
20. Ma 'ndo ...Hawaii - Ufo Piemontesi
21. Un Grande Si - Mauro Repetto
22. Scendi Dal Marciapiede - Sharon, i Moderni e 100 Birre

09 marzo 2009

Fabio Testi - Palma De Majorca (1984 - 7'')

Fabio Testi - Palma De MajorcaPersonalmente non ho mai compreso il motivo della fama di Fabio Testi, un attore che ha vissuto della rendita di giusto una manciata di film in cui faceva la parte del belloccio dalla dizione incerta e che negli anni recenti è riuscito a toccare il fondo più volte a partire dalla collaborazione con la paragnosta trangender Nicoletta Paciaroni, passando per la politica, candidandosi nel 2007 come sindaco di Verona, riuscendo ad ottenere un ammirevole 0,4% delle preferenze, per poi passare l'anno successivo al Popolo delle Libertà nel Mondo, regalandoci altri momenti memorabili con i suoi spot elettorali.

Oggi però vogliamo proporvi un'altra perla della sua fulgida carriera che ingiustamente pochi ricordano, un "meraviglioso" 45 giri intitolato "Palma De Majorca" uscito a metà anni '80, vera icona della cheesy music più infima.

06 marzo 2009

Musica Per Bambini - Discografia

Musica Per Bambini - Manuel Buongiorni
Il progetto Musica Per Bambini è l'interfaccia musicale di Manuel Bongiorni, che dal 1998 si è costruito pezzo per pezzo un suo mondo dove poter dar sfogo a tutte le sue necessità espressive che da sempre si esprimono utilizzando degli estremi: trip hop schizoide, scorie metal, filastrocche per bambini e musica medioevale, dando vita ad un mix unico, inedito ed in costante evoluzione nel corso degli anni.
Vero gioiello nascosto della scena musicale italiana.

05 marzo 2009

La Nuova Fattoria - Disco Pollo (1984 - 7'')

La Nuova Fattoria - Disco Pollo Per qualche arcana ragione che noi poveri mortali non riusciamo a comprendere l'ornitologia e la musica "da ballare" sono da sempre strettamente legate.

Tutto ha avuto inizio negli anni '60 per colpa del fisarmonicista Thomas Werner che scrisse quel diabolico motivetto che venne ripreso in tutto il mondo e che in Italia arrivò con il nome de "Il Ballo Del Qua Qua" ad opera di Romina Power e che segnò più di una generazione.
Negli anni '70 é stata la volta della scandalosa "Disco Duck", conosciuta anche come la morte cerebrale della disco music, fino ad arrivare alla dance anni '90 che ci ha proposto la techno caciarona de "El Gallinero".

La gloriosa decade degli '80 poteva forse sottrarsi a questa nefasta ricorrenza? Che domande, ovviamente no! Ed ecco, quindi, che nel 1984 la Patto Records ci regala questa perla italo-disco da brividi che grazie al misconosciuto combo dei La Nuova Fattoria riesce a far cantare tutto il pollaio come solo Francesco Salvi sarebbe riuscito a fare; troviamo infatti oltre ai polli anche una papera (dall'inconfondibile voce alla Paperino) ed addirittura un gallo.
L'elementare giro di synth su cui si base il pezzo, oltre ad essere infarcito di suoni al limite del surreale, ci accompagna con delle liriche demenziali da film dell'orrore:

Ma che gallo?
Tu sei proprio un pollo!
Ma che pollo?
Ma che pollo? ...pollo DOC!

Una canzone da pelle d'oca nel vero senso della parola, ma la domanda che ci inquieta é: chi sarà il prossimo a battezzare il nuovo millennio con un degno sequel?







04 marzo 2009

Verona - Girotondo (2006 - singolo)

Verona - GirotondoFinora non ci eravamo mai occupati della Repubblica Ceca, ma visto che ci hanno dato l'occasione perchè tirarsi indietro?

Iniziamo subito mettendo le cose in chiaro: il duo dei Verona (il solito DJ sfigato accompagnato da una vocalist mozzafiato) è tra i più popolari dance act dell'ex Cecoslovacchia.
Attivi dal 2002, hanno pubblicato 4 album di ottimo successo in patria, ma quello di cui parliamo oggi è il loro brano più significativo che dà addirittura il titolo al loro quarto lavoro.

Sin dal loro nome si può intuire la loro passione per il Belpaese, ma "Girotondo" non può davvero rimanere impunita.

02 marzo 2009

Bobby Solo - Una Lacrima Sul Viso 78 (1978 - 7'')

Bobby Solo - Una Lacrima Sul Viso 78
Come moltissimi artisti degli anni 70 anche il camaleontico Bobbone nazionale nella seconda metà di quella decade ha dovuto fare i conti con la moda disco che imperversava e come l'80% dei suoi colleghi "ci ha provato".

Il nostro ha pensato bene di giocarsi l'asso pigliatutto reciclando la sua super hit "Una Lacrima Sul Viso" reincidendola in inglese per il pubblico straniero (il disco é stato pubblicato precisamente in Francia) con un arrangiamento discretamente ballabile.

Il risutato é un piccolo capolavoro kitch gelosamente conservato in questo 45 giri che lo ritrae sulla copertina in posa plastica di punto vestito in una imperdibile mise da cucador della dance floor.