26 febbraio 2009

Carla Urban - Mangiamania (1983 - 7'')

Carla Urban - MangiamaniaOgnuno di noi ha dei tormentoni che per qualche assurda ragione rimangono sgradevolmente appiccicati al cervello come del chewing gum su un tappeto persiano.

Io, tra i miei tanti delirii, sono solito canticchiare proprio "Mangiamania" (che tanti ricordano erroneamente come "Mangimania") unica opera canora di Carla Urban, nonchè sigla dell'omonimo programma culinario in onda su Rai Due nel 1983.

In realtà la nostra tecnicamente non canta neppure, ma quello che conta è la follia intrinseca del testo scritto utilizzando la tecnica delle associazioni casuali o molto più probabilmente dopo aver ingurgitato qualche fiasco di vino della casa.

25 febbraio 2009

Jovanotti - Asso (1989)

Jovanotti - AssoParlare della prima fase della carriera di Lorenzo Cherubini, oltre a rispolverare i vari "Jovanotti For President", "La Mia Moto" e "Giovani Jovanotti" e le sue pubblicazioni come DJ sotto le mentite spoglie di Gino Latino e Jeronimo, è doveroso ricordare "Asso", uno dei picchi assoluti del binomio artistico Jovanotti-Cecchetto.

Il novello idolo dei teenager italiani nel 1988 è costretto partire per il servizio militare e proprio da questa esperienza nasce il brano in questione, utilizzato come sigla per il fortunatissimo telefilm "Classe di Ferro" per la regia di Bruno Corbucci, un vero e proprio cult sul finire degli anni 80 in Italia dove tra i vari personaggi spiccava il Sergente Scherone interpretato magnificamente da Adriano Pappalardo.

23 febbraio 2009

Cespuglio - Il Saltapicchio (1983 - 7'')

Cespiglio - Il SaltapicchioPer la serie "se il Gioca Jouer ha avuto successo perchè non dovrei provarci" Silvano Minchetti, batterista dei Cugini di Campagna, due anni dopo, con la scusa della sigla per la trasmissione TV "Hits '83" prova a riproporci la formula del ballo di gruppo a comandi, proprio come il tormentone di cecchettiana memoria.

Con lo pseudonimo di Cespuglio il nostro ci regala un brano che è puro delirio lisergico in salsa synth-pop, l'idea è semplice: vengono dati diversi comandi ai vari animali (il merlo, la papera, la scimmia, il cane, il gatto, il canarino e la pecora) che rispondono con il loro verso (ovviamente sintetizzato), il tutto sempre più velocemente fino a che tutti insieme intonano il ritornello.

Delirante, ma in fondo con un fascino sinistro.







19 febbraio 2009

AA. VV. - Tuttosanremo '83 (1983)

AA. VV. - Tuttosanremo '83Come ogni anno, più puntuale di una cambiale,arriva il Festival di Sanremo, tra le solite aspettative, tormentoni e polveroni. Ci sembrava doveroso ricordare un'edizione speciale del Festival, la 33esima (che coincidenza!), datata 1983.
Ma perchè proprio quella edizione? Per prima cosa perchè Sanremo '83 è stato uno dei Festival con le canzoni più meravigliosamente brutte di tutta la sua storia. In secondo luogo ci sembrava importante recensire questa edizione come riflessione sul fatto che, nonostante le canzoni brutte e naif, si parlava comunque di musica, e tutta l'attenzione era completamente concentrata sul concorso.
Non importa se poi il verdetto era già stabilito, o se gli interessi del music business erano forti allora quanto oggi, quel che conta è che la genuinità che si respira ascoltando questa manciata di orridi brani sarebbe un toccasana e una lezione per Bonolis & Co.

I brani in gara formano un pot pourri veramente eterogeneo: si va dalle evergreen da boyscout come "Sarà Quel Che Sarà" di Tiziana Rivale, "L'Italiano" di Toto Cutugno (la canzone dell'emigrante per eccellenza) e "Vita Spericolata" di Vasco Rossi (classificata penultima ma premiata dagli ascolti radiofonici), al cantautorato becero (Marco Ferradini con "Una Catastrofe Bionda", "Complimenti" di Stefano Sani ma soprattutto la impareggiabile "Mi Sono Innamorato di Mia Moglie" di Gianni Nazzaro).
Non mancano nemmeno le canzoni degli "stranieri": i Passengers presentano la gradevole "Movie Star", Amii Stewart ci delizia con "Working Late Tonight", inspiegabilmente in concorso nonostante sia cantata completamente in inglese, e nella tracklist c'è anche "Nightmare" dei Saxon, intervenuti come ospiti!
Una menzione speciale merita "Margherita Non Lo Sa" di Dori Ghezzi, il brano migliore in concorso, ingiustamente posizionatosi terzo dopo Tiziana Rivale e Donatella Milani (che eseguì l'intollerabile "Volevo Dirti"). Un'altra splendida canzone, "Vacanze Romane" dei Matia Bazar, fu nel suo piccolo più fortunata e vinse il premio della critica per quell'anno.

Ma veniamo alla sezione che più ci interessa, quella delle canzoni peggiori del Festival. Sul nostro personale podio salgono Giuseppe Cionfoli con la sua "Shalom", Bertin Osborne che esegue "Eterna Malattia" (serve aggiungere altro, oltre al titolo?) e Flavia Fortunato con la delirante "Casco Blu". Tra le non finaliste è impossibile non citare la "fumosa" Sibilla che cantò "Oppio" e Gloriana che presentò "Il Mio Treno".
Curiosità, il 1983 sembra essere l'anno di Zucchero Fornaciari: oltre a presentare "Nuvola", scritta ed interpretata da lui stesso, firmò altri tre brani in concorso, ovvero "Complimenti" di Stefano Sani, "Stiamo Insieme" di Richard Sanderson e "Volevo Dirti" di Donatella Milani. Concludiamo con una riflessione finale: "Ahi" di Raffaella Carrà, brano non in concorso, è un palese plagio da "Funky Town" dei Lipps Inc.!
Il Cartellone di Sanremo '83 sembra effettivamente un pollaio nel quale sono stati infilati a forza tanti galli di razze diverse (come suggerisce velatamente Pippo Franco nella sua "Chì Chì Chì Cò Cò Cò"), ma l'impressione è che il tutto sia stato concepito non solo con l'intento di avere nomi importanti e fatturati ingenti, ma anche e soprattutto per accontentare le orecchie di un pubblico sempre più vasto e, in qualche modo, per sperimentare. Insomma, i Saxon a Sanremo, ne vogliamo parlare?

Dori Ghezzi - Margherita Non Lo Sa








Flavia Fortunato - Casco Blu








Bertin Osborne - Eterna Malattia








Tracklist:
01. Tiziana Rivale - Sarà Quel Che Sarà
02. Barbara Boncompagni - Notte E Giorno
03. Toto Cutugno - L'italiano
04. Matia Bazar - Vacanze Romane
05. Vasco Rossi - Vita Spericolata
06. Marco Ferradini - Una Catastrofe Bionda
07. Dori Ghezzi - Margherita Non Lo Sa
08. Viola Valentino - Arriva, Arriva
09. Gianni Nazzaro - Mi Sono Innamorato Di Mia Moglie
10. Stefano Sani - Complimenti
11. Sandro Giacobbe - Primavera
12. Flavia Fortunato - Casco Blu
13. Passengers - Movie Star
14. Domenico Modugno - Io Vivo Qui
15. Christian - Abbracciami Amore Mio
16. Bertin Osborne - Eterna Malattia
17. Amii Stewart - Working Late Tonight (Stanotte Penso A Te)
18. Richard Sanderson - Stiamo Insieme
19. Marco Armani - E' La Vita
20. Commodores - Reach High
21. Pupo - Cieli Azzurri
22. Raffaella Carrà - Ahi
23. Donatella Milani - Volevo Dirti
24. Gianni Morandi - La Mia Nemica Amatissima
25. Fiordaliso - Oramai
26. Riccardo Azzurri - Amare Te
27. Giorgia Fiorio - Avrò
28. Zucchero Fornaciari - Nuvola
29. Pippo Franco - Chì Chì Chì Cò Cò Cò
30. Saxon - Nightmare

18 febbraio 2009

Nada - Smalto (1983)

Nada - SmaltoSpesso su Orrore a 33 Giri ci piace parlare di bei dischi; spesso ci piace anche parlare di donne affascinanti; e altrettanto spesso ci piace parlare di dimenticati capolavori di stile. Oggi affronteremo un disco che ci soddisfa sotto tutti e tre gli aspetti sopra citati: mai ristampato in CD, capolavoro della sua discografia, "Smalto" di Nada è un gioiellino ingiustamente sottovalutato.

Datato 1983, l'album contiene la killer tune "Amore Disperato", autentica pietra miliare degli anni'80, e già solo per questo meriterebbe di troneggiare in ogni discografia di appassionati che si rispetti.
Posto che è veramente difficile raggiungere il livello qualitativo del singolo trainante, il resto del disco non disattende affatto le aspettative: ottimo songwriting, arrangiamenti di classe e musicisti di spessore (nonostante tra i tastieristi troneggi Gianni Mazza!).
Prima di scendere nel dettaglio dei brani è opportuno puntualizzare che il vero valore aggiunto è l'interpretazione vocale di Nada, toccante e malinconica ma sempre allegra, che valorizza ulteriormente i testi, perlopiù approfonditi racconti d'amore: per intenderci, sempre in "Amore Disperato" sembra quasi di sentire l'interprete sorridere mentre canta. Nella maggior parte dei brani poi c'è uno struggente saxofono (blu?) che la fa da padrone incontrastato, aggiungendo quel tocco di atmosfera che non guasta mai, senza mai scadere nello pseudo-romanticismo à la Fausto Papetti.

Così una dopo l'altra si susseguono splendide canzoni come "In Un Prato", "Charlotte" (che lascia sottilmente intuire il tema dell'omosessualità) e "Per Aspettare Te", struggente brano sull'attesa; in "Da Grande", Nada fa riferimenti espliciti ai Peanuts di Charles M. Schultz, impersonando idealmente Sally, la sorella di Charlie Brown, e immaginandone la crescita e le esperienze amorose da grande, appunto.
"Ci Sei" è la traccia più intensa dell'album, dal testo ancora una volta romantico e struggente ma ricco di positività. "Cara" è invece la canzone più aggressiva, fin dagli arrangiamenti, e in effetti tratta la tematica del tradimento come poche altre interpreti hanno saputo fare:
Ho capito nei tuoi trucchi è cascato lui
è rimasto prigioniero dei tuoi occhi al neon
trasparente la tua pelle carta velina crack
hai le mani di legno e vuoi accarezzare ...ma dai!

Cara sei fatta
sotto le lenzuola stanotte io t'ammazzerò!
Cara strisci e parli piano d'amore
io ti troverò e una sorpresa ti farò
i tuoi begli occhi gonfierò.
Baby, scusa se ti farò un po' male
ti distruggerò!
Per concludere la carrellata, in "Angelo Ribelle" sembra ancora di sentire Nada sorridere mentre canta, mai più in maniera così cristallina. Senza neanche accorgersene, e nonostante la durata media delle tracce sia piuttosto elevata, viene subito voglia di rimettere la puntina del disco dall'inizio.
"Smalto" è un classico esempio di alchimia unica e impareggiabile tra testi, musiche e interpretazione. O più semplicemente, è un disco perfetto da ascoltare la domenica sera.

Cara








Tracklist:
01. Amore Disperato
02. In Un Prato
03. Charlotte
04. Per Aspettare Te
05. Da Grande
06. Ci sei
07. Cara
08. Angelo Ribelle

Nada

17 febbraio 2009

Gianni Greco - Tommi / Donna Più Donna (1981 - 7'')

Gianni Greco - TommiTra gli avvenimenti più discussi nei mesi antecedenti la partenza del Festival di Sanremo 2009, indubbiamente quello che ha fatto parlare di più è stato l'annuncio che Povia avrebbe presentato una controversa canzone su un omosessuale che si ricrede, "Luca Era Gay" appunto.
Il brano, prima ancora di essere ufficialmente presentato, è stato già puntualmente parodiato da Vladimir Luxuria ma soprattutto da Elio e le Storie Tese a "Parla Con Me".

Quello che quasi nessuno sa è che la tematica non è affatto nuova per la canzone d'autore italiana. Si dà il caso che una nostra vecchia conoscenza, il cantautore e conduttore televisivo e radiofonico Gianni Greco (già noto su questi lidi come autore della splendida "L'Elefante Gay"), abbia già affrontato il tema del "gay pentito" in una canzone datata 1981, prodotta da Gian Piero Reverberi, dal titolo "Tommi"; e giusto per aggiungere carne al fuoco, la b-side del singolo, "Donna Più Donna", tratta ninentepopodimeno che dell'omosessualità tra donne, chiudendo il cerchio (anzi, il triangolo!) in una ideale trilogia dell'omosessualità: "Tommi" per l'omosessualità maschile, "Donna Più Donna" per l'omosessualità femminile e "L'Elefante Gay" per l'omosessualità spiegata ai bambini.

16 febbraio 2009

Il Divino Otelma - Escluso (2008)

Il Divino Otelma - Vivi La VitaSicuramente non sono l'unico che si chiede tutt'oggi se Il Divino Otelma ci è o ci fa e soprattutto se lui per primo ci crede davvero. Sicuramente è un abile manager di se stesso quando prima del festival di Sanremo del 2008 diede del mafioso a Pippo Baudo, reo di aver scartato il suo brano "Vivi la Vita", cosa che accadde anche nel 2004 con "Prendi La Fortuna" poi finita nel suo disco di debutto "Il CD Divino", ma che all'epoca non scatenò le ire del nostro come in questo caso.

Considerato che "Prendi La Fortuna" era un grande pezzo, la curiosità per la nuova fatica del Divino Otelma era tanta, purtroppo tale entusiasmo si è spento dopo i primi 20 secondi di ascolto.

13 febbraio 2009

AA.VV. - Swingin' Cheese: Croon Tunes And Kitcherama (1997)

AA.VV. - Swingin' Cheese: Croon Tunes And KitcheramaChi é di casa su queste pagine sa bene qual'é la nostra passione segreta: il retro-cheesy-groove anni '60 e '70 in ogni sua forma, meglio se sconosciuto.
Quest'oggi vi vogliamo presentare un vero gioiello che ritornerà costantemente nel vostro stereo. "Swingin' Cheese: Croon Tunes And Kitcherama" già dal titolo e dalla copertina ci proietta immediatamente indietro nel tempo in piena era 60s, ma non quella fighettina di qualche club di Soho, ma quella più metropolitana che, a causa dei suoi mezzi economici limitati, non può fare altro che nutrirsi di quanto è stato sgrassato dal gusto mainstream.

E' proprio da questo humus culturale che la lungimirante Irma Records ha deciso saggiamente di ripescare, riportando alla luce questo "kitcherama musicale" estremamente frizzante e dal gusto stranamente dolciastro come uno champagne economico.
Gli ingredienti sono:
- 2/4 di fiati in sapor di bossanova
- 1/4 di tastiere di easy listening economico
- 1/4 di funky ubriaco
Shakerate il tutto con ritmiche dance, calde e latineggianti e servite ghiacciato accompagnato da un paio di cover improbabili.

Il risultato è una compilation dal suono leopardato come la giacca che state indossando, con arrangiamenti smargiassi ed eccessivi come il rimmel della ragazza piuttosto ubriaca che si è appena seduta vicino a voi; certo non è particolarmente bella, ma sarà per l'ora tarda e per i troppi cocktail che avente ingurgitato, ma non potete fare a meno di avvicinarvi e chiederle un ballo sul groove di "Bocaccio Soul". Con la suadente "Light My Fire" (sì proprio quella dei Doors) lei comincia a strusciarsi sensualmente su di voi e non appena arrivano le note di "Quando Quando Quando" il bacio è inevitabile.
Senza neppure accorgervene vi ritrovate insieme sul divanetto zebrato a finire i vostri drink cullati dal bossanova di "Old Devil Moon", fino a quando non decidete di spostarvi in un luogo più tranquillo per concludere la serata, lasciando il locale mentre risuonano le note ubriache quanto voi di "The Beethoven Rhumba".

Una compilation che riesce a dipingere un modo di essere, trasmettendoci sensazioni quasi tangibili. Un perfetto sottofondo per le vostre serate romantiche illumate solo dalla luce rosa di una lava lamp.

Bocaccio Soul








Light My Fire








Quando Quando Quando








The Beethoven Rhumba








Tracklist:
01. Exotica - Pepe Jamarillo And His Latin American Rhythm
02. Here I Am Baby - Woody Herman
03. Secret Agent Man - Mel Tormé
04. Hawaii Five - Roberto Delgado And His Orchestra
05. Oye Como Va - Percy Faith And His Orchestra
06. Old Devil Moon - Bossa Rio
07. Poppa Lo Quero - Joe Loss And His Orchestra
08. The Spanish Flea - Trudy Pitts
09. Quando Quando Quando - Englebert Humperdinck
10. Light My Fire - Woody Herman
11. Bocaccio Soul - Augusto Alguero And His Orchestra
12. A Hard Days Night - Tony Osborne And His Orchestra
13. Where Is The Love - Ray Conniff And The Singers
14. Mammy Blue - The Manzanilla Sound
15. Cant Take My Eyes Off You - Englebert Humperdinck
16. The Beethoven Rhumba - Jules Ruben And His Latin Ensemble

12 febbraio 2009

AA.VV. - Avanzi (1992)

AA.VV. - Avanzi"Avanzi" fu uno dei programmi più innovativi e irriverenti degli anni '90, nonchè un grande successo di critica e di pubblico. Proprio dal grande successo della trasmissione nacque il disco ufficiale della trasmissione, la cui traccia di spicco, "Sopravvoliamo", era interpretata da Rokko e i Suoi Fratelli (alias Pierfrancesco Loche, Antonello Fassari, Stefano Masciarelli e Corrado Guzzanti).

Prodotto da Lele Marchitelli (già direttore delle band di tutti i programmi storici di Dandini e Guzzanti, fin dai tempi della "Tv Delle Ragazze", nonchè compagno di Serena Dandini, nonchè bassista di Beppe Starnazza e i Vortici), il disco rispecchia in pieno lo spirito caustico della trasmissione e musicalmente si presenta come un pot-pourri di rap, reggae e melodie sghembe.

11 febbraio 2009

Erika Mannelli - L'Elefante Gay Live 25 Anni Dopo!

Erika Mannelli 2009
Signore e signori il miracolo si é avverato: Erika Mannelli, oggi bella e simpatica trentenne, ha reinterpretato "L'Elefante Gay" in maniera molto casalinga accompagnata alla chitarra niente popò di meno che dall'autore Gianni Greco.

Questi sono i momenti di grande televisione, che grazie al preziosissimo lavoro si Simone (aka Sblindo) possiamo goderci direttamente in streaming sul nostro computer.

Grazie a Gianni per la segnalazione e per averci mostrato l'esistenza del raro 7'' de "L'Elefante Gay" (se qualcuno lo avesse ci contatti), grazie ad Erika per le belle vibrazioni e grazie a ToscanaTV per avere reso questo servizio all'umanità.

PS la canzone inizia inizia intorno ai 26 minuti dello streaming, ma vi consiglio di non perdervi l'intervista che inizia intorno agli 11 minuti.

Barbara Boncompagni - Discografia

Barbara Boncompagni - Con i Piedi all'InsùPer la serie "padri illustri, figli da dimenticare", quest'oggi tratteremo le imprese discografiche della figlia di uno dei più grandi e discussi autori e registi televisivi della storia italiana: stiamo parlando Barbara Boncompagni, figlia di Gianni, che nei primissimi anni '80 ci regalò una manciata di canzoni, tre singoli per la precisione, potenzialmente tormentoni, ma effettivamente ignobili.

Niente potè il talento compositivo e arrangiativo di papà Gianni, anche se i pezzi sulla carta erano al pari di una certa produzione filo-Carrà-ista, la voce anonima e per niente pregna di personalità di Barbara asfaltava qualsiasi velleità dei pezzi. Così, dopo il debutto televisivo appena diciassettenne con il padre Gianni nel programma "Drim", sempre per lo stesso programma l'anno dopo Barbara sforna il primo singolo, "Con i Piedi all'Insù", pezzo dall'atmosfera scanzonata e televisiva, e con l'andamento di una marcetta. Il poco successo del pezzo è legato esclusivamente a quello della trasmissione.

Nel 1982 Barbara ci riprova, ancora una volta complice il babbo: "Colpo Di Fulmine"Barbara Boncompagni - Colpo Di Fulmine è la sigla della trasmissione tv "Tre X Tre"; trattasi di un godibile, ma innocuo, motivetto synth-pop orchestrato, degno di nota solo per alcune deliranti e indimenticate linee del testo: "vampira trappola d'amore non ci casco più". Maggior successo raggiunge la b-side del singolo, "Cuore Matto", cover del successo di Little Tony arrangiata in chiave electro-pop, ma come dire, è facile vincere il gran premio con una Ferrari! Come se i Vanilla Sky facessero una cover di "My Umbrella" di Rihanna appena sei mesi dopo l'originale. Impensabile!

Ma torniamo alla nostra Barbara: il 1983 è l'anno della svolta: con "Notte e Giorno" la Boncompagni ci propone un'immagine più matura e oserei dire sensuale: testi più malinconici e intimi (per quanto si stia parlando sempre di canzoni da varietà) e parti strumentali ricchi di tonalità minori; ciliegina sBarbara Boncompagni - Notte e Giornoulla torta la voce della Boncompagni, che vuole essere sexy e mugolante, ma sembra solo una tossica in overdose di serenase.
Le cose non migliorano in "Sono Matta", inconcludente mix di concetti tra "Matta-ta" di Patrizia Pellegrino e "Je Sò Pazzo" di Pino Daniele, dalle memorabili liriche: "Sono matta, sono matta, sono matta, e sono fatta così, sono matta, sono matta, sono matta, ma voglio darti una dritta, sappi che son pazza di te, ed è per questo che son matta".

Negli anni '90, sempre grazie al padre, Barbara si è riciclata come vocalist per "Non E' La Rai", e adesso lavora come autrice nella società di produzioni televisive Magnolia S.p.a. di Giorgio Gori.
Che abbia trovato, dopo tanti insuccessi, il lato giusto della televisione su cui stare?

Con i Piedi all'Insù








Colpo di Fulmine








Cuore Matto








Notte e Giorno








Sono Matta






10 febbraio 2009

Jean Paul Gaultier - How To Do That (1989 - 7'')

Non so voi, ma a me Jean Paul Gaultier è sempre stato simpatico; sarà per la sua follia, la sua voglia di stupire, la trasgressione intrinseca, il suo gusto per la sublimazione del kitch, i suo atteggiamenti eccessivi, ma tant'è!
Pochi si ricordano che lo stilista francese, proprio sul finire degli anni '80 si è improvvisato musicista (parola che userei con parsimonia in questocaso), regalandoci una canzone house tutt'altro che memorabile, che comunque riscosse un discreto successo nei clubspinta soprattutto dalla fama del personaggio in sé.

La canzone è costruita su una base ritmica piuttosto ripetitiva, dove il nostro, con il suo pesante accento francofono, snocciola liriche in loop senza un senso preciso ("How to that that in a new way? Bring some technic idea"), ma questo non ha molta importanza perchè comunque il tutto si sposa a meraviglia.
Il videoclip non è da meno: tra il glamour, kitch e demenzialità con richiami colti a "The Wall" (le forbici che camminano ricordano i martelli del lungometraggio dei dei Pink Floyd).Jean Paul Gaultier - How To Do That (retro del vinile)

La cosa più interessante è però il vinle stesso come oggetto da collezione nella versione 7'' a tiratura limitata, con una copertina impreziosita da esclusivi inserti dorati, e soprattutto il vinile inciso su una sola facciata dove sul retro troviamo la stampa di ago e forbici che giocano con la fisicità del vinile stesso, il tutto accompagnato dall'arguto gioco di parole "House Couture" che potremmo trascrivere come "Music Fashion Designer".

Il disco non è bello, in ogni caso è comunque stiloso, ma alla fine non potremmo dire lo stesso di tutta l'alta moda?

09 febbraio 2009

DJ Francesco - Bella Di Padella (2004)

DJ Francesco - Bella Di PadellaDJ Francesco, grazie al suo cognome ingombrante (Facchinetti) e all'aiuto di Claudio Cecchetto è riuscito a tormentare l'estate degli italiani nel 2003 con il suo tormentone da asilo "La Canzone del Capitano".
L'anno successivo è la volta del sua prima prova sulla lunga distanza e tutte le premesse vengono mantenute. Sin dalla copertina al limiti del cattivo gusto, il disco si preannuncia nefando: un minestrone disgustoso senza capo né coda tra musica dance da villaggio turistico, rap sfigato, pop paraculo e rock spompato.

La nuova creatura cecchettiana è un vero tormento soprattutto per l'atrocità dei testi che sembrano un terrificante esperimento di laboratorio finito fuori controllo, mischiando il tardo Jovanotti del primo periodo (quello di "Giovani Jovanotti" per interdeci), rime che sembrano pensate da Pino D'Angiò, condite da uno slang giovanistico che vuole sembrare simpatico, ma che risulta urticante come poche cose al mondo.
Vogliamo poi aggiungere che "Salta" e "Un Viaggio Ha Senso Solo" sono riscritture pedisseque de "La Canzone del Capitano", che "Christina (My Love)" suona di plastica come un qualsiasi brano degli anni 2000 di qualche rapper d'oltreoceano e che "La Mia Polka" è imbarazzante per quel gioco di parole tra polka-porca.
Tra in tutto questo liquame sonoro troviamo anche Big Luciano che, abituato ai duetti più improbabili durante gli innumerevoli Pavarotti & Friends, ci mette la sua voce nel brano "Ti Adoro" per ricordarci come sia fondamentale avere un cognome famoso.
Chiude il tutto l'inno pop-punk da oratorio "Voglio Una Tipa" che sembra scritta da Jovanotti ubriaco.

Un disco inutile che rispecchia un personaggio inutile, figlio di papà, che negli anni successivi ha avuto anche il coraggio di proporsi come cantante "serio" finendo ad impestare anche la televisione.
Pessimo.

La Mia Polka








Ti Adoro (vs Luciano Pavarotti)








Voglio Una Tipa








Tracklist:
01. La Canzone del Capitano
02. Era Bellissimo
03. Festa
04. Christina (My Love)
05. La Mia Polka
06. Ti Adoro (vs Luciano Pavarotti)
07. I Love "Consol" (Sha La La La)
08. Salta
09. Un Viaggio Ha Senso Solo
10. Voglio Una Tipa

06 febbraio 2009

Addio Lux Interior, la luce del rock'n'roll

Lux Interior è morto. Aveva 63 anni, ma sul palco era ancora giovane.
Nella scena mondiale del rock’n’roll, i Cramps sono stati tra gli ultimi grandi divi. Protagonisti culturali, perché nell’epoca del punk hanno coniugato quei suoni con il vero rock'n'roll anni '50, inaugurando qualcosa di relativamente inedito, anche se, in effetti, era la continuazione di un discorso musicale iniziato negli anni '50 da Link Wray, Hasil Adkins e negli anni '60 da gruppi come i Trashmen.

Nato nell'Ottobre del 1945 col nome di Erick Lee Purkisher, nei primi anni ’70 incontra una ragazza chiamata Kristy Wallace (“Poison Ivy”), e con lei inizia a girare i negozi alla ricerca di vecchi dischi degli anni ’50. E’ subito amore. Decidono quindi di avviare un gruppo che coniughi il punk a una certa cultura musicale; nascono così i Cramps la cui vera essenza era rock'n'roll allo stato puro, venato di un pizzico di follia (i loro concerti erano strepitosi) e lontano dai classici canoni stilistici del rock.
Per questo diventarono delle icone. Perché brillavano di luce propria.
E ieri quella luce si è spenta, decretando la fine dei Cramps – perché Lux Interior era insostituibile, poiché era l’anima della band.
Apprendiamoo della sua morte con dispiacere: una notizia che ci rende ancora più cupi i tempi che viviamo. 
Rest in peace, old boy.

FrankDee

The Cramps

Gianni Simioli - Fatti Una Plastica (1992 - 12'')

Ben ritrovati sulle pagine di Orrore a 33 Giri, sito che stimo per svariati motivi, tra i quali la cortesia del padrone di casa e la ricerca giù giù, fino al fondo del barile (che ha un fondo altro che doppio…).
Mi chiamo Frank, in arte FrankDee e arrivo dalla provincia di Milano.
Normalmente mi occupo di dischi molto più datati di quello che vado a presentarvi: la mia materia, infatti, è il decennio degli anni '50. Tuttavia, chi mi conosce bene sa che io incarno una specie di Dr. Jekyll e Mr. Hide musicale, ossia sconfino spesso in territori che, apparentemente, non sono solito frequentare. Ma un amante della musica non si pone limiti, giusto?

Il nome Gianni Simioli vi dice qualcosa? Se non vi è familiare, posso dirvi che fu uno degli speaker di punta di Radio Kiss Kiss Network negli anni '90: se non ricordo male, la sua attitudine lo portava a condurre un programma di carattere comico sulle frequenze del network napoletano. Anzi, dal 1992 al 1996 fu anche direttore artistico dell’emittente, da poco reduce dal salto di qualità a network nazionale (si sentiva anche a Milano, per quello ho questo disco). Sempre alla ricerca di sensazioni nuove e di stimoli artistici, Simioli, nel 1992, ci regala questa perla su vinile 12'' a 45 giri, "Fatti una Plastica". Il brano mette insieme una serie di citazioni e "campioni" presi da altri dischi del passato: "Thriller" di Michael Jackson, una parte di cassa ritmica da "Now This Is Fun" dei Depeche Mode (lato B del più noto singolo "See You" dell’82), "Daddy Cool" di Boney M, "Se Mi Lasci Non Vale" di Iglesias, "Please Don’t Let Me Be Misundestood" di Santa Esmeralda, "Stai Lontana da Me" di Celentano, un riff dei Crown Heights Affair, "You Gave Me Love" e l’allora ballatissima "Na Na" di N.U.K.E., usata come nenia portante. Quasi un "pastiche". Anche senza il quasi.

Tuttavia il pezzo girava bene, allora poteva sfondare di più di quel che fece: ho fatto radio anche io, e in un paio di occasioni chiesi pareri ai miei colleghi facendogli sentire il disco, e dissero che aveva tiro. Ma gli anni passano, e io questo disco lo riascolto ora a distanza di molto tempo. E l’ho rivalutato parecchio, soprattutto per il testo, agghiacciante, che mi ha fatto pensare: "Ma allora è colpa di Simioli se oggi la chirurgia estetica è tra quelle cose che una donna non può più negarsi???". Forse, ma il fatto è che mi ricordo solo questo episodio in materia di "pubblicità alla chirurgia"* – che allora, va detto, era addirittura controcorrente, perché spiattellava in faccia un concetto trattato palesemente in modo scherzoso. E invece guarda oggi: anche Emanuela Folliero si è rifatta, e si vede – ha perso dei punti, secondo me (secondo me stava bene com’era prima, oggi è artificiosa).
Certo, non è colpa di "Fatti una Plastica" di Gianni Simioli se oggi abbiamo un mondo con più silicone a spasso per le strade, tuttavia il testo, letto oggi, aveva del profetico.

Il disco usciva per la Flying Records, etichetta che allora andava forte sul settore techno/dance (vi ricordate "Who Is Elvis?" – ecco, la distribuzione fu licenziata da questa etichetta che aveva sede a Napoli, non so se oggi esiste ancora). Il retro della copertina riportava alcuni "ringraziamenti", il cast che partecipò al disco (con tutti i riferimenti, compreso il numero di telefono, per contattare Ciro e organizzare una serata) e un paio di dediche, una delle quali svelava la vera intenzione sarcastica del disco: "Grazie speciale alle tette grosse e finte che valorizzano quelle piccole e vere" e poi "Dedico questo disco a Linda Evangelista e a tutti quelli impossibili e belli come lei".
Un’altra cosa evidente è che la terminologia di ieri ("farsi la plastica") oggi è stata soppiantata da forme che richiamano la "chirurgia estetica": semplice evoluzione di linguaggio o lessico di minor impatto psicologico per le povere (ma anche poveri) clienti che vogliono rifarsi?
Ma poi, che fine ha fatto Simioli oggi? Con precisione non lo so, ma ha un profilo su MySpace e si parla di lui a macchia di leopardo (macchie non fitte, comunque) sulla rete.

* Nota a margine: una canzone dei primi Adam & The Ants (registrata nel 1977 e pubblicata l'anno seguente) era intitolata "Plastic Surgery", ma l’intenzione era puramente sado-maso, ossia l’elemento culturale principe che li contraddistingueva agli inizi.

FrankDee







05 febbraio 2009

Carla Boni - Aeroplani e Angeli (2007)

Carla Boni - Aeroplani e AngeliMagari i giovani musicisti italiani avessero l'audacia e l'autoironia di Carla Boni! Signora della musica italiana, con alle spalle 60 anni di carriera condivisi assieme ad altri mostri sacri come il marito Gino Latilla o Nilla Pizzi.
A differenza della Nilla nazionale, affondata ormai da decenni in trasmissioni revivalistiche da casa di riposo, se non peggio in operazioni discutibili come il progetto Squadra Italia o il suo ultimo album in cui duetta con Valeria Marini, Maria Teresa Ruta, Patrizia Rossetti e Platinette, Carla Boni vuole stupire con l'ingenuità di chi non ha nulla da dimostrare e l'ironia di chi non ha paura di mettersi in gioco.

Per fare questo assolda Alessandro Orlando Graziano, conosciuto all'epoca del tributo a Donatella Rettore "Tutti Pazzi Per Rettore" (nel quale la nostra ci ha deliziato con una cover alternative rock di "Kobra"), che recluta giovani autori come Marco Bellotti, Stefani Pais e la conturbante H.E.R. (oggi collaboratrice della Rettore) per confezionare un lotto di canzoni moderne, sarcastiche e libere da ogni costrizione commerciale visto che l'album è completamente autoprodotto e destinato alla sola distribuzione online.

La protagonista indiscussa del disco è la voce di Carla Boni, magnificamente classica e maestosa che soprendentemente riesce ad adattarsi con assoluta facilità alle sonorità moderne del disco. Il primo brano vero e proprio è la title track, sontuoso anello di congiuzione tra classico (Antonella Ruggiero, Alice, Patty Pravo) e moderno (Criustina Donà, Ginevra Di Marco), segue a ruota l'ironica "Troppo Giovane" che suona come se i Baustelle l'avessero scritta guardando "Blob" sotto effetto di funghi allucinogeni.
"Stupida Canzone", cantata assieme allo stesso Graziano, è un altra magnifica sintesi tra musicalità tipicamente indie tricolore e tradizione melodica italiana, mentre la poetica "Il Mio Nome" scrittale da H.E.R. è un sublime jazz-pop che ricorda la migliore Cristina Donà, marchiato a fuoco dalla voce di Carla Boni che pur invecchiata si dimostra invidiabile.
Simpatico quanto inutile il rockettino di "Pistacchio e Smog", così come la non indispensabile cover a cappella de "I Tre Porcellini", mentre è ben più interessante "Portami In India" recitata su un tappeto mistico di synth ed un piglio lirico tipicamente "made in Battiato"; chiude in bellezza la spiazzante "Sui Grattacieli del Piacere", un outro dal sapore cyber, costruito interamente su loop di voci filtrate e sovrapposte.

Buttate nel cestino le vostre riserve, non fate caso al nome dell'interprete, ascoltate e scoprirete un disco fresco, frizzante ed originale, arricchito da un gusto piacevolmente borderline che saprà sicuramente stuzzicare le orecchie più attente di chi sa distinguersi dalla massa.

Tracklist:
01. Vorrei Che Fosse Buio (intro)
02. Aeroplani e Angeli
03. Troppo Giovane
04. I Tre Porcellini
05. Stupida Canzone
06. Il Mio Nome
07. Pistacchio e Smog
08. Portami In India
09. Sui Grattacieli del Piacere

Carla Boni - Aeroplani Ed Angeli

04 febbraio 2009

Computers - Ragazzo Solo, Ragazza Sola (1969 - 7'')

Computers - Ragazzo Solo, Ragazza SolaCome ultima pubblicazione del 1969 l'etichetta Numero Uno di Lucio Battisti pubblica l'esordio discografico dei due fratelli Balducci nascosti sotto l'improbabile nome dei Computers.

Come era prassi all'epoca al duo vocale viene affidata un'inedita versione italiana di un successo straniero; questa volta l'agnello sacrificale è "Spece Oddity" di David Bowie.

Poichè il testo poco si adattava a scalare le classifiche tricolori le liriche furono completamente riscritta da un certo Mogol che sfodera una delle sue peggiori prestazioni come paroliere.

03 febbraio 2009

Fabio - Fabio After Dark (1993)

Fabio - Fabio After DarkChi è Fabio vi chiederete. Uno dei tanti italiani che ha trovato fortuna all'estero diventando una star negli Stati Uniti mentre da noi è pressochè uno sconosciuto.
Fabio Lanzoni neglianni 80, appena ventenne, attraversa l'oceano e si trasferisce nella Grande Mela dove grazie al suo fisico super palestrato ed il suo look ribelle-tamarro-latin lover spezza il cuore di milioni di lettrici di fotoromanzi fantasy-soft erotico-romantici che spaziavano tra saghe vichinghe ed avventure piratesche, tanto che il nostro nel 1989 diventa uomo copertina del videogioco "Ironsword: Wizards & Warriors II".
Nel 1992 cerca di fare il grande salto nel mondo del cinema proponendosi come attore per film d'azione, ma quello che riesce a racimolare sono particine in L'Esorcista III e La Morte Ti Fa Bella; i suo massimi successi saranno delle comparsate in qualche episodio di Beautiful e soprattutto la serie Acapulco H.E.A.T. per tacere della pubblicità di una margarina spray divenuta famosissima in USA.

Il nostro nel 1993, probabilmente completamente disorientato sulla carriera artistica da intraprendere incide un album o meglio ci presenta una selezione di brani che accompagnano la sua "ricetta per una serata perfetta", un po' come recentemente ha fatto anche Rocco Siffredi. Fabio però fa molto di meglio e con la sua voce profonda infarcisce la raccolta con preziosi aneddoti di come riesce a conquistare il gentil sesso, declamati su una base di infima easy listening da sottofondo da sala d'attesa; tutto questo strabordio kitch viene poi enfatizzato da unaFabio - booklet pronuncia inglese degna di Little Italy, ma che fa arrapare le americane: "I waaahndor, weeel she kiss me like dat? Weeel I always be de hero awf her life?", "Eeees straaange how I feel! Everything seems so unreal. There is no looking back once you get a lawwwve attack. When somebody loves somebody... desssporately!".
Per chiudere in bellezza Fabio ci saluta, o meglio saluta le sue ascoltatrici, broccolando una "cccccciao bellissssima" vero e proprio colpo basso al quale nessuna donna può resistere ed al quale risponde in maniera istintiva cominciando a sfogliare il "meravigliso" booklet dove troneggiano i pettorali depilatissimi del nostro idolo.

L'album è una porcheria immonda ed un totale flop, disprezzato anche dal suo autore ed oggi merce rara per i collezionisti su Ebay, ma di una cosa bisogna dare atto: con questo album è riscito a creare un perfetto disco da fotoromanzo.

About Romance








On Tropical Islands








On Humor








Tracklist:
01. Fabio - About Romance
02. Billy Ocean - Suddenly
03. Fabio - On Inner Beauty
04. The Force MDs - Tender Love
05. Fabio - On Films
06. Dionne Warwick and Kashif - Reservations for Two
07. Fabio - On Tropical Islands
08. Hi-Five - Can't Wait Another Minute
09. Fabio - When Somebody Loves Somebody
10. Fabio - On Humor
11. The Stylistics - Let's Put It All Together
12. Fabio - On Surprises
13. The Fabio Backup Band: Maldive Sunset
14. Fabio: On Slow Dancing
15. The Fabio Backup Band - Songbird
16. Barry White - I Like You, You Like Me
17. Fabio - Ciao

02 febbraio 2009

AA.VV. - Nero Italiano (1988)

Il 12 gennaio la Motown ha compiuto i suoi primi 50 anni e noi non potevamo non rendere un doveroso omaggio alla storica etichetta di Detroit.
Tra le sue innumerevoli pubblicazioni vogliamo rispolverare questa superba antologia poco nota al grande pubblico che raccoglie 16 classici di musica nera interpretati da dei pesi massimi del genere come Stevie Wonder, The Supremes, The Temptations e altri che si cimentano in improbabili versioni italiane.
Anche senza ascoltare una singola nota potete immaginare senza il minimo sforzo lo strazio nell'ascoltare i brani, che nei migliori dei casi riportano alla mente Rocky Roberts o Mal, ed è tutto dire.
Argomento a parte sono i testi, autentici stupri dei brani originali che molto spesso sfondano il limite del risibile.
Un interessante reperto storico, ma niente di più. Solo per i fanatici del genere.

The Temptations - Solamente Lei








Stevie Wonder - Passo Le Mie Notti








Tracklist:
01. Stevie Wonder - Il Sole E' Di Tutti (A Place In The Sun)(1967)
02. The Supremes - Chi Mi Aiuterà (You Keep Me Hanging On)(1966)
03. The Temptations - Solamente Lei (My Girl) (1966)
04. Stevie Wonder - Passo Le Mie Notti Qui Da Solo (Music Talk)(1967)
05. The Four Tops - Piangono Gli Uomini (I Can't Help Myself) (1966)
06. Edwin Starr - Che Forza (Soul Master) (1969)
07. Stevie Wonder - Solo Te, Solo Me, Solo Noi (Yester me, Yester you, Yesterday) (1970)
08. Smokey Robinson & The Miracles - Non Sono Quello Che Tu Vuoi (I'm The One You Need)(1967)
09. Jimmy Ruffin - Se Decidi Cosi (What Becomes Of The Broken Hearted) (1967)
10. Stevie Wonder - Non Sono Un Angelo (I'm Wondering) (1968)
11. The Temptations - Sei Solo Tu (The Way You Do The Things You Do) (1966)
12. The Supremes - L'Amore Verrà (You Can't Hurry Love)(1966)
13. The Four Tops - Gira Gira (Reach Out I'll Be There)(1967)
14. Edwin Starr - Dolce Amore (Oh, How Happy) (1969)
15. The Four Tops - L' Arcobaleno (Walk Away Renée) (1967)
16. Stevie Wonder - Dove Vai (Travelin' Man) (1968)