05 ottobre 2009

Nilla Pizzi - Insieme... Si Canta Meglio (2003)

Nilla Pizzi - Insieme... Si Canta MeglioSe volessimo descrivere in poche parole questo disco potremmo dire che è l'equivalente in musica de "La Leggenda degli Uomini Straordinari": l'ultima (per ora) opera di un grande interprete che chiude in maniera tragicomica una luminosa carriera.

Nel caso della Nilla nazionale troviamo una serie di ospiti presi a casaccio tra musica e spettacolo che hanno lo stesso effetto di radunare in un film il Capitano Nemo, Tom Sawyer, l'Uomo Invisibile, Dorian Gray ed il Dottor Jackyll.
Come per il film interpretato da Sean Connery il risultato è catastrofico, assurgendo l'opera a vero e proprio classico di genere; qui non ci sono effetti speciali economici, ma arrangiamenti dozzinali, testi imbarazzanti ed un frullato di stili senza continuità.

L'inizio a suon di rumba di "Fai Da Te" non sarebbe poi tanto male se non fosse per un testo atroce ("fai da te, chi fa da se, fa per tre") ed oltretutto di dubbio gusto visto che invita a non recarsi "dalla maga", ma a riselvere i propri problemi semplicemente vivendo a pieno la propria vita, purtroppo la stessa Nilla Pizzi nel 1995 è stata la testimonial televisiva della fantomatica Piramide Magica (un brutto oggetto di rame che prometteva "protezione completa e senza limiti di tempo nell' amore, nel gioco e nella salute") sequestrata dalla polizia poco dopo la sua commercializzazione, per fortuna che Platinette riesce a sdrammatizzare il tutto.
Ignorando il senile duetto con Don Backy arriviamo subito ad uno dei brani di punta del disco, l'atroce filastrocca "L'Altra Metà Dell'Uomo" con Maria Giovanna Elmi un tantino afona e parecchio stonata. Il pop da nightclub di "Le Parole Che Non Ti Ho Detto" ci ricorda (purtroppo o per fortuna) che il disco non è stato pensato come un brutto scherzo, ma dobbiamo ringraziare Fiordaliso; ben più interessante il duetto pianistico con l'attore Orso Maria Guerrini (il famoso volto della Birra Moretti) e soprattutto l'ammiccante "Mi Manchi Tu" altro highlight dell'opera dove troviamo Valeria Marini impacciata al microfono ed aiutata con massicce dosi di filtri ed editing.

Umberto Napolitano chiude virtualmente la prima metà del disco con "Che Sogno Siamo Noi..." brano dai toni esotici cantato praticamente su basi midi, ma si tratta solo della quiete prima della tempesta, perchè da qui in avanti arrivano i fuochi artificiali. A dare il via alle danze ci pensa la voce palesemente arrugginita di Marina Occhiena (ex Ricchi e Poveri ) con il pop-rock "L'Amore Dei Miei Sogni" che ruba il riff principale ad un brano "poco noto" come "Every Breath You Take" dei Police; dopo tanto ben di Dio ecco che arriva il melodramma de "Il Mondo Che Vorrei" in coppia con Mino Reitano, piuttosto incerto quando si tratta di tenere a bada i polmoni.

A risollevarci il morale ecco che arriva in nostro soccorso Patrizia Rossetti che ci decanta l'amore da zitelle in "Due Gocce D'Acqua" che, paragonato a quello che abbiamo subito fin'ora, sembra addirittura decente, ma ecco che arriva il capolavoro indiscusso dell'album: "Ambarabà", versione italianizzata del tormentone "Asereje" delle Les Ketchup; se già solo l'idea di coverizzare quella porcheria sarebbe un preoccupante segno di squilibrio, riuscire a scrivere un testo ancora più stupido è qualcosa a cui è doveroso inchinarsi, perchè indubbiamente non era affatto facile. Qui Maria Teresa Ruta e le Margheritas prendono due piccioni con una fava piazzando i versi della famosa filastrocca per bambini come ritornello del brano, creando qualcosa di assolutamente mostruoso.

A risciacquare le nostre orecchie ecco che arriva come un toccasana il sempre languido Bobby Solo con l'inno alla banalità "Conta Su Di Me". Chiude un brano in napoletanto (ne sentivamo davvero il bisogno) e un brutto remix.

Come per il film di addio al cinema di Sean Connery, arrivati alla fine ci assale un senso di incredulità tanto da farci pensare che sia stato tutto frutto della nostra fervida immaginazione, purtroppo non è affatto così. Se poi pensiamo a cosa ha prodotto recentemente la coetanea Carla Boni il confronto tra le due interpreti è davvero impari.


Tracklist:
01. Fai Da Te (con Platinette)
02. Ali Di Carta (con Don Backy)
03. L'Altra Metà Dell'Uomo (Maria Giovanna Elmi)
04. Le Parole Che Non Ti Ho Detto (Fiordaliso)
05. Non So (con Orso Maria Guerrini)
06. Mi Manchi Tu (con Valeria Marini)
07. Che Sogno Siamo Noi (Umberto Napolitano)
08. L'Amore Dei Miei Sogni (con Marina Occhiena)
09. Il Mondo Che Vorrei (Mino Reitano)
10. Due Gocce D'Acqua (con Patrizia Rossetti)
11. Ambarabà (Asereje) (con Maria Teresa Ruta e le Margheritas)
12. Conta Su Di Me (con Bobby Solo)
13. Sulo Na Musica
14. Fai Da Te (Fisa Vocal Mix) (con Platinette)

6 commenti:

La Regina è sempre meravigliosa.Fai da te è bellissima e orecchiabile

Nilla Pizzi è ancora oggi la cantante preferita da molti italiani e anche all'estero.Purtroppo molti si vergognano ad ammetterlo.A me queste canzoni piacciono molto e la Regina è unica!!!!!

A mio avviso Nilla ha dato molto nel campo soprattutto a fine anni 90,quando collaborò coi 2080,poi non dimentichiamo la splendida avanti e indrè anche se la mia preferita rimmarrà sempre le scimmiette brasiliane,penso in pochi sarebbero capaci come lei fece ad unire in filastrocca terribili epiteti razzisti con doppisensi pseudo erotici

Solo chi adora la Regina può provare la grande emozione nell'ascoltare la sua unica ed imitabile voce.Nilla,la vera unica Regina Madre di tutte le cantanti.Sei sempre la più grande!

Ma questi cialtroni sopra sono finti, vero?
E'uno scherzo...o siete veramente idioti come penso ?
Mi ricordate quelli che amano e difendono
una crosta musicale come "L'elefante Gay"
(talmente volgare inoltre, da superare
la soglia della volgarità più simpatica
e non tornare più indietro).
Poi con tutti questi "Regina" mi sembrate
appena usciti dal corso di devozioni mariane
della parrocchia di San Secondino di Troia
(Foggia):
ripigliatevi!

Lo sfogo di cui sopra tutto sommato
risparmia l'utente Maestromagnifico Minghi
perchè almeno ha aggiunto qualche motivazione
al suo commento, si intravede un ragionamento

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