Se vi siete persi qualcosa o se semplicemente negli anni 90 non eravate dei teenager non potete capire cos'è stato per la mia generazione il mondo luccicante del serial "Beverly Hills 90210" di Brendon, Brenda, Dylan e Kelly.
Nel 1994 per mettere un po' di sale alla serie arriva Ray Pruit, il classico musicista della provincia, povero in canna arrivato a Los Angeles in cerca di gloria, memorabile più per i suoi modi rudi che per le sue canzoni. Jamie Walters prima di incarnare il bello dai modi bruti era in effetti un musicista con qualche comparsata in altri telefilm.
Nonostante il personaggio di Ray Pruit sia stato sicuramente secondario (anche perchè durato giusto un paio di stagioni) ha goduto di notevole popolarità all'epoca; questo ha fatto si che tra le tonnellate di merchandising creato dallo show televisivo (figurine, quaderni, magliette...) si trovasse spazio anche per il disco di debutto di Jamie Walters (in realtà inciso prima di prendere parte al telefilm) che ha avuto un discreto riscontro in America grazie ad una massiccia promozione, mentre in Italia non se lo è filato praticamente nessuno diventando praticamente immediata merce da cestone.
Il disco in relatà non è quella schifezza colossale che si potrebbe pensare, si tratta di un onesto rock-pop alla camomilla perfetto per l'autoradio, un po' senile, ma tutto sommato ascoltabile, una specie di Bryan Adams in versione economica che non si farà disprezzare dagli amanti meno esigenti dell'Adult Oriented Rock più radiofonico. Anche se non mancano inevitabili brani bagna-ragazzine come l'opener "Hold On" e "Perfect World" assieme ai prevedibili filler, il disco scorre senza particolari intoppi.
Un album che senza il successo tra il pubblico femminile di Ray Pruit non sarebbe mai andato oltre i confiini di qualche radio locale, ma che rimane un lavoro quantomeno professionale nettamente superiore a quella grossa porcheria che inciderà Brian Austin Green (ovvero il David Silver della serie te;evisiva) quando penserà di saper rappare; il nostro inciderà ben due sequel per poi ritirarsi dal mondo dello showbusiness per lavorare come pompiere ed è un po' come un cerchio che si chiude.
Tracklist:
01. Hold On
02. The Comfort of Strangers
03. The Distance
04. Why
05. Drive Me
06. Neutral Ground
07. I Know the Game
08. Release Me
09. No Rhyme No Reason
10. Perfect World




2 commenti:
ahaha mi ricordo benissimo di Ray Pruit...ricordo anche che 'Why' e 'Hold on' ebbero un certo successo...ora aspetto un post su 'David Silver' però...:)
voçe arrazou em shout, um cara como voçe era para esta arrepiando nas telas do cinema.
Posta un commento
I commenti su Orrore a 33 Giri sono assolutamente liberi, perchè crediamo sia giusto lasciare piena libertà d'opinione ai lettori anche se completamente diversa dalla nostra; ci riserviamo però il diritto di eliminare il tutto senza alcuno scrupolo qualora:
- venga superato il "limite dell'indecenza"
- dovessero essere inseriti link a siti per pubblicità o simili
- vengano insultati terzi o altri lettori
Per tutti i dettagli sulla policy del sito vi rimandiamo al disclaimer.
Gli off topic vanno bene, ogni tanto, ma non abusiamone. Se volete contattarci vi preghiamo di utilizzare la "Shout Box" o di utilizzare i nostri contatti.
Ovviamente è cosa gradita firmare i vostri commenti visto che noi lo facciamo con tutti gli articoli che pubblichiamo.
Se vuoi seguire la conversazione iscriviti al feed dei commenti.