Associare le origini del punk italiano al gruppo milanese dei Decibel non è propriamente definibile un falso storico, ma quanto meno poco esatto soprattutto vedendo la rapida evoluzione che avrà la band ed i suoi componenti: in due anni passeranno dal punk vero o presunto al palco di Sanremo, il batterista Roberti Turatti (epoca "Punk") diventerà uno dei produttori di spicco dell'italo disco da classifica, Ruggeri proseguirà la carriera come raffinato cantautore pop-rock, mentre i restanti componenti svolteranno su un sofisticato suono elettronico.I Decibel a fine anni 70 erano una semplice cover band orientata verso un rock piuttosto classico, salita alle cronache giornalistiche dopo il concerto fantasma alla "Piccola Broadway" finito (in relatà mai iniziato) in un'enorme rissa tra punk (all'epoca considerati di destra) ed autonomi del Leoncavallo. Grazie a questa improvvisa notorietà arrivò il contratto con la Spaghetti Records che voleva lanciare un gruppo punk italiano (i brani del debutto furono scritti in una settimana con testi in inglese che vennero cambiati su indicazione proprio dell'etichetta).
I veri punk rockers a Milano sostanzialmente schifavano i Decibel perchè troppo sofisticati e fighetti ed il loro primo album ce lo dimostra pienamente: di punk essenzialmente c'è solo il titolo (che leggenda dice sia stato affibbiato proprio all'ultimo minuto per pure ragioni di marketing solo perchè il punk era di moda; a favore di questa tesi ci sono delle rarissime copie promo dell'album che infatti riportano solo il nome del gruppo), il resto sono intuizioni già new wave, rock metropolitano di scuola Lou Reed, scorie di glam rock più elettrico (il solito David Bowie) e robuste chitarre in salsa hard rock.
"Figli di...", "New York" e "Col Dito... Col Dito" sono gli unici brani up-tempo, ma comunque di punk hanno poco o nulla, anzi hanno solide basi nel rock settantiano leggermente riammodernato seguendo le ultime tendenze musicali d'oltremanica. A segnare una demarczione ancora più netta con la scena punk ci sono l'inutile boogie strumentale di "Paparock" e la ballata allo smog di "Superstar".
I testi di Enrico Ruggeri sono ancora acerbi, ma mostrano già spunti interessanti anche se legati a certi clichè d'oltremanica che il nostro conosceva a menadito, mentre la voce supplisce alla sua ingenuinità con una personalità già ben definita.
Una menzione speciale merita l'orripilante copertina, una degli artwork più brutti di tutti i tempi che ha il "merito" di anticipare le terribili pacchianate che avremmo trovato da lì a pochi anni su tanti dischi metal, ma soprattutto il logo della band, inequivocabilmente a forma fallica, che mostra come interpretassero il punk: ovvero pura voglia di shockare l'ascoltatore.Disco più interessante a livello storico che musicale che getta le basi per la futura e rapida evoluzione della band che già l'anno successivo sfornerà l'ottimo singolo "Indigestione Disko" di chiara matrice new wave ed a ruota il capolavoro "Vivo Da Re" che mostrerà una band finalmente matura e capace di fondere le pulsioni giovanilistiche con maggiore maturità stilistica, sia musicale che lirica.
Il disco quando fu pubblicato dalla Spaghetti Records di Shel Shapiro fu stampato solo in un migliaio di copie e visto il generale disinteresse del pubblico e le stroncature dei critici, entrembi impegnati a masturbarsi con le ultime scorie del progressive italiano, non verrà mai più ristampato, privando gli ascoltatori, se non del caposaldo del punk tricolore, sicuramente di un solido disco rock senza fronzoli.
Figli Di...
LSD Flash
Col Dito... Col Dito
Tracklist:
01. Figli di...
02. Paparock (strumentale)
03. LSD Flash
04. Superstar
05. Il Leader
06. New York
07. Col Dito... Col Dito
08. Il Lavaggio del Cervello





11 commenti:
abbastanza d'accordo. la cosa curiosa è che sto preparando un post sull'esordio solista di ruggeri...
Paparock non è esattamente strumentale, ma la voce è stata "censurata" con una specie di vocoder, così come il testo nella copertina interna del disco: http://www.clubpeterpan.it/images/discografia/Album/Punk%20txt.jpg
Siamo ai limiti della blasfemia, anche adesso sarebbe un testo "censurabile":
Una messa qua / Una messa là / Tu preghi
Di Cristo sei l'erede / Ai dogmi della fede / Credi
Un esempio di bontà / Per tutta la cristianità / Peccatori siamo noi / Cosa vuoi
E se siamo giù / Benedici con la mano / Ma tu fai affari / È un'industria il Vaticano
Più bugiarda di così / Resta solo la DC / Peccatori siamo noi / Tu cosa vuoi
In adorazione / Tanta gente ad un balcone / Un'altra volta
E l'ispirazione / Per gestire la religione / È stata tolta
Contro chi è in errore / Sei tu il bastone / Sei la guida
Perché altrimenti Dio / Di ciò che sento io / Non si fida
Meno male ci sei tu / Che ci parlerai in tivù / Peccatori siamo noi
Christian
Che dire? la copertina a me non dispiace affatto, e comunque dev'esser stata giudicata parecchio rappresentativa di genere e periodo, visto che è stata utilizzata (con un piccolo ritocco: la svastica in basso frantumata anzichè intera) come cover della bellissima raccolta "Killed by death d'Italia". Quanto al simbolo fallico, l'ho visto tale e quale di recente sulla tastiera di Gianluca De Rubertis durante un concerto de "Il Genio". Non so se sia una citazione decibeliana o... una cazzata.
Sul contenuto del disco sono abbastanza concorde: nessun capolavoro ma certamente i primi sintomi che la stoffa (e una straordinaria capacità di osservazione della realtà) ci fosse. Segnalo, ad esempio, il profetico testo di "Superstar", scritta qualche anno prima dell'assassinio di Lennon.
Nel 1978 i Decibel fecero da supporto alle date milanesi di Adam & The Ants: in un'intervista lo stesso Adam ricorda con poca benevolenza la loro esibizione.
FrankDee
E' online questa intervista?
"Impegnati a masturbarsi con le ultime scorie del progressive italiano", ahahahah!
veramente Adam Ant dopveva fare dea supporter ai decibel..... schiappa come era,invece di criticarli dovrebbe ringraziarli x l'ottima strumentazione che i decibel misero a disposizione di questa "sola" d'oltre manica..... w i decibel 1978.....
la rece è molto di parte...la copertina è spettacolare
Che dire, nel 1978 avevo 9 anni ma a me i Decibel piacevano...
Ho ritrovato in giro per il web questi vecchi pezzi e una lacrimuccia di commozione mi è quasi scesa (sarò senile...???)
io penso che l'autore di queste recensioni debba essere il solito cane disfattista..io ascolto l'hardcore punk italiano piu estremo, e mi rendo conto quanto fighetti siano i decibel a confronto dell'intero movimento..ma mentre in italia si cantava "maledetta primavera" o non so chè i decibel rappresentano un punto di dissenso e di critica verso lo stereotipo..ricorda caro recensore da strapazzo che il sistema si distrugge anche dall'interno!
Bè che dire, il caro ENRICO è sempre sta avanti,purtroppo a volte fin troppo......comunque sia a testi e liriche RUGGERI/SCHIAVONE non sono secondi a nessuno.
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