Come ultima pubblicazione del 1969 l'etichetta Numero Uno di Lucio Battisti pubblica l'esordio discografico dei due fratelli Balducci nascosti sotto l'improbabile nome dei Computers.Come era prassi all'epoca al duo vocale viene affidata un'inedita versione italiana di un successo straniero; questa volta l'agnello sacrificale è "Spece Oddity" di David Bowie.
Poichè il testo poco si adattava a scalare le classifiche tricolori le liriche furono completamente riscritta da un certo Mogol che sfodera una delle sue peggiori prestazioni come paroliere.
I Computers fanno il loro onesto lavoro e nonostante la bruttezza dei versi del "maestro" il 45 giri riceve un buon apprezzamento da parte del pubblico meno esigente, tanto da spingere la casa discografica dello stesso Bowie a fargli incidere la stessa canzone facendogli credere che si trattasse di una semplice versione tradotta, in un operazione che potremo definire di auto-cover.
Oggi il singolo dei Computers è caduto nell'oblio, mentre la versione del (futuro) Duca Bianco è un pregiato oggetto da collezione, non solo per la sua rarità, ma perchè (grazie a Dio) fu uno degli ultimi esempi di cantanti internazionali che tentarono di proporre i loro successi in italiano.
Ragazzo Solo, Ragazza Sola





5 commenti:
Funesta! Fa rimpiangere quella cantata dallo stesso Bowie ("Dimy,ragazzou soulo dovv-vaaii...") che è tutto dire! Peccato non ci abbiano riprovato,magari con 'Changes' o 'Starman'...chissa che perle potevano venir fuori!
Oddio l'auto-cover...ahahah
"Space Oddity" è una di quelle canzoni che non sfigurerebbe nemmeno cantata in Aramaico.
Ci stanno anche quelle di Mogol e dei Giganti.
Io ne ho sentita una versione in Cinese mentre mangiavo da "Dong Ya".
J.J. JOHN, versione cinese?????
e te la tieni per te?
ah scusate, sono nuovo, mi chiamo fabrizio, sono un grande adoratore di scempi musicali e di conseguenza adoro questo blog!!!
il fatto che david bowie l'abbia poi incisa in italiano non mi pare così imbarazzante... tenero, al limite :) e vorrei pure prendere un po' le difese del testo di mogol: ok, forse banalotto, ma se avesse proposto un testo del genere al lucio nazionale sarebbe semplicemente sembrato un testo "romantico" nel senso di lebiondetreccegliocchiazzurriepoi, no?
complimenti per il blog comunque, un'ancora di salvezza in certe ricerche musicali poco gloriose...!
carlo
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