L'incontro con Jocondor avvenne un po' di tempo fa in occasione della "Maispeis Compilation" per la quale gentilmente ha anche prestato il suo faccione per la (bellissima per il sottoscritto) copertina.La carriera musicale del cantautore colognese, ma dalle radici chiaramente meridionali, si perde nella leggenda, ma poco importa, il suo "In Subbuteo" è qualcosa che rapisce per il suo sapore chiaramente casalingo, mettendo l'ascoltatore a proprio agio grazie alla disillusione metropolitana della Generation X della provincia italiana, ormai trentenne, alle prese con un lavoro alienante, precario e mal pagato.
Nascono soprattutto da qui i brani di JoCondor, ma anche sulla complicata e costante partita a scacchi (o a calcio?) con l'altro sesso, sempre imprevedibile e contraddittorio, e sul vuoto della provincia lombarda che spinge all'alienazione.
Il rock, sguaiato spesso ai limiti dell'hard rock, permea quasi tutte le tracce con divertenti divertissement come la poppeggiante "Maestro Ciorcio" (assoluto climax creativo del nostro) e la dance sghemba di "Tiè Caporeparto". La voce anarchica, il lessico improbabile e le linee melodiche alle volte troppo sbilenche, ad un primo impatto possono rendere alcuni brani un po' indigesti, ma crescono inesorabilmente con gli ascolti scoprendo ogni volta qualche sfmutura che prima non avevamo notato (fondamentali sono i dialoghi che vengono messi qua e là all'interno dei brani con la funzione di vero e proprio arrangiamento). Nonostante la registrazione sia indubbiamente grezza non si possono non apprezzare anthem rock'n'roll di provincia come "I Nostri Anni Senza Fica", "Città di Sticchie" o "Bambola di Cantù", dove il nostro dà sicuramente il meglio di sè, mentre nelle ballate il dadaismo melodico non sempre paga, così come la scelta della scaletta che relega i pezzi più tirati all'inizio e alla fine del disco.
JoCondor si dipinge attorno il suo piccolo mondo antico della provincia di Cologno, con una serie di situazioni caricaturizzate che però per un ascoltatore occasionale risultano fin troppo personali non riuscendo sempre ad immedesimarvisi in prima persona. Questo è il suo grande limite, ma se entrate in questo immaginario il divertimento non mancherà, quindi perchè non dargli una chance visto che il disco è liberamente scaricabile dal suo sito ufficiale assieme a tutta la sua discografia?
Maestro Ciorcio
Tiè Caporeparto
Bambola di Cantù
Tracklist:
01. Intro
02. I Nostri Anni Senza Fica
03. Maestro Ciorcio
04. Città di Sticchie
05. Lettera da Cologno Sud
06. Canta Ti in Giapun [skit]
07. Truffatore a S.Siro
08. In appuntamento
09. Another Time in Bresso
10. Donna Pagliaccia (Parte 58) [skit]
11. Tiè Caporeparto
12. Amica Congiuntivite
12. Donna Pagliaccia (Reprised) [skit]
13. Bambola di Cantù
14. Rock Me Tonight Ipermercato Gigante





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