30 settembre 2008

Anonimo - Ho Fatto Il Disco (2008)

Anonimo - Ho Fatto Il DiscoDopo il successo inspiegabile di "Umberto" è stato istintivo per quelli dello Zoo di 105 (che ormai sono diventati una multinazionale con trasmissioni TV, riviste, diari, compilation ecc.) pubblicare un intero album a nome Anonimo.
Mazzoli, Pippo Palmieri, Wender, Fabio Alisei e Paolo Noise hanno creato quasi casualmente la title track dove la voce di Anonimo, su una base house sfacciatamente anni '90, parlando annuncia gli strumenti che si aggiungono uno ad uno, citando in maniera del tutto casuale quanto fatto da Mike Oldfield in "Tubular Bells".
Se togliamo il testo, la base non è affatto disprezzabile pur trattandosi di un ovvio tributo a certe sonorità del passato, purtroppo tutto il resto è pura robaccia, giocando sempre su questo binomio: testo cretino che dovrebbe far ridere, ma non ci riesce su base ricercata. Ci passano davanti infiniti momenti di noia con "Ciappa Cus", "Disse La Vacca Al Mulo", "Cassa Che Scassa", "Un Mondo Che Non C'è" proposte in diverse versioni remix tra citazioni di Abba, New Order e Art of Noise.
Menzione a parte meritano i momenti di assoluta inutilità come "La Creazione", ovvero 4 minuti tra rutti, bestemmie (censurate), e amenità del genere oppure "Il Silenzio", un minuto di silenzio interrotto da un feroce rutto; sicuramente queste pseudo gag possono servire come facile filler durante la trasmissione radiofonica, ma in questo contesto paiono troppo anche come ghost track.
Sarà che sto invecchiando o che non riesco più ad apprezzare l'umorismo di Mazzoli & co. (io li ascoltavo 8 anni fa quando facevano ancora qualcosa di creativo, mentre ora giocano a fare le macchiette), ma non credo proprio che ci fosse bisogno di pubblicare un disco del genere.

Tracklist
1. Ho Fatto Il Disco (Original Version)
2. Aspetta
3. Ciappa Cus (Extended Mix)
4. Disse La Vacca Al Mulo
5. Cassa Che Scassa
6. La Creazione
7. Un Mondo Che Non C'è
8. Ciappa Cus (Radio Edit)
9. Il Silenzio (Parte Seconda)
10. Ho Rifatto Il Disco (Pippo Version)
11. Musica Elettronica (Kite Lago Version)
12. Umberto Due (Version 2008)
13. Ciappa Cus (Pensiero Rmx)
14. Bonus Game Delle Due E Cinquanta Di Notte

29 settembre 2008

Bobby Solo - Homemade Johnny Cash (2004)

Bobby Solo - Homemade Johnny CashIl mito di Johnny Cash ha raggiunto anche l'Italia, ma la sua fama non è minimamente paragonabile al vero e proprio culto presente in tutti i paesi anglofoni. Pur conoscendo il cantautore statunitense, più che altro per la fama e per le sue stupende "American Recordings", incredibili epitaffi di una carriera straordinaria, da quando sono andato a vivere in Irlanda per forza di cose mi sono dovuto confrontare con la sua musica, davvero onnipresente in tutti i negozi di dischi, pub e discoteche (non è raro trovarisi a ballare sulle note di "Ring of Fire" o "I Walk The Line").

Quando ho scoperto che il nostro languido Roberto Satti, in arte Bobby Solo, ha inciso un intero tributo a Johnny Cash, onestamente mi sono detto: "OK, facciamoci due risate".

Il cantante di "Una Lacrima Sul Viso" ha sempre avuto un debole per la tradizione americana incidendo in passato un paio di album di genere come "Le Canzoni del West" ed il raro "Love", ma nel corso degli anni ha fatto di tutto per ingraziarsi un certo tipo di pubblico piuttosto lontano da quella musica, partecipando più volte a Sanremo, basando il suo successo su tradizionali brani melodici di stampo romantico, finendo poi a suonare senza ritegno in qualsiasi sagra patronale e facendo qualche comparsata di tanto in tanto in trasmissioni televisive revivalistiche per arrotondare.

26 settembre 2008

Die Toten Hosen - Azzurro (1990 - singolo)

Die Toten Hosen - AzzurroSe parlaiamo dell' "Estate Italiana" tutti ricordano quel fastidioso tormentone scritto a 6 mani da Giorgio Moroder, Gianna Nannini ed Edoardo Bennato come inno ufficiale dei campionati di calcio del 1990 giocati nel Belpaese, che, da trionfo quasi assicurata per gli azzurri, si trasformò nella vittoria della collaudata e compatta formazione teutonica.
Forse per colpa dell'amara sconfitta (si sa che il calcio in Italia è una cosa dannatamente seria) o per quella sensazione di sfottò puramente goliardico, sta di fatto che pochi, oggi come allora, si ricordano della versione punk rock di "Azzurro" ad opera dei mai domi Die Toten Hosen. che sull'esempio di "My Way" ripresa da Sid Vicious "osano" toccare una pietra sacra della tradizione melodica italiana.
La band crucca ha avuto la geniale idea di riprendere il successo del Re degli Ignoranti e riproporcelo in un italiano improbabile, carico di chitarre grasse e unte, condito da un ritornello in pieno stile oktoberfest-punk in cui sono maestri indiscussi.
Per completare l'opera i 5 teppisti sonori girarono anche un tremendo (nel senso positivo del termine) video, pieno zeppo degli stereotipi che hanno reso "leggendarie" le calate dei turisti tedeschi in Italia quando il Marco aveva buon gioco della debole Lira.
Io non so cosa ne pensi Adriano Celentano, ma personalmente è il mio brano preferito del combo di Düsseldorf. Assolutamente da riscoprire.

25 settembre 2008

Cartoons - Tutto Passerà (Witch Doctor) (1999 - singolo)

Cartoons  - Tutto Passerà (Witch Doctor)Più o meno dieci anni fa il mercato musicale europeo fu invaso dai Cartoons, progetto tanto folle e delirante quanto geniale e ben strutturato. Si tratta di 4 musicisti (e 2 coriste) danesi, che interpretarono i classici dei cartoni animati americani in chiave techno-dance, inserendo negli arrangiamenti anche strumenti “tradizionali” (contrabbasso, sassofono, chitarra, fisarmonica, banjo, e anche qualche “a cappella”), cosa di per sé alquanto “non tradizionale” se si parla di techno ed euro-dance. L’interpretazione era arricchita dagli indimenticabili costumi di scena dei Cartoons, che si presentavano al pubblico e sui media con vestiti vistosissimi, parrucche rockabilly improbabili, zeppe sagomate e strumenti dalle forme più disparate (il contrabbasso a forma di carota, la chitarra a forma di pistola o il sassofono a forma di boccale di birra).
Nonostante la trovata geniale, ed i pezzi (una volta tanto!) confezionati ottimamente, la band techno-billy (così si definirono), non durò più di una stagione e mezza, ma prima di pubblicare il secondo disco ("Toontastic!", passato pressoché inosservato), seguito del primo "Toonage", i Cartoons cavalcarono l’onda del successo, e come molti artisti fanno, complice l’euforia collettiva tipicamente tricolore di fronte ai fenomeni di massa, pubblicarono la versione italiana del loro secondo singolo, "Witch Doctor" (cover di David Seville). Analoga operazione faranno poi in Spagna, rititolando il pezzo "Hombre Mago".
A riprova della validità del progetto e della bravura tecnica dei musicisti coinvolti, la versione italiana è senza dubbio incisa dai Cartoons stessi, che si sono presi la briga di imparare il testo in un italiano invidiabile (migliore di molti nostri connazionali), a differenza di molti altri artisti di cui non faremo i nomi, che al momento di incidere una versione in un’altra lingua non solo non imparano la pronuncia, ma fanno registrare il pezzo direttamente a dei ghost-singers.
A ragion di tutto questo ed al grido di “Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!”, Orrore a 33 giri richiede a gran voce la riabilitazione (o chissà, il ritorno?) dei Cartoons, fenomeno troppo presto dimenticato dalla voracità poco divertita e per niente divertente del mercato musicale.

Tutto Passerà (Witch Doctor)

Allora dottore, mi dici cosa devo fare?
Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!

Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!
Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!
Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!
Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!

Ho detto al mio dottore che non mi ami più
E che da giorni io cammino a testa in giù
Lui mi ha risposto che il problema non sei tu
Mi ha detto:

Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!
Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!
Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!
Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!


M’avevi detto “non ci lasceremo mai!”
Ma il mio dottore dice che non tornerai
E se mi cerchi ancora poi saranno guai

Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!
Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!
Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!
Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!

Tu sei tutto quello che da tempo io cercavo
E io ti voglio bene come sei
Ma ora sono solo proprio non me l’aspettavo
Non resta che il dottore a dirmi che

Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!
Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!
Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!
Tutto passerà se balli walla-walla bang-bang!


24 settembre 2008

Exchpoptrue - Autofan (2006)

Exchpoptrue - AutofanSotto il monicker Exchpoptrue (o Exch Pop True che dir si voglia) si nascondonde il DJ francese Christian Bouyjoy coadiuvato da Chloé Fabre e Radha Valli che in Italia potremmo considerare come i precursori de Il Deboscio: monotone basi dance, testi minimal-demenzial-metropolitani e voce sintetizzata o inespressiva.
Il loro brano più noto è il singolo di successo "Discoteca" che nel 2003/2004 impazzava soprattutto nelle discoteche tricolori grazie al "bellissimo" testo in italiano, che sicuramente molti di voi ricorderanno non senza un certo disprezzo:

Lunedì sera, la discoteca
Martedì sera, la discoteca
Mercoledì che mal di testa,
ma sono andata alla discoteca
Giovedì sera, la discoteca
Venerdì sera non volevo andarci
ma Fabio è venuto a cercarmi e allora
sono andata, alla discoteca
Sabato sera, la discoteca
Domenica alla discoteca

L'album d'esordio fu pubblicato dopo un paio di anni e proseguì sulle stesse coordinate sonore del primo singolo solo con delle basi maggiormente ricercate ed una serie di canzonacce imperdonabili come come "Minizza" (talmente delirante che è quasi bella), "Morning After Pill", "Afraid" o "Disco Raus" e tanta noia mista a sbadigli.
Se siete curiosi di ascoltare qualche brano fate un salto sulla loro pagina MySpace per gli altri passate oltre.

Tracklist:
01. Lost and Found
02. Morning After Pill
03. Ugly Pop
04. Afraid
05. Disco Raus
06. Brasil
07. Wonderfull Color Lies
08. Minizza
09. Looney Tunes
10. Discoteca (radio edit)
11. Life is a Bitch
12. Ducks Butter
13. Coeur de France
14. Sick Radical

23 settembre 2008

Bee Hive Reunion - Don't Say Goodbye (2008 - singolo web)

Bee Hive Reunion - Don't Say GoodbyeQuando alcuni mesi fa giunse la notizia che i Bee Hive si erano riuniti rimasi perplesso, ma cercai di capire; quando però lo scorso Aprile i nostri misero in commercio un singolo nuovo di zecca quasi trasalì!
Che significato ha una reunion dei Bee Hive (che tra l'altro, per motivi di copyright immagino, ora si chiamano tristemente Bee Hive Reunion)? I Bee Hive non sono mai esistiti, sono solo un gruppo fatto di pixel che oltretutto musicalmente era tra il penoso e lo scandaloso.
Cosa possono dare i Bee Hive oggi, non tanto al mondo musicale che ha sempre voluto mantenersi piuttosto in disparte da Mirko & Satomi, ma al loro pubblico (le trentenni di oggi per capirci)?
Vediamo di riassumere:
  • di dischi ne hanno fatti ben 5 assieme a Cristina D'Avena nelle vesti di Licia (alla quale , senza alcun pudore, era stato chiesto di partecipare a questo triste baraccone, ma che ha avuto il buon gusto di declinare l'offerta); le uniche canzoni davvero memorabili (belle o brutte che siano non conta, quelle restano dei pezzi di storia) sono solo quelle del cartone animato e si possono contare sulle dita di una mano: "Freeway", "Fire", "Loney Boy" e "Baby I Love You", dove il quintetto capitanato dal cantante bicolore era davvero un grupppo rock;
  • Pasquale "Mirko" Finicelli fino ad ora non ha mai inciso una sola nota assieme alla band, infatti tutti i brani sono stati cantati da Enzo Draghi (lo stesso che cantava "Lupin l'Incorreggibile Lupin" o "I Cinque Samurai");
  • i 5 cavalieri dell'apocalisse musical-televisiva senza il ciuffo rosso di Mirko ed i boccoli di Satomi, hanno un look talmente anonimo che se non ti dicono che erano i famosi Bee Hove stenti davvero a riconoscerli.
Finito questo doveroso preambolo passiamo al singolo. Prima di ascoltarlo non sapevo cosa aspettarmi: una ballata mieloso-demenziale come "Mio Dolce Amore" oppure un rock da stadio alla "Freeway". Il brano, già dal titolo anglofono "Don't Say Goodbye", è un chiaro richiamo al 1985 (anni di pubblicazione del primo album) e questa sensazione di deja-vu trova conferma dal testo metà in italiano (le strofe) e metà in inglese (il ritornello) cercando un "hook" che non arriva mai.
Pur se il pop alla camomilla degli ultimi dischi è accantonato, la band soffre di una mancanza cronica di grinta (problema di sempre dei Bee Hive in carne ed ossa), sono assenti anche i riff cafoni, ma incisivi che ti facevano ricordare i brani del cartoon. Qui siamo di fronte a rock da ospizio, uno scilabo AOR con tastiere anni '80 in primissimo piano, chitarre a fare da tappezzeria e "deliziosi" cori nel ritornello. Il tutto è incorniciato alla perfezione da un tasto revivalistico che questa volta cerca di avere anche un senso: "anni 80, tua vitalità / chiuso in una stanza / come un fuoco che si spegnerà".
La band, dopo la release del singolo, è partita in un fortunato tour che ha mostrato una band sicuramente gasata dall'affetto dei fans, ma fiacca e spompata soprattutto sui classici, con un Pasquale "Mirko" Fenicelli tolto dalla naftalina ed assolutamente impreparato a ricoprire il ruolo di frontman.
Ovvio che i Bee Hive non possono essere giudicati seguendo criteri musicali, ma appunto per questo il ritorno sulle scene di questi 5 (oltre a Pasquale "Mirko" Finicelli alla voce, troviamo Sebastian "Satomi" Harrison alle tastiere, Luciano "Paul" De Marini alle chitarre, il nuovo entrato Tony Amodio al basso e Manuel "Matt" De Peppe alla batteria e alla produzione) rattrista ancora di più.
Nostalgia canaglia!

Don't Say Goodbye

Hu huuu...
oooh oooh...

Gli anni 80 son passati ormai
come treno in corsa
e una scia che non ritornerà.

Anni 80, tua vitalità...
chiuso in una stanza...
come un fuoco che si spegnerà.

Ma di un attimo di magia qualche cosa resterà,
fai passare la nostalgia e la musica partirà.

Baby don’t say goodbye!!
non lasciare i sogni sulla porta!
Li afferrerai!
Per gridare la tua libertà!
Con i denti che si stringono,
anche quando i tempi cambiano
il coraggio di chi non si ferma mai.
Baby don’t say goodbye!!

Gli anni 80 son passati ormai,
non è più una volta.
C’è chi lotta e chi si è arreso già.

Non lasciarti andare via, metti in moto che si va
fai partire la tua energia e la musica inizia qua.

Baby don’t say goodbye!!
e sentire il freddo sulla pelle.
Ti accenderai!
Tra i kilometri della città!
Con il cuore che si accelera
anche quando il mondo sgomita
chi ci crede ancora non si arrende mai...
proprio mai!

Oooh oooh..
Baby don’t say goodbye!!
Non lasciare i sogni sulla porta!
Li afferrerai !
Per gridare la tua libertà!
Con i denti che si stringono,
anche quando i tempi cambiano
col coraggio di chi non si ferma mai.

Baby don’t say goodbye!!

Bee Hive Reunion - Don't Say Goodbye

22 settembre 2008

AA.VV. - Shake Sauvage: French Soundtracks 1968-1973 (2000)

AA.VV. - Shake Sauvage: French Soundtracks 1968-1973Per tutti gli amanti del groove tipicamente settantiano fatto di funk, jazz, hammond e wah-wah, definibile di fatto come il padre del futuro acid-jazz, questa compilation è una vera manna.
In questo album, accompagnato da un booklet di 16 pagine, viene raccolto il meglio dei cosiddetti groovy tunes tratti da oscure pellicole transalpine d'annata in una qualità audio superba, regalando all'ascoltatore qualcosa di molto più esclusivo di una banale raccolta lounge.
Dopo il suadente intro di "Sexopolis" si rincorrono tracce sopraffine dallo spettro sonoro piuttosto ampio che varia dal groove furioso ("OK Chicago" è assolutamente micidiale) a ballate dal retrogusto psichedelico con tanto di flauti e rintocchi di sitar ("Haschisch Party", "L.S.D. Party"), da intermezzi lounge/easy listening mai banali ("Grand Theme Malko" - in alcuni passaggi si rintracciano echi dei primissimi Air più analogici di "Premières Symptomes" e "Moon Safari") a brani in puro acid-jazz ante litteram ("Full Speed").
Nel finale la raccolta si fa leggermente meno interessante con brani sempre buoni, ma senza spunti particolari, sia nelle canzoni cantate che interamente strumentali, ma il disco rimane un'incredibile orgia del migliore funky-groove d'annata, reperto davvero prezioso per poter (ri)ascoltare queste gemme, ormai merce rara solo per collezionisti.

Tracklist:
01. Sexopolis - Jean-Pierre Mirouze
02. Nues Dans L'eau - Georges Garvarentz
03. Haschisch Party - Georges Garvarentz
04. Jukes Boxes Chez Saidani - Philippe Sarde
05. Full Speed - Claude Bolling
06. OK Chicago - Resonnance
07. Kidnapping - Karl Heinz Schafer
08. I Don't Know Why - Francis Lai
09. L.S.D. Party - Roland Vincent
10. Le Crocodile Porte-cle - Bernard Gerard
11. Grand Theme Malko - Michel Magne
12. Le Temps Des Loups - Georges Garvarentz
13. African King - Andre Arpino
14. Bowery Mood - Vladimir Cosma
15. Petrol Pop - Michel Magne/Jean Yanne
16. Le Theme D'Olivier - Francis Lai
17. Munich Party - Thierry Vincent
18. Sweet Bacon - Julien Covey

19 settembre 2008

Decibel – Indigestione Disko / Mano Armata (1979 - 7'')

Decibel – Indigestione Disko / Mano ArmataEdito nel 1979, il singolo "Indigestione Disko / Mano Armata" segna la svolta nel sound dei Decibel, che dal crudo spaghetti-punk del disco d’esordio ("Punk", appunto) passano qui a tonalità più soft, con arrangiamenti più curati e con una maggiore attenzione all’elettronica, ispirandosi (a detta dello stesso Ruggeri) ai Roxy Music. Proprio da questo approccio più elaborato e di matrice già new wave, ma sicuramente ammiccante alla musica commerciale dell’epoca, nascerà poi il secondo disco "Vivo Da Re", che li porterà al successo di San Remo con "Contessa".

Delle due tracce presenti, "Indigestione Disko" è il ballabilissimo traino, ma nel testo i Decibel mantengono la loro visione caustica (per i tempi) della società, creando un vero e proprio inno anti-discoteca da ballare, guardacaso, in discoteca. Interessanti nel testo i riferimenti al mondo del lavoro d’ufficio: "per cinque lunghi giorni sono un impiegato, ma poi io mi trasformo quando sono gasato".

Decibel nel 1979"Mano Armata", pezzo più scarno ed essenziale, affronta invece, con una decina d’anni d'anticipo, e con una precocità che oggi ci suona più divertente che preoccupante, il problema della criminalità giovanile e delle baby gang.
Il testo parla di un bambino che, per seguire le orme dei suoi beniamini, eroi dei fumetti e dei cartoni, e spinto da un primitivo desiderio di possesso, tenta di rubare dei dollari di cioccolato dal droghiere sotto casa, venendo poi scoperto e cacciato via a schiaffoni da quest’ultimo. La cosa sicuramente più divertente del pezzo è l’estrema gravità attribuita alla marachella di un bambino, accompagnata da una base che richiama la new wave più cupa.

Considerando le due tracce, ciò che risalta più di ogni altro aspetto è la consapevolissima ricercatezza snob con cui i Decibel amano caratterizzare i testi, le musiche e l’immagine della band (la copertina del singolo ne è la prova più evidente, rispetto ai loro "colleghi" punk italiani dell’epoca, i Decibel erano fin troppo sofisticati!), e che proprio per questo li distingue nel panorama musicale italiano della fine degli anni '70.


Indigestione Disko








Mano Armata








Indigestione Disko

Energie da da da scaricare,
impiegate da da da abbordare,
emozioni da da da da provare.

Ore d'ufficio monotone qui;
il mio lavoro è sempre così.
Le stesse brutte faccie che mi girano attorno,
le stesse vecchie cose che ripeto ogni giorno.
Ma per fortuna ho qualcosa di più,
perchè stasera c'è il film in TV;
si si che bello c'è il film in TV,
mi faccio un' overdose di film in TV.

Però alla fine di una settimana
c'è una serata fortissima, strana.
Per cinque lunghi giorni sono un impiegato
ma poi io mi trasformo quando sono gasato.
E niente al sabato gioia mi arreca,
mi aspetta all'angolo la mia discoteca.
Cosa farei senza la mia discoteca?
Io divento un altro dentro a una discoteca.

Energie da da da scaricare,
impiegate da da da abbordare,
emozioni da da da da provare.
Brividio brivido senza rischio;
indigestione disko.
Bang bang! …. e
bang bang! ......

La mia serata finalmente è risolta,
la fantasia però è stata travolta.
Mi studio a casa un guardaroba un pò casual,
è indispensabile sembrare un pò unusual;
è un'emozione ipocrita che costa anche poco
e tutti gli impiegati che si prestano al gioco.
Siamo diversi ma soltanto per poco,
ragionieri ambigui ma soltanto per gioco.

Energie da da da scaricare,
impiegate da da da abbordare,
emozioni da da da da provare.

Energie da da da scaricare,
impiegate da da da abbordare,
emozioni da da da da provare.
Brividio brivido senza rischio;
indigestione disko.
Bang bang! …. e
bang bang! ......

I successi da da da da sentire,
frustrazioni da da da da sfogare,
tanti tipi da da da da guardare.

Energie da da da scaricare,
impiegate da da da abbordare,
emozioni da da da da provare.

Energie da da da scaricare,
impiegate da da da abbordare,
emozioni da da da da provare.
Brividio brivido senza rischio;
indigestione disko.
Bang bang! …. e
bang bang! ......


Mano Armata

Eh, dentro ai negozi in centro,
c'è tutto quello che non ho.
Oh, che voglia di entrare dentro
e prendere di tutto un pò.
Avere le cose migliori
è un privilegio che è sempre più raro;
è brutto guardarle da fuori
ma per averle ci vuole denaro.

Non ci sei riuscito mai
ad avere ciò che vuoi.
Hai imparato a far da solo;
prendi tutto e spicca il volo.

Hai caricato il revolver più bello
ed entri nel posto più chic.
L'hai visto fare anche da Turatello,
Arsenio Lupin, Diabolik.
Come gli eroi dei tuoi cartoni,
in un minuto ti sei rapinato
montagne dei soldi più buoni,
dollari di cioccolato.
T'arriva una sberla sul muso,
la grossa mano del droghiere fa male.
Scappi via ma ti senti confuso;
quello che hai fatto ti sembra normale.
Così la realtà ti ha tradito,
a Diabolik non sarebbe successo.
Walt Disney comunque è finito;
adesso il traguardo è il possesso.

A sei anni tu già sai
ciò che vuoi e non avrai.
Vedi attorno tante scale;
stare in basso ti fa male.

A sei anni tu già sai
ciò che vuoi e non avrai.
Vedi attorno tante scale;
stare in basso ti fa male.

18 settembre 2008

The Traceelords - Daddy Cool da "Sex, Money, Rock'n'Roll!" (2001)

The Traceelords - Sex, Money, Rock'n'Roll!Dalla sempre imprevedibile Germania arrivano i Traceelords che omaggiano senza troppi veli l'ex diva del porno made in USA Traci Lords e che nascondono dietro al loro aspetto da rocker dark-tamarro nobili radici di puro metallo colante, infatti il cantante e chitarrista Andy Brings ha militato per qualche anno nei Sodom, storica thrash metal band teutonica.
Nel loro divertende debut intitolato programmaticamente "Sex, Money, Rock'n'Roll!" mischiano lo sleazy-street rock di matrice americana anni '80 (L.A. Guns) con sane dosi di testosterone chitarristico heavy metal (Judas Priest "Painkiller" era), melodie catchy (primi Kiss) ed un innegabile piglio punk (Ramones).
Nonostante il loro disco di esordio sia estremamente divertente e convincente, questo lo si ricorda per la bizzarra cover dell'arcinota "Daddy Cool" di Boney M. forse uno dei brani più abusati della storia della musica.
Qualche anno fa anche i Placebo partorirono una loro versione di quel classico della discomusic, ma la loro interpretazione, pur divertente, mi ha sempre dato l'idea di essere troppo rispettosa dell'originale relegando la versione di Bian Molko & co. ad un semplice omaggio senza pretese. I Traceelords, al contrario, si appropriano del pezzo e lo trasformano in tutto e per tutto in un loro brano togliendo il beat disco e sostituendolo con uno strumming heavy metal alleggerito da un ritornello arioso, ma mai ruffiano con un risultato davvero sorprendente.
Come bonus track del disco troviamo un'altra cover disco (ma allora è una fissazione!?!), questa volta è il turno della celeberrima "Born to be Alive" dei riccioluto Patrick Hernandez che però è solo poco più di un divertissement suonato al doppio della velocità.

17 settembre 2008

Rita Pavone - Dance (1995)

Rita Pavone - DanceNon è certamente questo lo spazio per fare un'analisi critica della sterminata discografia i Rita Pavone, la minuta e precocissima cantante torinese che ha esportato la musica italiana in tutto il mondo (nel bene e nel male). Non possiamo però esimerci dal parlare di un disco bizzarro quanto raro che passatoci tra le mani quasi casualmente.

Nell'ormai lontano 1995 esce in Brasile una raccolta dei suoi successi, ma non si tratta dell'ennesima collezione dei suoi pezzi più ballabili, bensì di un disco di remix in chiave dance.

Ammetto di non essere un fan di "Pel di Carota" ma l'ascolto di questo disco è qualcosa di penosamente imbarazzante per la pochezza e dozzinalità dell'operazione.

16 settembre 2008

The Gaylords - The Gaylords Sing American Hits In Italian (1958)

The Gaylords - The Gaylords Sing American Hits In ItalianI Gaylords erano un mirabolante trio americano originario di Detroit formato da Ronald L. Fredianelli, Bonaldo Bonaldi e Don Rea che tradiva palesi radici italiane.
Il complesso nella prima metà degli anni '50 infilò una serie di hit estive dal sapore melodico tipicamente italiano e che spesso mischiavano parti in italiano ed inglese come "From The Vine Came The Grape", "Ramona", "Isle of Capri", fintanto che il rock'n'roll non esplose allontanandoli per sempre dalle cime della classifiche, ma rimanendo in attività fino ad oggi nonstante Fredianelli sia scomparso nel 2004.
Nel 1958 quando non erano già più nel loro periodo di massima fama, la Mercury pubblicò questa raccolta "The Gaylords Sing American Hits In Italian" dove il trio è alle prese con rivisitazioni in italiano di famosissimi successi americani come "Witch Doctor" (scritta e portata al successo nello stesso anno da David Seville, più noto per essere il papà dei Chipmunks, e poi riproposta in chiave techno dai Cartoons una quarantina d'anni dopo), "Yakety Yak" dei Coasters, "Itsy Bitsy Teenie Weenie Yellow Polka Dot Bikini", "All Shook Up", "Only You" e tanti altri. L'album abbandona i toni languidi dei maggiori successi del combo per abbracciare, in maniera molto convincente a dire il vero, il neonato verbo del rock'n'roll (anche se non manca qualche tradizionale ballata) in un italiano quasi perfetto.
Una piacevole raccolta di brani molto noti, ma che mantengono ancora oggi la loro freschezza grazie a questo vestito made in Italy piuttosto inusuale cucitogli addosso. I Gaylords non mancheranno di lasciare ai posteri il loro capolavoro assoluto deldicato al Belpaese pubbicando qualche anno più tardi la contagiosa "Patzo For Pizza".

Tracklist:
01. Yakety Yak
02. Itsy Bitsy Teenie Weenie Yellow Polka Dot Bikini
03. Witch Doctor
04. All Shook Up
05. Oh Lonesome Me
06. Blueberry Hill
07. Charlie Brown
08. Personality
09. I'm Walking
10. Only You (And You Alone)
11. Sh-Boom (Life Could Be A Dream)
12. Tom Dooley

Enjoy: lix.in/-2c9c99

15 settembre 2008

dARI - Sottovuoto Generazionale (2008)

Dari - Sottovuoto GenerazionaleIl disco di/dei Dari è uno dei dischi più attesi dell'anno dopo il successo del tormentone "Wale (Tanto Wale)" che ha letteralmente spopolato sul web e sui cellulari dei teeenager, ma soprattutto delle teenager, della penisola, catapultando Dario "Dari" Pirovano, Fabio "Fabeeo" Cuffari e Andrea "Cadio" Cadioli (rispettivamente chitarra e voce, basso e tastiere) nel circolo mediatico della MTV generation e nel contempo facendo sprofondare nello sconforto chi pensava che non ci fosse nulla di più insignificante dei Finley.

Fino ad oggi le notizie sull'efebica band aostana erano piuttosto scarse, a parte l'evitabile autocelebrazione presente sul loro sito ufficiale; il disco ci viene provvidenzialmente in aiuto rivelando che cosa si cela dietro questo progetto.

12 settembre 2008

Solange - Angela Angelo / Palline Colorate (1983 - 7'')

Solange - Angela Angelo / Palline ColorateTra i tanti personaggi trash scoperti o inventati dal re della TV spazzatura, alias Maurizio Costanzo, quello che ha mantenuto ad oggi la sua statura ed anzi, non essendo più in video molto spesso, ha addirittura incrementato il suo mito è Solange, all'anagrafe Paol Bucinelli.
Prima di imperversare nelle trasmissioni di casa Mediaset con un look preso in prestito dai peggiori scarti degli anni '80, atteggiamenti palesemente femminili ed un abuso di fondotinta, intento nella lettura della mano del malcapitato di turno o dilettando il pubblico con atroci poesie, ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica "alternativa" italiana grazie al 7'' "Angela Angelo" pubblicato nel 1983 dalla lungimirante Moon Record accompagnato dal fantomatico gruppo I Contrasti.
Il lato a si apre con lo sciabordio delle onde e dopo pochi istanti si trasforma in una terribile poesia recitata dal nostro su una base vecchia almeno di 15 anni che si ripete ossessivamente senza variazioni per tutta la durata del pezzo; quello che conta, però, è il testo: una triste storia che parla della morte di un amico o amica di Solange giocando sapentemente con l'ambiguità senza chiarire a chi si riferisce se uomo o donna, facendo pensare piuttosto ad un transgender. Purtroppo l'ascoltatore non riesce a cogliere la tragicità dell'evento a causa della recitazione niente affatto convincente e per il testo che annovera passaggi tipo:
Ora son qui che scrivo,
fra un po' avrò finito,
chiuderò la lettera,
c'attacherò il francobollo della fantasia
e la imbucherò nella cassetta dei sogni

Solange - Angela Angelo / Palline ColorateSe la prima facciata non è nulla di memorabile, il lato b nasconde un vero capolavoro indiscusso della disco-new wave italiana che è diventato, per motivi a me ignoti, il brano più famoso del cartomante livornese. "Palline Colorate" è puro delirio elettronico che ricorda vagamente Soft Cell e O.M.D., dove il sensitivo, con un abuso dell'effetto echo, ci da prova degli effetti di qualche sostanza psichedelica, definendosi una pallina colorata con gli occhi luminescenti che vola e balla.
Memorabile anche il restro copertina che vede Solange, per qualche arcano motivo, immortalato tra le onde del mare.
Nonostante l'insuccesso della sua carriera di cantante, il 7'' avrà nel corso degli anni dei successori più o meno degni ("Ma che bandiera è questa qua" è orripilante, mentre l'ultimo singolo "Sole Solange" raggiunge le massime vette del lirismo bucinellesco).
Un immancabile masteripece che deve esserci in tutte le migliori discoteche.
Si ringrazia F.C.N. di Abastor per le immagini.


Palline Colorate


Ci siamo tutti
siamo un gruppo di palline colorate
legate tutte insieme e colorate.
ecco si, adesso ci sciogliamo:
gialle, rosse, verdi, viola, rosse, rosse, rosse, rosse...

Ci stanno staccando il filo
stiamo volando
stiamo ballando
giallo, rosso,
verde, rosa, giallo, giallo, verde, rosa, giallo, rosso, verde...

Dai vieni, vieni su,
abbiamo gli occhi luminescenti
e vediamo tutto il mondo!
Rosa, rosso, verde,
nero, nero, nero, nero....

Siamo palline colorate ormai
ci muoviamo nel niente,
ma balliamo, balliamo, balliamo, balliamo, balliamo

Tiriamo su i nostri sentimenti
e raccogliamo le nostre emozioni
è ora di andare.
Siamo un gruppo di palline colorate
legate tutte insieme e colorate.

Ma ecco, sì!
Adesso ci sciogliamo.

Ciao Francesca, pallina verde.
Ciao Marco, pallina bianca.
Ciao Solange, pallina rossa.

Ciao, ciao, ciao, ciao...

11 settembre 2008

Rimozione Articolo su Fabio Gasparini

Per dovere di cronaca segnaliamo che la recensione del brano "Non Mi Chiamo Vasco Rossi" ed i relativi commenti sono stati rimossi su richiesta dell'autore perchè ritenuti diffamatori e arrecanti danni per appropriazione indebita di materiale protetto da copyright.

Orrore a 33 Giri non ritiene di non aver nè diffamato il signor Gasparini (ovvero arrecato "offesa all'altrui reputazione" come descritto dall'art. 595 del Codice Penale), limitandosi a commentare esclusivamente una sua produzione musicale, nè tanto meno di averlo danneggiato in alcun modo pubblicando la copertina in formato qualitativamente degradato, il testo della canzone e la possibilità di visionare in streaming il video della stessa.

Ribadiamo la nostra convinzione nel diritto di cronaca e critica che trovano fondamento nell'art. 21 della Costituzione Italiana, la quale sancisce che "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione", ma nonstante ciò riteniamo di dover procedere alla rimozione di quanto pubblicato nell'ottica di poter continuare a fornire un servizio quotidiano di informazione ai lettori, evitando di affrontare in alcuna sede nessun tipo di querelle che impedirebbe il consueto aggiornamento del sito e che potrebbe mettere a repentaglio la possibilità di usufruire di tutti i contenuti che con passione ed impegno sono stati raccolti negli scorsi anni.
Se foste interessati a leggere tutti i dettagli vi rimandiamo direttamente al post.

Con l'occasione chiediamo scusa al signor Gasparini se si è sentito "diffamato" per le nostre parole, ribadendo che ciò non era assolutamente nostra intenzione visto che mai prima d'ora, dopo quesi 500 articoli pubblicati nessuno ci ha mai chiesto di eliminare nulla e gli auguriamo per il futuro il meglio per la sua carriera.

In un ottica di trasparenza che sempre ci contraddistingue e di rispetto sia nei confronti dei lettori sia verso il signor Gasparini, riteniamo sia doveroso informarvi dell'accaduto, certi della vostra comprensione.

La Redazione di Orrore a 33 Giri

Alessandro Canino - Alessandro Canino (1992)

Alessandro Canino - Alessandro CaninoPer qualche strana coincidenza astrale nei primi anni '90 i nuovi volti della musica pop sembravano arrivare tutti dalla Toscana: Marco Masini, Paolo Vallesi, Aleandro Baldi ed il giovanissimo Alessandro Canino che ebbe il coraggio di presentarsi a Sanremo con una pettinatura inguardabile anche per i non vedenti ed una terrificante giacca color menta, presa in prestito da qualche orchestra di ballo liscio (nonostante fosse un attentato al buon gusto, il nostro ne era particolarmente fiero indossandola in ogni occasione).
Il disco sembra costruito alla bene e meglio per cercare di sfruttare l'inaspettato successo del brano "Brutta" (un appicicoso motivetto in levare, nel quale Alessandro cerca di giustificare il suo amore per una ragazza indubbiamente racchia, donando una speranza a tutte le brutte teenager dell'epoca). Nelle 9 tracce (più un intro) che compongono l'album, si respira a pieni polmoni la musicalità della scuola toscana della triade Enzo Ghinazzi (detto Pupo), Beppe Dati ed Enzo Bigazzi, ma che per l'occasione hanno offerto a Canino una serie memorabile ciofeche canore della serie "se non le canta lui non le canta nessuno". Non meraviglia che abbondino quindi le ballate che parlano di storie d'amore sempre finite male; quando si osano strade differenti escono il pseudo R&B di "Le ragazze al sole" e "Vieni al cinema" degne del migliore Gregorio.
Per la gioia di tutti gli appssionati il nostro ci riproverà l'anno successivo ripartendo da Sanremo, ma i suoi 15 minuti di notorierà erano già trascorsi.

Tracklist:
01. Piccolo fiore (prelude)
02. Brutta
03. Scappiamo via insieme
04. Voi
05. Le ragazze al sole
06. E la vita non va
07. Con l'aiuto degli amici
08. Caro piccolo amico
09. Vieni al cinema
10. Piccolo fiore

10 settembre 2008

Gianni Mazza - Il Lazzo (1991 - 7'')

Gianni Mazza - Il Lazzo (1991 - 7'')Gianni Mazza, conosciuto ai più semplicemente come Il Maestro Mazza, nel corso della sua carriera musical-televisiva si è dimostrato sempre un artista "borderline" tra il demenziale ed il trash, imparando perfettamente la lezione nell'indimenticabile palestra comica di Quelli Della Notte.
Il Maestro, quasi inevitabilmente, è approdato al festival di Sanremo nel 1991 dove ha presentato la sua canzoncina con scarsa fortuna, non riuscendo neppure ad approdare alla fase finale.
Il brano, intitolato programmaticamente "Il Lazzo", sin dal titolo fa capire che il goliardico Maestro andrà a giocare con dei doppi sensi non troppo velati e neppure troppo ricercati, anni luce distante da "Il Clarinetto", piacevole divertissement portato al festival 5 anni prima dall'amico Renzo Arbore.
Purtroppo il brano proposto sembra uno scarto di qualche show televisivo: musicalmente piuttosto cabarettistico (nel senso più deprorevole del termine), con un testo estremamente ripetitivo, privo di spunti e davvero poco divertente.
Insomma una fallimento sotto tutti i punti di vista (sarebbe troppo scontato dire "una canzone del lazzo"), ma che non ha fermato la carriera di musichiere televisivo del nostro, che ha continuato e tuttora contina a tenerci compagnia con trasmissioni tipo Piazza Grande o l'immancabile Buona Domenica.

Il Lazzo

A questo punto vi dovrei parlare
Di qualche cosa che vi possa interessare
Un qualcosa che non sia banale
E che non sia anticostituzionale
Nel nostro lessico tradizionale
C'è una parola dalla rima micidiale
Forse per questo è stata usata molto poco
Sto parlando del lazzo

Questa non è una parola come un'altra
è una parola dalla storia molto antica
Solo il sentirla mi fa diventare allegro
Ora mi chiedo che cosa avete contro il lazzo
Se voi sapeste cosa vuol significare
Fareste a meno di star lì a sghignazzare
Forse così voi mascherate l'imbarazzo
Per la rima del lazzo

All togheter
Lazzo cantiamo forte tutti insieme
Lazzo sempre più in alto noi gridiamo
Lazzo finché qualcuno non reclamerà
Che abbiamo rotto
Lazzo non c'è parola più innocente
Lazzo e lo diciamo apertamente
Lazzo da questa sera il mondo intero avrà
La sua canzone del lazzo

Ma non è questo che intendevo dire
Per un momento statemi a sentire
Per questo lazzo io ci ho perso le nottate
Ci sono andato perfino a Gallarate
Per questa sera io vi lascio andare
Ma promettetemi domani di studiare
E quando ci rincontreremo tutti noi
Farem la prova del lazzo

All togheter
Lazzo cantiamo forte tutti insieme
Lazzo sempre più in alto noi gridiamo
Lazzo finche qualcuno non reclamerà
Che abbiamo rotto
Lazzo non c'è parola più innocente
Lazzo e lo diciamo apertamente
Lazzo la forza pubblica ci fermerà
Con la scusa del
Lazzo e canteremo un po' più piano
Lazzo andando a tempo con le mani
Lazzo finché anche gli altri si uniranno a noi
E tutti insieme
Lazzo sarà un casino generale
Lazzo il mondo intero deve urlare
Lazzo ed in televisione arriverà
E finalmente
Lazzo nell'assemblea parlamentare
Lazzo e lungo tutto il litorale
Lazzo da questa sera il mondo intero avrà
La sua canzone del lazzo.

09 settembre 2008

Antoine – Il Dirigibile (1971 - 7'')

Antoine – Il DirigibileQuattro anni dopo il clamoroso successo a San Remo di "Le Pietre" (1967), e dopo un'altra manciata di singoli ("La Tramontana" fu un altro grande successo di San Remo del 1968), nel 1971 Antoine pubblica il singolo "Il Dirigibile", che presenta a San Remo duettando con Anna Identici.
Il singolo è di facile ascolto e ben scritto: l’andamento da marcetta stile Sergent Pepper’s, l’interpretazione vocale briosa di Antoine e il testo a tratti surreale ("un dirigibile comprerò / coi nostri sogni lo gonfierò/ una mattina ti chiamerò / salta su, salta su! / Dal dirigibile guardo giù / quante persone col naso in su / com’è ridicolo il mondo ormai /senza noi, senza noi!") denotano l’originalità e l’estrosità del personaggio Antoine.
La versione con Anna Identici rende forse più giustizia al pezzo dal punto di vista linguistico e della pronuncia (5 anni di successi in giro per l’Italia e Antoine pronuncia ancora la "o" aperta quasi a formare una "a"!), ma sicuramente si perde l’esotismo chic dell’accento straniero, che da sempre tanto piace al pubblico italiano, soprattutto considerando che il pezzo è una traduzione di un testo francese del cantautore. In virtù di questo dualismo tra esecuzione ed estro, viene da chiedersi per quale motivo i due non abbiano deciso di pubblicare insieme il singolo, anziché prima lei e poi lui, da soli.
Poco dopo questo singolo, Antoine parte sulla sua barca per i mari dei caraibi, e lì, salvo uno sfortunato singolo nel 1980 ("Nocciolino", cui seguirà l’LP "Maschi’oggetto") e qualche comparsata televisiva come veterano di Sanremo, si stabilirà definitivamente.
Tralasciando la poco degna di nota "Madame", inclusa come b-side, "Il Dirigibile" rimane una gradevole chicca nella fortunata produzione di Antoine, cantante eccentrico e cosmopolita ma da sempre gradito anche alle massaie, garantendogli un posto assicurato nella teca di Orrore a 33 giri.

Il dirigibile

No, non si può più
stare qui io e te
fra la gente che corre
ma l’idea l’avrei
senti un po’ che farò
vieni qui vieni con me
un dirigibile comprerò
coi nostri sogni lo gonfierò,
una mattina ti chiamerò
salta su, salta su!

Dal dirigibile guardo giù
quante persone col naso in su
com’è ridicolo il mondo ormai
senza noi, senza noi!
Alto quanto forse più del sole quest’amore salirà
Alto in alto forse più del sole quest’amore salirà
Sì, è un sogno ma
anche tu vuoi così
vieni qui, vieni con me

08 settembre 2008

Tom Jones - Tom Sings The Beatles (2007)

Tom Jones - Tom Sings The BeatlesQuesta raccolta di cover beatlesiane rientra di diritto nelle cose più brutte che mi sia mai capitato di ascoltare.
Tom Jones, all'apice del suo successo negli anni '60 e '70, si era più volte cimentato con i brani dei Beatles, dimostrando già allora di essere un pesce fuor d'acqua. In questo caso, però, stiamo parlando di una squallidissima raccolta di cover dei fab four registrate live negli anni '80, ovvero quando il cantante gallese era considerato da tutti un artista finito.
Non meraviglia quindi che l'album sia assolutamente inascoltabile a dispetto della voce invidiabile del nostro, ma che dimostra tutta la sua estraneità al repertorio di Lennon & McCartney, con interpretazioni eccessive, prive di gusto e sempre votate ad un kitch estremo con tanto di big bang orchestra in pieno Las Vegas style, pessimo anche per qualche matrimonio di poco gusto.
Non volevo credere alle mie orecchie ascoltanto la versione assolutamente abominevole di "Twist & Shout" così come "We Can Work It Out" o "(Just Like) Starting Over" (che è tratta dal repertorio solista di Lennon), se oltre a questo ci mettete il fatto che la qualità delle registrazioni non è costante e spesso poco nitida e che nella maggior parte dei casi le stesse sfumano in fade out prima della conclusione, toccanto il minutaggio massimo di ben 23 minuti, capirete quanto possa essere immondo questo CD anche per i fans più accaniti.

Tracklist:
01. We Can Work It Out
02. The Long And Winding Road
03. Got To Get You Into My Life
04. Yesterday
05. Twist & Shout
06. Can't Buy Me Love
07. Let It Be
08. (Just Like) Starting Over
09. Lady Madonna
10. Roll Over Beethoven

05 settembre 2008

Stereotype - Stereotype (1998 - CD)

Stereotype - StereotypeUna decina d’anni fa cominciò il revival delle sigle televisive e soprattutto di quelle dei cartoni animati giapponesi d'annata, i cui dischi che sul mercato dell'usato raggiunsero prezzi da capogiro quando solo pochi anni prima erano considerati solo robaccia che infestava le cantine.

La casa editrice Kappa Edizioni, specializzata in pubblicazioni manga, decise di produrre e pubblicare un CD tributo alle sigle più rappresentative. Sotto il nomignolo degli StereoType si nasconde un progetto di rivisitazione in chiave stilistico-demenziale dei brani che hanno accompagnato in Italia cartoons storici come Candy Candy, Lupin III, Pollon, Ken il Guerriero, Yattaman, Daitarn III ecc.

Tutte le sigle vengono reinterpretate in uno stile particolare: rap ("Rappollon"), heavy metal ("Heavy Metal Warrior Daitarn III"), country ("Yatta(country)man"), R&B ("JBB (Judo Boy Blues) ") e così via.

03 settembre 2008

Le Voci Atroci - Cattiveria Naif (1995)

Le Voci Atroci - Cattiveria NaifLe Voci Atroci sono un folle e geniale progetto nato da una costola dei Mau Mau grazie ad Andrea Ceccon che ha messo insieme un complesso vocale accompagnato solo da qualche percussione che riesce a mischiare senza problemi qualsiasi genere musicale e veri e propri deliri sonori assieme ad una sana dose di demenzialità, follia ed amore per la sperimentazione.
Le canzoni più impressionanti sono "Belcanto" che sembra una folle jam vocale orchestrata da Frank Zeppa dove si incontrano Elio e le Storie Tese, i Monthy Python, il Quartetto Cetra e la Banda Osiris, "Saluti da Saturno" (che curiosamente sarà il titolo del loro secondo album), una specie di brano etno-cartoonesco, e "Mandria" dove i nostri danno vita ad un vero coro di animali.
Dentro a tuto questo caos sonoro trovano anche il tempo per proporre un brano in dialetto ("Gauma") ed una cover completamente stravolta de "Il cielo in una stanza".
Come avrete capito un disco non certo facile, ma davvero sorprendente e freschissimo ancora oggi; seguirà un degno erede due anni dopo e porterà il gruppo in giro in tutta Europa riscuotendo ottimi consensi ed a collaborare nel 1997 anche con Mina nella cover di "Suona Ancora" dei Casino Royale.
Consigliatissimo, ma non per tutti.





Tracklist:
01. Intro: Le Voci Atroci
02. Tigri
03. Son gelosissimo
04. Ora No Casa 1
05. Sta calando il soul
06. I viaggi di Beppe
07. Mandria
08. Ora no casa 2
09. Jigguiyd-iyd-iy
10. Il cielo in una stanza
11. Gauma
12. Belcanto
13. Ora no casa 3
14. Saluti da saturno
15. Le voci atroci
16. The ospite
17. De domingo a domingo

Enrico Maria Salerno – Giovane Giovane Giò (1981 - 7'')

Enrico Maria Salerno – Giovane Giovane GiòQuanti di voi si ricordano di Enrico Maria Salerno, compianto attore di opere teatrali e di sceneggiati televisivi “impegnati”, e si staranno chiedendo come mai se ne stia parlando qui su Orrore a 33 Giri, da sempre alcova di prodotti di pessima qualità. La risposta sta tutta nel 45 giri di cui parliamo oggi, precisamente nell’incipit di "Giovane giovane giò": "Che posso farci, non ho l’età / Passano gli anni e sono qua / Con gli occhi pieni di gabbiani e nuvole. / Perciò non conta la ruga in più / Con un massaggio la tiri su / Parti col footing, torni tutto muscoli.
Però se non sei giovane dentro / È dura fare centro / Il tempo passa e non lo fermi più".
Giunto ormai ad una certa età, dopo una carriera all’insegna della serietà e dell’impegno professionale, Enrico Maria Salerno ci concede (e si concede) questo sincero momento di svago, affrontando con (auto?)ironia il tema del “voler restare sempre giovani”. Assolutamente degno di nota l’intero ritornello, pieno zeppo di riferimenti culturali della presunta cultura giovanile dei primi anni’80: i blue jeans, le moto giapponesi e i pop corn.
Oltre a "Giovane giovane giò" (“sigla televisiva originale” recita la copertina – ma di quale programma?), altrettanto gradevole si presenta la b-side, "I beni di rifugio", in cui Salerno, in duetto con tale Patrizia, ironizza con ulteriore sagacia sulla tendenza (tutta yuppie!) ad accumulare beni di valore per farsi trovare pronti alla recessione galoppante: "Amore, come va la recessione? / Benissimo, slitta che è un piacere / Un gettone mille lire / E allora che si fa? Mah! / Ma c’è il bene di rifugio / chi c’ha il fiuto da segugio / sa che l’unico rifugio è questo qua".
Inevitabile (ed esilarante) il finale col botto, nel quale Patrizia, dopo essersi vista intestare tutti i beni di rifugio, scappa all’estero col suo nuovo amore che "è alto bello e fusto, è veramente un più", lasciando Salerno a delirare in una stanzetta d’ospedale: "Che belli che belli i beni di rifugio / Per colpa del tuo plagio adesso sono qua / Pulito, lavato, col bianco camicione, / sarò Napoleone oppure son Marat / sarò Caltagirone oppure son Zazà / sarò la Scicolone oppure son mammà / Mah! Chissà! Non si sa!".
Enrico Maria Salerno è morto il 28 febbraio 1994 a 68 anni. Senza molti giri di parole, a noi piace ricordarlo così.


Giovane Giovane Giò

Che posso farci, non ho l’età
Passano gli anni e sono qua
Con gli occhi pieni di gabbiani e nuvole.

Perciò non conta la ruga in più
Con un massaggio la tiri su
Parti col footing, torni tutto muscoli.

Però se non sei giovane dentro
È dura fare centro
Il tempo passa e non lo fermi più

Giovane giovane giò come l’erbetta ohohohooooh
Giovane come un blue jeans e una maglietta ohohohooooh

Come una supermoto giapponese
Giovane come un pugno di popcorn

Giovane giovane giò Come il mattino ohohohooooh
Come ogni giorno di più è Topolino

Tu trovati una Minnie molto sexy
E vedi un po’ se non rimani sempre...
Giovane giò.

Su un prato verde fai del judò
Poi giochi a tennis e perché no?
Dritti rovesci fanno bene al fisico.

Scorda il capello che non c’è più
Sella un cavallo, montaci su
Corri a cercare il posto delle fragole.

Però se non sei giovane dentro
È dura fare centro
Il tempo passa e non lo fermi più

Giovane giovane giò come l’erbetta ohohohooooh
Giovane come un blue jeans e una maglietta ohohohooooh

Come una supermoto giapponese
Giovane come un pugno di popcorn

Giovane giovane giò Come il mattino ohohohooooh
Come ogni giorno di più è Topolino ohohohooooh

Tu trovati una Minnie molto sexy
E vedi un po’ se non rimani sempre...
Giovane giò.

Giovane giovane giò come il mattino ohohohooooh
Come ogni giorno di più è Topolino ohohohooooh
Giovane giovane giò come l’erbetta ohohohooooh


02 settembre 2008

Charlie - Pirla Dance (1988 - LP)

Charlie - Pirla DanceSul finire degli anni '80, tra i tanti tormentoni che imperversavano in radio, ricordiamo con particolare affetto (per non dire disgusto), la hit “Faccia da Pirla” di Charlie, ex batterista di Jo Squillo, che per qualche ignoto e incomprensibile motivo si è trovato ad incidere diversi album prima di capire, per il quieto vivere degli ascoltatori, che il ruolo di cantante non gli era consono.

Ricordiamo infatti che Charlie, al secolo Carlo Marchino, ha poi dato una svolta alla sua carriera diventando produttore musicale, contribuendo a creare il successo (o almeno è quello che sostiene lui stesso) di molti artisti, tra i quali Mondo Marcio.

Prodotto da Michelangelo La Bionda (sì, uno dei due fratelli La Bionda) e con un paio di collaboratori di “lusso” quali Silver Pozzoli ai cori (una delle tante voci di Den Harrow) e Marco Guarnerio alle chitarre (futuro collaboratore di Claudio Cecchetto e 883), il disco "Pirla Dance" esce come traino per la hit single "Faccia da Pirla", classico pezzo tardo-italo disco, con strofa rap in inglese e ritornello-tormentone rigorosamente in italiano.
Nonostante gli ospiti importanti, il disco è terribile sotto tutti gli aspetti.

I testi sono inesistenti (come nel caso di "O.K.!!": "OK! Ragazze? OK! Amore? OK! Chiodo? OK! Martello? OK!") o inconsistenti ("Ti Dimenticherò" non è altro che una lista di alcolici che Charlie beve per dimenticare la ragazza che lo ha lasciato), ma la cosa peggiore è che le canzoni non fanno ridere, fatto gravissimo per un artista che si pone proprio quell’obiettivo.
Spesso si scade nello scatologico fine a sé stesso: ad esempio in “Susy Scusa” il ritornello recita: "Me la dai? Me la dai? Me la dai o no?" e in "Con Quella Faccia No", il nostro Charlie sostiene che se si è innamorati di una donna brutta, si ha l’obbligo morale di farle fare una plastica: “Con quella faccia no, ma se ti fai la plastica lo giuro ti amerò”. Cliché.

Aggiungete a tutto questo una voce improponibile (con una evidentissima “r” arrotata che dà fastidio tanto quanto un fischietto ad ultrasuoni dà fastidio ai cani), degli arrangiamenti appena accettabili persino per delle basi midi e un missaggio pedissequo, ed ecco che otteniamo questo capolavoro di inutilità.

Ciliegina sulla torta, il brano "Tuca-Michael", impensabile e mal riuscito medley tra "Tuca-Tuca" di Raffaella Carrà e "The Way You Make Me Feel" di Michael Jackson (confesso che un medley peggiore di questo mi è capitato di sentirlo, ed è "La Canzone del Capiwawa", mash-up della canzone di Dj Francesco con "Chihuahua").

In conclusione, il primo disco di Charlie non si riesce ad ascoltare per intero, non solo per la profonda bruttezza, ma per la totale mancanza di appeal; per citare i testi di questa recensione ho dovuto riascoltare i brani almeno tre volte, e non ho problemi di memoria a breve termine. Bocciato.

Tracklist:
01. Faccia da Pirla
02. O.K.!!
03. Tuca-Michael
04. Charlie Quanto Parli
05. Susy Scusa
06. Ti Dimenticherò
07. Con Quella Faccia No
08. Non Importa

Faccia

01 settembre 2008

AA.VV. - Italiani Brava Gente vol.18 (2008)

AA.VV. - Italiani Brava Gente vol.18Dopo averci deliziato con due raccolte speciali, rispettivamente a temarap e sanremese, la ormai mitica collezione Italiani Brani Gente torna al classico formato "tutto un po'".
Direi che la pausa è stata salutare perchè la raccolta ideata e realizzata da Romo, arrivata ormai al 18° volume, suona più fresca che mai, mischiando antico e moderno, spaziando con comprovata nonchalance a 360° tra (quasi) tutti i generi musicali.
Davvero irresistibili "Il Ballo del Pesce" di Giuliano e i Baroni, la sensuale accoppiata a luci rosse "Zip" di Milly D'Abbraccio in arte Milli Mou e "Labbra" di Ilona Staller; il "mitico" Gerardo Carmine Gargiulo è invece presente con due classici che rasentano l'internamento per incapacità di intendere e volere: l'ode "A Silvio" ed il suo unico successo "Avellino".
Tra i big (veri o presunti) spicca il grande Ricky Gianco con il r'n'r scatologico di "Cavallina Rock" dove, come novello Savonarola, ci ricorda con insistenza che "siamo tutti nella merda" ed il mitico Enrico Beruschi con il tormentone "Volevano Andare a Genova". La palma del più inascoltabile se la giocano Jovanotti con "Ci Si Skiaccia", uno ska di rara bruttezza, Padre Alfonso Maria Parente con "Che Giorno Sarà", immaginate un Bruce Springsteen stonato che canta una canzone da boy scout, Loretta Goggi con la programmatica ricetta musicale "Gnam Gnam", la stonatissima Gaia Zucchi con "Il Provino", il novello poeta cimiteriale Mauro Petrarca che blatera versi sconnessi in "Marta la Cornacchia" e MC Bob con il suo anthem "Contro il Commerciale", ma infierire su questo rapper è come sparare sulla croce rossa.
Tra le nuove leve si segnale il sempre raffinatissimo Immanuel con l'orrenda "Fist Fucking" e quei miserabili orsacchiotti dei Dari con il loro singolo-tormentone "Wale (Tanto Wale)".
Per concludere: musica sopraffina per tutti i palati.

Tracklist:
01 - Romo - Intro IBG18
02 - L' Ingegnere Musicale & Alex Teddy - Profumo di Maranza (cut)
03 - Giuliano e i Baroni - Il Ballo del Pesce
04 - Immanuel Casto - Fist Fucking
05 - Davide Borri feat. Olmedo - Ti Sculaccio
06 - Dari - Wale
07 - Jovanotti - Ci Si Skiaccia (cut version)
08 - Pamela Prati - Girotondo
09 - Gaia Zucchi - Il Provino
10 - I Gufi - Viva La Figa (skit)
11 - Ricky Gianco - Cavallina Rock
12 - Franco Fanigliulo e Loredanan Berté - Ratatam Pum Pum
13 - Marivana - I Musicisti (Però le Note) (cut)
14 - Jerry Calà - Domani Mi Sposo
15 - Enrico Beruschi - Volevano Andare a Genova
16 - Milli Mou - Zip
17 - Loretta Goggi - Gnam Gnam
18 - Ilona Staller - Labbra
19 - Padre Alfonso Maria Parente - Che Giorno Sarà
20 - Gerardo Carmine Gargiulo - A Silvio
21 - Mauro Petrarca - Marta la Cornacchia
22 - Gerardo Carmine Gargiulo - Avellino
23 - Romo - IBG18 (skit)
24 - MC Bob - Contro il Commerciale
25 - Powerillusi - Lato B (Let It Be)