30 giugno 2008

Joe Sandalo - Opus 1 (2008)

Ormai Joe Sandalo da diversi anni è assurto a punto di riferimento della Do It Yourself generation italiana grazie alle sue improbabili cover in chiave metal di Claudio Baglioni e soprattutto per il suo falsetto stridulo che lo ha reso famoso nelle reinterpretazioni spassosissime del repertorio di Queen, Beatles e Dream Theater.
Oltre ad essere un "apprezzato" singer, non dimentichiamoci che l'imponente Joe è anche un "provetto" chitarrista e songwriter e queste sue "abilità" hanno dato alla luce il suo primo album di composizioni originali.
"Opus 1", completamente scritto, cantato e suonato dallo stesso Joe, racchiude il "piccolo mondo antico" del "cantautore rock" (come lui stesso si definisce) fondendo il suo amore per Claudio Baglioni e l'heavy metal più epico (Manowar) e neoclassico (Yngwie Malmsteen) con influenze prog (Dream Theater).
Il disco è tutto suonato su basi midi e tutti i brani giocano con la stessa struttura che spazia da break melodico-cantautoriali (posti quasi sempre in apertura) a passaggi più rock-metal cercando evoluzioni pseudo-progressive infarcendo il tutto con assoli di chitarra (pittosto imprecisi) inseriti spesso a sproposito; il mixing affossa ulteriormente il tutto mettendo gli strumenti in secondo piano a favore della voce che cerca insistentemente di raggiungere inarrivabili tonalità acute.
Non ha molto senso citare un brano visto che le linee melodiche sono noiose come poche e tutte piuttosto simili mentre i testi cercano un approccio poetico che però si limita ad una sterile ricerca di un vocabolario antico o poco usato per insaporire liriche indecenti anche per bambini dell'asilo ("La vedi questa mazza dura? In testa te la devo fracassar. Mi dispiace niente di personal, professional" da "Mafiakiller").
Fino a quando Joe si limitava a proporci le sue cover versione stonatissime era anche simpatico, ma sopportare uno strazio del genere è piuttosto difficile anche per gli stomaci più forti.
Se volete avventurarvi nell'ascolto, il disco è disponibile in streaming e se vi piace potete acquistarlo su CD Baby o comodamente su iTunes.

Tracklist:
01. Il Sogno Che Mi Abbandona
02. Stella Polare
03. L'ubriaco
04. La Fine Del Mio Giorno
05. Coma
06. L'Animo Valoroso
07. Mafiakiller
08. Il Tradimento
09. La Nera Signora

Joe Sandalo - Opus 1

Rodolfo Chikilicuatre - Chiki Chiki (2008 - singolo)

Rodolfo Chikilicuatre - Chiki ChikiIniziato come uno sketch televisivo, ideato dall'attore spagonolo David Fernandez Ortiz, la stupidissima canzone dell'improbabilissimo cantante Rodolfo Chikilicuatre (che dice di esere argentino ed indossa occhialoni da nerd, porta dei capelli anti gravità ed "suona" una chitarrina giocattolo) è riuscita a spopolare in (quasi) tutta Europa.
La versione originale della canzone era una semplicissima base reggaeton sulla quale Rodolfo Chikilicuatre sciorinava battute sul primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero e sul presidente venezuelano Hugo Chávez, in men che non si dica il brano è diventato famosissimo in terra iberica al punto da vincere le selezioni nazionali per partecipare all'Eurofestival. Grazie alla partecipazione alla manifestazione canora del vecchio continente (che l'Italia continua a schifare) "Baila El Chiki Chiki" è divenuto un tormentone per mezza Europa.
Per poter partecipare al festival musicale è stata incisa una nuova versione cambiandone il testo giacchè non sono permesse allusioni politiche, così è stata colta l'occasione per prendere bonariamente in giro noti personaggi famosi di origine spagnola (tra gli altri Antonio Banderas e Pedro Almodóvar).
La chiave del successo del brano, oltre all'orecchiabilità e alla ripetitività, è il folle balletto che lo accompagna composto da quattro diversi passi: il brikidance (la breakdance), il crusaito (il passo incrociato), il robocop e il maicoljason (la pronuncia spagnola di Michael Jackson).
Ovunque si legge che sarà il nuovo tormentone dell'estate 2008, ma, stranamente, per ora l'Italia sembra immune da questa follia collettiva, speriamo solo che la penisola tricolore non ci riservi una sorpresa ancora peggiore.

Rodolfo Chikilicuatre - Chiki Chiki - EP

27 giugno 2008

AA.VV. - My Pussy Belongs to Daddy (1957)

AA.VV. - My Pussy Belongs to DaddySarà per la mia ossessione per la retro-erotica, sarà la mia ricerca delle cose più strane ed impolverate, ma non appena mi sono imbattuto in questo disco c'è stato amore a prima vista.
Non potevo non cadere ai richiami di un album intitolato "My Pussy Belongs to Daddy" dove sulla copertina appare una giovane ragazza nuda d'altri tempi con un in braccio un gattino (o gattina?) ...c'è bisogno di spiegarvi i doppi sensi? No vero?
Il disco snocciola una serie di spassosi brani infarciti di doppi sensi più o meno velati su un piacevollissimo tappeto jazz che ci proietta direttamente in qualche fumoso nightclub a consumare la notte.
Se vi piace l'irriverenza di Richard Cheese e le atmosfere lounge qui troverete un vero e proprio tesoro nascosto.

Tracklist:
01. Faye Richmonde - My Pussy Belongs To Daddy
02. Faye Richmonde - Sadie's Still Got The Rag On
03. Faye Richmonde - I Want A Man To Gimme Some Luck
04. Saul T. Peter - I Tried It Everywhere
05. Saul T. Peter - She Sits Among The Cabbages And Peas
06. Saul T. Peter - Don't Give Me No Goose For Christmas Santa
07. Angelina - He Forgot His Rubbers
08. Miss Dee - Hey Mister Ice Man!
09. Miss Dee - Things Are Soft For Grandma
10. Faye Richmonde - Tony's Got Hot Nuts

Enjoy: lix.in/-2e195b

26 giugno 2008

Rosita Celentano - Dal Tuo Sguardo In Poi (1988 - 7'')

Rosita Celentano - Dal Tuo Sguardo In PoiAdriano Celentano, nelle vesti di padre premuroso, ha sempre cercato di agevolare la carriera artistica della figlia Rosita sin dalla tenera età di nove anni quando debutta nel film "Yuppi Du" del babbo.

Nel 1987 ottiene, senza alcun un motivo che non sia il cognome, il ruolo di protagonista nel misconosciuto film "Mark π 100" che segna anche il suo battesimo come cantante incidendo il brano "Dal Tuo Sguardo In Poi" tratto dalla pellicola medesima.

La canzone è "passata alla storia" perchè è la prima incisione in veste di cantante di Marco Masini (anche autore del brano) che mostra una voce ancora acerba e quasi irriconoscibile, ma fortunatamente meno melodrammatica di quella che da lì a pochi anni gli porterà enorme fortuna.

25 giugno 2008

Michelle Scullion - Bad Taste (1987)

Michelle Scullion - Bad Taste OSTNei lontani anni '80 Peter Jackson nella sua nativa Nuova Zelanda muoveva i suoi primi passi nel mondo del cinema e dopo un travagliato lavoro di ben 4 anni fece uscire nel 1987 la sua prima opera come regista.
Per chi ha conosciuto Peter Jackson con la trilogia de "The Lord of The Rings" il suo debutto dietro la macchina da presa è quanto di più lontano si possa anche lontanamente immaginare. Un lavoro low-budget scritto, prodotto, diretto e montato dallo stesso Jackson che riveste anche i panni del protagonista Derek impegnato a scacciare gli alieni arrivati sulla Terra per procurarsi carne umana da proporre nella loro catena di fast food (!?!?!).
Purtroppo il trailer non rende piena giustizia all'opera che racchiude cattivo gusto (come dal titolo) a profusione con immancabili ettolitri di sangue, un pasto a base di cervello, una dissetante bevuta di vomito e tanto humor nero. Il tutto però è trattato in maniera eccessiva e caricaturizzata, con tanto di scarsissimi effetti speciali, trasformando il film in una spassosa commedia-splatter; difficile credere che una pellicola del genere sia stata presentata al Cannes Film Festival!
La trascurabilissima colonna sonora di questo capolavoro è formata da solo due vere canzoni, la title track suonata dai The Remnants, un rock-melodico piuttosto sgangherato, e "Rock Lies" ad opera dei Madlight un dozzinale quanto stereotipato heavy-rock anni '80 che richiama iMichelle Scullion - Bad Taste OST (picture disc) Twister Sister. Il resto sono per lo più frammenti di dialoghi tratti dal film e brevi parentesi strumentali horrorifiche, tipiche del genere, scritte e suonate da Michelle Scullion.
Il disco, dopo una prima tiratura in vinile, è stato pubblicato nel 1990 anche in formato CD che però è finito ben presto fuori catalogo diventado subito merce rara; per i collezionisti più accaniti esiste anche una limitatissima versione picture disc con poster allegato.
Se vi va di dissetare la vostra curiosità di "cattivo gusto" potete ascoltare i clip della colonna sonora direttamente dalla pagina del fans club ufficiale di Peter Jackson.

Tracklist:
01. Coldfinger summons The Boys
02. Aliens attack Barry
03. Derek and The Astro Bastard
04. Head Rams and The Sledgehammer Chase
05. Bad Taste *
06. "Derek's Don't Run!"
07. Giles investigates town
08. The Boys prepare for battle
09. Rock Lies **
10. Giles in The Cooking Pot
11. Derek's resurection
12. Derek's brain hurts
13. Lord Crumb addresses Aliens
14. Missile time
15. The Boys attack
16. The Boys escape
17. Lord Crumb takes control
18. Lord Crumb sucks Spinning Steel
19. Bad Taste

* The Remnants
** Madlight

24 giugno 2008

Peppino Di Capri - Operazione Sole (1966 - 7'')

Peppino Di Capri - Operazione Sole
Se qualcuno vi chiedesse cosa c'entra Peppino Di Capri con i centri sociali di oggi probabilmente non sapreste cosa rispondere; in realtà il signor Giuseppe Faiella, in anticipo sui tempi, ha importato in Italia a metà anni '60 lo ska, il nuovo caldo suono giamaicano padre del reggae.

Gli anni '60 in Italia erano anni di fermento socio-culturale e rapidi cambiamenti che impermeavano inesorabilmente anche la musica. Nei primi anni del decennio il cantante caprense era un indiscusso numero uno dopo aver lanciato la moda del twist con il brano "Saint Tropez Twist" (1962) ed aver bissato il successo l'anno successivo la ballata "Roberta", mentre nel 1965 sembrava già destinato al viale del tramonto spazzato via dall'ondata beat (in realtà la carriera di Peppino durerà ancora a lungo). Dopo aver avuto l'onore e l'onere di aprire i concerti dei Beatles assieme ai New Dada e Fausto Leali (dove fu trattato con poco rispetto dai fans impazienti di vedere il quartetto di Liverpool) pubblica "Girl" (1966), un'evitabile cover degli scarafaggi, ma quanto meno un apprezzabile tentativo di modernizzare il proprio suono.

Al Disco Per L'Estate dello stesso anno cerca di giocare il jolly portando al concorso un brano dalle sonorità inedite non solo per l'Italia ma per tutta l'Europa (ad eccezione della Gran Bretagna); "Operazione Sole" diventa di fatto il battesimo italiano dello ska giamaicano, solo i misconosciuti Silvano Silvi & gli Erranti ebbero l'occhio - o sarebbe meglio dire orecchio - lungo proponendo lo stesso anno un brano ska, "Scrivi Ti Prego" relegata però a modesta b-side del 45 giri "T'amerò (fino alla fine del mondo)".

Peppino Di Capri - Operazione Sole (edizione spagnola)La canzone, pur non riscuotendo il minimo interesse del pubblico, è ben di più di un semplice innesto in levare nella tradizione musicale italiana, bensì una vera e propria introduzione a queste nuove sonorità ben 10 anni prima della loro esplosione europea.
Leggendo il testo, però, tutto questo eccitamento svanisce non solo per la pochezza delle liriche, ma perchè appare chiaro che Peppino Di Capri vedesse nello ska un semplice ballo esotico da proporre al pubblico di casa (forse per bissare il suo primo successo basato proprio su un nuovo ballo), giocando la carta della novità assoluta.

Nonostante siano passati più di 40 anni lo ska è ancora un genere piuttosto di nicchia che non ha mai atticchito in terra italiana, anche se pare essere il minimo comun denominatore delle feste alternativo-freakettone dei centri sociali d'oggidì.

Operazione Sole

Da lontano
questo ballo jamaicano
lontano
è arrivato
da una terra cotta dal sole
bruciata

li la gente lo chiama ska
qui nessuno lo sa
prima o poi ci conquisterà
certo... se provi... con me

capirai lo
ska ska ska ska scaldati un po'
ska ska ska ska scaldati un po'
ska ska ska ska scaldati un po'

sotto il sole
si può fare ciò che si vuole
col sole
ti distendi
e sull'onde sali e discendi
t'arrendi

questo ballo si chiama ska
sulla riva del mar
è più facile da imparar
quando... l'estate... verrà

capirai lo
ska ska ska ska scaldati un po'
ska ska ska ska scaldati un po'
ska ska ska ska scaldati un po'

li la gente lo chiama ska
qui nessuno lo sa
prima o poi ci conquisterà
certo... se provi... con me

capirai lo
ska ska ska ska scaldati un po'
ska ska ska ska scaldati un po'
ska ska ska ska scaldati un po'

scaldati con me!


23 giugno 2008

AA.VV. - Cartoons Techno... Melodies? (1992)

AA.VV. - Cartoons Techno... Melodies?Chi oggi ha intorno ai 30 anni non potrà non ricordarsi della mania che imperversava in Italia ad inizio anni '90 quando tutto veniva reinterpretato in chiave techno, dalla musica classica alle sigle dei cartoni animati.

Soprattutto il filone cartoon ebbe particolare fortuna a seguito del successo inaspettato del brano "Pinocchio", una rivisitazione del classico tema televisivo.

A ruota seguirono numerose raccolte a tema, le più famose furono la "Pinocchio Compilation" (della "gloriosa" Discomagic) e soprattutto "Cartoons Techno... Melodies?" (uscita per la Dig It) con tanto di massiccia promozione TV.

20 giugno 2008

Terry Schiavo - Discografia

Terry Schiavo è una showgirl televisiva che ha goduto di un breve successo televisivo nazional-popolare a metà anni '90 quando è stata alla guida di "Smile" su Italia 1, scivolando ben presto su Odeon TV nella serie cadetta dell'etere. Da allora ha collezionato, senza motivi ben precisi se non la bellezza intrinseca (ma anche estrinseca!), lo sguardo ammaliatore e la simpatia innata, continue apparizioni TV in trasmissioni d'intrattenimento ("La Vita In Diretta", "Buona Domenica", "Passaparola"), sit-com ("Casa Vianello", "La Famiglia Bernardoni") e soap-opera ("Vivere").


Portami Lontano (1995 - singolo)

Terry Schiavo - Portami LontanoTerry, nonostante il successo televisivo, ha da sempre un'irrefrenabile passione nascosta: la musica.
Nel 1995 non si lascia dunque sfuggire la possibilità offertale di incidere il suo primo singolo autobiografico "Portami Lontano", un motivetto imbarazzante che sembra essere un incrocio mefistofelico tra lo spirito leggero del rock-pop anni '80 più trascurabile (ma ri-arrangiato in chiave più moderna) e qualche sigla televisiva.
Da dimenticare.


Jumping (1996 - singolo)

Terry Schiavo - JumpingNonostante il singolo precedente sia stato un completo flop, la presentatrice dagli occhi di ghiaccio ci riprova l'anno successivo con risultati a dir poco disastrosi.
Il nuovo singolo "Jumping" non ha davvero nè capo nè coda; un brano che vorrebbe essere una specie di rap con una base dance a dir poco dozzinale, sulla quale Terry ci delizia delle sue liriche jovanottiane in pieno stile "E' Qui la Festa?" con la sua voce che suona sgraziata ed anche piuttosto fastidiosa che ricorda la Carmen Russo che vorremo tutti dimenticare.


Il Viaggio (2005 - singolo)

Terry Schiavo - Il ViaggioSe dopo questi due buchi nell'acqua (sia artistici che commerciali), la voglia di cantare sembrava sopita per sempre, la soubrette / conduttrice / attrice italiana ritorna sul luogo del misfatto a distanza di 10 anni dalla sua prima prova, pubblicando il singolo "Il Viaggio" a cui è accompagnato addirittura un videoclip promozionale. Questa volta possiamo dire che le cose sono fatte almeno in maniera professionale e che la voce di Terry non stona più (la forza della tecnologia o lezioni di canto?).
La canzone è il solito polpettone dance costruito su una mezza idea reciclata e non sorprende che sia musicalmente insignificante, monotono e piuttosto insipido, accompagnato poi da un testo che memorabile di certo non è, ma almeno la nostra dimostra coraggio e passione vera per il bel canto.


Il Viaggio

Che feeling fantastico (fantastico)
tu mi sfiori l'anima (l'anima)
che feeling fantastico (battito)
di un viaggio da ricordare

sto toccando la tua foto, così mi carico per te
vorrei non fosse solo un gioco, stasera vieni qui da me ...che ora è
il telefono che suona, incredibile sei tu
è una sensazione nuova, la tua voce e via, sei gia dentro di me
e in un minuto o poco più, mi hai gia sedotto baby

che feeling fantastico, tu mi sfiori l'anima
il ritmo del battito, di un viaggio da ricordare
un sogno bellissimo, che dura un'eternità
al ritmo di un battito, di un viaggio da ricordare

la mia isola felice, non esiste senza te
non mi bastano due vite, quando sto con te, così vicino a te
anche se adesso te ne vai, non hai più scampo baby

che feeling fantastico, tu mi sfiori l'anima
il ritmo del battito, di un viaggio da ricordare
(baby)
un sogno bellissimo, che dura un'eternità
al ritmo di un battito, di un viaggio da ricordare
(non hai più scampo baby)
che feeling fantastico, tu mi sfiori l'anima
il ritmo del battito, di un viaggio da ricordare
(baby)
un sogno bellissimo, che dura un'eternità
al ritmo di un battito, di un viaggio da ricordare
(non hai più scampo baby)
tu mi sfiori l'anima, tu mi sfiori l'anima, tu mi sfiori l'anima
(non hai più scampo baby)
che feeling fantastico (fantastico)
tu mi sfiori l'anima (l'anima)
che feeling fantastico (battito)
di un viaggio da ricordare
un sogno bellissimo (bellissimo)


Due Come Noi (2008 - singolo)

Terry Schiavo - Due Come Noi
Quando sembrava che la nostra stesse stesse intraprendento la strada giusta il nuovo singolo prontamente ci smentisce: un insipido pop da tutte le stagioni con un testo banalotto "io ti voglio, sento il bisogno di te ...è grande oramai! Io ti amo dimmi chi siamo io e te" e una voce che torna a farsi pericolosamente incerta.
Ciliegina sulla torta una copertina che non rende affatto giustizia alla bella Terry che sembra una bambola Mattel.


Nonostante gli sforzi anche questa volta Terry non riesce ad ottenere credibilità come interprete al di là della cerchia parentale, ma nonostante ciò la sua carriera pare andare piuttosto bene, infatti oggi la ritroviamo nel cast del film "Bastardi" (al fianco di Barbara Bouchet, Franco Nero ed Enrico Montesano) e come inviata speciale del settimanale "Vip".

Se vi va di tuffarvi nella meravigliosa quanto dimenticata discografia di Terry Schiavo, visitate la sua pagina MySpace dove potete ascoltare tutti i brani. Buon ascolto.

19 giugno 2008

Las Hermanas - Que Horror (2007 - singolo web)

Las Hermanas - Que HorrorSe non avete mai sentito nominare Las Hermanas non è grave visto che è stato un one song duo formato dalle sorelle italo-venezuelane Silvana e Carolina Marconi, rivelazione del Grande Fratello 4, che nella casa aveva flirtato con DJ veneziano Tommy Vee.
In occasion edell'estate 2007 viene fatta girare su tutte le radio italiane il loro primo ed ultimo brano intitolato "Que Horrror" che senza sorpresa alcuna è il solito polpettone pop-dance-latino "ottimo" per tutte le occasioni (macchina, discoteca, spiaggia...) e che ci viene spacciato come inevitabile tributo alle loro origini sudamericane come se il pubblico fosse decerebrato per non capire che si tratta di un qualcosa di preconfezionato a tavolino per sfruttare multimedialmente la bellezza (quella indiscutibile) e la fama televisiva di Carolina.
Il testo, scritto dalle due sorelle assieme a Ciro Ceruti parla dell'amore verso la loro madre che utilizza "que horrror" come intercalare, mentre la musica, anche se formalmente ben custruita, non ha un briciolo di originalità cercando di andare al sicuro con le solite chitarrine spagnoleggianti, ritmiche vicine ai peggiori Gypsy Kings più danzerecci e le due sorelle che si alternano al microfono con risultati piuttosco scadenti anche se non pessimi.
Se vi interessa acquistare il singolo sappiate che è stato pubblicato dalla Atollo Records solo in digitale (un vero peccato!), per rifarvi gli occhi guardatevi il dietro le quinte del videoclip promozionale per il resto non c'è nulla da salvare.

18 giugno 2008

AA.VV. - Donkey Kong (1983)

AA.VV. - Donkey KongDonkey Kong è un personaggio creato da Shigeru Miyamoto nei primi anni 80 protagonista dell'ominima serie di fortunati videogiochi.
Contemporaneamente al successo commerciale del gioco targato Nintendo fu pubblicato nel 1983 dalla Kids Stuff Records un omonimo LP, oggi merce moto rara, dedicato ad un pubblico prettamente infantile.
Il disco, attraveso i brani, narra la storia dello scimmione in fuga dallo zoo e di Mario che cerca di riportarlo in gabbia.
Musicalmente il disco è piuttosto insignificante, la maggior parte dei brani, infatti, sembrano dei jingle estremamente allungati soffrendo di una ripetitività eccessiva oltre che di arrangiamenti estremamente scarni.
E' curioso il fatto che la voce che impersonifica Mario, che in questo frngente veste i panni di un pizzaiolo, dovrebbe avere un accento italiano, ma ricorda invece quella di Borat.

Tracklist:
01. Donkey Kong Theme
02. No More Zoo For You
03. The Climber
04. On Top of the World
05. Jump Up
06. Mario Delivers
07. Donkey Kong (Reprise)


17 giugno 2008

Rednex - Football Is Our Religion (2008 - singolo)

Rednex - Footbal Is Our ReligionGli eventi sportivi sono sempre una ghiotta occasione per pubblicazioni musicali di infima fattura e gli Europei di calcio 2008 non sono potevano certo esimersi da questa triste tradizione.
La FIFA, per celebrare e promuovere degnamente l'evento ha pensato bene di affidare l'inno ufficiale della più importante competizione calcistica del vecchio continente a Shaggy, un giamaicano trapiantato a New York, cioè quanto di più lontano si possa immaginare dal mondo del calcio, che ha partorito quell'aborto di "Feel The Rush", un brano prettamente estivo dal sapore giamaicano buono nemmeno come suoneria per il cellulare il cui video è un tripudio di magliette giamaicane, surf e spiagge tropicali (ma non si parlava di Europa?).

In realtà l'inno non ufficiale della competizione (come lo hanno chiamato gli autori) è stato partorito da quei "genialodi del kitch" dei Rednex, un brano intitolato programmaticamente "Football Is Our Religion" che non tradisce le radici tamarro-dance della band che su una cassa anni 90 ci delizia con i soliti inserti country a base di banjo e un ritornello davvero da stadio (o da pub dopo una serie di pinte). Il video, semplice, ma efficace è un tripudio di bandiere, cheerleader e tifosi con un simpatico "omaggio" all'episodio di Zidane-Materazzi del mondiale 2006.
OK, il brano è stupido e piuttosto insipido, ma alla fine meglio questa canzoncina orecchiabile e senza pretese cantata dal trio svedese, piuttosto di quella schifezza da spiaggia rappata dall'ex marine americano.


16 giugno 2008

Fiorello - Veramente Falso (1991)

Fiorello - Veramente FalsoFiorello, dopo il debutto discografico passato in sordina nel 1989 con la ri-edizione del "Gioca Jouer", tenta la carta del primo album supervisionato sempre dal suo mentore Claudio Cecchetto che, ben conscio dell'impossibilità di riuscire a mettere insieme un album credibile, sfrutta quello che Fiorello sa fare meglio, le imitazioni dopo tanti anni di palestra nei villaggi turistici.
Il gioco è facile ed economico: una scaletta zeppa di brani ultranoti, basi preconfezionate da karaoke (davvero scandalosa "Ti amo") e campo libero per Rosario Fiorello di imitare gli interpreti originali.
Anche se in alcuni casi il gioco funziona con imitazioni che sembrano più vere degli originali stessi ("La canzone del sole", "Vita spericolata" e "Azzurro" - in realtà le imitazioni più semplici con le quali tutti gli imitatori, più o meno bravi, si cimentano con successo), il disco proietta l'ascoltatore in una terribile dimensione da pessimo piano-bar al cui cospetto le versioni cantate dalle ragazza di "Non è la Rai" sembrano piccoli capolavori.
Nonostante il disco sia assolutamente inutile sotto tutti i punti di vista (a meno che non vi interessino gli scialbi remix ad opera di Molella), si rivelò un grosso successo con oltre 100.000 copie vendute (!!!) consegnando a Fiorello la conduzione del "Karaoke" l'anno successivo ed aprendo le porte per un secondo volume.

Tracklist:
01. La canzone del sole (Molella rmx)
02. Vita spericolata
03. Azzurro
04. Ricordati di me
05. Terra promessa (Molella rmx)
06. Ti amo
07. Donne (Molella rmx)
08. Mi vendo
09. Questo piccolo grande amore

13 giugno 2008

Nadia Cassini - A Chi La Do Stasera da "Quando" (1982 - 7'')

Nadia Cassini -  QuandoNadia Cassini (vero cognome Muller) arriva in Italia ad inizio degli anni '70 per un breve periodo, per poi farvi ritorno a metà del decennio salendo alla ribalta grazie alle doti che madre Natura le ha gentilmente donato e che non ha pudore nel nascondere su riviste come Playboy e Playmen che la lanciano con lo slogan "Il sedere più bello del mondo".
Partecipa inevitabilmente a diverse commedie sexy di genere come "L'insegnante balla... con tutta la classe", "L'infermiera nella corsia dei militari" e "La dottoressa ci sta col colonnello", con il ruole fisso della bella ingenua al fianco di Lino Banfi, suo partner quasi fisso, evitando sempre il nudo integrale, ma grazie al fisico prorompente entrò comunque a pieno diritto nell'immaginario erotico a cavallo degli anni '70 e '80.
Nello stesso periodo prese parte anche a qualche trasmissione televisiva, ma il suo carattere difficile e scontroso e la difficoltà di esprimersi in italiano posero fine quasi subito alla sua carriera televisiva.
Nel 1982 viene pubblicato il trascurabile 45 giri "Quando (mi sto innamorando)", sigla del programma televisivo "Ridiamoci Sopra" in onda su Canale 5, il cui lato-b cela un magnifico brano dal titolo già stimolante: "A Chi La Do Stasera".
La canzone è una languida ballata erotica, cantata in un italiano un po' stentato ed impreziosita da un solo di sax dal sapore prettamente papettiano, che serve da perfetto sottofondo per il testo sussurrato dall'attrice/subrette che, come per i suoi personaggi cinematografici precedentemente interpretati, gioca ingenuamente con l'ascoltatore: "a chi la do stasera, la mia felicità... a chi la do stasera, questa mia nostalgia...".
Il brano è stato omaggiato qualche anno dopo dagli Squallor con una loro parodia un po' sopra le righe intitolata "A Chi Lo Do Stasera", apprezzabile l'intento, ma il brano non è nemmeno lontanamente paragonabile all'originale.

12 giugno 2008

Moby - Whip It da "Come On Baby" (1996 - singolo)

Moby - Come On BabyChe Moby sia un ex (?) punk ed amante dell'heavy metal è risaputo e proprio nella scena punk hardcore ha mosso i suoi primi passi da musicista e nel 1996 per cercare di ampliare i suoi orizzonti musicali ha pubblicato quella mezza fetecchia di album intitolato "Animal Rights" dopo un paio di buoni dischi elettronici. Il disco sbandava tra tendenze ambient (le parti più convincenti) e brani industrial punk metal in pieno Ministry wannabe style penalizzati da suoni non all'altezza, songwriting scialbo e soprattutto la voce dello stesso Moby assolutamente incolore e priva di qualsivoglia sfumatura, impegnata solo a sbraitare.
Dal disco, commercialmente poco fortunato, vennero estratti i due brani migliori "That's When I Reach for My Revolver" (cover dei Mission of Burma) e "Come On Baby" che come b-side vede oltre a diversi remix anche una versione di "Whip it" dei Devo apostrofata come "death metal version". Il pronipote di Herman Melville autore di "Moby Dick" (per questo motivo i suoi genitori lo hanno soprannominato Moby) si sforza purtroppo inutilmente di cercare di tirar fuori la sua rabbia nella reinterpretazione del brano che risulta fiacco, noiso, privo di groove (per un rinomato DJ questo è il peggiore dei difetti soprattutto coverizzando un classico di quel calibro) e soprattutto ben lontano dall'essere death metal! La canzone sembra un demo piuttosto improvvisato e registrato in cantina: drumming statico ed inconsistente, chitarre "a zanzara" lontane anni luce dalla pesantezza richiesta dal genere e la voce che non accenna nemmeno un tentativo di growl. Anche se eliminiamo questa infelice etichetta la cover rimane un tentativo davvero infelice che sarebbe stato meglio tenere tra le registrazioni casalinghe.

11 giugno 2008

Gnocchi Degenerati - Capalbio (2005 - singolo)

Gnocchi Degenerati - CapalbioDopo la positiva esperienza dei Getton Boys nel 1992 ormai però finita nel dimenticatoio ritornano i fratelli Gnocchi (i noti Gene, Charlie assieme ad Andrea) con un nuovo progetto votato come sempre al sacro verbo del rock'n'roll.
Il brano è un piacevole powerpop cheaptrickiano, scanzonato e senza pretese dal gusto estivo che è stato trasmesso brevemente anche in TV, ma nonostante avesse tutte le carte in regola per diventare un vero tormentone estivo, non ha avuto l'attenzione meritata facendo naufragare anche la remota possibilità di vedere pubblicato un album.
Un vero peccato perchè il brano è ben suonato e con un testo sarcastico e divertente dove il buon Gene può dare può dare il meglio dei sè, senza contare il ritonello sing-a-long che si appiccica immediatamente nel cervello.
Il brano, purtroppo, è stato reciclato, senza apparente motivazione, se non quella di trovare un riempitivo economico, nella penosissima compilation celebrativa "Campioni Del Mondo: Siamo Una Squadra Fortissimi" del 2006; speriamo che i fratelli Gnocchi un giorno o l'altro si decidano a regalarci un degno erede alla loro prima prova discografica sulla lunga distanza.

09 giugno 2008

Teenage Mutant Ninja Turtles - Coming Out Of Their Shells (1990 - MC)

Teenage Mutant Ninja Turtles - Coming Out of Their ShellsLe Tartaruge Ninja ad inizio anni '90 hanno portato un po' d'aria fresca nel mondo dei supereroi grazie al loro carico di umorismo e demenzialità.
Il successo delle quattro simpatiche tartarughe mutanti fu davvero incredibile in ogni angolo del globo tant'è vero che furono realizzati ben 3 lungometraggi (4 se contiamo l'ultimo film realizzato a seguito del buon riscontro ricevuto dalla nuova versione del cartoon che personalmente non mi è piacuta per nulla), ma pochi però ricordano che i quattro ninja con il guscio pubblicarono anche un disco nel 1990, a cui seguì addirittura un tour in cui i quattro (Donatello alle tastiere, Leonardo al basso, Raffaello alla batteria e al sax e Michelangelo alla chitarra) con tanto di costumi come quelli apparsi nei film, lottavano contro il perfido Shredder che cercava di distruggere la musica.
Il disco, fu realizzato solo come cassetta astutamente distribuita solo attraverso la catena Pizza Hut in America (i riferimenti alla pizza, il piatto preferito dalle 4 tartarughe, si sprecano nelle canzoni), la quale sponsorizzò anche il tour che seguì e che fuTeenage Mutant Ninja Turtles- Coming Out of Their Shells Tour Live Stage Show pubblicato anche come video (per i più curiosi è possibile vederne alcune parti: parte 1, parte 2, parte 3 e parte 4)
La musica è ben suonata, con sonorità principalmente pop-rock dagli spunti AOR accentuati da una produzione smaccatamente anni '80 (tallone d'achille del progetto). I brani che si fanno ricordare sono "Sing About It" un soft rock da stadio che incoraggia l'ascoltatore a cantare ("Sing about it/If you're happy or sad/In good times or bad/You know you don't need a drum/your heart is where the music's coming from"), la programmatica "Pizza Power", un upbeat rock tipicamente ottantiano dove tutti e quattro i "musicisti" si alternano al microfono, l'orribile rap-funk-rock cartoonesco "Walk Straight" e le ballad "Skipping Stones" e "April Ballad" affidate rispettivamente al nemico Shredder e April (l'amica giornalista delle tartarughe), la prima sembra una outtake della colonna sonora di "Labyrinth" (e non è un complimento, da fan di David Bowie), mentre la seconda richiama alla memoria l'hard cotonato di Lita Ford, ma aggiungendovi dei toni epici.
L'album non è stato mai realizzato nè in digitale nè tantomeno in vinile quindi l'unico modo per fare vostra questa rarità è cercare di comprare la cassettina attraverso ebay.

Tracklist:
01. Coming Out Of Their Shells!
02. Sing About It
03. Tubin'
04. Skipping Stones
05. Pizza Power
06. Walk Straight
07. No Treaties
08. Cowabunga
09. April Ballad
10. Count On Us

06 giugno 2008

Alexi Lalas - Discografia

Alexi Lalas nel Padova stagione 1994/1995Panayotis Alexander (Alexi) Lalas nasce a Birmingham, Michigan nel 1970, comincia a giocare a calcio durante l'università alla Rutgers University dove nel 1991 viene eletto migliore calciatore del college. L'anno successivo partecipa alle Olimpiadi con la nazionale per rivelarsi al mondo nel 1994 durante i Campionati del Mondo di calcio giocati negli USA.
Quei campionati li si ricorda per le temperature torride durante le quali si svolsero i match (per permettere al pubblico europeo di guardare le partite comodamente il pomeriggio e la sera) e soprattutto per la famosa finale persa dall'Italia di Sacchi ai rigori.
In realtà il Brasile, per arrivare alla finale affrontò un agguerritissima selezione americana che aveva fatto fuori senza troppi problemi la più titolata Colombia di Carlos Valderrama. In quella formazione c'era Alexi Lalas, un ragazzone alto 1,95m che guidava la difesa e che oltre alle sue discrete doti tecniche si faceva notare per il look più da rockstar che da calciatore: lunghi capelli color carota ed un pizzetto caprino. Il mondiale di Lalas fu ottimo, commise solo l'errore di lasciarsi sfuggire Bebeto una volta e questo costò il passaggio ai quarti per il suo team (il Brasile vinse a fatica con uno striminzito 1-0).

Al termine della competizione, fiutando il potenziale affare mediatico/pubblicitario l'Acqua Vera lo acquistò per farlo giocare nel Padova di Sandreani, di cui era lo sponsor, neopromosso nella massima serie, tra lo scetticismo generale.Alexi Lalas
Negli anni '30 altri americani giocarono nel campionato italiano (tali Alfonso Negro e Armando Frigo), ma si trattava di italo-americani, mentre il difensore dalle origini greche può essere considerato il primo vero yankee a metter piede nel calcio italiano.
La Squadra biancoscudata nelle prime giornate di campionato passò di sconfitta in sconfitta dando l'impressione di essere un aggregato troppo improbabile fino a quando a metà Ottobre arrivò il Milan dei supercampioni che viene seccamente sconfitto grazie ad un gol proprio di Alexi (Franco Gabrieli arrotonderà solamente il punteggio), che incredulamente potè celebrare la prima affermazione del Padova in A dopo trent'anni; da quel momento in poi il difensore, nonostante la sua lentezza (i tifosi gli intonavano "Vecchio Scarpone") diventa un titolare inamovibile e la squadra guadagna una meritata salvezza.

Durante il difficile campionato Alexi si ricorda per la sua simpatia e schiettezza che ne fecero un personaggio fuori dalle righe nel serissimo mondo del calcio: dopo una sonora sconfitta del Padova, alla domanda di un giornalista del tipo "come avete preso la sconfitta di oggi?", lui rispose: "ma che mi frega a me; io adesso vado a casa, suono mia chitarra, scopo mia ragazza e va tutto bene", capace di andare in televisione da Biscardi ed esclamare "io pensi che il signor Zeman è un vaffanculi" o essere ospite alla "Domenica Sportiva" esibendosi nella sigla d'apertura con un suo pezzo dicendo alla presentatrice "Ciao bela come stai?".
Forse per il suo temperamento battagliero che sopperiva in parte ai suoi limiti tecnici, forse per la stravaganza del personaggio, ma fatto sta che un certo Diego Armando Maradona, spettatore di un incontro della Coppa America del 1995 gli chiese addirittura la maglia.

AA.VV. - For You: A Tribute to Bruce SprinsteenAlexi viveva con la sua ragazza Jill nel verde di Abano Terme e ben presto non ci fu pub di Abano o Montegrotto che non vantasse una sua foto nel suo locale, per lui il calcio professionistico era un divertimento e si permetteva di giocare a pallone per strada coi ragazzi del quartiere e la sera cenava e suonava all’osteria del Limbo. Già la musica, il nuovo idolo della città patavina aveva già alle spalle due album incisi come frontman e chitarrista dei Gypsis ("Woodland" e "Jet Lag") e grazie alla notorietà conquistata sul campo di calcio incise prima due brani per "For You: A Tribute to Bruce Springsteen" (1995 Totem/Sony), la bella ballata "If I Should Fall Behind" e "Tougher Than The Rest" insieme a Luca Barbarossa che suonò anche al Maurizio Costanzo Show, e l'anno successivo debuttò con l'album "Far From Close".


Far From Close (1996)


Alexi Lalas - Far From CloseIl disco, registrato assieme a Mel Previte & the Gangsters of Love (che in seguito collaboreranno con Ligabue ed Edoardo Bennato) e pubblicato per Totem/Warner solo in Italia, è una discreta raccolta di puro rock 100% stars & stripes abbastanza standard in bilico tra Counting Crows, Hootie and the Blowfish e Bruce Springsteen, con brani più tirati come l'iniziale "Turn Over" (il calcio non c'entra nulla) o "Crash" (famosa cover dei Primitives), una manciata di buone ballate mai zuccherose come "Walk Away" e soprattutto "Under The Mountain" (forse il brano migliore del lotto) e "Underground Paradise" che mostrano buone potenzialità e capacità di scrittura.
Il disco, pur non brillando per originalità e con un Alexi volenteroso al microfono, ma ancora troppo acerbo in diversi passaggi, rimane più che discreto ed una rarità visto che in breve tempo finì nei cestoni dei supermercati per poi volatilizzarsi nel nulla.

Tracklist:
01. Turn Over
02. Sweet Mercy Ride
03. Crash
04. Sacred Ground
05. One More Time With You
06. Walk Away
07. Far From Close
08. Stumble
09. Under The Mountain
10. Rokker
11. Underground Paradise
12. Walk Away (Reprise)

Alexi Lalas - Far from Close

(Un grazie speciale a Davide)


Nel campionato successivo la squadra, letteralmente spolpata dal mercato senza aver rimpiazzato i partenti in modo adeguato sprofondò ben presto nelle zone basse della classifica ed anche il suo rendimento calò e forse per tutti questi motivi i tifosi misero in giro voci false che avesse delle numerose amanti, che arrivasse agli allenamenti sfatto o che pensasse più a incidere i suoi pezzi che a giocare a calcio così ben presto senza un motivo ben preciso si ritrovò in tribuna e quindi decise di ritornare a giocare nella Major Soccer League a metà stagione.
In America continuò a coltivare la passione per la musica e nel 1998 incise il suo secondo album solista, ma che per il mercato americano era, in realtà il debutto.


Ginger (1998)


Alexi Lalas - Ginger (1998)Per il suo secondo album Alexi, che ha tagliato la lunga zazzera, decide di fare tutto da solo suonando tutti gli strumenti (ad eccezione di qualche chitarra affidata a Martin Crotty ed al cameo vocale della sua ragazza Jill McNeal) ed il tempo trascorso dalla sua prima prova solista sembra sia stato salutare.
Il disco ha un sound nettamente più fresco e convincente, anche se continua a pescare a piene mani nella tradizione americana, questa volta, però, accelerando le ritmiche (molto più up-tempo e quasi punk) e affilando le chitarre (dal piglio hard rock) avendo come riferimenti Replacements, Goo Goo Dolls e Soul Asylum.
Oltre alla fulminante doppietta iniziale di "Goodnight Moon" (pubblicata anche come singolo) e "Pretty Mess" si ricordano con piacere "This Should Be", "What I've Done" e il soprendente brano acustico "Half A Chance" posto come ottimo finale.
Pur non facendo gridare al miracolo il disco è ben prodotto e suonato e potrà piacere (e non poco) a chi è rimasto deluso dall'ultimo "Let Love In" dei Goo Goo Dolls.

Tracklist:
01. Goodnight Moon
02. Pretty Mess
03. Drive-By Serenade
04. Pop School
05. Sonic Lullaby
06. This Should Be
07. Vacancy
08. What I've Done
09. Gemini
10. Half A Chance


Alexi Lalas International SoccerPer promuovere il disco Alexi girò anche in Europa come supporto degli Hootie & the Blowfish per poi tornare ancora una volta al calcio a stelle e strisce dove è la star indiscussa a tal punto che la Sony pubblico nel 1999 "Alexi Lalas International Soccer" un videogioco per la Playstation (esclusivamente per il mercato USA e giapponese) e nel 2000 fu l'autore del libro "Soccer for Dummies" dedicato ai neofiti del pallone.
Nel 2004 ha appeso definitivamente le scarpette al chiodo si è tagliato il pizzetto e ha indossato giacca e cravatta dedicandosi all'attività di commentatore televisivo (part time, tanto per arrotondare) e di presidente in diversi club, attualmente è alla guida dei Los Angeles Galaxy di David Backham Abel Xavier e Ruud Gullit in qualità di allenatore.
Sembra, però, che con la musica non sia completamente finita visto che sulla sua pagina MySpace sono presenti 4 brani inediti liberamente scaricabili, ma non ci sono notizie di un futuro nuovo album.

Alexi Lalas nel 2008Oggi di Lalas in Italia non se ne ricordano in tanti (e praticamente nessuno si ricorda della sua musica che ha lasciato in eredità nel Belpaese), un peccato perchè la sua figura innocente e naif ha dato, per un breve periodo, un po' di colore al triste e serioso mondo del pallone tricolore che per la prima ed unica volta (fin'ora) ha rischiato che il rock (ovviamente americano) gli rubasse il palcoscenico.

Edit Agosto 2008: Ruud Gullit ha lasciato l'incarico di allenatore e la dirigenza non ci ha pensato due volte a cacciare Alexi, visti gli scarsi risultati del club nonostanti i faraonici investimenti.

05 giugno 2008

Bill Cosby - Disco Bill (1977)

Bill Cosby - Disco BillIn Italia abbiamo conosciuto il grande Bill Cosby negli anni 80 per la sua carriera televisiva ne "I Robinson" ("The Cosby Show" è il titolo originale), ma l'attore americano aveva già alle spalle una carriera più che ventennale non solo come comico, ma anche come interprete in dischi comico-demenziali dall'altra parte dell'oceano.
"Disco Bill" è senza ombra di dubbio il disco più brutto mai realizzato da Cosby e l'ultimo di ben 5 album di parodie musicali; in questo caso il simpatico attore di colore fa il verso a Barry White in "A Simple Love Affair" a James Brown in "Boogie on Your Face" e "What Ya Think 'Bout Lickin' My Chicken" mentre tutto il resto si muove su ovvie quanto inefficaci coordinate principalmente disco-funky senza riuscire mai a catturare l'ascoltatore facendo abissare il nisco nella noia. Il risultato finale è anche pesantemente inficiato dal fatto che Bill non si è affidato ad dei testi scritti per l'occasione, ma ha improvvisato su tutto il disco.
Dopo questo grossolano passo falso Bill Cosby non produrrà più porcherie del genere e a partire dagli anni '90 darà una svolta alla sua carriera musicale incidendo apprezzabili dischi jazz grazie anche al fondamentale aiuto di musicisti eccellenti.

Tracklist:
01. A Simple Love Affair
02. What Ya Think 'bout Lickin' My Chicken
03. Rudy
04. Boogie On Your Face
05. Happy Birthday Momma
06. That's How I Met Your Mother
07. One, Two, Three
08. Section #9
09. A Nasty Birthday
10. What's In A Slang

04 giugno 2008

Rednex - Cotton Eye Joe (1994 - singolo)

Rednex - Cotton Eye JoeTutti vi ricorderete dei Rednex, autori del successo "Cotton Eye Joe" nell'ormai lontano 1994. In realtà la band non esiste, trattasi infatti di un gruppo di produttori svedesi (Janne Ericsson, Örjan "Öban" Öberg e Pat Reiniz) che ebbero la bizzarra idea di mischiare l'eurodance con la musica country; scelsero appunto il nome di Rednex per richiamare l'idea dei "rednecks" i sanguigni campagnoli americani.
Come primo singolo fu scelto di pubblicare una cover di un classico brano country "Cotton-Eyed Joe" e per fare questo si servirono di turnisti, della cantante Mary Joe (una delle tante bellezze che si alterneranno al micorfono nel corso della loro lunga carriera) e di comparse che vestivano appunto i panni di alcuni radneck.
Il brano sbancò letteralmente tutte le classifice dalla Scandinavia all'Inghilterra, dall'Australia agli Stati Uniti, grazie all'incredibile groove, alla demenzialità del video e dell'attitudine della band che fuse magnificamente ritmiche dance con strumenti tradizionali come il violino, il banjo e l'armonica, creando un perfetto mix dance-demenziale in brano sempreverde come colonna sonora di qualche giostra.
Trovata la formula magica la riproposero pedissequamente con il singolo successivo "Old Pop in a Oak", scandalosamente identico al precedente, che fallì di bissare il successo nelle charts pur ottenendo una buona airplay, sorte ancora peggiore toccò alla ballad "Wish You Were Here" (i Pink Floyd non c'entrano nulla) terzo singolo estratto dal loro disco di debutto "Sex & Violins".
Dopo questo exploit iniziale la band, pur continando la propria carriera con infiniti cambi di line-up (se così si può definire), ha continuato a sfornanare singoli di successo, ma solo in madrepatria.
In coincidenza con i campionati europei di calcio alle porte tornano alla ribalta con un nuovo brano autobattezzato come "inno non ufficiale" della competizione, ma diquesta è un'altra storia.

Rednex - Sex & Violins - Cotton Eye Joe

03 giugno 2008

Bad Copy - Uno Due Tre da "Sve Sami Hedovi" (2003)

L'Italia si sa è il paese del sole, degli spaghetti, della mozzarella e della mafia, lo sanno bene anche i nostri vicini della ex Yugoslavia e da Belgrado arrivano i Bad Copy a ricordarcelo.
Il trio hip hop serbo, con alle spalle alcuni album, cala l'asso pigliatutto nel 2003 con il singolo "Uno Due Tre" (tratto dal disco "Sve Sami Hedovi") dove, utilizzando luoghi comuni (pizza, spaghetti, lasagne, gelati, mafia, famiglia), nomi di personaggi famosi (Eros Ramazzotti, Cicciolina, Fabio Giannini, Gianluca Pagliuca) e noti brand tricolori (Pininfarina, Nastro Azzurro, alfa Romeo, Laura Biagiotti) rendono omaggio alla penisola del sole e del mare.
Per complatere l'opera è stato girato anche video demeziale con un intro delirante che rende il tutto ancora più kitch.
Ci prendono per il culo, ma è impossibile volergli male anche perchè non dicono nulla che non sia vero (a parte l'Audi Quattro che è tedesca).

Uno Due tre

Buona sera, signorina buona sera
Buona sera, signorina Napoli...

Italiano tassa, mafia, spaghetti
Audi Quattro, pizza don fileti
Confetti, shporeti, spaghetti, cornetti
Buon giorno, fighetti, eto vas na meti
Alfa Romeo, Milano, Torino
Rime su ti nulo, uno bambino
Torti, Ferrari, Djogani, Armani
Ajzache, barapchino, sa tom rimom stani
Ne hasamo nishta ako nema parmezani
Smrdimo na znoj kao talibani
Giugiaro, fumare, amore mio cazzo
Panzerotti, lasagne i lizanje maco
Gelati, capo di tutti i capi
Padrino, Ciccolina, uzivam u fanti
Pininfarina, Cavalli, Pedrini
Laura Biagiotti, Fabio Giannini
Felce Azzurro, paljeri di bagno
Tutto il corpo mon vida parfumato
Liquido sapone, segreto momento
Due tre, quattro tre, cinquecento
Lasciate, lasciate, lire mi cantare
Ragazzi Corleone, Sicilia Capone
Uno passeporte, sportisimo sofici
Eros Ramazzotti, solo prdim po Ibici
Solo prdim po Ibici.

Pivo, buksne i fukse sve
Mikrofon, bina vlazi im klitorise
Pare kad vide, parenje odma' pochne
Posle se iznova ponovo loche
Pivo, buksne i fukse sve
Mikrofon, bina vlazi im klitorise
Ne potpisujemo vishe ugovore
Uzmemo kesh i vidimo se posle.

Uno due tre,
porno mafia, dez, vinegal, sensei.
Uno due tre,
bicharke na travi, talas koji preti da sravni sve.

Ne gledaj me tako, odma' vadim prangijato
Tresu ti se ruke, glas zapev'o je vibrato
Bicharka je doshla, sada zeli kreshendo
Drala se, cele noci sam joj vik'o "piano!"
Fortisimo repujem, vune se pale na to
Dolaze na 'cert montirane pizzicato
Kakve su to shuzato, nije ti ovo shator
Princibesa sa sela, vrela k'o radijator
Roma, Milano, vale, pa pravac zatvor
Hashishare, fumare, pare lire, zajebi zakon
Coza Nostra famiglia, mio fratello grazie
Racije, pasije, to nije racionalno.

Pivo, buksne i fukse sve
Mikrofon, bina vlazi im klitorise
Pare kad vide, parenje odma' pochne
Posle se iznova ponovo loche
Pivo, buksne i fukse sve
Mikrofon, bina vlazi im klitorise
Ne potpisujemo vishe ugovore
Uzmemo kesh i vidimo se posle.

Uno due tre,
porno mafia, dez, vinegal, sensei.
Uno due tre,
bicharke na travi, talas koji preti da sravni sve.

Lemi livo skodi, smoka sigaretta
Gianluca Pagliuca, famiglia vendetta
Mesadjio sende, bicharke se sete
Pizza, lasagna, kuvam i spaghetti
D'Italia, Sicilia, Don Vito Corleone
Torino singnorine, ja i Salvatore
Neki glas zove "singnore nema love"
Forza rossoneri, Mussolini dittatore
A ja zovem bicharke na kobas blajvatore
El producente, hip-hop kardinale
Kvatro tri na kaza, stil originale
Transmisia direta, duks airo postale
Vitoria Sensei, signore galante
Nastro Azzuro, chitarra musicante
Rima arrogante, vita costante
Kobasica grande, sve bicharke pamte.

Pivo, buksne i fukse sve
Mikrofon, bina vlazi im klitorise
Pare kad vide, parenje odma' pochne
Posle se iznova ponovo loche
Pivo, buksne i fukse sve
Mikrofon, bina vlazi im klitorise
Ne potpisujemo vishe ugovore
Uzmemo kesh i vidimo se posle.

Uno due tre,
porno mafia, dez, vinegal, sensei.
Uno due tre,
bicharke na travi, talas koji preti da sravni sve.
Uno due tre,
porno mafia, dez, vinegal, sensei.
Uno due tre,
bicharke na travi, talas koji preti da sravni sve.