31 marzo 2008

Elio e le Storie Tese - Dopofestival 2008 (2008 - bootleg)

Elio E Le Storie Tese - Dopofestival 2008Tutto si può dire di male dell'ultimo penosissimo Festival di Sanremo, ma chiunque concorderà sulla fantastica performance degli Elio e le Storie Tese come organizzatori e conduttori del "Dopofestival" e sulla loro strepitosa rivisitazione rock-sinfonica di "Largo Al Factotum" nella serata finale.
Oltre ad organizzare (volutamente) inutili discussioni sulle canzoni in gara, sono riusciti a coinvolgere attivamente i vari cantanti con improbabili scenette ed inediti duetti, sdrammatizzando l'atmosfera ingessata del Festival prendendo bonariamente tutti per il culo.
Sarebbe stato un peccato imperdonabile lasciar disperdere le gemme musicale partorite dal simpatico complessino durante quei quattro giorni, nei quali hanno stravolto le canzoni presentate alla kermesse, creando spettacolari e coloriti mash-up e mostrando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, la loro preparazione musicale e la loro duttilità. Grazie al lavoro del dottor Marok le canzoni sono state registrate e raccolte creando una piacevolissima compilation per questo imperdibile bootleg che a tratti è ben più divertente dell'ultimo "Studentessi".

Tracklist:
01. Sigla Dopofestival Anni '50
02. Ninna Nanna
03. Tristezza
04. Un Falco Chiuso In Gabbia (con Toto Cutugno)
05. L'ultimo Film Insieme (con Michele Zarrillo)
06. Sigla Dopofestival Anni '60
07. Piano Medley (Sergio Conforti Vs Sergio Cammariere)
08. Cane e Gatto (di Bianca Guaccero)
09. Cammina Cammina
10. Il Rubacuori
11. Ricordi
12. Sigla Dopofestival
13. Il Mio Amico
14. Grande
15. Higher Ground (con Mietta)
16. Nel Blu Dipinto Di Blu
17. Sigla Dopofestival Anni '70
18. Rock And Roll Robot
19. Vita Tranquilla (con Frankie Hi-Nrg Mc e Simone Cristicchi)
20. Grande Sud
21. O Mia Bela Madunina (di Eugenio Bennato)
22. Sigla Dopofestival Anni '80
23. Bisogna Saper Perdere
24. Cuore Matto (Max Gazzé Vs Faso)
25. Il Solito Sesso (con Max Gazzè)
26. I Say A Little Prayer (con Giorgia)
27. L' Amohre
28. Vecchio Scarpone
29. Figaro Intro Gialappa's
30. Figaro Intro Lucilla
31. Figaro (Largo Al Factotum)
32. Intervista Ad Elio

Enjoy:
lix.in/782cca40
lix.in/c267da33

Grazie a Gottle per la raccolta e la copertina

28 marzo 2008

Jackyl - The Lumberjack da "Jackyl" (1992)

JackylGli anni '90 non son stati una decade fortunata per l'hard'n'heavy classico e molte band famose vennero gambizzate dalla moda del grunge portando un po' di aria fresca. A parte Guns N' Roses (che poi implosero), Bon Jovi e Aerosmith (che cominciarono a svendersi entrambi) tutti i maggiori act "hair metal" (termine odiosissimo quanto efficace) della decade precedente sparirono dal circuito mainstream.

Al contrario i Jackyl, giocando con la loro immagine di radneck del r'n'r e con un umorismo piuttosto rozzo, nella prima metà del decennio scorso ottennero ottimi consensi (un po' come accadde agli Ugly Kid Joe) prendendo parte a Woodstock '94 ed avendo l'onore di ospitare Brian Johnson (voce degli AC/DC) in un loro album.

27 marzo 2008

David Hasselhoff - Night Rocker (1985)

David Hasselhoff - Night RockerLa prima prova discografica di David Hasselhoff è contemporaneamente la migliore della sua lunga discografia e la più patetica. Il mitico Michael Knight ce lo ritroviamo piazzato sulla copertina dell'album con il suo sguardo da manzo che imbraccia una Gibson Explorer sul cofano di una vettura nera che, guarda caso, ricorda l'auto dei sogni K.I.T.T. sua fedele compagna di avventure.
Il disco mantiene le aspettative (quali vi chiederete voi) e difatti si dimostra un insulso frullato di rock radiofonico, pop insipido e slanci AOR, delineando sin dal principio il limbo sonoro nel quale piacera' sguazzare a The Hoff.
La title track è il perfetto summa del nulla hasselhoffiano in pieno stile Frank Stallone (quindi poi non tanto male considerando il resto), la scatenata "Do You Love Me" non è molto di più che un brutto scherzo, forse registrato in una notte alcolica del nostro su una base per karaoke, mentre ascoltando l'inenarrabile ballad "Any Kind of Love at All" ci si imbarazza per l'attore americano che si trasforma magicamente in un perfetto cantante da matrimoni accompagnato dalla voce di Catherine Hickland (che impreziosisce anche "Our First Night Together" per la quale è stato girato anche un imprescindibile videoclip e la cover conclusiva "Let It Be Me" inserita addirittura in una puntata di "Knight Rider" dallo stesso titolo); il resto è puro decorativismo sonoro da quattro soldi estremamente kitch.
Successivamente l'album venne ristampato con una copertina da fotoromanzo perdendo anche quel fondo di magica tamarraggine un po' ironica che sprigionava in origine.

Tracklist:
01. Night Rocker
02. Crazy On a Saturday Night
03. Do You Love Me
04. Our First Night Together
05. She Cried
06. No Way To Be In Love
07. Any Kind of Love at All
08. All The Right Moves
09. No Words for Love
10. Let It Be Me

title="compra Night Rocker su iTunes">David Hasselhoff - Night Rocker

26 marzo 2008

Must - Sado Maso Disco (1978 - 12'')

Must - Sado Maso DiscoDel tutto casualmente mi sono imbattutto in questa rarità transalpina di fine anni 70, ma ne sono immediatamente rimasto folgorato, a partire dal titolo e dalla copertina che ci fa subito intuire cosa ci troveremo di fronte e soprattutto dal retro che sottolinea l'accordo tra i due protagonisti con una solenne stretta di mano.
Il 12'' ad opera dei fantomatici Must (un nome un programma), autori tra l'altro di quest'unica pubblicazione, consiste in una banale base disco ripetuta ad libitum, impreziosita dalla schioccante frusta del master e dai gemiti della slave che riceve le frustate con enorme piacere.
Il testo è un altro capolavoro di ermetismo contemporaneo con solo tre frasi ripetute di continuo. "You like the whip!", "Dance, dance, dance" ed ovviamente "Sado Maso Disco".
La Epic ha avuto il coraggio di pubblicare questa zozzeria in Francia, mentre la CBS ha pensato di esportarla in Brasile e l'anno successivo anche in Canada.
Sortunatamente il brano non ottenne un grande riscontro di pubblico, ma quello che mi meraviglia maggiormente è che nessun produttore di film hard abbia mai pensato di inserire questa canzone nella colonna sonora di qualche pellicola a luci rosse dell'epoca.

Sado Maso Disco
(Michel Gouty - C. Ganou - Pierre Naçabal)

[Chlak !]
- Hoo !
[Chlak !]
- Hohooo !

You like the whip !
You like it !

[Chlak !]
- Hoo !
[Chlak !]
- Hohooo !

You like the whip !
Baby, you like it !

[Chlak !]
- Hoo !
[Chlak !]
- Hohooo !

You like the whip !
Ooh, baby, You like it !

[Chlak !]
- Hoo !
[Chlak !]
- Hohooo !

You like the whip !
You like it !

You like the whip !
You like the whip !
You like the whip !
You like the whip !
Dance, dance, dance
Sado Maso Disco
Dance, dance, dance
Sado Maso Disco
Dance, dance, dance
Sado Maso Disco

[Chlak !]
- Hummm !
[Chlak !]
- Hohooo !

You like the whip !
Oh… you like it !

[Chlak !]
- Hummm !
[Chlak !]
- Hohooo !

You like the whip !
You like it !

[Chlak !]
- Hummm !
[Chlak !]
- Hohooo !

You like the whip !
Baby, you like it !

You like the whip !
You like the whip !
You like the whip !
You like the whip !
Dance, dance, dance
Sado Maso Disco
Dance, dance, dance
Sado Maso Disco
Dance, dance, dance
Sado Maso Disco

Hum ! Han ! Ho ! Ho ! Hoooo !
Hooooo ! Hoo ! Hoo ! Hu !
Humm ! Hum ! Hummm ! Ho ! Ho !
Hooo ! Ho ! Huh ! Huh ! Han ! Han…

[Chlak !]
- Hoo !
[Chlak !]
- Hohooo !

You like the whip !
You like it !

[Chlak !]
- Hoo !
[Chlak !]
- Hohooo !

You like the whip !
Baby, you like it !

[Chlak !]
- Hoo !
[Chlak !]
- Hohooo !

You like the whip !
Ooh, Baby, you like it !

You like the whip !
You like the whip !
You like the whip !
You like the whip !
Dance, dance, dance
Sado Maso Disco
Dance, dance, dance
Sado Maso Disco
Dance, dance, dance
Sado Maso Disco

D' you want some more, Baby ?

[Chlak !]
- Hoo !
[Chlak !]
- Hohooo !

You like the whip !
You like it !

[Chlak !]
- Hoo !
[Chlak !]
- Hohooo !

You like the whip !
Baby, you like it !

[Chlak !]
- Hoo !
[Chlak !]
- Hohooo !

You like the whip !
Ooh, you like it !

You like the whip !
You like the whip !
You like the whip !
You like the whip !
Dance, dance, dance
Sado Maso Disco
Dance, dance, dance
Sado Maso Disco
Dance, dance, dance
Sado Maso Disco

25 marzo 2008

Hulk Hogan and The Wrestling Boot Band - Hulk Rules (1995)

Hulk Hogan and The Wrestling Boot BandPuò sembrare forse bizzarro che un wrestler famoso decida di pubblicare un disco (ma anche no, visto che anche Macho Man è entrato da poco nel music business), ma pochi sanno che la prima passione di Hulk Hogan (all'anagrafe Terry Gene Bollea) era la musica, infatti il biondo "Real American" in gioventù si dilettava a suonare il basso in una cover band fino a quando - dice la leggenda - in una rissa non fu malmenato da un wrestler professionista e quindi decise di intraprendere anche lui quella carriera abbandonando fortunatamente le sue velleità artistiche.
Negli anni '80 il wrestling raggiunse l'apice della sua popolarità diventando l'uomo simbolo della federazione più famosa, la WWF; se avesse realizzato questo album allora, probabilmente sarebbe stato un enorme successo, purtroppo le tempistiche di uscita del disco furono pessime e l'album appare un maldestro tentativo di tornare sulla cresta dell'onda o racimolare qualche dollaro proprio quando la popolarità del wrestling era ai minimi storici a seguito dello scandalo per uso di sostanze dopanti (in cui Hulk fu coinvolto come teste).
Per incidere il disco, Hulk, impegnato al basso e alla voce, chiamò al suo fianco la moglie Linda Bollea (piano e voce - con la quale oggi è in corso una causa di divorzio), l'amico Jimmy Heart (tastiere e voce - manager di numerosi wrestlers ed ex membro dei The Gentrys, one shot band negli anni '60 quando andarono in tour con i Beach Boys e Sonny and Cher - mica pizza e fichi!) e J.J. Maguire (chitarra, tastiere e batteria). Il risultato va oltre ogni più funesta aspettativa: un mix senza capo nè coda di rap, pop e stadio rock con un sound vecchio almeno di 8-10 anni nel senso più kitch del termine; se poi parliamo di contenuti ci si avvicina al vuoto spinto visto che dalla prima all'ultima canzone è un'autocelebrazione del campione di wrestling, davvero fuori tempo massimo.
L'iniziale "Hulkster's in the House", che non vede la star del ring al microfono, vorrebbe essere un anthem rock da stadio, ma può fare solo sorridere per la produzione pessima ed il suo testo ai limiti ella comicità: "We're rockin' down the house, the band is playin' loud, we're blowin' off the roof". La seguente "American Made" era la song che introduceva l'arrivo di Hulk Hogan sul ring negli anni '90 quando combatteva per la WCW; nemmeno questa volta si ode il vocione del lottatore americano, ma bensì è l'ugola di un Sammy Hagar wannabe ad allietarci, purtroppo il brano è una sbiadita fotocopia (sia nella musica che nel testo) di "Real American" il famosissimo tema di Hulk ai tempi della WWF che non è stato possibile inserire nel CD perchè la vecchia federazione ne deteneva i diritti.
Finalmente dalla terza traccia "Hulkster's Back" il nostro idolo prende il microfono e realizza un piccolo capolavoro dell'orrido, tentando di rappare su una base sintetizzata da due soldi come sulla ben peggiore "Beach Patrol"; altri brani di nota sono "Bad to the Bone" (non la cover di George Thorogood) cantata da Jimmy Heart, che sembra un brutto demo degli ZZ Top dell'era "Afterburner", la didattica "I Want to Be a Hulkamaniac" è invece un infimo brano rap-dance nel quale Hulk, sulla scia di quanto fatto da Mr. T 10 anni prima, cerca di dare buoni consigli ai ragazzi, ma i risultati sono, ancora una volta penosi anche nelle intenzioni, mischiando confusionari messaggi anti droga ("You don't need drugs to move your feet / When the dealer tries to push on you / Just tell him what you're gonna do ... I Want to be a Hulkamaniac / Have fun with my family and friends") e buoni consigli della domenica come uno zio noioso ("Try to do good each and every day / Don't give up nothin' bad to say / Always go swimming with a buddy / Work real hard and always study / If you want to be real real cool / Don't be so stupid and play the fool / Get your education each and every day"); "Hulk's the One" è affidata all'ugola d'oro della signora Hogan, Linda, su un motivetto che ricorda "Never Gonna Give You Up" di Rick Astley, ci parla di come ha conosciuto il forzuto maritino con memorabili frasi d'amore come "My friends all tell me you're bad to the bone / Please be bad to me" (mh forse una relazione sadomaso?) e "When you turned on the charm, I heard the alarm / I should have called the police".
L'ultimo brano degno di nota è la ballata strappalacrime "Hulkster in Heaven" (scritta nel 1992), dedicata ad un suo giovanissimo fans morto per una malattia incurabile, purtroppo, anche se il tema è profondo, non si può evitare di ridere ascoltando versi come "I used to tear my shirt, but now you've torn my heart / I knew you were a Hulkamaniac right from the very start ... The world just lost another Hulkamaniac / I wish Hulk's love could bring you back again".
Il disco è una porcheria con pochissimi eguali, ma nonostante questo ad Hulk Hogan si perdona tutto, anche se, dopo essere venuti a conoscenza di schifezze colossali come questa, nasce dentro di noi un odio incondizionato per i produttori musicali che riuscirono a piazzare l'album addiritture nella top ten di Billboard (!!!). Come si dice in questi casi: oltre al danno anche la beffa.

Tracklist:
01. Hulkster's in the House
02. American Made
03. Hulkster's Back
04. Wrestling Boot Traveling Band
05. Bad to the Bone
06. I Want to Be a Hulkamaniac
07. Beach Patrol
08. Hulk's the One
09. Hulkster in Heaven
10. Hulk Rules

21 marzo 2008

Combo De La Muerte - Tropical Steel (2008)

Combo De La Muerte - Tropical SteelI Combo de La Muerte sono sempre stati un gruppo che ho amato sin dalla prima nota quando li scoprii qualche anno fa e che hanno partecipato anche alla "Maispeis Compilation", quindi un gruppo caldamente raccomandato da Orrore a 33 Giri per la loro geniale quanto folle idea di base, cioè riarrangiare classici dell'heavy metal in chiave latin jazz.

Dopo il loro debutto con un 7'' intotolato "La Maldiciòn del Combo" che mostrava tutte le potenzialità della band finalmente dopo 2 anni di attesa possiamo gustarci la loro prima prova sulla lunga distanza.
Cominciamo con il dire che l'album è suonato, arrangiato e prodotto ottimamente, ma quello che rende davvero speciale il disco è quell'atmosfera in perenne bilico tra jazz, lounge, salsa, bossanova che pare suonata nel magico mondo di Monkey Island (rigorosamente dei primi 2 episodi) creando un suono molto personale che viene ottimemnte riassunto dall loro azzeccatissima definizione di "voodoo latin jazz".

Anche se non conoscete le versioni originali vi trovere inconsapevolmente a battere il piedino su brani dal groove trascinante come "Breaking The Law", "I Wanna Be Somebody", "Collection By Blood", "Power And The Glory" o la scatenatissima "Highway To Hell"; con "Mama I'm Coming Home" la band svisa, invece, su atmosfere più hawaiane quasi tributando un omaggio a Israel Kamakawiwo Ole (pace all'anima sua), con la splendida ballata "Defender" accarezzano il soul-jazz non troppo lontano alla ben nota Norah Jones, mentre "Peace Sells" è un vero tripudio di percussioni inseguite a fatica da pianoforte e chitarre. Anche nei momenti più sulfurei la band suona compatta e convincente proponendoci "Wrathchild" con un ottimo stacco elettronico, "Pull The Plug" con un solo di chitarra davvero voodoo, nel senso hendrixiano del termine, e con la nerissima "Black Sabbath" che viene trasformata in un vero e proprio sabba tribale.

Se proprio si vuole criticare il combo si potrebbe dire che la voce maschile di Rodrigo Defensor manca di calore e di una timbrica personale e appiattisce alcuni passaggi quando è assente la dialettica con le bravissime Luz De Brujo e Mariposa Infierno, come nel caso di "Eat The Rich" che non lascia il segno.

Se questi ragazzi hanno un po' di fortuna potrebbero facilmente vedere utilizzati alcuni loro brani in qualche colonna sonora o in qualche compilation, speriamo che il mondo si accorga di loro! Nel frattempo, che apprezziate o meno Richard Cheese, non fatevi scappare questo ottimo album che potete acquistare sulla loro pagina MySpace dove è possibile ascoltare qualche estratto.

Tracklist:
01. Proyecto Satanico
02. Breaking The Law (Judas Priest)
03. South Of Heaven (Slayer)
04. I Wanna Be Somebody (W.A.S.P.)
05. Peace Sells (Megadeth)
06. Venganza Del Infierno
07. Mama I'm Coming Home (Ozzy Osbourne)
08. Wrathchild (Iron Maiden)
09. Collection By Blood (Dismember)
10. Te Gusta El Metal?
11. Highway To Hell (AC/DC)
12. Pull The Plug (Death)
13. Eat The Rich (Motorhead)
14. Levantate Joven Guerrero
15. Defender (Manowar)
16. Power And The Glory (Saxon)
17. Come To The Sabbath (Mercyful Fate)
18. Black Sabbath (Black Sabbath)
19. Triunfo Metal
20. You Suffer (Napalm Death)

Combo De La Muerte - Tropical Steel

20 marzo 2008

AA.VV. - Italiani Brava Gente vol.16 Rap (2008)

AA.VV. Italiani Brava Gente vol.16 RapPer mettere un po' di spezie nella serie Italiani Brava Gente è uscita la prima raccolta tematica a base di rap in salsa tricolore. La compilation è un'impietosa fotografia della scena italiana dove cani e porci si sono cimentati con l'hip hop, pensando che bastasse buttare giù qualche rima baciata su una squallida base.
Il delirante excursus parte dai primi anni '80 con brani che suonano davvero old school, se mi permettete questo termine; particolarmente datate appaiono le performance di Antonello Fassari con la sua "Roma di Notte" che nonostante possa essere considerata la prima canzone rap in italiano (siamo nel lontano 1983) ascoltarla oggi è davvero imbarazzante, non solo per l'arrangiamento, ma per il testo delirante senza un filo logico, della stessa pasta sono "Una Notte Maledetta" di Pino D'Angiò che è più vicina ad una spoken song più che ad un vero e proprio rap (è curioso ascoltare come fosse in anticipo sui tempi l'idea di inserire un ritornello pop in un brano hip hop) e "Let's All Dance" della Band of Jocks (un combo formato da 10 famosi DJ italiani dell'epoca: Federico L'Olandese Volante, Betty Miranda, Gianni De Berardinis, Max Pagani, Ronnie Jones, Claudio Sottili, Leopardo (Leonardo Rececconi), Tommy, Mauro Micheloni ed Enzo Persuader); come ciliegina sulla torta troviamo il rap-dance dell'indimenticabile Charlie "Faccia da Pirla".
Dopo questa infornata anni 80 si passa alla decade successiva con i terribili quanto paraculi B-Nario, quando avevano ancora ambizioni da rapper, e la loro orripilante "Voglio Fare il D.J." tratta dal loro album di debutto, il gay rap di Diablo (chi è costui?) con "Volgay Rap" e per finire il mitico Mauro Repetto con l'incomprensibile, nel senso letterale del termine, "Ma Mi Caghi?" dove sciorina tutta la sua incapacità comunicativa ancorchè artistica, insomma un vero gioiello.
La parte finale della tracklist è dedicata ad episodi più recenti e qui sono nascoste le tracce più interessanti come "Piano Piano", un rap sfiatato ad opera de Il Divino Otelma, "Federica" dei Flaminio Maphia, che cercano di bissare, fuori tempo massimo, il successo degli Articolo 31 con "Ohi Maria", celando doppi sensi sotto il nome di una fanciulla (facendosi aiutare dal tema di Super Mario Bros), lo sfigatissimo Spitty Ca$h ed il suo allucinante anthem "Difficoltà nel Ghetto", ma il vero gioiello nascosto è il ridicolo gangsta rap all'amatriciana di Metal Carter che ci regala uno dei testi più "belli" dell'intero panorama hip hop contemporaneo, esordendo con "stupro mia nonna dentro ad un bosco / le metto nella vagina un poster di Vasco" recuperando addirittura "Rock Me Amadeus" di Falco come base.
Ad un primo approccio può sembrare un po' ostica, ma qui troverete un pozzo nero di musica dei "bro" che soddisferà anche i palati più esigenti; grazie a Romo per tutto questo.

Tracklist:
01 - Romo - Intro
02 - Antonello Fassari - Roma di Notte
03 - Pino D'Angiò feat. Piera Romoli - Una Notte Maledetta
04 - Band of Jocks - Let's All Dance
05 - Charlie - Faccia da Pirla
06 - B-Nario - Voglio Fare il D.J.
07 - Franco Godi - Uno Rap feat. Gregorio [skit]
08 - Mauro Repetto - Ma Mi Caghi?
09 - Diablo - Volgay Rap
10 - Enzo Salvi - Vomito (versione da "Natale in India")
11 - 0131 - Il Danno (Album Version)
12 - Giucas Casella & Gianfranco Rosi - Change Rap
13 - Maluentu - L'Estate 2004
14 - Flaminio Maphia - Federica
15 - J. Ax - Uno Rap Up [skit]
16 - Metal Carter - Pagliaccio Di Ghiaccio
17 - Gladyus - Solo Spazzatura
18 - Bruno Corda e Vittorio Sanna - Cuore Rossoblù
19 - Il Divino Otelma feat. Simona Sposato - Piano Piano
20 - Dabol Trabol - Duoble Mission
21 - Spitty Ca$h feat. Scossa - Difficoltà nel Ghetto
22 - Sir J - L'Ultimo Della Sera
23 - Romo - Outro (a cappella)

14 marzo 2008

Spliff - Carbonara (1982 - 7'')

Spliff - CarbonaraSe non avete intorno ai 30 anni probabilmente non avrete mai sentito parlare degli Spliff (l'equivalente di "joint", originariamente in inglese giamaicano) una band tedesca nata nel 1979 dalle ceneri della Nina Hagen Band (non i primi fessi) che nell'estate del 1982 ottenne una certa popolarità, oltre che in Germania, anche in Italia con "Carbonara" un brano reggae bianco che può essere considerato il contrappunto straniero di "Italia" di reitaniana memoria.

Sebbene pochi oggi si ricordino di loro, nè tantomeno di questo brano, pensavo fosse davvero un peccato non condividere tale gioiello con tutti voi. La canzone è in "italiesco" ovvero in una specie di italiano sgrammaticato ed in tedesco; il testo sciorina luoghi comuni sul Belpaese come solo "Giapponese a Roma" è riuscita a fare, ma riuscendo a non azzeccare nemmeno una coniugazione.

In realtà la canzone, dopo averci parlato del risaputo amore dei tedeschi per l'Italia (i limoni, la Mafia, le Brigate Rosse, i gelati, la mamma, lo spumante ecc.), parla dell'annoso problema del cibo per i poveri turisti squattrinati che, non potendo permettersi le prelibatezze locali, si devono rassegnare a mangiare tutti i giorni spaghetti (alla) carbonara, accompagnati da una misera Coca Cola.

Ovviamente la canzone parla di fantascenza, ce li vedete voi negli anni '80 i turisti teutonici con le tasche piene di Marchi a fare i pezzenti in Riviera Romagnola? Suvvia! (lo ribadiscono anche nel testo "distruzione della lira").

Nel 2003 è uscita "Carbonara 2003" un remix trance ad opera di tale Ameno, c'è bisogno di aggiungere che si tratta di una porcheria?

Spliff - The Best of Spliff - Carbonara

Carbonara

Io voglio viaggiare in Italia
in paese dei lìmoni
Brigade Rosse e la Mafia
caccìano sulla Strada del Sol.
Distruzione della Lira
Gelati Motta con brio
Tecco mecco con ragazza
ecco la mamma de amore mio.

Sentimento grandioso per Italia
baciato da sole calda
borsellino è vuoto totale
percio mangio sempre e solo
Spaghetti

Carbonara - e una Coca Cola
Carbonara - e una Coca Cola
Carbonara - e una Coca Cola
Carbonara - e una Coca Cola

Scusi senorina willst du auch'n Spliff ?
Oder stehst du nur auf Männer mit Schlips ?
Ich hab' sonst nichts was ich dir geben kann
aber blond bin ich is das vielleicht nix ?
Amaretto ist ein geiles Zeug
ich bin schon lull uns lall
hab' keine Ahnung ob du mich verstehst
doch du lächelst und mein Herz tut'n Knall.

Belladonna ich lad dich jetzt zum Essen ein
mangiare
tu capito ? andiamo !
Asti Spumante wird es nicht gerade sein !
Aber dafür gibt's schon wieder mal
Spaghetti

Carbonara - e una Coca Cola
Carbonara - e una Coca Cola
Carbonara - e una Coca Cola
Carbonara - e una Coca Cola

13 marzo 2008

Carlo Cori - Nessuno (2007)

Carlo Cori - NessunoSe vi chiedessero qual'è il rocker italiano più famoso in coro rispondereste Vasco Rossi (sic!), ma al di fuori dei patri confini l'ex DJ di Zocca non è "nessuno", mentre dal Baltico alla Russia riecheggia un solo nome: Carlo Cori.
Chi è costui? Vi chiederete. Carlo è il figlio di Ruggero Cori del quartetto di Marino Marini, che seguendo le orme del padre si è dato al bel canto o meglio al "rock targato Italia" (chi se lo ricorda?); Carlo dopo aver inciso un primo album assieme a Patrizia Fanfani (nipote dell'allora capo del governo Italiano), come un novello Mosè ricevette dal Dio della TV (Mike Bongiorno) un telegatto (nel 1983 per l'album "Innamorati" inciso per un etichetta svedese) e dal Dio del rock Italiano (dopo due giorni di visita spirituale a Zocca) una chitarra elettrica (in realtà era una batteria, ma la chitarra fa più r'n'r) affidandogli la missione di diffondere la musica del diavolo presso quelle popolazioni di infedeli che si estendevano ad Est del Reno.
Carlo, a questo punto cambia barbiere e comincia a sfoderare una chioma lungocrinita da vero rocker (siamo a metà anni 90) incidendo il suo primo grande successo internazionale "Posto di Blocco" (dedicato alle polizie di tutta Europa che continuamente lo fermano per perquisirlo, e realizza per la title track anche un delirante videoclip con il permesso del Ministero degli Interni). Grazie al successo del disco in Germania, Russia e nei paesi del Baltico il nostro, con la sua band, i Rock Circus, potè effettuare concerti trionfali di fronte a decine di migliaia di fans diffondendo la buona novella del "sesso, spaghetti e rock'n'roll" (cit.).
Nonostante nel Belpaese di lui si cominci a parlare anche in TV come ambasciatore della musica italiana nel mondo (su "Target", "Tempi Moderni" e "Mazzi Tuoi" del sacerdote senza vergogna Don Mazzi da cui viene addirittura intervistato), i sui due dischi successivi "Ti Spacco In 2 Come Una Mela Acerba" (no comment!) e "Uomini" si rivelano assolutamente fallimentari, facendolo ripiegare sul mercato straniero.
Nell'Agosto 2006 organizza e presenta a Jurmala (Riga) in Lettonia, un format TV intitolato "Figli delle Stelle" invitando grossi nomi come della canzone e dello spettacolo tra cui Al Bano e il figlio Yari Carrisi (!?!), Franco Nero e il figlio Carlo Gabriel, Irene Fornaciari (sì, proprio la figlia di Zucchero), i Righeira, Sabrina Salerno e Alan Sorrenti (preso a nolo dal qualche museo egizio) con i quali intona come gran finale della manifestazione "Nel Blu Dipinto di Blu".
Forte di questo successo, nel 2007 pubblica la sua ultima fatica, edita anche in Italia grazie alla lungimiranza della Interbeat, che raccoglie 10 nuove canzoni ed un ramake di "Sognatori" tratta dall'album omonimo inciso per la Duck Records ma mai pubblicato. Sin dall'incipit della nichilistica title track, che inizia con un palese riff-tributo ad una certa "Smoke on the Water", ci si accorge che, pur un po' imbolsito dall'età, Carlo Cori è rimasto il vecchio e ruspante rocker di sempre, con l'atteggiamento da Vasco-wannabe che racconta storie quotidiane, quasi autobiografiche, in maniera teneramente naif come potrebbe fare il vostro zio rocker che indossa ancora quei ridicoli giubbotti di pelle con le frange (in ogni famiglia c'è uno zio così). Tutto il disco è un tripudio di sonorità da stantio stadio-rock anni 80 come "Insieme a Te Sto Bene", "Cosa C'è", "Kain Problem", "Salvatore" e "Sognatori", un sentito tributo a Vasco Rossi con testo da scuola elementare con cose tipo "Di Vasco ce n'è uno tutti gli altri fan 31!" per il quale è stato girato anche un videoclip (ancora una volta ai limiti della demenzialità); questa ammirazione per il Blasco si traduce, però, in ammiccamenti veramente troppo espliciti, come in "Che Noia", "Un Altra Storia" e soprattutto nella ballad finale "Non Mi Va".
"Biondo, occhi azzurri, capelli lunghi color oro, faccia pulita, fisico prestante, paracadutista scelto, rocker on the road, ma soprattutto voce roca, sensuale, rubacuori europeo, colleziona Rolex, adora le Porsche, con le donne è in missione per dare amore" (direttamente dal suo sito ufficiale) questo è il Vasco dei Balcani che mezza Europa ci invidia mentre l'Italia non lo apprezza.
Fatevi del bene, fate un salto sul suo MySpace ed ascoltate qualche brano, se poi passate dalle parti di Riga guardate i manifesti perchè potreste avere l'onore di assistere ad un suo mega concerto.

Tracklist:
01. Nessuno
02. Cosa C'è
03. Sognatori
04. Carlo
05. Insieme a Te Sto Bene
06. Che Noia
07. Un Altra Storia
08. Famme Briacà
09. Kain Problem
10. Salvatore
11. Non Mi Va

Carlo Cori - Nessuno

12 marzo 2008

I Cavalieri Del Re - Lupin, Ladro Gentiluomo (1982 - inedito)

Lupin III Il castello di CagliostroSollecitato dai commenti su "Planet O", la primissima sigla italiana dell'anime Lupin III, ho deciso di trascinarvi in una interessante unicronia.
Immaginate come sarebbe stata la vostra fanciullezza se come sigla della seconda serie del cartoon sul ladro gentiluomo, invece della famosa e bellissima sigla "Lupin" dell'Orchestra Castellina-Pasi, i produttori avessero optato per "Lupin, Ladro Gentiluomo" realizzata da I Cavalieri Del Re, all'epoca affermati compositori di sigle per anime giapponesi.
Il brano, cantato da Riccardo Zara con la partecipazione dal piccolo Jonathan, è un piacevole bebop in pieno stile Cavalieri Del Re ottimamente composto e suonato (come sempre d'altronde), ma che ha il suo tallone d'Achille in un testo piuttosto povero e banale, accompagnato da una linea melodica che sa troppo di filastrocca.
Purtroppo per la famiglia Zara lo scontro è stato davvero impari con il piccolo capolavoro nato dalla sinergia della musica di Franco Micalizzi e del testo di Franco Migliacci, interpretato magnificamente dalla voce di Irene Vioni accompagnata dall'Orchestra Castellina-Pasi; la canzone, un tradizionale walzer, oltre a rappresentare una sigla di rottura, come la precedente "Planet O", conferisce al cartoon un tocco tipicamente francese che si sposa a meraviglia con il protagonista della serie animata.
La canzone dei Cavalieri del Re, che potete scaricare grazie ad Erik, non fu mai pubblicata e se trovate in giro per il web delle potenziali copertine di fantomatici 7'' sappiate che si tratta di falsi d'autore creati a solo scopo ricreativo; ufficialmente il brano oggi è reperibile solo come extra nel DVD "Il Castello di Cagliostro - Box Collection" edito solo nel 2003. Benchè fosse una canzone inedita esiste anche una (straziante) cover eseguita dal corvo miliardario Rockfeller, animato da José Luis Moreno, e pubblicata nell'album "Rockfeller a Pentathlon" (1985) ispirato all'omoniomo gioco televisivo.
Se a suo tempo questo brano fosse stato scelto ci potrei scommettere che oggi molti di quelli che si mettono quasi a piangere ascoltando il famosissimo giro di fisarmonica, sarebbero i primi a sghignazzare su un Lupin da balera. Per concludere gustatevi il testo di Riccardo Zara.



Lupin, Ladro Gentiluomo

Yuhu!

Lupin, Lupin, Lupin (forza Lupin!)
Lupin, Lupin, Lupin (dai scappa!)
Lupin, Lupin, Lupin (bravo Lupin!)
Lupin, Lupin, Lupin, Lupin! (evviva!)

Come un vulcano scotta, come una freccia va,
dal commissario scappa, con grande abilità.
E' un ladro gentiluomo, male a nessuno fa,
abile la sua mano, nell'alta società.

Lo sguardo suo magnetico, furbo anche ma simpatico,
elegante e atletico Lupin!

Vai!

Lupin, Lupin, Lupin (forza Lupin!)
Lupin, Lupin, Lupin (dai scappa via!)
Lupin, Lupin, Lupin ( dai che ce la fai!)
Lupin, Lupin, Lupin, Lupin! (bravo!)

Come una molla scatta, come una volpe va,
nessuno mai lo acchiappa, grande genialità!
Il commissario matto, con lui diventerà,
ma sotto, sotto, sotto, lo lascia in libertà!
Tutte le donne svengono, se lui le lascia piangono,
giorno e notte sognano Lupin!

La baronessa dorme già, ma nel palazzo un ombra va...
chi mai sarà!? (Lupin, Lupin, Lupin, Lupin, Lupin, Lupin)
la cassaforte è già aperta, quella mano troppo esperta...
(ma di chi è?) è di Lupin! (evviva!)

Come un vulcano scotta, come una freccia va,
dal commissario scappa, con grande abilità.
E' un ladro gentiluomo, male a nessuno fa,
abile la sua mano, nell'alta società.

Lo sguardo suo magnetico, furbo anche ma simpatico,
elegante e atletico Lupin!

Vai!

Lupin, Lupin, Lupin (sei forte Lupin!)
Lupin, Lupin, Lupin (dai scappa!)
Lupin, Lupin, Lupin (bravo Lupin!)
Lupin, Lupin, Lupin, Lupin! (evviva Lupin!)

Lupin, Lupin, Lupin (bravo! forza!)
Lupin, Lupin, Lupin (dai Lupin!)
Lupin, Lupin, Lupin (dai che ci riesci!)
Lupin, Lupin, Lupin, Lupin! (dai! bravo!)

Lupin, Lupin, Lupin (bravo, corri più forte!)
Lupin, Lupin, Lupin (non ti fermano!)
Lupin, Lupin, Lupin (dai ancora di più!)
Lupin, Lupin, Lupin, Lupin! (sei quasi arrivato!!!)

Lupin, Lupin, Lupin (dai!)
Lupin, Lupin, Lupin (dai!)
Lupin, Lupin, Lupin (più forte!)
Lupin, Lupin, Lupin, Lupin! (ancora! dai! dai!)

11 marzo 2008

D-Strutto - D-Retto (2007)

D-Strutto - D-RettoSolo per caso mi sono imbattuto in D-Strutto, un rapper volutamente rozzo-demenziale che prende beatamente per il culo l'atteggiamento macho-maschilista che purtroppo infesta il mondo dell'hip hop italiano.

I brani del disco di debutto "D-Retto" (i doppi sensi non sono puramente casuali) sono quasi tutti ben fatti, ma quello che caratterizza D-Strutto è la voce resa roca in maniera palesemente caricaturale e soprattutto i testi infarciti di parole a dir poco triviali ed insulti al gentil sesso, elevando al cubo i classici testi dell'ultima ondata di pantaloni extra large del belpaese come gentaglia tipo Fabri Fibra o Club Dogo.

10 marzo 2008

Daisy Daze and the Bumble Bees - Planet O (1979 - 7'')

Daisy Daze and the Bumble Bees - Planet OLupin III, creato da Monkey Punch, è il nipote giapponese del famoso ladro-gentiluomo Arsène Lupin, creato dallo scrittore francese Maurice Leblanc. Delle avventure di Lupin esistono ben 3 serie differenti e svariati lungometraggi; ogni serie si riconosce immediatamente dalla giacca del protagonista che passa da verde a rosso ad un improbabile rosa.

La prima serie, quella della giacca verde per intenderci, è sicuramente la più bella in assoluto dove il tono è adulto e crudo, lontano anni luce dal cartoon caricaturale degli ultimi episodi.
In questa serie, inizialmente Lupin fa coppia fissa con l'infallibile pistolero, nonchè fumatore e bevitore incallito, Daisuke Jigen, mentre solo in un secondo momento si aggiungerà ai due il samurai Goemon Ishikawa che inizialmente era nemico di Lupin, il quale oltre alla passione per la ricchezza aveva un debole per la sensualissima Fujiko Mine, una provocante ladra opportunista dal fisico mozzafiato e dalle curve dirompenti, coperte molto spesso da risicati vestitini; proprio questi continui richiami alla sessualità più esplicita costarono al cartoon problemi di censura.

La sigla italiana di questa memorabile serie animata era "Planet O", un brano dall'inequivocabile sapore disco, ma dal piglio quasi epico, eseguito dal combo francese Daisy Daze & the Bumble Bees, che già dal titolo rivelava la sua totale estraneità alle avventure del ladro nipponico (in realtà la nazionalità di Lupin non viene mai rivelata). I produttori dell'epoca, probabilmente confidando sull'ignoranza del pubblico che tanto non poteva capirne il testo, piazzarono il brano come sigla del cartone animato con il quale, musicalmente parlando, si sposava a meraviglia; il testo, ad una prima lettura, sembra trattare tematiche prettamente "sci-fi", ma se ci soffermiamo con maggiore attenzione sembra piuttosto inneggiare a pratiche sadomasochiste che potrebbero rimandare al famoso romanzo "Histoire d'O" al quale rimanda palesemente nel titolo.
Del brano esistono 3 versioni: quella originale su mix 12'', il rispettivo lato b strumentale e le parti 1 e 2, ovvero il brano tagliato, senza tanti complimenti, in 2 parti per assecondare il minutaggio limitato del formato a 7''; a seguito del successo del cartoon il disco venne ripubblicato con una nuova copertina (davvero stupenda) ispirata alla serie animata.

Se ancora non conoscete questa perla degli anni d'oro degli anime in Italia, fate un salto di 30 anni e guardatevi la sigla oppure ascoltatevi la versione originale in ogni caso fate vostra questo piccolo capolavoro.
Se volete scoprire informazioni dettagliate sulla serie e curiosità fate un salto su questo fan site o la solita Wikipedia.
Per finire gustatevi il testo:

Planet O
(F.Safi , N.Cohen , S.Woods)

Planet O, planet O.
Planet O, planet O.

We are pirates from the planet O,
we'll enslave you, we will break your soul,
we will chain you, make you fall and bow,
we'll defile you, satisfy you.

Please don't touch me, don't come near me.
We will rock you, we will shock you.
Please don't touch me, don't come near me.
Please don't touch me, do you hear me?
I'm a lady, just a baby.
What's a lady? What's a baby?
Call me lazy, call me crazy,
I don't want to go to planet O.

No, no, no, no, don't touch me.
No, no, no, don't come near me.
We'll surprise, scandalize you.
We'll surprise, vandalize you.
Mercy, mercy, help me, help me.
Call my mama, call the U.S.O.

Planet O, planet O.
Planet O, planet O.

We will break you, desecrate your soul.
We will shake you, overtake you.
Please don't touch me, touch me, touch me.
Don't come near me, near me, near me.

Hypnotize you, neutralize you.
Crazed it made me, serenade me,
wake me, take me to the planet O.

We are pirates from the planet O,
we have come to capture you,
please come peacefully.

We will tie you, sacrifice you.
Tie me, tie me, halleluja.
Catch me, take me to the planet O.

06 marzo 2008

AA.VV. - Sexy: Personal Collection by Rocco Siffredi (2008)

AA.VV. - Sexy Personal Collection by Rocco SiffrediRocco Siffredi, per i fans di tutto il mondo solamente Rocco, è un personaggio cult, un ex pornodivo sdoganato al grande pubblico come solo a pochi è riuscito (Cicciolina, Moana Pozzi e in parte Ron Jeremy).
Dopo la collaborazione "artistica" con Elio e le Storie Tese nel film hard "Rocco e le Storie Tese" (in realtà il gruppo ambrosiano suona qualche brano solo durante un gigantesca orgia) ed essere stato per brevissimo tempo, a causa di una censura miope e bigotta, testimonial di una nota marca di patatine, ora grazie agli "amici" della Sony BMG diventa anche selezionatore di una sua personalissima compilation.
"Sexy" come indicato sulla copertina, vorrebbe raccogliere i brani più hot degli ultimi 20 anni e per fare questo hanno chiamato un esperto del settore che si accosta alla musica selezionando 17 seducenti canzoni più o meno note che spaziano fra disco, pop e funk; per non far calare la tensione e non interrompere questo intensissimo "stream of consciousness" è stato chiamato Sergio Cerruti a mixare il tutto per un oretta di musica "infuocata".
Tutto molto bello se non che... Rocco non sa proprio nulla dell'arte della seduzione! Ha avuto più di 3000 parner sul set, ma questo non lo trasforma automaticamente in un novello Casanova! Al contrario i suoi film fanno della donna un oggetto da usare e abusare (nota la sua mossa "cazzo in culo - testa nel water" di cui penso detenga i diritti), fin qui nulla di particolarmente negativo (si può apprezzare o meno, ma si tratta sempre di fiction), ma se da un giorno all'altro mi si vuole trasformare un uomo che ha trombato come un riccio per obblighi contrattuali in un insegnante di seduzione mi girano un po' le balle.
Il simpatico Rocco ci potrà insegnare qualsiasi cosa sull'arte del sesso, ci potrà dare consigli interessanti sulle patate di ogni genere e gli lasciamo anche pubblicare una compilation (tanto lo hanno fatto cani e porci, quindi uno più uno meno cosa cambia?), ma non si spacci per quello che non è.
Tornando alla musica che dire... nulla di trascendentale, qualche buon pezzo con un buon groove c'è, ma ci sono anche tante forzature visto che tutto deve alludere al sesso senza però essere troppo audace; immaginate quei pessimi film pornografici che mandavano di notte nelle TV locali dove tagliavanoo le immagini scabrose zoomando sulle facce degli attori, bhè questa compilation ha lo stesso valore, "nè carne nè pesce"; come traccia finale nascosta mi sarebbe piaciuto trovare "Short Dick Man" giusto per sdrammatizzare un po' il tutto, invece si chiude con la zuccherosissima "Sweet Harmony" dei Beloved e si ha l'impressione che il grande seduttore stia giocando il tutto per tutto per portarsi tra le lenzuola l'agognata preda.
Non sprecate i vostri soldi in questa roba, ma se volete musica davvero con un groove pazzesco, ottimamente suonata e con una buona dose di ironia buttatevi sui Pornosonic.

Tracklist:
01. Lost Child – Sabor Carlitos
02. The Sex Of It - Kid Creole And The Coconut
03. More More More - Andrea True Connection
04. I'm Too Sexy - Right Said Fred
05. Gonna Make You Sweat - C&C Music Factory
06. Oh Yeah – Yello
07. I Feel Love - Donna Summer
08. French Kiss - Liu Liuis
09. Relax - Frankie Goes To Hollywood
10. Your Love - Frankie Knuckles
11. Horny '98 - Mousse T
12. Sex - Robbie Rivera
13. Touch Me - 49ers
14. Feel It - The Tamperer Feat Maya
15. Feel My Body - Frank 'O Moiraghi
16. Would You - Touch And Go
17. Sweet Harmony - Beloved

05 marzo 2008

David Bowie - Ragazzo Solo, Ragazza Sola (1969 - 7'')

David Bowie - Ragazzo Solo-Ragazza SolaQuesta rarità del repertorio di David Bowie saltuariamente, ma costantemente salta fuori nella mia collezione di dischi.

Il 7'' risale al lontano 1969 quando, forte del successo di "Space Oddity" in Gran Bretagna, al futuro re del glam britannico (il padre rimarrà Marc Bolan - pace all'anima sua) viene fatta incidere, su pressioni della casa discografica, una versione in italiano del brano a seguito del successo ottenuto dal duo vocale dei Computers che avevano pensato bene di coverizzare il successo di Bowie, ma con il testo completamente riscritto da Mogol con il titolo "Ragazzo Solo, Ragazza Sola" (il loro 7'' fu pubblicato non a caso dalla Numero Uno).

Il brano di Bowie, inciso originariamente nel 1967 e poi riregistrato due anni più tardi con un nuovo arrangiamento sinfonico-psichedelico e con musicisti d'eccezione come Rick Wakeman (futuro tastierista degli Yes) e Terry Cox (batterista dei Pentagle ed ottimo jazzista), può essere considerato una pietra miliare del rock, essendo la prima ballata spaziale della storia.

04 marzo 2008

"Macho Man" Randy Savage - Be A Man (2003)

Macho Man Non è una novità che il wrestling sia affascinato dalla musica e non parlo solamente delle sigle d'ingresso dei vari lottatori, affidate diverse volte anche a band piuttosto note, ma all'entrata in sala d'incisione di famosi wrestlers (due esempi tra tutti sono Hulk Hogan e Mr. T). Fin qui nulla di strano che anche il caro vecchio Randy Savage "Macho Man" (uno delle icone del wrestling "classico") si sia dedicato all'arte del bel canto, ma quello che sorprende pare la tempistica, visto che i suoi tempi d'oro sono ormai definitivamente tramontati da almeno una decina d'anni.
Nel 2003 Macho Man invece che godersi una tranquilla pensione pensa bene di farci un gradito (da chi?) regalo con questo album dall'inevitabile titolo "Be a Man" (e che cosa vi apettavate da uno che si fa chiamare Machi Man?), di stereotipato e piattissimo hip hop (e ti pareva?) che può strappare solo qualche sorriso.
Sarà la sua voce sgraziata e gutturale (in alcuni frangenti simile a quella di Mr. T), saranno le basi piuttosto mosce, saranno i testi tristemente autoreferenziali che continuano a ripeterci che "Macho Man is back" in tutte le salse o sarà solo che Randy Savage non c'entra assolutamente nulla con il mondo dell'hip hop e della musica tutta, ma il disco è un piacevolissimo intrattenimento anacronistico, per forma e sostanza. L'ex lottatore appare davvero ridicolo sia nei brani di hip hop classico ("Remember Me", "Macho Thang", "Be A Man" e "What's That All About"), sia in quelli dove incrocia le sue rime con basi rock-metal o come dice lui "a little of hip hop mixed with a little bit of rock'n'roll" ("I'm Back", "Ru Ready", "Tear It Up" e "Feel The Madness").
Se il disco di Hulk Hogan lo si può perdonare per l'autoironia e quello di Mr. T per i gli intenti pedagogici, questo è tremendamente serio e si "salva" solo nella traccia finale dedicata all'amico Curt Henning meglio conosciuto come l'indimenticabile Mr. Perfect, scomparso nel 2003 per overdose di cocaina, ovviamente solo per il pensiero non per il risultato finale.
Se amate circondarvi di oggettistica pregiata come gondole-carillon di plastica, Tour Eiffel lampeggianti, il Colosseo portacenere o la torre di Pisa che cambia colore a seconda del tempo, allora dovete fare vostro questo CD che non sfigurerà nella vostra collezione, tutti gli altri, wrestler maniaci esclusi ovviamente, non credano possano trovare il benchè minimo interesse nell'ascoltare i rantoli lamentosi di un vecchio guerriero ormai alla frutta.

Tracklist:
01. Intro
02. I'm Back
03. Ru Ready
04. Hit The Floor (feat. DJ Kool)
05. Let's Get It On
06. Remember Me
07. Tear It Up
08. Macho Thang (feat. AJA)
09. Be A Man
10. Get Back
11. Feel The Madness
12. What's That All About
13. Gonna Be Trouble
14. My Perfect Friend (feat. Prymary Colorz)

03 marzo 2008

AA.VV. - Queen Dance Traxx I (1996)

AA.VV. - Queen Dance Traxxx I Personalmente da assoluto non fan della "Regina" questo pessimo tributo mi ha fatto solo schifo, quindi posso immaginare come i fan più o meno fondamentalisti andranno su tutte le furie solamente leggendo i "prestigiosissimi" artisti coinvolti nel progetto.
A parte un paio di nomi ci troviamo di fronte a feccia bubble gum dance della peggiore specie quindi è pressochè impossibile poter salvare qualcosa.
Senza sorprese vengono pescati per lo più i pezzi più facilotti e commerciali dei Queen, principalmente anni 80, dal successo inversamente proporzionale al loro valore; si comincerebbe anche discretamente con la doppietta iniziale "Another One Bites The Dust" dei Captain Jack e "The Invisible Man" di Scatman John che ci mettono del loro nel riproporci i due brani, a dire il vero il compito non era certo proibitivo visto che le canzoni già ben si prestavano ad un'interpretazione dance; oltre a questi si salvano solo gli Ex-It che rivestono la rockeggiante "I Want It All" di un discreta dance-hip hop e la sorpresa Voice che pesca il jolly, proponendo coraggiosamente la meno nota "Scandal", trasfomandola in una buona dance radiofonica che strizza l'occhio alla decade precedente.
Tutto il resto è improponibile immondizia kitch-dance: "Bicycle Race" dei Blossom riproposta in pieno Aqua-2Unlimited style, "Who Wants To Live Forever" resa inascoltabile sotto tutti i punti di vista dagli E-Rotic (non che aspettassi nulla di buono da loro), "We Will Rock You" che parte ottimamente, ma poi si perde su una forzatissima base techno-trance ad opera degli Interactive, "Under Pressure" e "Bohemian Rhapsody" vengono letteralmente fatta a pezzi rispettivamente da Culture Beat (da loro mi aspettavo decisamente qualcosa di molto meglio) e Magic Affair, "I Was Born To Love You" dei Worlds Apart sembra uno scarto di qualche Eurofestival di una decade fa, mentre gli U96 hanno il coraggio di riprendere il già indecente "Flash's Theme" affrontando la "mission: impossible" di trasformare la merda in oro ed ovviamente fallendo senza appello.
Il disco viene chiuso in maniera "memorabile" con una versione "alla Band Aid style" di "We Are The Champions" identica all'originale ed impreziosita con il contributo vocale di tutti gli artisti della compilation, raggiungendo vette di inutilità difficili da eguagliare.
Evitate il disco come la peste, a meno che non abbiate la malsana idea di sfoggiarlo come terribile pezzo di modernariato anni 90 tra qualche decennio.

Tracklist:
01. Captain Jack - Another One Bites The Dust
02. Scatman John - The Invisible Man
03. Mr President - A Kind Of Magic
04. Ex-It - I Want It All
05. Culture Beat - Under Pressure
06. Worlds Apart - I Was Born To Love You
07. Masterboy - I Want To Break Free
08. Blossom - Bicycle Race
09. Magic Affair - Bohemian Rhapsody
10. E-Rotic - Who Wants To Live Forever
11. U96 - Flash's Theme
12. Queen Dance Traxx Feat D.J. Bobo - Radio Ga Ga
13. Voice - Scandal
14. Interactive - We Will Rock You
15. Music Instructor - Friends Will Be Friends
16. Acts United - We Are The Champions