AA.VV. - Italiani Brava Gente vol. 15 (2007)

AA.VV. - Italiani Brava Gente vol. 15Italiani Brava Gente goes pop! Questo basterebbe per descrivere la nuova fatica di Romo (a dire il vero anche la penultima) che mai prima d'ora è stata così accessibile tra brani davvero easy-listening e piacevolmente appiccicosi come la Coccoina, ma senza toccare il paraculismo perchè in molto casi si tratta di artisti/canzoni sconosciute ai più o che erano rimaste chiuse per anni in qualche angolo della vostra memoria.
Per il sottoscritto gran parte di questa canzoni sono arcinote, ma è bello ascoltare tutto questo ben di Dio musicale tutto d'un fiato, a cominciare dalla dance demenziale del mitico Divino Otelma o dell'altrettanto mitico Magic Voice, per continuare con i brutti scherzi della memoria come "Susy scusa" di Charlie dal famoso ritornello "me la dai, me la dai, me la dai o no?" (un po' un inno transgenerazionale se vogliamo), "Cikati cikà" de Le Figlie Del Vento, "Kazoo kazoo" di Jocelyn & the Kazoo Band, per non citare "Smile" di Jerry Scotti e soprattutto la splendida "Mamma mamma" di Kokko di Mamma, che a molti non dirà nulla su due piedi, ma che tutti ricorderanno come sigla del Benny Hill Show in Italia.
Per la mia personale gioia, ma spero anche per la vostra, c'è una folta schiera di pornostar dedicate al ca... canto: da Barbarella con "Però mi piace", alla solita Cicciolina con "Ska skatenati" una cover di Alberto Camerini e finendo con la stupenda "La tua pornostar" affidata all'ugola di Luana Borgia. L'unico tocco rock è affidato al "Vasco Rossi dei Balcani", il mitico Carlo Cori con il suo inno romantico "Ti spacco in due come una mela acerba", mentre il finale è come sempre affidato a brani più intimisti, in questo caso due capolavori del secondo novecento: la struggente "Angelo Angela" di Solange (vi bastino questo breve stratto: "...ora son qui che scrivo, fra un po' avrò finito, chiuderò la lettera, c'attaccherò il francobollo della fantasia, e la imbucherò nella cassetta dei sogni...") e "Amelia" di Maria Giovanna Elmi quando ancora cercava di fare la cantante, semplicemente sublime, un brano senza metrica e stonato dalla prima all'ultima nota, si prosegue con l'orchestra di Miguel che propone "Pepito l'envertido" (stupenda!) cantata in un approssimativo veneto-spagnolo e si chiude in bellezza con due momenti di riflessione ovvero lo stornello da osteria "Papa Giovanni (il papa della bontà)" di Bruno Dasi e il melodramma religioso di "La canzone di Padre Pio" di Luciano Rondinella che sembra scritta apposta per Al Bano Carrisi.
Tra tutto questa magnificenza si nascondono due momenti davvero significativi: il capolavoro "Balla Concetta" di Lucia Cassini (gustatevi questa recente e assolutamente delirante performance live) e "Water closet" di Luciana Turina che si ispira "leggermente" a "Let It Be" (non scrivo neppure di chi), ma qui Big Luciana parla dell'annoso problema della vita in un WC.
Una compilation per tutti, donne, uomini, vecchi e bambini che non lascerà delusi fans della serie ed un ottimo punto di partenza per chi volesse approfondire questo mondo meraviglioso.

Tracklist:
01. Intro
02. Il Divino Otelma - Ti infilo una candela rossa
03. Magic Voice - Figlio di cornuto
04. Valentina - Ragazzo gay
05. Leandro Barsotti - Fragolina
06. Barbarella - Però mi piace
07. Lucia Cassini - Balla Concetta
08. Charlie - Susy scusa
09. Le Figlie Del Vento - Cikati cikà
10. Jerry Scotti - Smile
11. Jocelyn & the Kazoo Band - Kazoo kazoo
12. Kokko di Mamma - Mamma mamma
13. Cicciolina - Ska skatenati
14. Luana Borgia - La tua pornostar
15. Carlo Cori - Ti spacco in due come una mela acerba
16. Maria Giovanna Elmi - Amelia
17. Luciana Turina - Water closet
18. Solange - Angelo Angela
19. Miguel - Pepito l'envertido
20. Bruno Dasi - Papa Giovanni (il Papa della bontà)
21. Luciano Rondinella - La canzone di Padre Pio

AA.VV. - Comrads (The Red Album) (2008)

AA.VV. - Comrads (The Red Album)Dopo il buon successo della "Maispeis Compilation", Orrore a 33 Giri torna con una nuova raccolta ancora più ambiziosa e ancora una volta inedita.

Personalmente sono sempre stato affascinato dall'iconografia sovietica, per l'aspetto puramente grafico-stilistico davvero unico; nel corso degli anni scopro che parecchi artisti nelle loro carriere hanno reinterpretato l'inno nazionale (peraltro musicalmente stupendo) della Madre Russia nei modi più svariati. Ai miei occhi,a soprattutto alle mie orecchie è stato automatico fare 1 + 1: ovvero raccogliere le versioni migliori, più originali e bizzarre e confezionarle con una cover a tema.

Vic Mizzy - The Addams Family TV Soundtrack (1966)

Vic Mizzy - The Addams Family TV Soundtrack La Famiglia Addams oltre ad essere la famiglia più stramba del tubo catodico ha una storia assai vecchia che risale agli anni 30 quando Charles Addams inventò questi personaggi per delle strisce comiche sul New York Times come rovesciamenteo satirico del classico nucleo famigliare americano.
A metà anni 60 risale la trasposizione televisiva, andata in onda dal 1964 al 1966 e che tutti ricordiamo (o quantomeno molti di voi ricordano) per la sua patina davvero magica: l'uso volontario del bianco e nero, le atmosfere freak-gotiche ed il gusto del macabro (lezione imparata da un certo Tim Burton), attori e caratteristi assolutamente perfetti (John Austin - Gomez, Carolyn Jones - Morticia, Jackie Coogan - Zio Fester, Ted Cassidy - Lurch), ma soprattutto la musica!
A partire dallo splendido quanto semplice ed efficace tema principale, tutto il telefilm era guidato dalla musica; ogni personaggio aveva un proprio tema musicale che veniva adattato di volta in volta (velocizzato, rallentato o riarrangiato) a seconda delle circostanze.
La colonna sonora a cura di Vic Mizzy, pubblicata nel 1966 e ristampata sempre in vinile in un numero tiratissimo di copia nel 1986 e poi digitalizzata in formato CD solo recentemente, ripropone i temi classici che accompagnano i vari personaggi: oltre all'immortale main theme, spiccano "The Addams House" in chiave noir-jazz, il lounge di "Morticia's Theme" e soprattutto lo swing di "Gomez" che tutti ricordiamo.
Pur se durato solo per due stagioni per un totale di 64 episodi questo telefilm diede vita a numerosissimi sequel, a cominciare dal lungometraggio del 1977 "Halloween With the Addams Family" con gli stessi attori della serie, 2 film di discreto successo nei primi anni 90 (seguiti da un terzo film "Addams Family Reunion" uscito solo in home video nel 1998), un blando remake della serie a titolo "The New Addams Family" (dal 1998 al 1999), due serie di cartoni animati (la prima dal 1973 al 1975, accompagnata da uno sfortunato fumetto durato solo per 3 uscite, e la seconda dal 1992 al 1995) e per finire una serie di videogames ed un flipper che vendette ben 20.000 pezzi!
Non male per una strisci satirica che va per gli 80 anni!

Tracklist:
01. The Addams Family - Main Theme
02. Uncle Fester's Blues
03. Gomez
04. Morticia's Theme
05. Lurch's Theme
06. One, Little Two, Little Three Little Tombstones
07. Thing
08. Laugh- I Thought I'd Die!
09. On Shroud No 9
10. The Addams House
11. Hide and Shriek
12. The Anxiety Tango
13. The Addams Family - Main Theme (vocal)

Victor Mizzy and His Orchestra and Chorus - The Addams Family: Main Theme (From the Television Series "The Addams Family")

AA.VV. - Salvatore Cusato Presents: Sanremo Dance Remixes & More (2008)

AA.VV. - Salvatore Cusato Presents Sanremo Dance Remixes & MoreImmaginate di raccogliere il meglio delle canzoni italiane "pizza pasta mandolino" uscite principalmente da Sanremo, di farne cover truzzo-dance e di piazzarle in una compilation e magari piazzarla allo straniero gonzo di turno.
Idea mefistofelica vero? Bhè se avete il gusto dell'orrido amerete questa raccolta!

In questo dischetto sono raccolte parecchie ehm... "perle" adatte a sfondare le casse del vostro stereo come l'iniziale "L'Italiano" de La Famiglia (no comment!) che pompa l'inno nazionale tricolore scritto da Toto Cutugno (qualcuno osa affermare il contrario?) con una cassa bella grassa e ignorante che si addice perfettamente al contesto; segue a ruota "Tu" di tale DJ Italiano, un inno al cattivo gusto adatto per le peggiori discoteche della riviera romagnola, intente ad intrattenere turisti olandesi ubriachi.

Dhamm - Un Attimo (2007)

Dhamm - Un Attimo (2007)
Tommy Vee - Selections vol.4Avavamo lasciato i Dhamm nel 1997 con il loro ultimo album, quel "Disorient Express" che, a discapito del disinteresse del pubblico aveva mostrato, inaspettatamente, davvero buoni spunti; poi una collezione di esperienze fallimentari dell'ex frontman Alessio Ventura con gli inutili Sautiva prima e con i pessimi DB Boulevard poi.

Probabilmente non sapendo dove sbattere la testa ad inizio 2007 la band ha deciso di riformarsi per la seconda volta ed incidere nuovo materiale. Il primo brano emerso da questo inaspettato quanto inutile comeback s'intitola "Un Attimo" ed è stato incluso nella "prestigiosissima" serie di raccolte "Selections" (la quintessenza dell'inutilità) dell'altrettanto "prestigioso" DJ Tommy Vee, noto più che altro per aver partecipato alla quarta edizione del Grande Fratello.

Liberovici - Liberovici (1980)

Liberovici - Liberovici Il precocissimo Andrea Liberovici, nonostante oggi sia un apprezzato autore di musiche di scena per compagnie teatrali, musica per televisione e balletti ha scolpito il suo nome, o meglio il suo cognome, nella storia della musica italiana "alternativa" grazie al suo secondo album omonimo uscito due anni dopo "Oro" pubblicato nel 1978 a soli 16 anni.

Liberovici, quando non ripiega su certo cantautorismo scolastico di matrice italiana, pesca a piene mani nella musica d'oltre manica, rovistando tra la nascente new wave, tra le ultime scorie punk e nel grande calderone colorato di David Bowie che non guasta mai;.
per quanto riguarda i testi si sentono rimandi di "Suicidio" (1978) di Faust'O e "Masturbati" di Andrea Tich per l'uso di espliciti rimandi omosessuali e per la volontà di andare oltre i soliti schemi.

Purtroppo a quell'epoca Liberovici, nonostante i suoi studi di composizione, non sembrava davvero portato per scrivere testi che, se nelle intenzioni volevano provocare l'ascoltatore, riescono solo a far sorridere per un involontario effetto demenziale. Come non citare le mitiche "Ciuff Ciuff" ("portani tra le mutande e il pan carrè, portami tra il reggiseno di tua zia" ... "sniff sniff lo sai non ho lo scolo, e allora non lasciarmi solo"), "Tira, Tira, Tira" ("tira i pisellini ai tuoi quattro fratellini e tira giù le mutandine alle tue belle sorelline, succhiati la lingua e sputagliela in bocca, e succhia succhia, tira tira e chi tocca tocca!") e "Uh Caramellina! Uh Uh" ("Uh caramellina! Uh uh, ce l'hai nel culo anche tu" ... "mangia sano, riso riso, tanto riso, integraleeee!").

Il capolavoro del disco però risiede nell'ode glam-acida "Padre Pio", dove il giovane Liberovici rende omaggio al famoso frate di Pietralcina con gemiti di piacere come "Oh! Oh God! ... I love you" che sembrano estratti da qualche film a luci rosse a basso costo e nel finale con un coro che ripete insistentemente "Pi-o, Pi-o, Pi-o" su un sottofondo di uccellini... puro delirio mistico-psichedelico!

Se vi capita tra le mani questo vinile fateci un pensierino, non vi deluderà (in un senso o nell'altro)!

Tracklist:
01. L'eroe e l'eroina
02. Ammorissimmo mmio
03. Padre Pio
04. Ciuff ciuff
05. Carino carina
06. Tira, tira, tira
07. Vorrei
08. Occhi di luna
09. Uh caramellina! Uh uh

Elio e le Storie Tese - Studentessi (2008 - CD)

Elio e le Storie Tese - Studentessi Dopo ben 5 anni dall'ultimo altalenante, ma fortunato "Cicciput", una serie continua di tour e tante (troppe?) collaborazioni musicali e non, tornano finalmente gli Elii, liberi da contratti discografici e con un nuovo attesissimo album di inediti.

Il disco, già a partire da titolo (ispirato ad un'intervista a Cicciolina nella quale sbagliava continuamente il genere dei nomi) e dalla copertina si presenta come 100% Elio e le Storie Tese. E' giusto precisare subito che la band ambrosiana non raggiunge, non certo inaspettatamente, il livello del debutto "Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu" e del loro opus "Italyan, Rum Casusu Çikti", ma, pur contenendo un paio di brani brutti, rispetto all'album precedente il passo in qualche modo c'è stato, quanto meno per una maggiore omogeneità dei brani e grazie ad un suono più profondo e meno plasticoso.

David Lee Roth - Sonrisa Salvaje (1986)

David Lee Roth - Sonrisa SalvajeDavid Lee Roth è stato uno dei più esplosivi frontman di sempre, un vero spettacolo nello spettacolo e finita l'esperienza con i fratelli Van Halen ha potuto dare sfogo a tutte le sue inclinazioni più giullaresche dapprima con il fortunatissimo EP "Crazy From The Heat" (contenente il furtunatissimo singolo "California Girs" e pubblicato quando ancora era nei Van Halen) e soprattutto con il suo piccolo capolavoro/bestseller hard rock "Eat 'Em and Smile" grazie al contributo non indifferente di una band stellare (Steve Vai alla chitarra, Billy Sheehan al basso e Gregg Bissonette ai tamburi).
Per cercare di assicurarsi una maggiore penetrazione nel mercato latino e specialmente messicano David reincise tutte le parti vocali in spagnolo aiutato da un insegnante e cambiando qualche lirica, giudicata al tempo troppo forte per il pubblico ispanico ancora molto conservatore.
Anche se l'ex frontman dei Van Halen ce la mette tutta, il disco suona davvero troppo forzato e spesso sembra di ascoltare una parodia dell'originale per via dell'accento smaccatamente "Gringo Spanish" di Diamond Dave che compromise non solo le vendite (scarsissime) dell'album, ma anche tutti i futuri progetti in lingua spagnola. Se però, non da madrelingua, ascoltiamo l'album questo appare come puro divertissement e non è poi così disprezzabile.
L'unica differenza, oltre alla lingua, con l'album originale è "En Busca De Pleito/Big Trouble" che non finisce in fade out, ma questo non è certo un motivo sufficente per acquistare il disco che forse potrebbe interessare solo i fans più accaniti del biondissimo singer.

Tracklist:
01. Yankee Rose
02. Timido
03. Soy Facil
04. Noche De Ronda En La Ciudad
05. Loco Del Calor
06. La Calle Del Tabaco
07. Arma De Caza Mayor
08. En Busca De Pleito
09. Cuanto Frenesi
10. Asi Es La Vida

Francesco Napoli - Balla.. Balla! (1987 - 7'')

Francesco Napoli - Balla.. Balla!
Per la serie "Italiani d'esportazione" ecco a voi la star internazionale Francesco Napoli. Come, non l'avete mai sentito nominare prima? Tranquilli la cosa non è preoccupante.

Questo musicista campano, è emigrato in giovane età in terra germanica a cercare fortuna e sul finire degli anni '80 riuscì a fare il botto grazie al classico uovo di Colombo, cioè dare al pubblico tedesco quello che voleva: una versione stereotipata, zuccherosa e kitch dell'Italia vista attraverso le sue canzoni più famose, rispolverate in un megamix italo disco da quattro soldi ed interpretata da un menestrello madrelingua.

Raffaella Carrà - Senza Respiro (1972)

Raffaella Carrà - Senza RespiroCorreva l'Anno Domini o meglio l'Estate Domini 1972 quando Raffaella Carrà, non contenta di aver rovinato più di una generazione con il "Tuca Tuca", si esibì nelle piazze principali della penisola con il suo show coreografico-musicale accompagnata da tanto di orchestra, mica pizza e fichi insomma!
Per permettere a chi, malauguratamente, si fosse perso quegli spettacoli, il suo pigmalione e compagno dell'epoca Gianni Boncompagni decide di pubblicare un live album celebrativo, ma sin dalle prime note si ha subito la sensazione della presa per il culo; il disco, infatti, potrà anche essere stato regirstrato live, ma probabilmente in studio piuttosto che in qualche piazza! Per capirsi, questo album dal vivo è l'equivalente discografico della gondola di plastica. Di musica live non c'è assolutamente l'ombra, tutto è malamente artefatto, dalla voce di Raffaella (l'apoteosi la si raggiunge con una versione di "Tuca Tuca" palesemente in playback!), alla band, finendo con il pubblico che rappresenta senz'altro la ciliegina sulla torta: finto come i soldi del Monopoli e fastidiosissimo come uno sciame di moscerini impazziti, per tutta la durata dell'LP vengono ripetuti i cori "Ra-ffa-e-lla! Ra-ffa-e-lla!" piazzati qua e là, che ricordano più il pubblico di "Ok il Prezzo è Giusto" che cori di fans sfegatati.
Ascoltando il vinile si rimane davvero "Senza Respiro" e non perchè si rimane incantati dalla Raffaella nazionale, ma per le perle proposte a partire da una versione davvero troppo imbarazzante di "Where Did Our Love Go" (già singolo di Little Peggy March) che pare tratta da qualche sfortunata esibizione de "La Corrida", si prosegue con l'eccitante presentezione di tutta l'orchestra (ma chi se frega Raffa!!) e si conclude con il pastrocchio nonsense di "Harraf". Quando finalmente finiscono le ultime note della cover finale "She's Looking Good" si tira davvero un sospiro di sollievo.
Nonostante sia un terribile capolavoro kitch questo album è discretamente raro anche se l'unica cosa "utile" dell' LP è il retro copertina dove si possono imparare le mosse del "Tuca Tuca" (ecco dove ha preso l'idea Cecchetto per il 7'' del "Gioca Jouer") direttamente dalla stessa Raffaella grazie ad imperdibili foto propedeutiche.

Tracklist:
01. Ma Che Sera
02. Where Did Our Love Go
03. Harraf
04. Presentazione Orchestra
05. Sensazionale
06. Accidenti A Quella Sera
07. Fantasia (medley)
- Ma Che Musica Maestro
- Perdono Non Lo Faccio Più
- Tuca Tuca
- Borriquito
- Chissà Se Va
12. Tuca Tuca Sì
13. She's Looking Good

AA.VV. - Grand Theft Auto Vice City Soundtrack Box Set (2002)

AA.VV. - Grand Theft Auto Vice City Soundtrack Box SetPur non essendo mai stato un patito dei videogiochi ci sono stati in passato titoli davvero imperdibili che spostavano davvero in alto l'asticella dell'interattività videoludica. La Rockstar, con una serie di titoli davvero strabilianti, negli ultimi anni è diventata una casa produttrice leader nel settore dei videogame e con un seguito consolidatissimo e numerosissimo di fans che attende con trepidazione ogni nuova uscita. Se "Grand Theft Auto" e "Grand Theft Auto III" erano videogame eccellenti per l'epoca con "Grand Theft Auto Vice City" avviene il balzo nell'olimpo del mondo dei videogiochi con un'immersione a 360° nell'incantato mondo degli anni 80 della East Coast a stelle e strisce, frullando in un riuscitissimo mix l'estetica di quel decennio, in ambientazioni da telefilm, musica d'annata e tanta azione.
La chiave di volta che rende questo gioco imperdibile ancora oggi dopo più di un lustro (un enormità per l'industria dell'intrattenimento) è sicuramente la magnifica colonna sonora; giocando, infatti, era possibile ascoltare 7 differenti stazioni radio musicali che proponevano davvero il meglio degli anni 80 passando in rassegna il nascente hip hop, il decennio d'oro dell'heavy metal, la new wave, l'AOR, la disco ed senza tralasciare le immortali hit della musica pop dell'epoca.
Solo chi ha giocato puà capire quale fosse l'ebrezza di correre con una decapottabile fiancheggiando l'oceano al tramonto ed ascoltare "Crockett's Theme" di Jan Hammer (quanto amo questo pezzo!) o "Broken Wings" dei Mr. Mister, fare folli inseguimenti in moto al ritmo di "Run To You" di Bryan Adams o "Bark at the Moon" di Ozzy Osbourne, commettere una carneficina sulle note di "Madhouse" degli Anthrax o "Raining Blood" Slayer, oppure fare una tranquilla escursione in motoscafo con in sottofondo "Waiting For A Girl Like You" dei Foreigner o "Your Love" dei The Outfield (come avete capito non sono un grande fan di radio Wildstyle, Fever e soprattutto Espantoso che trovo davvero inascoltabile per gusti personalissimi)
Anche se il successivo capitolo "San Andreas" non è nemmeno paragonabile come video game, arrivando ad essere per diversi anni il non plus ultra dei giochi d'azione, non riuscirà a bissare l'effetto revival che scaturiva dala magicità delle atmosfere di "Vice City". Il 29 Aprile 2008 è atteso il nuovo capitolo "Grand Theft Auto IV" che dai trailer resi disponibili pare davvero essere qualcosa di spettacolare, al momento, però, non si hanno dettagli sulla musica che sarà inclusa.
Le colonne sonore di "Vice City" sono state vendute in 3 formati: 7 singoli CD divisi per emittente radiofonica, un "Greatest Hits" (che a mio modo di vedere non ha molto senso visto che il mercato è ultrasaturo di raccolte anni 80) ed un magnifico box contenete tutti e 7 i dischi e venduto ad un prezzo speciale, che vi consiglio caldamente.
Per gli amanti della serie un acquisto quasi obbligato, mentre per gli ascoltatori occasionali sono delle ottime raccolte dove potrete trovare quella canzone che avete sentito mille volte, ma di cui non conoscete il titolo.


Disc 1: Grand Theft Auto: Vice City OST Volume 1: V-Rock











Disc 1: V-Rock


Tracklist:
01. DJ Lazlow Intro - Various Artists
02. You've Got Another Thing Comin - Judas Priest
03. Too Young to Fall in Love - Mötley Crüe
04. Peace Sells - Megadeth
05. Dangerous Bastard - Rockstar's Love Fist
06. Turn Up The Radio - Autograph
07. DJ Lazlow Halftime - Various Artists
08. I Wanna Rock - Twisted Sister
09. Bark at the Moon - Ozzy Osbourne
10. Madhouse - Anthrax
11. 2 Minutes to Midnight - Iron Maiden
12. Raining Blood - Slayer
13. Cumin' Atcha Live - Tesla
14. Yankee Rose - David Lee Roth
15. DJ Lazlow Outro - Various Artists
16. Exploder - Various Artists
17. Thor - Various Artists


Disc 2: Grand Theft Auto: Vice City OST Volume 2: Wave 103











Disc 2: Wave 103


Tracklist:
01. DJ Adam First Intro - Various Artists
02. Two Tribes - Frankie Goes to Hollywood
03. Pale Shelter - Tears for Fears
04. Kids In America - Kim Wilde
05. Atomic - Blondie
06. I Ran (So Far Away) - A Flock of Seagulls
07. (Keep Feeling) Fascination - The Human League
08. DJ Adam First Halftime - Various Artists
09. 99 Luftballons - Nena
10. Love My Way - The Psychedelic Furs
11. Gold - Spandau Ballet
12. Hyperactive! - Thomas Dolby
13. Never Say Never - Romeo Void
14. Sunglasses At Night - Corey Hart
15. DJ Adam First Outro - Various Artists
16. Sissy Spritz - Various Artists
17. Synth and Son - Various Artists


Disc 3: Grand Theft Auto: Vice City OST Volume 3: Emotion 98.3











Disc 3: Emotion 98.3


Tracklist:
01. DJ Fernando Intro - Various Artists
02. Africa - Toto
03. Crockett's Theme - Jan Hammer
04. Missing You - John Waite
05. (I Just) Died In Your Arms - Cutting Crew
06. Waiting For A Girl Like You - Foreigner
07. Broken Wings - Mr. Mister
08. DJ Fernando Half Time - Various Artists
09. More Than This - Roxy Music
10. Tempted - Squeeze
11. Keep On Loving You - REO Speedwagon
12. Sister Christian - Night Ranger
13. Never Too Much - Luther Vandross
14. Wow - Kate Bush
15. DJ Fernando Outro - Various Artists
16. Knife After Dark - Various Artists
17. Petstuffers - Various Artists


Disc 4: Grand Theft Auto: Vice City OST Volume 4: Flash FM











Disc 4: Flash FM


Tracklist:
01. DJ Toni Introduction - Various Artists
02. Out Of Touch - Hall & Oates
03. Four Little Diamonds - Electric Light Orchestra
04. Billie Jean - Michael Jackson
05. Your Love - The Outfield
06. Life's What You Make It - Talk Talk
07. Run To You - Bryan Adams
08. Dance Hall Days - Wang Chung
09. DJ Toni Mid Party Announcement - Various Artists
10. Call Me - Go West
11. Running With The Night - Lionel Richie
12. Self Control - Laura Branigan
13. Kiss the Dirt - INXS
14. Owner Of A Lonely Heart - Yes
15. DJ Toni Outro - Various Artists
16. Blox Radio Commercial - Various Artists
17. Just The Five Of Us - Various Artists


Disc 5: Grand Theft Auto: Vice City OST Volume 5: Wildstyle











Disc 5: Wildstyle


Tracklist:
01. Wildstyle DJ Intro - Various Artists
02. Rockit - Herbie Hancock
03. The Message - Grandmaster Flash & The Furious Five
04. More Bounce To The Ounce - Zapp & Roger
05. Wildstyle DJ Mr Magic
06. One For The Treble (Vocal Mix) - Davy DMX
07. Bassline - Mantronix
08. Wildstyle DJ Halftime - Various Artists
09. Hip Hop, Be Bop (Don't Stop) - Man Parrish
10. Al-Naafiysh (The Soul) - Hashim
11. Clear - Cybotron
12. Wildstyle DJ 3rd Quarter
13. Looking For The Perfect Beat - Afrika Bambaataa & The Soulsonic Force
14. Wildstyle DJ Mr Magic Premier
15. Rock Box - Run-D.M.C.
16. The Breaks - Kurtis Blow
17. Wildstyle DJ Mr Magic Super Blast
18. Magic's Wand - Whodini
19. Wildstyle Dj Outro - Various Artists
20. Degenatron - Various Artists
21. Maibatsu Thunder - Various Artists


Disc 6: Grand Theft Auto: Vice City OST Volume 6: Fever 105











Disc 6: Fever 105


Tracklist:
01. DJ Oliver "Ladykiller" Biscuit Introduction" - Various Artists
02. Wanna Be Startin' Somethin - Michael Jackson
03. Automatic (Extended Version) - The Pointer Sisters
04. Act Like You Know - Fat Larry's Band
05. Juicy Fruit - Mtume
06. Behind The Groove - Teena Marie
07. DJ Oliver "Ladykiller" Biscuit Halftime" - Various Artists
08. Get Down Saturday Night - Oliver Cheatham
09. Ghetto Life - Rick James
10. Shame - Evelyne "Champagne" King
11. All Night Long - Mary Jane Girls
12. Summer Madness - Kool & The Gang
13. I'll Be Good - René & Angela
14. And The Beat Goes On - The Whispers
15. Dj Oliver "Ladykiller" Biscuit Outro" - Various Artists
16. Salivex - Various Artists
17. Yuppie and the Alien - Various Artists


Disc 7: Grand Theft Auto: Vice City OST Volume 7: Espantoso











Disc 7: Espantoso


Tracklist:
01. Pepe Introduction - Various Artists
02. Super Strut - Deodato
03. A Gozar Con Mi Combo - Cachao
04. Me And You Baby (Picao Y Tostao) - Mongo Santamaria
05. Mambo Mucho Mambo - Machito & His Afro-Cuban Orchestra
06. Jamay - Xavier Cugat & His Orchestra
07. Pepe Intermission - Various Artists
08. Mama Papa Tu - Mongo Santamaria
09. La Vida es Una Lenteia - Unaesta
10. Expansions - Lonnie Liston Smith
11. Aguanile - Irakere
12. Maracaibo Oriental - Beny Moré
13. Latin Flute - Deodato
14. Mambo Gozón - Tito Puente
15. Pepe Outro - Various Artists
16. Fernando's Medallion Ad - Various Artists
17. Think Your Way To Success - Various Artists

The Woofers & Tweeters Ensemble - Beatle Barkers (1983)

Se vi siete sempre chiesti qual'è il disco più brutto di tutti i tempi, bhè ora avete senza dubbio la risposta; mi è capitato di ascoltare tanta robaccia, ma una porcheria come questa le batte davvero tutte.
Nel 1983 la Passport Records ha avuto la nefasta idea di produrre un disco di cover dei Beatles dove a cantare sono dei... cani! Sì avete letto bene, immaginate che invece di Paul, John, George e Ringo ci siano 4 cani che abbaiano ed ululano nel microfono ed avrete una vaga idea di questa porcheria.
Inutile dire che la "cosa" (non mi azzardo nemmeno a definirla "disco") è assolutamente inascoltabile dopi i primi 3 secondi dell'iniziale "I Wanna Hold Your Hand", se poi come ospiti speciali inseriamo polli e galline su "Day Tripper", gatti in "I Saw Her Standing There" e pecore in "A Hard Day's Night" e "Love Me Do" avrete il quadro completo. La fine del mondo la si raggiunge con la versione di "Ob La Di Ob La Da" (già sull'originale ci sarebbe da discutere) che è l'apoteosi della schifezza con galline, cani e pecore in un fantastico coro da aia!
Disco consigliato solo se volete fare un regalo a qualcuno che volete molto male; se vi va di ascoltarlo preparate il sacchetto per il vomito.

Tracklist:
01. I Wanna Hold Your Hand
02. Love Me Do
03. Ob La Di Ob La Da
04. We Can Work It Out
05. I Saw Her Standing There
06. I Feel Fine
07. Can't Buy Me Love
08. All My Loving
09. Day Tripper
10. She Loves You
11. A Hard Day's Night
12. Paperback Writer

Naftalina - Non Salti Come Me... T.V.T.B. (1999)

Naftalina - Non salti Come Me... T.V.T.B.Qualche anno prima degli sfigatissimi Gazosa la Baby Records ormai agli sgoccioli cercò di lanciare una baby punk-rock band scovata chissà dove a Forlì.
I Naftalina erano un giovanissimo trio formato da Peter (voce e chitarra), Klary (voce e basso) e Pinna (batteria) che aveva l'ambizione di voler suonare un punk-pop-rock alternativo e che ottenne un buon successo con il singolo "Se" rubacchiato alle Elastica (per il quale è stato realizzato anche un imperdibile mix in versione dance, che però non ho mai avuto il piacere di ascoltare).
Anche se non è possibile aspettarsi nulla di particolarmente interessante, la musica non è malaccio quando è puramente votata al punk-pop ("Nan salti come me", "T.V.T.B.", "Quello che mi prende"), quello che fa sembrare il disco uno scherzo di cattivo gusto è purtroppo la loro giovane età; non si può non ridere ascoltando le voci sgraziate e davvero troppo acerbe ed un po' stonate di Peter e Klary che si alternano al microfono con risultati pari a quelli dei Alvin and the Chipmunks (anche loro erano un trio... sarà un caso?).
I testi meritano un capitolo a parte perchè riescono nella "Mission: Impossible" di far sembrare Max Pezzali una specie di Leopardi del tardo '900; immaginate i pensierini scritte sulla vostra Smemoranda al primo anno di liceo ed avrete una vaga idea di come sono stati infarciti i 12 brani dell'album (capisco la spontaneità, ma un minimo di supervisione non avrebbe guastato). Tra questo ambaradam di emozioni intensissime c'è anche il tempo per un piccolo capolavoro: "Placca", un brano sull'igiene orale!
La Baby Records ha creduto talmente tanto in questo trio da pubblicare il disco anche in terra tedesca impreziosendolo con Wenn" una imperdibile bonus track, ovvero il singolo trainante cantato in tedesco!
Dopo il successo di questo album la band rientra in sala di incisione per partorire il seguito che però viene respinto dalla casa discografica perchè ritenuto troppo poco commerciale decretando la fine della band; oggi troviamo in giro Pinna, diventato nel frattempo un batterista spettacolare, oggi dedito a picchiare le pelli negli Hormonauts e saltuariamente nei Meanwhile, Peter ha dato vita ai 7% mentre Klary ha appeso lo strumento al chiodo.

EDIT (Settembre 2008): Signore e signori, dopo aver visto reunion impossibili impensabili (Dhamm, Bee Hive, Rats) ora tocca anche ai Naftalina! In realtà della line up originale c'è il solo Peter, che ha osato resuscitare questo zombie sonoro forse stanco dei pochi riscontri con i 7%.
Il nuovo quartetto (ad accompagnare Peter troviamo Simona - chitarra e voce, Isabel - basso e voce, Giulia - batteria e voce) ha già pubblicato "Distruggimi", un singolo per il web con tanto di video, ed alcune nuove canzoni sulla pagina Myspace, ma che purtroppo non lasciano la minima traccia.
Attendiamo fiduciosi (?!) le prossime mosse.

Tracklist:
01. Se
02. Nan salti come me
03. T.V.T.B.
04. Quello che mi prende
05. 11 Agosto
06. I negozi del centro
07. Non mi stressare più
08. Ignoro
09. Placca
10. A me piace così
11. Debby
12. Bagliori insoliti
13. Se (reverse version)
14. Wenn (bonus track tedesca)

La Prohibida - Flash (2006 - edizione messicana)

La Prohibida - FlashItalia a Spagna, lasciando da una parte gli stereotipi, sono due penisole che si specchiano vicendevolmente idealizzandosi l'un l'altra.

Dopo il dopoguerra l'Italia era indubbiamente più avanzata a livello di democrazia, libertà di costumi e benessere, nessuno avrebbe mai pensato che i cugini impegnati in "sieste" e "fieste" avrebbero potuto un giorno farci "ciao, ciao" sotto tutti i punti di vista: sociale, culturale ed economico.

Se oggi l'Italia è un feudo dello Stato Pontificio ed una nazione praticamente in bancarotta, la penisola iberica, lungi dal soffrire della "deriva zapatista", pare al contrario diventare lentamente, una nazione moderna, emancipata dal potere culturale cattolico ed economicamente in crescita.

Musicalmente parlando la Spagna tutta è estremamente viva e, pur se sono passati parecchi lustri dalla rivoluzione camp-cultural-punk de "La Movida", musicalmente interpretata da Alaska e dal duo Almodóvar y McNamara, oggi da quel movimento di rottura stanno ancora germogliando i semi allora gettati, utilizzando le tecnologie del nuovo millennio.

Tutto questo lungo preambolo era assolutamente necessario per spiegare da dove proviene La Prohibida, una bella travestita che ripesca l'immaginario più glitter-kitch-pop anni 80 senza alcuno scopo sterilmente revivalistico, ma bensì come icona e stereotipo, utilizzando un look che prende in equal misura da Spagna (la cantante intendo!), gli S.S. Sputnik e Jem and the Holograms. La novella diva ha riscosso un buon successo in patria spingendola ad intraprendere un tour sudamericano di due mesi fino a portarla anche in Italia per qualche data.

Il segreto che si cela dietro questo album non è certo la musica in sè, anche se tra le tracce si nascondono pezzi davvero splendidi come l'incredibile title track (che riesce in quello che Madonna non è mai riuscita a fare, ovvero mischiare con nonchalance le melodie appiccicose di tormentoni anni '80 come "Material Girl" e la dance più nuova di "Hang Up"), il moderno retro-pop iberico di "En La Pared" impreziosito con ammiccamenti degni della migliore Amanda Lear, l'azzeccatissima cover di "Amoureux Solitaires" di Lio e "No Busques Compañia" incisa anche in un perfetto italiano; non mancano episodi evitabili di pop tamarro come "Sin Tu Amor" e porcate insalvabili come "European Lovesong", ma quello che conta è l'attitudine e l'orgoglio di mostrarsi per quello che si è davvero, "prendere o lasciare".

Se ci hanno rimandato indietro Raffaella Carrà ci sarà pure un motivo, no?

Tracklist:
01. Flash
02. En La Pared
03. Amor Eléctrico
04. Sin Tu Amor
05. European Lovesong
06. Prohibida Y Perdida
07. Saliva
08. Huye Conmigo
09. Love For Ever Robot
10. Amoureux Solitaires
11. Desnuda O Vestida
12. No Busques Compañía
13. Nombre De Final
14. Flash (En Francés)
15. Flash (Pumpin Dolls Club Mix)
16. No Busques Compañía (Isaac Junkie Mix)

La Prohibida - Flash

Pooh - Beat ReGeneration (2008)

Pooh - Beat ReGenerationSollecitato e solleticato dal mio amico John ho provato a dare una chance alla nuova fatica dei Pooh, soprattutto perchè vedere la band alle prese con brani beat mi incuriosiva.
Sicuramente con questo album la band ha fatto tombola, prendendo canzoni solide e già note e riverniciandole con moderne sonorità da stadio rock; astuta anche la mossa di marketing di piazzare il termine "beat" nel titolo per attirare l'attenzione dei nostalgici.
Il disco da un punto di vista prettamente "professionale" è molto valido: sonorità rock moderne, produzione scintillante e patinata quanto basta, senza tralasciare le buone potenzialità radiofoniche; purtroppo la musica quando diventa "mestiere" è già morta e quindi se andiamo ad analizzare il disco sotto una diversa prospettiva, le cose sono "leggermente" diverse.
Personalmente non ho mai amato i cover album perchè nel 99,9% dei casi sono sintomo palese di mancanza di idee e questo non fa eccezione, ma ho cercato di approciare il disco senza troppi preconcetti e con tanta curiosità.
Dopo aver speso una quarantina di minuti ad ascoltare la nuova fatica dei Pooh cosa si può dire? Il disco di beat ha solo la scaletta (ed anche qui ci sarebbe da discutere, infatti come è possibile considerare beat "Gioco di bimba" de Le Orme e "Eppur mi son scordato di te" - arrangiata in chiave "Eleanor Rigby" - dei Formula 3 ma scritta da Lucio Battisti che può essere considerato tutto fuorchè beat!), mentre per il resto è un baccanale di chitarroni che arrivano a flirtare anche con l'hard rock ("Mi si spezza il cuor", "La casa del Sole", "Un ragazzo di strada") ed anche se talvolta reinterpretano con maggiore personalità i brani ("E' la pioggia che va") non riescono ad andare oltre il banale appiattimento degli originali ricoprendoli con uno strato di vernice musicale più vicina a Vasco Rossi che al famoso movimento socio-culturale di metà anni '60.
Siamo ben lontani da una "regeneration" e non parlo del beat in questione, ma anche dei Pooh stassi che sembrano essersi rifatti il trucco per continuare a piacere ai vecchi fan e cercare di ammaliare i più giovani; tristemente la cosa pare aver funzionato visto che l'album ha già conquistato il disco di platino in prevendita.
Un disco perfetto per essere musica di sottofondo alla Standa, per il resto non salverei granchè e spenderei meglio i miei risparmi per comprarmi gli originali, poi, ovvio che se vi accontentate di musica da Festivalbar e di una coverband da sagra della polpetta questo disco è ottimo, ma per carità il beat non è questo!
Come primo singolo promozionale è stata scelta "La casa del Sole" che potete gustare in un'imperdibile performance in playback a Domenica In.

Tracklist:
01. E' la pioggia che va (Rokes)
02. La casa del Sole (I Bisonti)
03. Pugni chiusi (I Ribelli)
04. Che colpa abbiamo noi (Rokes)
05. Un ragazzo di strada (I Corvi)
06. Eppur mi son scordato di te (Formula 3)
07. 29 Settembre (Equipe 84)
08. Mi si spezza il cuor (Sorrows)
09. Nel cuore e nell'anima (Equipe 84)
10. Per vivere insieme (I Quelli)
11. Così ti amo (I Califfi)
12. Gioco di bimba (Le Orme)

Pooh - Beat Regeneration

John N. Martin, Primo Moroni - La Luna Sotto Casa (2007 - libro + CD)

John N. Martin, Primo Moroni - La Luna Sotto CasaNon so voi, ma io non ho molti amici che pubblicano libri e che ottengono un ottimo responso di critica e pubblico; avere la possibilità di farti raccontare il libro da chi lo ha scritto ed ha vissuto in prima persona gli eccessi di quegli anni percorrendo quelle stesse strade di Milano di cui il libro parla è un'esperienza che pochi si possono permettere e per questo mi sento un "eletto".
Mi sembrava quindi giusto segnalarvi questo libro che permette di comprendere movimenti e processi di modernizzazione all’interno del contesto metropolitano milanese descrivendo il disagio esistenziale prodotto dalla grande ristrutturazione urbanistica degli anni 50, che generò dapprima bande di quartiere, poi i Teddy Boys e le “cave” esistenzialiste dei primi anni 60 e la rivolta beat sfociando con la nascita dei centri sociali e con la stagione del punk.
Buona lettura!

The Great Kat - Beethoven on Speed (1990)

The Great Kat - Beethoven on Speed (1990)
The Great Kat - Beethoven on Speed Se pensate che il rock e specialmente l'heavy metal (quello più violento) sia una faccenda di soli uomini, bhè forse fareste meglio a non incontrare sulla vostra strada Miss The Great Kat.
Provate a mettere insieme l'amore per l'heavy metal più (piro)tecnico e violento, i maestri della musica classica come Beethoven, Paganini, Mozart, Rossini, Bach e Vivaldi, l'immaginario Fetish e S&M, un bel corpo e tanto sangue; se i conti non vi tornano ...bhè nulla di strano visto che stiamo parlando di una mosca bianca nel panorama della musica pesante.
Katherine Thomas nasce in inghilterra, ma cresce negli USA dove diventa un'apprezzata violinista, ma ciò che la renderà famosa sarà la svolta trash metal trasformandosi in The Great Kat, una folle chitarrista ultratecnica ed ultraveloce, ma soprattutto invasata della tecnica dello shredding (a questo proposito il magazine chitarristico Guitar One l'ha eletta come una dei 10 shredder più veloci di tutti i tempi al fianco di gente come Buckethead, John Petrucci, Michael Angelo, Paul Gilbert e Yngwie Malmsteen); se tutto questo non vi basta aggiungete, come ciliegina sulla torta, il fatto che la folle Kat si è impegnata nel reinterpretare in chiave trash metal i più famosi brani di musica classica dei suoi compositori preferiti.
Questo "Beethoven on Speed" è il disco che l'ha portata alla ribalta come una delle chitarriste più peculiari di sempre, dove oltre all'apparenza si nasconde molta sostanza. Sin dalle prime note della title track si intuisce che quello che ci troveremo di fronte per circa una trentina di minuti o poco più saranno schegge impazzite di massimo un paio di minuti ,dove la nostra eroina, coadiuvata da Jeff Ingegno al basso e Lionel Cordew ai tamburi potrà dar sfogo di tutta la sua bravura come chitarrista (ed anche come violinista in un paio di episodi). Poco importa se gli arrangiamenti siano assolutamenti identici per ogni brano, che come singer non sia convincente e che la tendenza alla sboronaggine tipicamente malmesteeniana sia sempre dietro l'angolo portando l'ascoltatore non chitarrista a skippare qualche traccia.
Se volete immergervi nel mondo sado-heavy-classic di The Great Kat ascoltate i sampler presenti sulla sua pagina MySpace o visitate il suo sito web.

Tracklist:
01. Beethoven On Speed (Beethoven's 5th Symphony In C Minor)
02. Ultra-Dead
03. Flight Of The Bumble-Bee
04. Revenge Mongrel
05. Funeral March (Piano Sonata In Bb Minor, Arranged For guitar)
06. Kat-Abuse
07. God!
08. Made In Japan
09. Sex & Violins
10. Beethoven Mosh (Beethoven's 5th Symphony In C Minor)
11. Gripping Obsession
12. Paganini's 24th Caprice (Violin Caprice In A Minor, Arranged For Guitar)
13. Worshipping Bodies
14. Guitar Concerto In Blood Minor
15. Total Tyrant
16. Bach To The Future: For Geniuses ONLY!

AA.VV. - Proiettili Italiani Punk Waves 1977-1987 vol.0 (1999 - promo)

AA.VV. - Proiettili Italiani Punk Waves 1977-1987 vol.0Quando si parla di punk italiano dei primordi si citano sempre i soliti 2/3 nomi: Decibel, Skiantos, Jo Squillo Electrix e le Kandeggina Gang (sic!), i più "illuminati" arrivano massimo agli Incesti (escludo volutamente i Chrisma - pre Krisma - che di punk avevano solo l'attitudine), ma seppur mai esploso a livello mainstream (ma neppure medio-strem!) il punk in Italia ha avuto dei seguaci che spesso e volentieri, a causa del perenne ritardo musical-culturale italiano, lo imbastardivano con la nuovissima new wave o con l'ugualmente nuovo hardcore dotandolo di una certa personalità o quantomeno peculiarità.
A ridare giustizia ed un minimo di visibilità a questo movimento underground ci ha pensato la raccolta "Proiettili Italiani Punk Waves 1977-1987" (pubblicata in sole 500 copie e distribuita gratuitamente) raccogliendo 17 schegge sonore di altrettante band pressochè sconosciute, vi basti sapere chi i nomi più noti sono Luti Chroma, Sorella Maldestra e Rats.
La raccolta, è superfluo dire che è ammaliante per la capacità di trascinarci in un sottobosco musicale che se ne sbatteva dei compromessi e dove il "no future" lo si respira soprattutto per l'assoluta certezza di non essere minimamente calcolati dalla massa, ancora troppo impegnata a seguire Sanremo. Tutta questa spontaneità traboccante si traduce in interessanti esperimenti, quando non in delle vere e proprie "pastiche" musicali tra scarti di vecchio rock'n'roll ramonesiano (S.I.B.), sfuriate punk (Klaxon, Tampax, Savage Circle e i Rats nella loro primissima incarnazione pre svolta rock), pseudo new wave con arrangiamenti più "fighetti" (No Fun, Undertow, Luti Chroma, Andy Warhol Banana Technicolor la cui "I'm in love with my computer" verrà ripresa dai conterranei Tre Allegri Ragazzi Morti nel loro fondamentale "La Testa Indipendente" e che oggi sarebbero incoronati come una degli migliori indie band italiane) e inni pseudo demenziali (Sorella Maldestra).
Poco importa se non tutte le canzoni sono all'altezza e se spesso e volentieri la pronuncia inglese è alquanto grossolana ...this is rock'n'roll!
Per avere maggiori informazioni sulla compilation fate un salto su questa pagina dedicata al progetto ospitata da Punkadeka; pur se ormai sono passati diversi anni, gira voce che sia in preparazione un secondo volume (forse doppio) che personalmente attendo davvero con trepidazione.

Tracklist:
01. S.I.B. - You
02. Sex - I'm in love
03. Rats - Spacciatori
04. Sorella Maldestra - Io sono un fric
05. Andy Warhol Banana Technicolor - I'm in love with my computer
06. Shotgun Solution - Shotgun
07. Lonely Boys - Jews (just wanna have fun)
08. Savage Circle - Dogs of war
09. Skizo - No solution
10. No Fun - Burnin' for you
11. Stigmathe - Italia brucia
12. Klaxon - Religion
13. Undertow - The child
14. Noisenoisenoise PN - Summertime songs
15. Tampax - U.f.o. dictator
16. XX Century Zorro - Many kisses
17. Luti Chroma - Lucy foster

Beppe Maniglia for President!

Beppe Maniglia Sindaco di Bologna 2009Si, avete capito bene Beppe Maniglia leggendaria icona della citta' di Bologna scende in politica e si candida come sindaco per le elezioni del 2009.
Nonostante i numerosi attacchi e le derisioni dei "politici di professione" l'uomo che ha fatto dell' "asfalto il suo palcoscenico" (cit.) non demorde e sfrutta la rete come mezzo di divulgazione e propaganda attraverso il suo blog intitolato "Beppe Maniglia Sindaco di Bologna 2009 (Il blog del sindaco che rivoluzionerà la città)" e con un sito ad hoc per le elezioni www.signorsindaco.com/ dove potete leggere nel dettaglio il suo programma, sicuramente un po' naif, ma condivisibilissimo (gustatevi questo video in cui parla di come vuole cambiare il volto di Bologna).
Chi e' Beppe Maniglia?

Un Cittadino italiano, diplomato in Composizione al Conservatorio e laureato in Lettere Moderne; giramondo per scelta di vita, trasforma le strade e le piazze in platee. Amante della natura e degli animali, è assolutamente vegetariano.
Beppe Maniglia rappresenta l'Ultima Frontiera, l'ultimo dei puri, innocente e maledetto, una volta abbattuto il muro di gomma eretto dalla società di massa, l'Ultimo Cavaliere in cerca del Sacro Graal nella foresta gelida e tetra della mediocrità, colui che ancora scaccia i mercanti dal Tempio...
(vi giuro che questo non e' un testo dei Manowar! ndV.)
Beppe Maniglia è così: prendere o lasciare. Sta a Voi scegliere.

Inutile dirvi che seppure io non potro' votare per quest'uomo non posso esimermi dall'appoggiare la sua candidatura perche' alla fine chi non lo vorrebbe vedere entrare trionfalmente in assemblea comunale con la sua moto rombante, accendere gli amplificatori a tutto volume, collegare la sua chitarra elettrica e proclamare: "magica la musica di Beppe Maniglia!".
Se anche voi volete sostenere la sua candidatura a sindaco della citta' delle due torri andate sul suo blog e divulgate il suo verbo attraverso i banner a disposizione.

Sabrina - Boys (Summertime Love) (1987 - 12'')

Sabrina - Boys (1987 - 12'')Della prorompente Sabrina Salerno abbiamo già parlato in occasione del suo album di debutto dal quale è tratto questo fortunatissimo mix.
Se l'album era qualcosa di abiminevole il 12'' pollici è assai più gradevole sia perchè contiene la sola canzone degna di nota del disco e poi la copertina rende maggiore giustizia alle "doti" di Sabrina. Tornando alla musica le versioni inserite in questo vinile ad uso e consumo delle discoteche sono superiori alla versione sull'album, soprattutto la bella versione mix, più lunga e pimpante, ma il vero gioiellino kitch è la rockeggiante "Get Ready (Holiday Rock)", un tripudio new wave-pop con una batteria dai suoni plasticosi, tastierine da quattro soldi ed assolo di chitarra quasi metal... davvero magnifica, peccato sia stata relegata ad essere una dimenticata b-side.

Tracklist:
A. Boys (Summertime Love) (Mix)
B1. Boys (Summertime Love) (Dub Version)
B2. Get Ready (Holiday Rock)

Sabrina - Boys - Single

Sharks - Notti di Fuoco (1989)

Del gruppo milanese degli Sharks abbiamo avuto il piacere di parlare in precedenza per i loro orrendi singoli "Il mio rock'n'roll" e "Tentazioni", quindi era doveroso parlare anche del loro unico LP.
Formatesi nel lontano 1979 a Milano, nel corso dei primi anni 80 si creano un buon seguito nella capitale lombarda con incendiari (a dire da chi c'era) show al Rolling Stone ed al Magia Music Meeting.
La loro prima incisione è il bel brano “Duel” registrato per la mitica compilation "Musica Metropolitana" (1985) che raccoglieva il meglio dei musicisti che si esibivano proprio al Magia (tra gli altri artisti presenti citerei i Caimi & Kaimano Band e gli Elio e le Storie Tese) e dopo una serie di cambi di formazione la band assume l'assetto definitivo con Dario Fochi alla voce (detto anche il David Lee Roth italiano per la sue doti acrobatico-scenografiche - che poi proseguirà come solista), Fabrizio Palermo alle tastiere (successivamente sessionman nelle band di Enrico Ruggeri, Luigi Schiavone, Marco Masini e Anna Oxa, senza contare le collaborazioni con i Sinergia e gli Ufo Piemontesi), Mauro Palermo alla chitarra, Francesco Di Foggia al basso e Andrea Ge alla batteria (in seguito session man con collaborazioni con Massimo Riva, Sabrina Salerno e Simone) arrivando a partecipare nel 1987 al Band Explosion, concorso internazionale organizzato della Yamaha al prestigioso Budokan di Tokyo classificandosi al secondo posto e suonando davanti a 15.000 persone (da questa esperienza scriveranno la canzone "Banzai").
Tutto sembra pocedere per il meglio, al loro ritorno diventano endorser per la Yamaha e firmano un contratto discografico con la CGD; ahimè, hanno la malaugurata idea di farsi aiutare per le incisioni dell'album da Luigi Schiavone per la produzione ed Enrico Ruggeri per la supervisione dei testi; purtroppo la collaborazione si mostrerà fallimentare: se i testi sono a dir poco scadenti, stereotipati e banali (cinque i brani che portano la firma anche di Ruggeri: "Spogliati per me", "Signora sola", "Notte di fuoco", "Il mio rock'n'roll" e "Dimmi che ci stai") la produzione è castrante, con chitarre poco potenti e quasi sempre in secondo piano rispetto alle tastiere, memorabili per i suoni assolutamente dozzinali.
L'album si barcamena tra un mediocre hard rock melodico e qualche svisate AOR, ma di memorabile c'è ben poco e quel poco di buono che c'è è affogato da grosse ingenuità, come ad esempio "Dimmi che ci stai" (il brano migliore del lotto) ha un riff killer, ma le tastiere (chi diavolo ha scelto quei suoni!?!) suono fuori posto ed il cantante cerca di raggiungere "vette" per lui impossibili (forse la definizione di "David Lee Roth italiano" ha dato alla testa).
Dopo la pubblicazione del fortunato quanto terribile singolo "Il mio rock'n'roll", di cui viene realizzato anche un videoclip involontariamente comico, la band partecipa a Sanremo Rock e all'immancabile Festivalbar (gustatevi la loro performance allo show di Vittorio Salvetti, rigorosamente in playback) arrivando ad essere special guest nelle date italiane del tour dei Jethro Tull.
Nel 1989 partecipano a Sanremo con "Tentazioni" scritta assieme a Vasco Rossi, ma questa è un'altra storia...
Se volete ascoltare i loro brani di punta visitate la loro pagina su Myspace e non rimarrete delusi.
Volente o nolente fanno parte della storia dell'hard rock italiano.

Tracklist:
01. Banzai
02. Spogliati per me
03. Signora sola
04. Dimmi che ci stai
05. Il mio rock'n'roll
06. Che cosa ti fa
07. Questa donna
08. Vi muovete o no?
09. Notte di fuoco