"Non siamo mica gli Americani" cantava saggiamente un allora ispirato Vasco Rossi e di fronte ad un album come questo non si può dargli torto, soprattutto se viene strombazzato ai quattro venti che si tratta di un disco coraggioso ed inedito per il mercato italiano giocando sulla poca memoria ed ignoranza della gente.Cominciamo con il dire che la tradizione delle carole natalizie non appartiene all'Italia, ma fa parte di una tradizione anglosassone dove innumerevoli sono gli artisti di qualsiasi estrazione musicale che hanno inciso album di Natale, qualche nome a caso: The Beach Boys, Jackson 5, John Denver, Elvis, Ringo Starr, Boney M, The Chipmunks, Blackmore's Night, Jethro Tull, Twisted Sister, Frank Sinatra, Mariah Carey, Billy Idol, Celine Dion e tantissimi altri.
Anche la notizia falsa di un presunto "coraggio" nel percorrere strade inedite, per il mercato italiano, con un album di Natale è una cosa estremamente falsa e serve solo per coprire il fatto che si tratta di una pura operazione commerciale; non ci vuole la memoria di un elefante per ricordare "Il Regalo di Natale" di Enrico Ruggeri e Andrea Mirò del 2007, "...And This Is Christmas" dei Neri Per Caso del 1996 e ristampato proprio quest'anno, "Walzer d'un Blues" di Adelmo ed i Suoi Sorapis del 1993, le numerose canzoni Natalizie di Elio e le Storie Tese raccolte in diversi EP sin dal 1990 anche sotto lo pseudonimo de Il Complesso Misterioso, le continue incursioni natalizie di Al Bano sia come solista che incompagnia di Romina (vogliamo proprio rimuovere il loro "Corriere di Natale"?), ma soprattutto lo splendido "Baby Christmas Dance" dei Cavalieri del Re, disco davvero rivoluzionario e che per la prima volta fece sì che un disco di Natale entrasse nella classifica italiana.
L'album di Irene Grandi sprizza artificiosità sin dalla copertina che sembra una versione aggiornata del catalogo autunno-inverno di Postalmarket e non appena partono le note dell'iniziale "Bianco Natale" (scelto come singolo) pensiamo davvero che si tratti di un jingle pubblicitario. Come prosegue l'ascolto l'effetto "musica da centro commerciale" si fa via via più intensa con il rock alla pastafrolla di "O è Natale Tutti i Giorni..." cover di una cover ripescata dalla collaborazione Carboni-Jovanotti, le soporifere cover di "Canzone per Natale", "Wonderful Christmas time" e "War Is Over" rovinosamente appiattite, per non parlare di "Let It Snow, Let It Snow, Let It Snow" splendida canzone natalizia farcita con arrangiamenti alla glassa che ne stravolgono anche la linea vocale facendole perdere ogni appeal. Infine come non citare "Silent Night" accompagnata da un tappeto di synth neanche ci fossero i Rockets a suonare per Gesù bambino.
A tutto questo si aggiungono l'inutile "Wishing on a star" e l'imbarazzante "Qualche stupido "Ti amo" (Somethin' Stupid)" cantata in coppia con Alessandro Gassman che non c'entrano assolutamente nulla con il Natale, ma tant'è!
Irene ha pensato però di insaporire questo insulso dolce natalizio inserendo brevi poesiole e pensierini tra un brano e l'altro, purtroppo rovinati senza appello dalla sua sgraziata pronuncia fiorentina da ritiro della patente.
"...E continuiamo a farci del male" (cit.)
Tracklist:
01. Bianco Natale
02. O è Natale tutti i giorni...
03. Atmosfera: Carillon
04. Qualche stupido "Ti amo" (Somethin' stupid) (with Alessandro Gassman)
05. Atmosfera: Fare shopping fischiettando appena dopo nevicato
06. Canzone per Natale
07. Buon Natale a tutto il mondo
08. Atmosfera: Il mago di Natale
09. E' Natale
10. Atmosfera: Din din din
11. Happy Xmas
12. Atmosfera: La stella d'argento
13. Wonderful Christmas time
14. Atmosfera: Dijerichristmas
15. Let it snow, let it snow, let it snow
16. Oh Happy Day
17. Silent Night
18. Atmosfera: Brilla di notte
19. Wishing on a star
20. Atmosfera: E' un ideale






5 Commenti:
veramente triste, anch'io ho sentito parlare di 'coraggio' e di 'trovata originale'
tra l'elenco sterminato hai dimenticato Sheryl Crow, di cui Irene Grandi pare essere l'emula (o piu' precisamente 'wannabe')
Il discorso è che ormai l'Irene non sa più che pesci pigliare: ne con la musica, ne con gli uomini, ne con cinema, ne con null'altro.
Questo è il risultato.
Peccato perchè, se fosse stata più realistica, un tempo avremmo tutti dato un rene per una notte d'amore con lei.
Ben fatto.Dischi così vanno solo affossati,addirittura odioso che venga presentata come 'sperimentazione' da giornali e radio,qui siamo di fronte all'ennesima operazione commerciale sostenuta per l'ennesima inutile interprete italiana...spero proprio che l'industria musicale italiana imploda quanto prima,almeno non avremo più negozi e radio intasati da questa robaccia
Lei rimane proprio una bella figliola...
Il vero orrore è leggere Luzzato Fegiz sul Corriere di oggi che sponsorizza questo orrendo "progetto natalizio"
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