I lettori di Orrore a 33 Giri sono ormai entrati in confidenza con gli artisti terribili e sconosciuti che tanto ci piace recensire, e l'euforia è sempre tanta quando ci troviamo a parlare di un nuovo Mr.Nessuno.La prima precisazione da fare è che anche se non sembrerebbe, il genere da noi definito come "illustri sconosciuti" ha una valanga di sotto-generi: la musica da ragazzo medio cattolico di Gregorio, il prog-avantgarde pseudo-poetico di Ned Lad Uranio, il "Trash D'Autore" da riviera romagnola di Dan o il lirismo da clochard di Magic Voice.
L'artista di cui vi parleremo oggi oltre ad aver realizzato un disco mediocre e ignobile, non ha saputo neanche trovarsi un sotto-genere da calcare per poter almeno essere ricordato!
Facciamo un passo indietro. L'artista in questione è Giancarlo Scarpone, e già dalla copertina del suo disco, "Un Uomo Libero" si è capito tutto, anche troppo: Giancarlo, faccia da impiegato dall'animo ribelle e dal talento ancora inespresso, vestito come il sosia di un sosia di Mark Knopfler, bandana sulla fronte già troppo stempiata, maglietta nera troppo lunga con gilet arancione della Benetton troppo corto, jeans trasformati in pantaloncini con fili lacerati in evidenza, chitarra semi-acustica sottobraccio tenuta come se stesse tenendo il tronco di un larice.
E non finisce qui, non so chi gli abbia realizzato la copertina, ma non bastava una foto come quella appena descritta, no, anzi, per meglio rappresentare il concetto di fondo del disco, "Un Uomo Libero" appunto, qualcuno ha pensato bene di aggiungere sullo sfondo un mare con un cielo azzurro, nel quale fluttuano una mongolfiera colorata e un pesce (entrambi nel cielo); ovvio, che cosa meglio di un pesce volante e di una mongolfiera per raffigurare un uomo libero?
Allacciatevi le cinture, andiamo ad ascoltare i pezzi.
La prima canzone, come spesso capita, è il singolo, e ci porta subito ad altissimi livelli di squallore: con una voce che richiama lontanamente Franco Battiato sotto antibiotici a causa di una tonsillite, il nostro Scarpone canta un testo che meriterebbe di essere riportato per intero, considerata la completa mancanza di nesso tra una parola e quella successiva, ma noi per decenza vi diamo solo un piccolo assaggio:
"...ed ogni tanto anch'io scappavo sì di casa
e non so dove andavo a sognare il mondo
un amore grande come il mio cuore
perchè la mia vita a volte è scura e distratta
ma sempre ogni giorno la aspetto con un po' di gioia
fammi dimenticare"
"Il Mio Mare" non parla, come qualcuno potrebbe pensare, dei problemi di stomaco di Giancarlo, ma più prevedibilmente è una canzone dedicata al mare dell'imprecisata località in cui il cantautore è nato e cresciuto, e anche qui le perle si sprecano:
"Ti ho sempre davanti ed ogni tanto non ti sopporto
mi deprime il tuo colore di merda
quando sei in burrasca hai il colore degli occhi delle ragazze
che d'estate bagni e che io sogno tutte mie.
Te che sei il mio mare mandi sempre il tuo profumo
anche quando non ci sei e mi galleggi nel cuore
e vivo per te un desiderio grande grande
che è più grande dell'amore
te che sei il mio mare.
Hai il colore degli occhi di una ragazza
che prima era mia e che mi hai portato via"
Saltando a piè pari l'anonima "Il Profumo Di Questo Amore", passiamo all'enigmatica "Un Gabbiano In Mare", dedicata non si capisce bene a chi:
"Tu che hai il mio nome
che sei per me un po' padre un po' amico
ed anche un po' dottore
non ho mai visto la tua gioventù
i sogni che accarezzavi da ragazza
quei sogni che forse sono un po' i miei
e gioie e dolori, come li hai vissuti
sono forse gli stessi che io ho perduto
tu che hai il mio nome
e una mogliettina carina simpatica
ed anche un po' stronzina
dimentichi come me il presente con un sorriso
in quel tuo viso ci sono tanti pensieri
e delle preoccupazioni."
Non può mai mancare la canzone "social" arrabbiata, quindi in "Ma Che Gente C'è" Scarpone spara a zero su chinque e non si salva nessuno:
"ma che gente c'è a parlarti di sapere
gente che un istante prima si faceva sì le pere
ma che gente c'è nelle foto del tempo
nei manifesti murali
e le parole che leggi non hanno senso
non esistono in realtà
sono solo provocazioni d'ignoranza d'intolleranza
e le voci che ascolti non sono vere
non esistono in realtà
sono solo lontani suoni
viventi antiche civiltà."
Passando oltre, "Mia Madre" merita una citazione solo per la pazzesca frase "io non vorrei / non vorrei ma è che amplifico / per colpa del mio destino / che mi fa piangere quando sono solo". Non menzioniamo neanche la noiosa ballad "Amore Amore Amore", per lasciare spazio al piatto principale, la traccia che vale tutto il disco, "Una Crudeltà Idiota", trionfo del nonsense: la base è letteralmente costruita su "Could You Be Loved" di Bob Marley, nel senso che durante tutto il pezzo si può sentire sotto la canzone originale velocizzata, e già questo è un colpo di genio, ma non basta, aggiungete un testo che potrebbe essere stato scritto da Malgioglio insieme a Magic Voice, e interpretato da Liberovici in duetto con i Soerba (e in effetti la voce di Scarpone richiama incredibilmente quella di Andrea Liberovici), e forse avrete il 10% di possibilità di ottenere una canzone genialmente idiota come questa; una frase del testo su tutte: "La solitudine divora i miei vestiti" .
Chiude il disco l'estenuante "Voglio Andare Via (Minimal Remix)", nella quale si inseriscono citazioni da "Break On Through" dei Doors, e persino un'autocitazione di "Ma che Gente C'è". Che fatica!
Il problema di Giancarlo è la sfiga, ma non nel senso che è sfigato o nel senso che rappresenta la sfiga: Giancarlo E' la sfiga, nella voce, nei testi, negli arrangiamenti, nella foto di copertina. La Sfiga in persona. Ma un po' gli vogliamo bene.
Tracklist:
01. Voglio Andare Via
02. Il Mio Mare
03. Il Profumo Di Questo Amore
04. Un Gabbiano In Mare
05. Ma Che Gente C'è
06. Mia Madre
07. Amore Amore Amore
08. Una Crudeltà Idiota
09. Voglio Andare Via (Minimal Remix)
Un grazie di cuore a Lennon79 per aver condiviso con noi questo tesoro nascosto, per fortuna nascosto molto bene.





8 commenti:
Questo compete tranquillamente con Gregorio.Di che anno è il disco?
personalmente Gregorio lo trovo molto superiore, ma è indubbio che anche Scarpone ha i suoi momenti :)
purtroppo ancora una volta l'anno di stampa non viene riportato, ma a naso stiamo parlando di primi anni 90
Grandissimo Vikk!! Alla fine sei riuscito a recensirlo!! Mi spiace non poterti conoscere di persona, ma sarò anche io alla cena aziendale irrinunciabile agli occhi dei megadirettori galattici..
Un grandissimo saluto trash
Lennon79
Sì, ce ne è voluto di tempo, ma ce l'abbiamo fatta!
Sarà per il prossimo incontro!
beh sicuramente Scarpone compete con Gregorio, ma perde! Il Maestro Gregorio ha toccato vette di lirismo ineguagliate, sia nei testi da Papa Boy psicopatico che negli arrangiamenti alla Elio, ma involontari!
In un ipotetico feudo del Medioevo musicale, Scarpone potrebbe essere un vassallo di Gregorio.
Ancora grazie a Lennon79, al prossimo meet up però ti vogliamo!
vi adoro, cercavo qualcosa nel web da almeno 10 anni...poi finalmente sono arrivato a voi!!!!siete fantastici. vi posso dire solo una cosa: io c'ero! nel senso che ero al di qua dell'obbiettivo nel momento esatto dello scatto! beh se volete vi riempio il sito di perle d'arte così ;-) grandi ah ah ah ah ah ah
Sei il fotografo della copertina? Dicci, dicci qualcosa di più di questa perla. PS: ma la foto l'hai ritagliata con le forbicine e incollata sullo sfondo?
Spulciando su Internet una buon'anima ha postato su Youtube "Una crudeltà idiota" datandola al 1993.
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