Aida Satta Flores - Le Mie Mele b side di "Io Scappo Via"(1992 - 7'')

Aida Satta Flores - Le Mie MelePochi sono i cantautori che in mezzo ad una carriera artistica seria ed impegnata infilano canzoni facete, assurde, o ricche di "velati" doppi sensi, tesori nascosti da scovare tra le righe delle discografie ufficiali; ma quando succede, è subito festa per noi tombaroli profanatori di carriere altrui! Il piatto è ancora più ricco quando l'artista in questione non è poi particolarmente famoso: Aida Satta Flores, cantante siciliana con origini sarde e spagnole evidenti fin dal cognome, nei primi anni '90 faceva parte della cricca dei Nomadi, e nel 1992 incise per la loro etichetta il singolo "Io Scappo Via", con il quale partecipò anche a Sanremo. Tralasciando questo inutile brano, ciò che a noi interessa è la b-side: "Le Mie Mele": gaudio massimo, in un contesto cantautoriale serissimo, accompagnato solo da una chitarra acustica e dalla voce materna e intima della cantante, prende vita un tripudio di doppi sensi riferiti alle due "mele" che Aida ha sul petto. Così, con un lirismo secondo solo alle "Palline Colorate" di Solange, si susseguono versi ora sofferenti, ora idilliaci, ora adirati ("E per loro affaticate / C'è un bambino che sta bene / E per loro profumate / Ci sei tu che le conosci / E per loro svergognate / Tutte gonfie alla finestra / C'è l'ennesimo cafone / Che le sbircia dal... balcone"). Ma l'incanto non finisce qui, più avanti nel testo si parla di croci e delizie tipiche della donna: "Care mele dure fate male / Quando aspetto... le mie rose! / Ma se poi mi abbracci tu / Sorridono e il nasino è in su". A tutt'oggi ci rimane difficile capire se Aida Satta Flores avesse intenzione di fare una provocazione (di cosa?), o se credesse seriamente in quello che stava cantando, ma in questi casi l'empasse si supera in un modo solo: proclamiamo ufficialmente "Le Mie Mele" pietra miliare della musica di genere!









Le Mie Mele

Le mie mele che per te
Senza buccia come vuoi
Tutto il giorno pesano
Chiuse se le guardano
E per loro affaticate
C'è un bambino che sta bene
E per loro profumate
Ci sei tu che le conosci
E per loro svergognate
Tutte gonfie alla finestra
C'è l'ennesimo cafone
Che le sbircia dal... balcone
Quanta strada ancora devono fare
La chitarra sotto per compagnia
Uno scudo di legno dipinto per gelosia
Quanto fiato dovranno tenere
Quante cose brutte da trattenere
Care mele dure fate male
Quando aspetto... le mie rose!
Ma se poi mi abbracci tu
Sorridono e il nasino è in su
E se canterò per te
Un'attesa... ah...
A braccia aperte... eh...
Per farti... ih... e
... Riposare

Grandi mele come mai
Siete pallide così
Ho un amore possessivo
Non vedete mai la luce:
E' per voi che per la strada
Sento sempre un complimento
Mi vergogno, e lo sapete,
Ma non posso abbandonarvi!
E se canto insieme a voi
Non facciamoci illusioni
Siamo mele da addentare
Per far crescere...
Per amare... eh...
Per farti... ih... e
...Riposare
... Nannà
Ninnanannà...
Nannà ninnannannna
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1 commenti:

  1. Carissimi, onorata d'esser finita tra le vostre segnalazioni di musica trash, per il lato b del 45 giri "Io scappo via", una delle più im-mediate (non mediate, non seriali) canzoni che io abbia mai scritto, "Le mie mele". Era la canzone preferita da Agusto Daolio, leader storico dei Nomadi, che addirittura avrebbe voluto la presentassi a Sanremo! Onorata del tempo che avete dedicato all'ascolto preciso e puntuale d'ogni parola del testo. In un mondo di "parolai", essere "parolieri" non paga sempre...anche il gusto dell'ascoltatore dovrebbe essere "educato" alla Poesia! Vi auguro buon orecchio e amorevole conoscenza della distinzione tra canzoni seriali e canzone d'autore.
    Aida Satta Flores

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