Jo Chiarello - Discografia

Jo Chiarello - Che Brutto Affare!Che cosa ci vuole per realizzare un inno trash di culto? Qualcuno chiede a Baglioni, qualcun altro a Luca Sardella, qualcuno persino ad un illustre sconosciuto come Graziano Romani.
Tentativi vani: per realizzare un anthem underground come si deve, la formula è questa: prendete una diciottenne siciliana biondissima e dall'aria sbarazzina, affiancatele un produttore-autore-viveur del calibro di Franco Califano, fategli scrivere e produrre una canzone per lei che ridicolizzi la figura maschile, impacchettate il tutto e spedite al Festival di Sanremo nel 1981. Voilà, "Che Brutto Affare!" è servita, la carriera di Jo Chiarello è iniziata, e al grido (acutissimo) di "Io ti consideravo un superman / ma non sei neanche un man / scemo, non sei nemmeno lametà di un man" le ragazze deluse di ieri e di oggi (più di oggi che di ieri, per dirla tutta) rispondono con entusiasmo e partecipazione.

Facciamo un passo indietro; torniamo al 1981, quando il Califfo, pensando al personaggio di Jo Chiarello come ad una donna aggressiva, disinibita e determinata, scrive una manciata di brani dall'alchimia tanto unica quanto sottovalutata, il risultato sonoJo Chiarello - In Bianco liriche impareggiabili persino dalla produzione solista di Califano: in "Io Ti Farò Impazzire" Jo canta: "io ti farò impazzire / io ti farò morire / io ti farò sballare / non ti potrai divertire / d'accordo tu sei grande / ma non sei nato amante / io invece la passione / la tratto fin da quando faccio colazione / sono una ragazzina ma fossi in te / la prenderei sul serio una come me / da questo istante se pure tu non vuoi / con me ti scotterai"; in "In Bianco" ci regala questa perla "non sei stanco / di una che ti manda sempre in bianco? / Non si smuove la mia lampo / sento che tu non hai scampo / poche balle / non cammini sopra la mia pelle / non mi agiti la mente / guardo te e non vedo niente", "Signorino" recita: "non ho esperienze ma sono così, disincantata / e non ho fretta di stendermi qui, innamorata", e di nuovo in "Che Brutto Affare!" sentiamo dire "che brutto affare! / Non mi hai insegnato neanche a far l'amore / capisco adesso che non ci sai fare / parlavi bene e razzolavi male". Lolita di Nabokov in confronto è una pivellina dell'asilo, insomma. Della serie che se io fossi stato il fidanzato di Jo Chiarello in quel periodo, sarei internato vicino alla piccola Erika Mannelli, convinto di essere L'Elefante Gay in persona.

Jo Chiarello - L'Ultimo Metrò"Che ora sarà" segna un'improvvisa svolta melanconica: "Comincia quasi sempre per dispetto / che si finisce sopra un altro letto / e se hai fortuna trovi un altro uomo / che come te moriva troppo solo", e coincide con la fine della collaborazione artistica tra Califano e Jo, per ovvie divergenze artistiche: le vendite dei dischi si sono rivelate un fiasco, e miss Chiarello, ormai in totale disaccordo con il ruolo che il Califfo ha pensato per lui, cambia completamente stile, look, produttore ed etichetta, situazione nella quale si troverà fin troppo spesso negli anni successivi, cambiando 3 record labels in meno di 6 anni.
Inizia il declino (se mai c'era stata un'ascesa), non tanto dal punto di vista della notorietà, anzi aumentata grazie alla vittoria nella categoria Giovani ad "Un disco per l'estate '88" e il secondo posto sempre tra i Giovani a "Sanremo '89" con "Io E Il Cielo", quanto dal punto di vista musicale e artistico: senza la nota di colore fornita da Califano, le successive canzoni di Chiarello suonano come il lamento di unaJo Chiarello - Ma Che Bella Storia D'Amore madre argentina nel periodo dei desaparecidos ("Come nasce un nuovo amore"), e la stessa Jo assume lo stile, il look e il portamento di Sandra Bullock in quei film in cui interpreta la madre divorziata con problemi di alcool e con i figli in affidamento al padre. "Lei No" e "L'Ultimo Metrò" del 1984 affrontano la classica tematica sociale,che tutti gli artisti in declino prima o poi infilano a forza nelle loro produzioni: in questo caso si parla della solitudine della donna emarginata nella grande città.
Improvvisamente nel 1985, complice l'ondata "caraibica" portata da brani come "Tropicana" del Gruppo Italiano, sembra esserci un ritorno alla vecchia Jo Chiarello, con la sua "Ma Io Vi Mollo E Vado Al Mare", dal testo impareggiabile nella sua casualità "Ma io vi mollo tutti e vado al mare / compro una barca esco per pescare / mi sento una sirena innamorata / altro che situazione disperata / ma io vi mollo tutti e vado al mare / olio di cocco e crema da spalmare / vi mando cartoline colorate / le mie paure me le son mangiate". Chissà se almeno avrà imparato a pescare.
Gli ultimi due singoli, "Ma che bella storia d'amore" ed "Io e il cielo" (cui è seguito l'omonimo LP) sprofondando nel buco nero dei tardi anni'80, anni fatti di arrangiamenti finti come la voce di Den Harrow e di ballad dall'andamento straziante. Il secondo ed ultimo LP, del 1993, "Prima Le Donne E I Bambini", merita una citazione solo per il titolo di una canzone: "La Fonte Intelligente Delle Nostre Idee"; idee di chi?

Jo Chiarello - Come Nasce Un Nuovo AmoreIn buona sostanza, Jo Chiarello durante i primi '80 sarà anche stata una sciacquetta con la vocina stridula e le gambe da grillo, fasullissima icona della donna emancipata (non dimentichiamo che in fondo è stata lanciata da Califano!), ma canzoni-manifesto della mediocrità come le sue sono davvero merce rara, inoltre i suoi ritornelli ad ultrasuoni funzionavano egregiamente.
A noi di Orrore a 33 Giri piace spalleggiare quegli artisti che partono già svantaggiati.


Discografia:


Singoli:
  • Che brutto affare! / Io ti farò impazzire (1981)
  • In bianco / Signorino (1982)
  • Che ora sarà / E intanto stasera (1983)
  • Lei no / L'ultimo metrò (1984)
  • Ma io vi mollo e vado al mare / Stai con me (1985)
  • Ma che bella storia d'amore / Il futuro (1987)
  • Come nasce un nuove amore / Poesie di un attimo (1988)
  • Io e il cielo / Come nasce un nuovo amore (1989)
Album:
  • Io e il cielo album (1989)
  • Prima le donne poi i bambini (1993) *
  • Jo Chiarello (1998 - raccolta)
* pubblicato come Giò Chiarello
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9 commenti:

  1. fantastica recensione, mi sono gia' appassionato al personaggio, se alla fine dell'articolo ci fosse stato un link paypal tipo 'dona un euro per un nuovo album di jo chiarello' lo avrei fatto subito!

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  2. Grazie per i complimenti Davide, siamo lusingati!
    Credo che Jo non se la passi male, ha sposato tale Valerio Liboni, cantautore, quindi se avesse voluto avrebbe potuto fare uscire facilmente un nuovo disco, e se non l'ha fatto è per scelta sua (e per fortuna nostra)

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  3. SCEEEEMMOOUUU, NON VALI NEANCHE LAAAAA METAAA' DI UN MEEEEEEENNN'

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  4. Transgender al massimo! Non riuscivo a capire se era una donna o un uomo. Wow, trasgressivo al massimo.

    Praticamente il David Bowie italiano!

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  5. ...in realtà è una donna non un transgender

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  6. ...averne di transgender così!!

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  7. uno dei punti di forza della soundtrack di 'Ferragosto Ok', capolavoro trash serie tv del 1986

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  8. la canzone era divertente e lei simpatica,ma Califano.....;O(

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