Non appena venni a sapere che Al Bano incise un album intitolato "La Mia Italia" (che puzza di cover album lontano un miglio) il mio sesto senso (che per queste cose è ormai molto sviluppato) mi disse di buttarmici a capofitto senza alcun indugio e così feci.Il CD si fa già apprezzare sin dalla magnifica copertina che assomiglia più ad libro di ricette che ad un disco, ma è solo ammirando la mirabolante tracklist che comincia a venire l'acquilina in bocca: il cantante di Cellino San Marco ci regala la sua visione della musica pop tricolore come il titolo già ci faceva intuire, la cosa che appare bizzarra è la scelta di includere ben quattro nuove incisione di alcuni sui famosi successi con un'operazione piuttosto deprecabile di autocelebrazione.
Il disco lascia basiti per il tripudio di suoni preconfezionati da pianobar (la batteria e le tastiere su tutti) irrobustiti da onnipresenti orchestrazioni per creare una perfetta base in bilico tra il kitch e la tradizione melodica italiana dove Al Bano può sciorinare tutta la sua potenza vocale, quasi sempre a sproposito, cercando di convincerci che sia un tenore mancato.
Senza sorprese, i brani inutili sono quelli presi dal suo repertorio solistico, "Nel Sole", piatta a dir poco, e "Mattino", che diventa una palestra per i sui vocalizzi da opera wannabe; fanno invece molta tristezza le nuove versioni di "Felicità" e della danzereccia "Sempre, Sempre" (che musicalmente sembra rubata ai Ricchi e Poveri) originariamente incise con la ex moglie Romina Power e qui ricantate dal solo Al Bano.
Il peggio o il meglio, a seconda dei punti di vista, lo si trova nelle cover vere e proprie a partire dalla celebre "Che Sarà" dove il cantante salentino si trasforma in perfetto entertainer per turiste tedesche di mezza età, con "Piccola e Fragile" si palesa la mancanza di gusto dell'interprete che pur avendo una voce potente manca di quelle sfumature che rendono l'originale distante anni luce, trasformando il brano in puro esercizio. Assoltamente da cestinare "Una Notte Speciale" e "Musica è", completamente albanizzate in tutti i sensi (polpettone melenso-pop di marchio sanremese della peggior specie), assieme a "Gloria" e "Senza Una Donna" che sembrano becere registrazioni da karaoke.
I capolavori nascosti sono, forse senza troppe sorprese, "Un'Estate Italiana" (una cover piuttosto insolita) resa incredibilmente ancora più brutta dell'originale con un ritornello penosamente strascicato e la sorprendente "Tu Sei l'Unica Donna Per Me" rivisitata in chiave bossanova-melodrammatica con una resa finale che lascia inebetiti.
Dopo tutta questa grazia di Dio il brano di chiusura sembrerebbe un inutile surplus, in realtà è un picevole jazz-swing cantato un po' sopra le righe (vabbhè questo era prevedibile) ma con un pizzico di ironia ed un piglio retrò che ce lo fanno apprezzare come ottimo digestivo dopo le pesantissime 12 portate precedenti.
Tracklist:
01. Che Sarà (Josè Feliciano e i Ricchi e Poveri)
02. Nel Sole
03. Un'Estate Italiana (Gianna Nanninni ed Edoardo Bennato)
04. Felicità
05. Piccola e Fragile (Drupi)
06. Sempre, Sempre
07. Una Notte Speciale (Alice)
08. Gloria (Umberto Tozzi)
09. Mattino
10. Tu Sei l'Unica Donna Per Me (Alan Sorrenti)
11. Senza Una Donna (Zucchero)
12. Musica è (Eros Ramazzotti)
13. Buona Sera Signorina (Fred Buscaglione)





2 commenti:
Avete mai notato che l'attacco di "Dancing Queen" degli Abba è maledettamente simile all'inciso di "Nel Sole"?
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