Non mi sono mai capacitato del successo di Checco Zalone e ancora meno di quello di Dado, che nelle sue prime fugaci apparizioni era anche simptico, ma dopo anni ci tormenta ancora con gli stessi sketch; il disco dopo 5 minuti provoca un'inevitabile chiusura delle palpebre e dopo 10, per chi fosse rimasto ancora sveglio, fa avvertire incontrollabili manie omicide.
Ora immaginate di dovervi sorbire ben 49 canzoni in formato "chihuahua" (cit.) con ospiti prestigiosi come i Flaminio Maphia (mmm perchè non parlare anche di loro?) e Alex Britti (un talento buttato nel cassonetto) in un frullatore di stili che va dal pop radiofanico, al rock, alla canzone d'autore, con accenni punk e tocchi latini, insomma tutto e niente.
Dopo il vomitevole intro (qualcuno mi spieghi cosa ci sarebbe da ridere) arriva la title track, per la quale è stato girato anche un orrido video (Dado non si può guardare davvero!), che è l'unica vera canzone del CD e davvero non ci sono parole per descrivere la tristezza di questa song che fa davvero rimpiangere i bei tempi di "supercafone" de Il Piotta. Il resto del disco è infarcito di brevissime canzoni tipiche del repertorio del cabarettista, ovvero un mix tra le "canzoni bonsai" di iacchettiana memoria, le parodie del grande Stefano Nosei ed un tocco di comicità romana di basso livello ai limiti del folklore più triste e stereotipato tipico di gente come Paolo Bonolis.
La noia regna sovrana ed è davvero arduo dire quale sia la traccia migliore e ancor più difficile stabilire la peggiore, "stranamente" il disco è piaciuto molto a Maurizio Costanzo che ha curato la prefazione del libro allegato, nella quale testualmente dice: "E’ molto divertente questo libro di Dado. ...D’altra parte proprio l’estrema sintesi, la capacità di raccontare e far ridere in pochi versi, fa di Dado un intrattenitore di qualità. ...Con retorica concludo dicendo: grazie Dado, lei è un benefattore".
Ho sprecato fin troppe parole per questo disco che potrebbe esservi utile solo se soffrite di problemi intestinali.
La regina dei reality o del trash televisivo (scegliete voi la definizione che più vi aggrada, tanto sono sinonimi) nel lontano 1980 quando non era ancora nessuno e la Dottoressa Giò di là da venire, cercò la fama incidendo uno splendido 45 giri che sfortunatamente non ebbe fortuna.
Per i lettori di queste pagine David Hasselhoff è una certezza: dove c' è lui sicuramente non può regnare il buon gusto.
Dietro il nome di Beppe Starnazza e i Vortici si nasconde il progetto musicale estemporaneo di
I Cartoons, a discapito del loro look imbarazzante (il bassista che suona una carota ed il chitarrista con una chitarra a forma di pistola e due carrormati come scarpe erano fantastici!), sono meno idioti di quello che si possa pensare; ascoltando il loro album d'esordio si puo gustare il loro technobilly che ripropone in veste techno atmosfere r'n'r anni 50 volutamente caricaturizzate.
Dopo un breve split tornano i Dhamm con una nuova sezione ritmica e pubblicano il loro (per ora) ultimo album che, anche grazie ai testi curati dalla giovane scrittrice
Alle volte il confine tra colpo di genio e
Stefano Nosei è un artista che dopo la notorietà ottenuta nei primi anni '90 è stato, ingiustamente, un po' accantonato a favore di faccie nuove anche se magari con meno talento.
Imbarazzante. Non ci sono altre parole per definire questo CD. Inizialmente pensavo fosse uno scherzo, ma purtroppo mi sono dovuto ricredere.
Non ho parole per descrivere cotanto capolavoro. Pier Ferdinando Casini con impareggiabile lungimiranza ha voluto affidare al mitico
Dopo aver debuttato a "Non è la Rai", essere stata la velina più amata dagli italiani a "Strisca La Notizia" ed essere stata la valletta preferita di Gerry Scotti a "Passaparola" Alessia Mancini ha voluto lasciare un segno indelebile nella storia della musica incidendo un orripilante singolo nel 2001, dove su una base dance preconfezionata si sforza di canticchiare uno stupido motivetto estivo dai toni, neanche a dirlo, ispanici che sarebbe stato imbarazzante anche per la migliore Alexia d'annata o per Paola e Chiara nelle loro recenti vesti dance.
Io sono convintissimo che gli anni ‘90 in qualità musicale non abbiano nulla da invidiare alla decade precedente e le Teste Sciroppate lo dimostrano.
Per chi non lo sapesse Sylvester Stallone ha un fratello musicista. Già deve essere difficile essere il fratello di uno degli attore più famosi degli ultimi 20 anni, figuriamoci essere il fratello minore ed avere una somiglianza imbarazzante con la famosa star di Holliwood!
Questo non è solo un banale album di cover dei classici dei
Gli storici Statuto, uno dei primissimi gruppi a portare le sonorità ska e rocksteady in Italia nei primi anni 80 (per tacere della
Stupendo progetto musicale ideato da Ben Milner, Robby Moncrieff (chitarre), Carson McWhirter (basso) e Spencer Seim (batteria) che ripropone in chiave rock strumentale le colonne sonore dei videogiochi più celebri del mitico 



