Se qualcuno ci chiedesse a bruciapelo di elencare le prime 10 canzoni degli anni '80 che ci vengono in mente probabilmente "The Final Coutdown" sarebbe una delle più menzionate. All'epoca gli Europe facevano anche piuttosto bene il loro hair metal cromato, anzi probabilmente erano un gradino sopra la maggior parte dei gruppi a stelle e strisce.
Dopo due buoni album con scarso riscontro commerciale pensarono bene di tirare a lucido la produzione e il successo mondiale non tardò ad arrivare trainato non certo da una delle loro canzoni più riuscite, piuttosto con un brano-fetecchia, con che oggi definiremmo una sorta di suoneria per cellulare in versione rock: un giro di synth che rimane tatuato nel cervello dell'ascoltatore e che trasformò in un batter d'occhio uno sconosciuto cantante svedese permanentato in un milionario. Ma non è tanto la musicalità indubbiamente catchy del brano a scandalizzarci quanto il testo, che seppur ispirato alla gloriosa "Space Oddity" di David Bowie, nelle mani di Joey Tempest & co. diventa davvero poca, pochissima cosa.

Dalle stalle alle stelle e ritorno, nel giro di un a stagione, oppure in altri termini: caso discografico di fine 2004 e ritorno all'anonimato in punta di piedi, proprio così come era salito alla ribalta.
Ad inizio anni '70, sotto l'ala protettrice del duo Battisti-Mogol, Adriano Pappalardo pubblica i suoi primi dischi che riscuotono un certo successo, ma è nel 1979 con "Ricominciamo" che ottenne una popolarità indiscussa ed il suo più grande successo commerciale.
Per anni abbiamo letteralmente consumato
Mi pare doveroso parlare del "Maestro" come molti lo definiscono. Sicuramente uno dei personaggi italiani piu' controversi degli ultimi 30 anni ed uno dei cantanti piu' sottovalutati, signore e signori: Franco Califano.
Finalmente anche il tanto amato J-Pop o meglio lo Shibuya-kei (un sottogenre di Japanese pop nato nel quartiere di Shibuya a Tokyo negli anni '90, un guazzabuglio di jazz, easy listening, lounge, electropop e bossanova) riesce a ritagliarsi uno spazio tra le nostre pagine.
Chi sono Gli Atroci? "Gli Atroci non sono mai nati. Gli Atroci sono sempre esistiti. Vivevano nella quinta dimensione. Quella fatta di puro metallo." Queste le loro testuali parole, per tutti gli altri un gruppo di metal demenziale.
Avevamo lasciato I Pornosonic in compagnia di Ron Jeremy con
L'avevo promesso, con il 2007 sarei stato meno indulgente e questa porc... ehm copilation cade a fagiolo! In tre parole: schifo, schifo, schifo. Fine della "recensione".
Dal debutto discografico del duo hip hop milese composto da 


Questa interessante antologia raccoglie grandiosi brani tratti dalle colonne sonore dei film hard di Ron Jeremy usciti tra il 1972 ed il 1976 e finora rimasti inediti: l'album suona dannatamente 70s come se Stevie Wonder, Sly & The Family Stone e Marvin Gaye si fossero messi a suonare insieme in una grande “gang bang musicale”.





