Luca Carboni e Jovanotti - O E' Natale Tutti i Giorni... (da "Diario Carboni" 1993)

Luca Carboni - Diario CarboniCi sono cose che dovresti aspettarti, ma che quando capitano ti colgono inspiegabilmente impreparato; ora che Fiorello faccia una cover degli Scorpions me lo posso aspettare, ma che il "duo delle meraviglie" Carboni/Jovanotti decida di rifare una cover della ballad strappa mutande "More Than Words" degli Extreme riscrivendo il testo in chiave natalizia supera anche la più fervida immaginazione.
Il duo si limita a rielaborarne il testo infarcendolo di stereotipi e qualunquismo buono per trasmissioni di Maria De Filippi, un frullato di pacifismo, anti-razzismo ed invettive contro il consumismo che paiono prese pari pari da qualche Smemoranda.
Meglio sorvolare sull'interpretazione davvero scialba e degna di qualche oratorio di provincia non da gente che riempiva e riempie interi palazzetti dello sport.
Assolutamente vomitevole. Se volete farvi male ascoltatevela.
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5 commenti:

  1. Non riesco mai a smettere di ridere ogni volta che sento questo pezzo.

    Ma non è derisione, sono proprio grasse risate: il testo è allucinante!

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  2. Io invece ci sto male. Ma non è solo un malore:vomito proprio!

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  3. Fa lo stesso effetto di un marshmallow ricoperto di nutella, poi glassato e cosparso di noccioline e zucchero a velo.
    Alex Delarge

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  4. Tutte cazzate. In realtà la cover è un momento live estemporaneo, quasi improvvisato e volutamente naif, oltrechè autoironico che chiudeva una parte dei concerti del famoso tour Carboni-Jovanotti, una delle più belle e strane collaborazioni musicali italiane. Si può a ragione nutrire qualche perplessità su Jovanotti, che adesso in effetti trovo insopportabile, ma avercene in Italia di artisti come Carboni.
    Prima di sparare cazzate, documentatevi e soprattutto contestualizzate la canzone che criticate.

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  5. Davanti al negozio in cui lavoro, in occasione delle festività, il comune -in collaborazione con quello che è più o meno l'unico (e pessimo) negozio di dischi della città in cui ho la sventura di vivere- ha sistemato, come ogni anno, degli altoparlanti che diffondono per dieci ore al giorno gai motivetti natalizi (il mio sogno è quello di sabotare le attrezzature e fare un po' di terrorismo sonico, mettendo -che so- un Merzbow, un John Zorn, dei Pan Sonic; al limite, in loop, "Sister Ray").

    Detto che il primo posto dell'orrore se lo aggiudica a mani bassissime Al Bano che, con la sua solita sobrietà, brutalizza il John Lennon di "War is over", al secondo posto ex-aequo si piazzano le due versioni di questa ciofeca, con una leggera preferenza per quella di Irene Grandi (che ho visto con piacere essere stata adeguatamente mazzolata su queste pagine).

    "E intanto noi
    Ci facciamo i regali
    Il giorno che è nato Cristo
    Arricchiamo gli industriali
    E intanto noi
    Ci mangiamo i panettoni
    Il giorno che è nato Cristo
    Diventiamo più ciccioni"

    Autoironia o meno (e francamente mi è difficile scovarla), secondo me questi potrebbero essere tranquillamente i versi peggiori nella storia della musica italiana.

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