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Luca Carboni e Jovanotti – O È Natale Tutti i Giorni… (More Than Words) (Extreme cover) (1993)

Luca Carboni e Jovanotti - O È Natale Tutti i Giorni... (1993)Ci sono cose che dovresti aspettarti, ma che quando capitano ti colgono inspiegabilmente impreparato; ora, che Fiorello faccia una cover degli Scorpions me lo posso aspettare, ma che il “duo delle meraviglie” Luca Carboni e Jovanotti decida di rifare una cover della ballad strappamutande “More Than Words” degli Extreme riscrivendone il testo in chiave natalizia supera anche la più fervida immaginazione.

L’incontro fra Luca Carboni e Jovanotti risale al 1992, quando si rendono conto di aver trattato contenuti affini nei loro dischi e decidono quindi di coronare quest’amicizia con un tour insieme.

All’interno del tour (da cui viene tratto l’album “Diario Carboni”) i due presentano questa canzone, nella quale si limitano a rielaborare il testo infarcendolo di stereotipi e qualunquismo buono per trasmissioni di Maria De Filippi, un frullato di pacifismo, anti-razzismo ed invettive contro il consumismo che paiono prese pari pari da qualche Smemoranda.

Meglio sorvolare sull’interpretazione davvero scialba e degna di qualche oratorio di provincia, non di sicuro qualcosa che ti aspetteresti da gente che riempiva e riempie interi palazzetti dello sport.

Assolutamente vomitevole.

O è Natale tutti i giorni…

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E’ quasi Natale
e a Bologna
che freddo che fa
Io parto da Milano
per passarlo
con mamma e papà
Il mondo
forse no, non è cambiato mai
e pace in terra
no non c’è
e non ci sarà
perché noi non siamo uomini
di buona volontà
Non so perché
questo lusso di cartone
se razzismo guerra e fame
ancora uccidon le persone.
Lo sai cos’è,
dovremmo stringerci le mani
… O é Natale tutti i giorni
o non é Natale mai…
E intanto i negozi
brillano e brilla la TV
e le offerte speciali
e i nostri dischi si vendono di più
Il mondo
forse no, non é cambiato mai
e pace in terra
forse un giorno ci sarà
perché il mondo ha molto tempo,
ha tempo
molto più di noi
E intanto noi
ci facciamo i regali
il giorno che è nato Cristo
arricchiamo gl’industriali
e intanto noi
ci mangiamo i panettoni
il giorno che è nato Cristo
diventiamo più ciccioni
Lo sai cos’è,
dovremmo stringerci le mani
… O é Natale tutti i giorni
o non é Natale maaaai…
… O é Natale tutti i giorni
o non é Natale maaaai…

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5 Commenti

  1. Non riesco mai a smettere di ridere ogni volta che sento questo pezzo.

    Ma non è derisione, sono proprio grasse risate: il testo è allucinante!

  2. Io invece ci sto male. Ma non è solo un malore:vomito proprio!

  3. Fa lo stesso effetto di un marshmallow ricoperto di nutella, poi glassato e cosparso di noccioline e zucchero a velo.
    Alex Delarge

  4. Tutte cazzate. In realtà la cover è un momento live estemporaneo, quasi improvvisato e volutamente naif, oltrechè autoironico che chiudeva una parte dei concerti del famoso tour Carboni-Jovanotti, una delle più belle e strane collaborazioni musicali italiane. Si può a ragione nutrire qualche perplessità su Jovanotti, che adesso in effetti trovo insopportabile, ma avercene in Italia di artisti come Carboni.
    Prima di sparare cazzate, documentatevi e soprattutto contestualizzate la canzone che criticate.

  5. Davanti al negozio in cui lavoro, in occasione delle festività, il comune -in collaborazione con quello che è più o meno l'unico (e pessimo) negozio di dischi della città in cui ho la sventura di vivere- ha sistemato, come ogni anno, degli altoparlanti che diffondono per dieci ore al giorno gai motivetti natalizi (il mio sogno è quello di sabotare le attrezzature e fare un po' di terrorismo sonico, mettendo -che so- un Merzbow, un John Zorn, dei Pan Sonic; al limite, in loop, "Sister Ray").

    Detto che il primo posto dell'orrore se lo aggiudica a mani bassissime Al Bano che, con la sua solita sobrietà, brutalizza il John Lennon di "War is over", al secondo posto ex-aequo si piazzano le due versioni di questa ciofeca, con una leggera preferenza per quella di Irene Grandi (che ho visto con piacere essere stata adeguatamente mazzolata su queste pagine).

    "E intanto noi
    Ci facciamo i regali
    Il giorno che è nato Cristo
    Arricchiamo gli industriali
    E intanto noi
    Ci mangiamo i panettoni
    Il giorno che è nato Cristo
    Diventiamo più ciccioni"

    Autoironia o meno (e francamente mi è difficile scovarla), secondo me questi potrebbero essere tranquillamente i versi peggiori nella storia della musica italiana.

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