Questa nuova compilation è, fin dal titolo (non è il massimo, ma non ho trovato di meglio!) un omaggio alla serie di "Italiani Brava Gente" ideata dal caro Romo per sviscerare "il peggio o il meglio" della musica tricolore. L'omaggio è trasversale perchè è opera di Giordi (lettore affezionato) ideatore deltributo che abbiamo provveduto a battezzare e verniciare con un artwork adeguato.La compilation, pur pescando a piene mani nella tradizione italiana, ha un gusto un po' differente rispetto a quanto fatto da Romo puntando più verso artisti e canzoni note piuttosto che su preziose rarità, inoltre si tratta di una "concept compilation" dove i vari pezzi sono legati l'un l'altro da un profondo quanto atavico significato.
Sarebbe troppo lungo analizzare tutte le tracce, ma dopo il bel "Decalogo" di Gianfranco Manfredi vengono snocciolati classici noti e un po' scontati (per il pubblico che bazzida su questi lidi) come "Poppe Poppe Poppe" di Ivan Graziani, "Faccia da Pirla" di Charlie e "Supercafone" de Er Piotta; quello che comincia a stimolare l'appetito, sono i deliri dei Latte e i Suoi Derivati che scimmiottano la famosa "Il Clarinetto" con la loro "Il Kazoo", il rock demenziale dei veronesi Burdello, il nuovo classico dei Prophilax "La Merda Non Muore Mai", la folle "Vomito" del sempre "raffinato" Enzo Salvi e la delicata "Profano" dei Gem Boy che riescono davvero a divertire ed intrattenere.
Il cuore di questa compilation risiede, come già anticipato, nei grandi nomi da classifica con brani magari un po' atipici: Renato Zero del periodo più "gaio", CapaRezza che se la prende cocciutamente con il mondo moderno, Daniele Silvestri che si tuffa nella tradizone capitolina ed il maestro Franco Battiato che non perde mai la sua classe anche nei momenti più imbarazzanti.
Qualche skit ed alcuni pezzi magari evitabili come "Piccolo Fiore Bugiardo" cantata in duo da Olmo e Jovanotti ed un paio di doppioni di cui non si sentiva troppo il bisogno completano il disco che pur sfiorando gli 80 minuti non annoia e che può essere affiancato senza timore alle compilation a cui si ispira.
PS: un grazie a Giordi per il suo contributo.
Tracklist:
01. Gianfranco Manfredi - Decalogo
02. Vasco Rossi - Figa spericolata [skit]
03. Ivan Graziani - Poppe poppe poppe
04. Burdello - Intro ciclo
05. Burdello - Ciclo mestruale
06. Renato Zero - Al cinema
07. Ivan Graziani - La bella Gina
08. Charlie - Faccia da pirla
09. Er Piotta - A cena dar trucido [skit]
10. Er Piotta - Supercafone 96
11. Prophilax - La merda non muore mai
12. CapaRezza - Chi cazzo me lo fa fare
13. Daniele Silvestri - Testardo
14. Enzo Salvi - Vomito
15. Elio e le Storie Tese - Amore in cabina di pilotaggio
16. Latte e i Suoi Derivati - Il kazoo
17. Naimy e Lella - L'anello di fidanzamento
18. Franco Battiato - Ecco come è che va il mondo
19. Olmo & Jovanotti - Piccolo fiore bugiardo (reggae version)
20. Prophilax - Analità
21. Gem Boy - Michelle Hunziker [skit]
22. Gem Boy - Profano
23. Marco Carena - Arbre Magique
24. Renato Zero - Onda gay
25. CCCP - Mi ami?





10 commenti:
Ahiò ragazzi, cartellino rosso! Ma i CCCP cosa c'entrano con tutta 'sta merda? Fate subito un post per farvi perdonare, eh?
Dillo a Giordi :) guarda sicuramente il pezzo non e' uno dei loro migliori e penso sia stato messo per la tematica affrontata dal testo.
Dei CCCP abbiamo parlato approfonditamente per il loro imperdibile duetto com Amanda Lear (cerca nell'archivio).
Comunque altre "polemiche" in vista per il volume 12 di Italiani Brava Gente
No, scusami, ma questa non te la faccio passare . Non so chi sia Giordi, ma il brano in questione (del 1984, periodo di massima creatività del gruppo e tratto da una poesia di Roland Barthes) era per i tempi un'icona libertaria: sicuramente antagonista e perfettamente aderente all'anti-liberismo dell'epoca.Brani così dovrebbero essercene a migliaia ancora oggi.Ma forse stiamo dormendo, o peggio, facendo confusione.
Sara' che io non vado pazzo per i CCCP (preferisco i primi CSI) ma onestamente il brano non mi fa impazzire, che magari non sia stata una scelta azzeccata ci puo' stare anche se sarebbe interessante sapere il motivo direttamente dal curatore della compilation :)
il mio brano preferito del combo comunista resta "Vota Fatur" ;)
OK, il mio preferito è invece "Curami" (CCCP)... e faremo a breve il culo a questo Giordi, sperando non si confonda ulteriormente.
Dai dai l'impegno va sempre premiato! Se vuoi rifarti proponi tu una compilation ;)
Ciao Ragazzi sono Giordi, volevo chiarire la diatriba che si è aperta per l'inserzione del pezzo Mi Ami dei mitici da me amati CCCP,diciamo che la scelta è stata una provocazione, dopo la traccia ondagay di renato zero,e il testo contenuto nella canzone, che s'ispira come già citato dall'utente anonimo all'antologia Frammenti di un discorso amoroso (1979) di Roland Barthes, ma per molti esponenti della cultura gay Barthes è "trash" e odiato ovviamente punti di vista, un ampia controrecensione all'autore potete cercarla qui:
http://www.culturagay.it/cg/recensione.php?id=11537
cito alcuni pezzi salienti:
Roland Barthes (1915-1980) è uno di quegli autori che o si amano o si detestano.
Ed io non appartengfo a coloro che lo amano.Nella pretesa di Barthes d'inventare un linguaggio nuovo che tutto il resto della società avrebbe dovuto imparare da lui, nonché nel suo atteggiamento da "guru alla moda" trovo quel tanto di ciarlatanesco che è tipico di qualunque guru, laico o religioso che sia.
In più, per qualcuno che ha preteso in vita d'essere maestro (anzi, Maestro) d'amore per gli altri, pesa il limite d'aver sempre vissuto la propria omosessualità come colpa segreta, da vivere di nascosto, lontano dagli occhi dei discepoli osannanti... e del Potere (accademico, culturale, letterario) da cui dipendeva il suo concretissimo benessere economico.
Ma che Maestro è quello che non è capace di dire o dare nulla di nuovo su un argomento tanto cruciale nel reticolo dei discorsi d'amore quanto l'omosessualità?
Forse un "maestro" che sa di stare bluffando, e d'essere alla fin fine un conferenziere salottiero. Che si limita a confermare i punti di vista e i preconcetti che il pubblico aveva già al momento d'entrare nella sala, ma confezionandoglieli in modo più elegante e prestigioso, in modo che tutti, all'uscita, si sentano molto "colti" e molto "filosofici". Da qui gli entusiasmi dei lettori che dicono, dope aver letto questo libro, "Ma è proprio come scrive lui!".
Se almeno Barthes avesse analizzato la contraddizione che generava nella sua vita la sua condizione umana di omosessuale, o la sua condizione di anziano respinto dal "mercato del sesso" giovanilistico gay, avrebbe potuto dire qualcosa di nuovo, e forse anche di rilevante. Ma questa è esattamente la scelta che egli non fece.
Questo Frammenti di un discorso amoroso ha avuto un successo strepitoso negli anni Settanta, al punto che non era quasi possibile una conversazione minimamente colta (specie in ambienti "di sinistra") senza trovarselo citato ad ogni piè sospinto.
Forse la mia antipatia per Barthes è nata da qui, dall'essere stato costretto a leggere come una specie di bibbia dell'amore un libro che stringi stringi era un'antologia d'aforismi di letterati, filosofi e (in dosi massicce) psicoanalisti alla moda, legati da aforismi di Barthes stesso, il tutto infilato come sfilza di voci in ordine alfabetico
E l'omosessualità? L'omosessualità qui fa la figura della vecchia fata che ci si è dimenticati d'invitare al battesimo della Bella Addormentata: ci si accorge che manca da questo vortice di frammenti e citazioni solo se qualcuno si chiede dove sia mai, quando cioè è ormai troppo tardi per rimediare alla gaffe. Ed è un silenzio assordante, che rivela il limite dell'autocensura di questo autore.
E mi rendo conto pure del fatto che forse per chi leggerà Barthes oggi, a un quarto di secolo dalla sua morte, sarà possibile giudicarlo solo sulla base del testo stesso, senza l'interferenza fastidiosissima della sua figura mondana di guru tuttologo (se fosse vivo oggi, Barthes sarebbe il tipico intellettuale da "Maurizio Costanzo show").
Penso che possa bastare per altre delucidazioni chiedete pure,colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente vikk che mi ha dato la possibilità di pubblicare questa compilation ottima recensioni, speriamo che le critiche si siano placate, il trash è puramente soggettivo dipende dai punti di vista l'ultima traccia era da un punto di vista gay, con tutto rispetto per i cccp e per la mia eterosseualità ma bisogna essere pluralisti :) Dai ragazzi che una risata li seppellirà :)
ciao, ma perchè inserire Franco Battiato con Ecco come è che va il mondo????????? secondo me non c'entra tanto col resto... anzi per me è uno dei brani migliori dell'album "l'imboscata"...mah...non capisco
Leva subito Battiato Somaro! Un poeta questa compilation? Io ci metterei te lì dentro ;-)
"Onda gay" non è la canzone "omo" di Renato più riuscita, però vi informo che è stata molto amata (e rivalutata) dai gay stessi. Quanto ad "Al cinema", non può essere paragonata ad altre schifezze qui dentro: è ironica e divertente. "Ecco com'è che va il mondo", poi, è una bella canzone.
Posta un commento
I commenti su Orrore a 33 Giri sono assolutamente liberi, perchè crediamo sia giusto lasciare piena libertà d'opinione ai lettori anche se completamente diversa dalla nostra; ci riserviamo però il diritto di eliminare il tutto senza alcuno scrupolo qualora:
- venga superato il "limite dell'indecenza"
- dovessero essere inseriti link a siti per pubblicità o simili
- vengano insultati terzi o altri lettori
Per tutti i dettagli sulla policy del sito vi rimandiamo al disclaimer.
Gli off topic vanno bene, ogni tanto, ma non abusiamone. Se volete contattarci vi preghiamo di utilizzare la "Shout Box" o di utilizzare i nostri contatti.
Ovviamente è cosa gradita firmare i vostri commenti visto che noi lo facciamo con tutti gli articoli che pubblichiamo.
Se vuoi seguire la conversazione iscriviti al feed dei commenti.