Questo è un signor disco che pur prodotto da mr. Cecchetto (noto per la sua mancanza di buon gusto) è assai meno commerciale di quanto oggi non si voglia riconoscere; questi erano i veri 883 Pezzali-Repetto diretti e schietti con il portafoglio ancora vuoto che non badavano molto alle classifiche perchè per loro, in fondo due sfigati di provincia, arrivare ad incidere un album era già un gran successo.
Già con il successivo "Nord Sud Ovest Est" mancherà quell'ingenuità che fece del debut un piccolo gioiello e già mostrava preoccupanti segnali di come si sarebbe involuti con l'abbandono di Repetto.
Dimenticate sonorità ruffiane, canzoni smelense o tamarrate da discoteca; qui ci sono solo Max e Mauro che raccontano con schiettezza esperienze e momenti che tutti abbiamo vissuto.
L'apertura grandiosa con "Non Me La Menare" che mischia rock con pizzico di hip hop con il memorabile ritornello "non me la menare, non capisco cosa vuoi, tanto lo sapevi che non ero come voi"; si prosegue con l'adrenalinica "S'Inkazza (Questa Casa Non è Un Albergo)" ed i problemi di convivenza tra genitori e figli. La seguente accoppiata giovanilistica, "6/1/sfigato" e "Te La Tiri" strizza ancora l'occhio all'hip hop, mentre i testi se la prendono con i wannabe di provincia che facevano bella mostra del loro cellulare (come cambiano i tempi!) e le gnocche di paese che non degnavano di uno sguardo i ragazzi del bar, ma che si facevano raggirare da facilmente con una bella macchina e 4 soldi.
La title track è probabilmente la canzone meno valida del disco: il testo fumettistico e completamente slegato dal contesto microsociale dell'album non convince, "hanno ucciso l'uomo ragno non si sa neanche il perchè, avrà fatto qualche sgarro a qualche industria di caffè" (solo i Tretriti hanno saputo fare di peggio con il loro improbabile sequel), per non parlare della musica che riprende (cita?) palesemente la sigla di Devilman (sia il tuono iniziale che il giro di basso sono identici, ascoltate con le vostre orecchie).
Fortunatamente segue la splendida "Con Un Deca" a mio giudizio la miglior canzone di sempre degli 883, sia per la musica che per il testo; l'inizio lento ed affidato ad una chitarra acustica, sfocia in un piacevole rock energico, ma melanconico, con una base ritmica assolutamente non scontata, a supportare piacevoli melodie di sax; mitico il ritornello "con deca non si può andar via, non ci basta neanche in pizzeria". Si ritorna a rockeggiare con "Jolly Blue" ed ancora una volta il testo ricorda i momenti di spensieratezza passati con gli amici, ma ormai svaniti, tra sale giochi, giri in motorino, primi approcci con il sesso e le domeniche in discoteca.
L'ultima vera canzone dell'album è la suadente "Lasciati Toccare" dalle ritmiche sfacciatamente hip hop, ma interpretata come una rock song, non si tratta di una banale canzone d'amore, ma solo un racconto di una tipica serata in discoteca, dal punto di vista di chi rimane al bancone del bar ad osservare la "fauna" femminile intorno a lui; assolutamente non imprescindibile. Il disco si chiude con un'inutile versione pseudo gospel di "Non Me La Menare" inserita solo per allungare il brodo.
Nel 1999 il disco è stato ristampato con al la dicitura "Edizione Straordinaria" aggiungendo alcune inutilissime bonus track: due outtake come la brutta e scontata "Il Problema" ed il capolavoro nascosto "Lasciala Stare" assieme ad una sfilza di remix tra cui spiccano l'oscena versione dance di "Con Un Deca" ad opera di Fargetta e "S'Inkazza" che pare rifatta dagli U2.
Un disco, che molti oggi snobbano (nonstante abbia venduto piu' di 600.000 copie) e che è stato accantonato dalle numerose hit inanellate da Max Pezzali negli anni successivi, grazie an una svolta su pessime sonorità sempre più populiste, banali e commerciali, per non parlare dei testi che, dall'abbandono dell'altra metà degli 883 hanno più volte superato la soglia del ridicolo per la loro approssimazione e la mancanza totale di contenuti.
Un disco che è quasi un pezzo di storia.
Tracklist
01. Non me la menare
02. S'inkazza (questa casa non è un albergo)
03. 6/1/sfigato
04. Te la tiri
05. Hanno ucciso l'uomo ragno
06. Con un deca
07. Jolly blue
08. Lasciati toccare
09. Non me la menare (gospel)
bonus tracks*
10. Il problema (demo version)
11. Lasciala stare (demo version)
12. S'inkazza (Pierpa e Didde remix)
13. Hanno ucciso l'uomo ragno (Fargetta remix)
14. Con un deca (Fargetta remix)
15. Non me la menare (Shout remix)
* Presenti solo nella ristampa "Edizione Straordinaria" del 1999




3 commenti:
Io di anni ne avevo nove, ma lo so a memoria lo stesso. La canzone l'uomo ragno la ricordo soprattutto perché la strametà delle parole non le capivo, il brus degli strons, le facce di bog, uischi e margherite, ma il resto del disco è davvero un capolavoro da salvare. La lirica "ma poi ti guardi in faccia e dici dov'è/che vuoi che andiamo con ste' facce io e te" [sic] è una delle righe più sincere della musica italiana. E poi non c'erano ancora quelle stupide xxxx a coprire le parolacce nei buclets. E invece c'era la figa e il seno, c'era il gin tonic come fosse una bella storia dai, c'era berlusconi, c'erano tutti.
Poi max pezzali ha fatto vedere la sua faccia in giro e da quel momento è stata una vertiginosa spirale verso il basso.
la recensione di vikkat è perfetta: sono d'accordo su tutto e poi "con un deca" è davvero un capolavoro. dopo anni la riascolto e mi ci riconosco ancora (all'epoca avevo 12 anni,ora ne ho 27...). riuscivano ad essere, con questo primo album, disillusi e spensierati allo stesso tempo. purtroppo, non sentiremo mai + nulla di simile
http://www.debaser.it/recensionidb/ID_14264/Max_Pezzali__883_Tutto_Max_Greatest_hits.htm
grande recensione dell' opera pezzaliana!
;)
el minchia for president!
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